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Istria...

Le vacanze in Croazia lasciano sempre un buon sapore, anche quando finiscono. L'Istria, la regione dove mi piacerebbe vivere se non dovessi imparare una lingua ostica senza vocali. L'Istria, dove in alcuni punti sembra di essere in Puglia, con gli ulivi e i muri a secco a costeggiare le strade. L'Istria, che dove vai vai si mangia bene: il pesce alla griglia sulla costa e la carne cotta nella peka nell'entroterra. L'Istria, dove la gente del posto ti parla in italiano. L'Istria, dove il mare Adriatico è bello da morire e non si capisce come mai le nostre coste, proprio lì di fronte, siano oscene e abusate e lì sia invece quasi ovunque un paradiso selvaggio, dove i servizi ai turisti non mancano per niente.  L'Istria, dove a volte fai un tuffo nel Medioevo, quasi fossi in Umbria. L'Istria, che se fai la partenza intelligente non è poi così lontana. L'Istria, dove la birra costa poco e l'acqua costa tanto e q...

INSALATA DA TIFFANY: PERCHE' QUESTO E' PIU' BELLO #questoepiubello

La piccolina è a casa della nonna, in Valle Imagna, e a quanto pare si diverte tantissimo. Mi mandano foto e video di lei sempre sorridente, raccontano di una bimba adorabile che mangia, dorme e gioca, senza mai nemmeno fare i capricci. Quando l'ho vista, nel weekend, l'ho trovata cresciuta, con un paio di dentini in più, che dice parole nuove e interagisce con gattini e galline. Le cocò mi hanno sostituito nei suoi pensieri. Quando sono a Milano cerco di fare tutto quello che è in condizioni normali è poco gestibile con una bimba di 14 mesi al seguito, difficilmente passo la serata in casa e quindi difficilmente preparo qualcosa da mangiare e questa è sicuramente la prima ragione per la desertificazione di questo blog. Poi ci si mette anche mia mamma a tenermi fuori casa... comincio a pensare che abbia il mal d'estate. In primavera, invece di fiorire, comincia il suo lento decadimento annuale, che raggiunge il suo apice poco prima che io parta per le v...

Piado-fondo con hummus di ceci e mazzancolle pancettate... e la virtù dei forti

Mercoledì sono arrivata in ufficio e mentre attraversavo il cortile sono iniziate le prime gocce. I miei colleghi del magazzino, vedendomi senza ombrello, mi hanno fatto subito entrare dove di solito non è permesso e così mi sono messa tranquillamente a lavorare alla mia scrivania, con i piedi belli asciutti e la consapevolezza di averla scampata per un pelo. Passati 10 minuti io e un altro mio collega ci siamo alzati e ci siamo avvicinati alle finestre visto che il rumore della pioggia battente si stava facendo minaccioso. E poi è iniziato tutto, l'acqua ha cominciato ad entrare dalle finestre chiuse, poi dalla porta chiusa, come se avessero aperto un rubinetto all'interno delle pareti. Poi hanno cominciato a cadere i primi pannelli di cartongesso dal soffitto, quelli rasenti al perimetro esterno, quelli proprio sopra alla mia scrivania e a quella di un altro collega "esuberante", come se il fatto di essere stati messi alla porta non fosse già abbastanza ...

Per la serie: "non ci si annoia mai"

Sono sparita per un po', questo mese nemmeno la gara sul babà dell'MTC mi ha fatto tornare la voglia di cucinare. A dirla tutta Irene è l'unica fortunata della famiglia, l'unica a cui preparo qualcosa da mangiare, gli altri (nello specifico mio marito) devono accontentarsi di quello che c'è. Io ve l'avevo detto  qui  che c'era da attendersi altro, che probabilmente mi avrebbero spostato di nuovo, in effetti lo hanno fatto, ma non all'ufficio amministrativo, no, stavolta mi hanno spostato fuori dalla porta e tra poco più di 2 mesi sarò DISOCCUPATA. Si parla di crisi, in tante aziende, anche in quelle dove il lavoro è tanto  (a questo punto più dovuto ad una cattivissima gestione che ad un effettivo fatturato)  e le posizioni non eccedono e il lavoro che fanno i fantomatici ESUBERI se lo devono accollare colleghi già troppo oberati di loro. Io, impiegata a tempo pieno per ben 8 ore della mia giornata lavorativa, sono uno dei tanti ESUBERI di ...

