lunedì 13 aprile 2015

Torta di pan di spagna con chantilly al pistacchio, lamponi e buon compleanno

Questa volta gli ho fatto una sorpresa, lui non si aspetta mai una torta per il compleanno, anche perché ben sa che i dolci non sono proprio il mio forte e che tanti tentativi fatti in passato non sono andati a buon fine.
Intendiamoci, da quando stiamo insieme gli ho quasi sempre preparato un piccolo dolce, ma sempre cose semplici, cose a me congeniali, che fossero quasi a rischio 0.
Ma questa volta, complice la sfida n° 47 dell'MTC sul pan di spagna e la galvanizzazione dal recente successo ottenuto dalla mia dacquoise alle nocciole, ho voluto puntare in alto, con una torta decisamente semplice, ma gustosissima e colorata.
E così ho passato tutto un pomeriggio a spignattare, nella disorganizzazione più totale, di quelle degne di una persona che proprio la bilancia non è capace ad usarla e a cui la tanto raccomandata filosofia del "preparare prima tutti gli ingredienti" proprio non entra in testa.
Per la cena però era tutto pronto, dai, in fondo sono stata brava, me la sono cavata "solo" in 4 ore.



















E con questa torta ti auguro ancora tanti auguri per i tuoi 38 anni, con l'aiuto della nostra piccola peste che tanto ci fa sciogliere il cuore.





Pan di Spagna tradizionale a freddo (di Iginio Massari)

Ingredienti per 2 tortiere da 22 cm:
600 g di uova intere
400 g di zucchero
3 g di sale
1/2 scorza di limone grattugiata
300 g di farina bianca 00 (W 150-170)
100 g di fecola

Montare in planetaria con una frusta fine: uova intere, zucchero, sale e limone per circa 20 minuti a media velocità (se diminuite la quantità basta anche meno tempo). 
Setacciare due volte la farina bianca e la fecola e incorporare delicatamente a pioggia. Mettere in stampi imburrati e leggermente infarinati e cuocere a 170°-180° per circa 20-25 minuti (io 35 minuti) per teglie alte 4-4,5 cm. 



Nel post di Caris trovate tutte le informazioni per la perfetta realizzazione del pan di spagna di Massari montato a freddo, ma anche altre versioni, con validi "trucchetti" che è bene conoscere per non fare un "disastro".


Crema chantilly al pistacchio
Ingredienti per 600 g di crema:
500 ml di panna fresca
75 g di zucchero a velo
40 g di pasta di pistacchio*

*Ingredienti per 40 g di pasta di pistacchi:
50 g di pistacchi non salati e già sgusciati
30 g  di zucchero
7 g di acqua

Tritare i pistacchi sgusciati e pelati il più finemente possibile in un frullatore.
In un pentolino d’acciaio, far caramellare lo zucchero con l'acqua, evitando di mescolare, dopodiché versate subito il caramello nei pistacchi tritati e frullate nuovamente fin quando la pasta di pistacchi non sarà sufficientemente compattata (può essere conservata in un panetto in frigorifero). In caso si necessiti di una crema, come in questo caso, aggiungere un po' d'acqua e mescolare fino al completo assorbimento.

Bagna al Passito di Pantelleria

Ingredienti:
200 g di acqua
100 g di zucchero a velo
1/2 bicchierino di Passito di Pantelleria

Mettere l’acqua e lo zucchero in un tegame e portarle lentamente a bollore. Far cuocere per 1 minuto, poi togliere dal fuoco e far raffreddare completamente infine il Passito mescolando bene.


Cuori di cioccolato temperato 

Ingredienti:
100 g di cioccolato fondente 72%
100 g di cioccolato bianco

Sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria fino a quando non raggiunge una temperatura di 45/50°; versare i due terzi del cioccolato una leccarda da forno molto fredda (o su un piano di marmo per chi ce l'ha) e portare velocemente la temperatura del cioccolato a 27/28°, unire il cioccolato raffreddato al restante cioccolato portando la temperatura a 31/32°.
Temperare il cioccolato bianco seguendo lo stesso procedimento, facendo attenzione alle seguenti temperature: cottura a bagno maria 40°, raffreddamento fino a 24/25°, portare nuovamente a 27/28°.
Stendere entrambi i cioccolati su un foglio di carta da forno e a raffreddare completamente, poi coppare con uno stampino a forma di cuore.


Assemblaggio  e decorazione della torta con montaggio classico

Ingredienti:
30 g di granella di pistacchi
300 g di lamponi


Tagliare il pan di spagna in 3 strati, bagnare il primo con la bagna al Passito di Pantelleria, spalmare abbondante chantilly al pistacchio e cospargere di lamponi a pezzi.
Mettere il secondo strato di pan di spagna e bagnarlo con la bagna al Passito di Pantelleria, spalmare con la chantilly al pistacchio e cospargere di pezzi di cioccolato temperato bianco e fondente.
Prima di coprire con il terzo strato di pan di spagna, bagnare la base con la bagna al Passito di Pantelleria, porlo in cima alla torta e spalmare abbondante chantilly al pistacchio stendendola bene anche sui lati.
Decorare il bordo più esterno della superficie con la granella di pistacchi, poi fare un cerchio di lamponi, poi ancora un cerchio di pistacchi e poi uno di lamponi, fino ad arrivare al centro della torta.
Ricoprire i bordi laterali con i cuori di cioccolato alternando quelli al cioccolato bianco a quelli al cioccolato fondente.