Fegato, cuore e polmoni di capretto con le cipolle

Sono stata qualche giorno in giro e quasi quasi mi dimentico di pubblicare la seconda ricetta per questo MTC, ma corro subito ai ripari. Non avevo intenzione di farla, ma il capretto che avevo preso era tanto e la mattina di Pasqua ho incontrato mio cugino Sandro, che mi ha implorato di tenergli da parte del fegato da fare con le cipolle perché a lui piace da morire, ma sua moglie non lo cucina mai. E così mentre preparavo il fritto per il pranzo, ho affettato una cipolla e ho preparato la schiscetta richiesta. Che dire, con le cipolle, tante cipolle, non si sbaglia mai. Ingredienti per 3 persone: cuore, fegato, polmoni di capretto 1 cipolla 1/2 bicchiere di vino bianco farina q.b. olio evo  sale e pepe Sbucciare una cipolla e affettarla finemente.  Lavare accuratamente la carne, asciugarla con carta assorbente e tagliarla in piccoli boccocini di circa 2 cm. Infarinarla e  scrollare bene la farina. Soffriggere i bocconcini in un giro...

Fritto misto di capretto, carciofi e patate

Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi! Deve essere stato recepito al volo dai membri della mia famiglia, zia Vittoria compresa, che di solito, non solo ci ospitava a casa sua, ma che cucinava tutte le cose deliziose che addobbavano la nostra tavola delle feste. Quest'anno siamo sopravvissute solo io, mia mamma e la piccola Irene, un trio che ve lo raccomando, gli altri hanno optato per il "Pasqua con chi vuoi", mio marito incluso, che ha deciso di pranzare con i suoi e di raggiungerci nel pomeriggio (detta così fa brutto: diciamo che impegni lavorativi lo portavano nella bergamasca e tornare a Milano per ora di pranzo sarebbe stato un po' scomodo). Alla fine è arrivato praticamente per ora di cena, ma io in versione “dama bianca” ho passato il pomeriggio nel cortile di mia cugina Marina a giocare a pallavolo con cugini di ogni età, mentre Irene volava felice sulla sua altalena e salutava i treni. Ma torniamo per un attimo al quinto quarto, oggetto della ...

Strudel di pere e cioccolato e Arlecchino, servitore di due padroni

E' passato poco più di un mese da quando mi hanno cambiato di ufficio, come vi avevo raccontato qui , all'inizio non ero molto entusiasta del cambiamento, tutto perché non era una scelta ma bensì un'imposizione. Nel corso del mese però mi sono abituata e, devo dire la verità, mi è anche piaciuto molto; finalmente avevo trovato quel compromesso che mi permetteva svolgere un misto di lavoro manuale, operativo e di comunicazione. Ovviamente la soddisfazione non poteva durare troppo. Venerdì pomeriggio sono stata chiamata nell'ufficio del titolare, che mi ha detto: "bene dopo questo mese di training puoi ritornare all'ufficio commerciale, continuerai a fare tutto quello che hai imparato in questo periodo di affiancamento, inoltre seguirai la parte di commerciale dell'Italia e sarai di supporto alle tue colleghe per altri lavori".  Ho detto "ok", poi mi sono girata e chinata a 90 gradi sono tornata al mio posto. Ad essere onesta il si...

Soufflé di pesce spada su crema di melanzane e salsa mediterranea

Ieri nel mio ufficio c'è stata una vera e propria scossa di terremoto, al termine della quale solo pochi sono riusciti a rimanere seduti alla propria scrivania. Partiamo dal presupposto che nessuno ha perso il proprio posto di lavoro e, visti i tempi che corrono, questa è già di per sé una gran cosa, in ogni modo, molti di noi sono stati vittime di una scossa di magnitudo 9.3, con conseguente tsunami con onde alte almeno 40 metri. Io dall'ufficio commerciale mi sono trovata su una scrivania dell'ufficio acquisti, una mia collega, quasi vicina di "banco", è finita all'ufficio stile, altri si stanno ancora risollevando dall'urto e alcuni giacciono inermi sotto le macerie dei crolli che sono seguiti al maremoto. Eventi di questa entità, che spezzano in modo radicale gli equilibri, sono negativi di per sé, anche se le onde ti spingono su una spiaggia dei Caraibi quando desideravi di andarci da tutta la vita. Eh si perché non sono scelte ponderate, almen...