In alternativa, la superficie della torta può essere guarnita con mandorle a scaglie, lamponi e granella di pistacchi.
Il commento di mia nipote Chiara è stato, cito testualmente:
"Chiara, era davvero davvero buona la torta, complimenti"
Io che a fare i dolci mi sento una vera imbranata, sono ancora qui che cerco di scendere di quel mezzo metro per rimettere i piedi per terra :-D














Adesso una piccola riflessione: sono 2 anni che partecipo all'MTC e diventa sempre più difficile, ma anche quando le ricette mi sono meno congeniali, come in questo caso, ci provo e i risultati a volte stupiscono.
Come abbiamo detto tante volte, l'MTC è una scuola più che una gara e a scuola si prendono appunti e i compiti in classe si fanno spesso prima in brutta copia... 
Questa è la prima volta che ho progettato una ricetta e ho buttato giù uno schizzo del risultato che avrei voluto ottenere, direi che ci sono andata vicina, soprattutto con il gusto che mi ero immaginata.


Con questa ricetta partecipo all'MTC di aprile.





giovedì 2 aprile 2015

Gnocchi viola su crema di asparagi, porri caramellati e Castelmagno

Non so come mi sia venuta questa passione per gli gnocchi ultimamente, prima non è che ne andassi proprio matta, forse perché ho sempre mangiato quelli industriali un po' gnucchi e stopposi.
Questa sera dovevano venire a cena Anna ed Elisa, 2 ex colleghe che per fortuna non sono diventate anche ex amiche e ieri sono andata al piccolo supermercato di quartiere per comprare qualcosina per la serata (cercavo la ricotta, non so per farci cosa).
Passo al banco della frutta e verdura e vedo gli asparagi in offerta, poi di fianco le carote nere e penso subito a degli gnocchi viola di carote nere e patate gialle con asparagi verdi, si insomma, un prato fiorito. Oddio, ma sono io che scrivo o i miei ormoni???? Prato fiorito??? Mi sa che sta gravidanza mi ha fatto diventare troppo bucolica!
Comunque, torniamo a noi, ieri mattina dopo il supermercato sono passata anche dal dottore, ovviamente era in ritardo e nell'attesa questa ricetta ha preso forma, l'ho appuntata sul cellulare e... 
...
...
...
stamattina Elisa ha scritto che è malata e quindi niente cena tra donne.
A Filippo, anche se non lo ammetterà mai, sono brillati gli occhi, già si vedeva con le gambe sotto il tavolo a mangiarsi tutto quanto, perché in effetti le patate e le carote erano già in pentola e gli asparagi già tagliati.
Gli gnocchi, come potete vedere, li ho fatti lo stesso, a pranzo e non a cena e con commensali diversi. Praticamente io e Filippo ce li siamo mangiati da soli, quasi tutti, salvando una piccola porzione per le foto. Ci sono piaciuti moltissimo, Irene invece non ha apprezzato, ma penso più per una questione di colori, lei non è ancora entrata nella sua fase bucolica, ha preferito pasta in bianco avanzata dalla sera prima.

Eli, Anna, prometto che farò qualcosa di altrettanto buono quando vi avrò alla mia tavola.


















Ingredienti per 4 persone:
Per gli gnocchi:
450 g di patate
150 g di carote nere
200 g di farina 00
1 uovo 
noce moscata
2 pizzichi di sale
Per la crema:
500 g di asparagi verdi
20 g di burro
2 cucchiai di panna da cucina
sale e pepe q.b.
Per guarnire:
1 porro
1 bicchierino di vermouth
20 g di burro
scaglie di Castelmagno
olio evo
pepe q.b.

Sbucciare la patata e le carote e farle bollire in abbondante acqua salata per 30 minuti. Ridurle in purea. Aggiungere la farina, l'uovo, il sale e la noce moscata ed impastare il tutto fino ad ottenere un composto morbido e omogeneo.
Infarinare abbondantemente il piano di lavoro e lavorare di volta in volta un po' di impasto formando prima tanti filoni dello spessore di 2-3 centimetri e tagliare poi gli gnocchi riponendoli su una superficie o un vassoio infarinato ad asciugare.
Pulire gli asparagi con un pelapatate eliminando la parte finale e i filamenti più duri. Dividere le punte dai gambi e tagliare questi ultimi a rondelle.
Mettere una noce di burro in una casseruola, aggiungere gli asparagi a rondelle, coprire con acqua, salare e far cuocere mezzora con il coperchio, aggiungere la panna e un'abbondante grattata di pepe e far ridurre per 3 minuti senza coperchio a fuoco medio. Frullare il tutto e tenere in caldo.Mettere una noce di burro in una padella e cuocere le punte di asparagi tagliate a metà a fuoco vivo. Cuocere per 5 minuti così da farle diventare croccanti. Salare e tenere da parte.
Nella stessa padella cuocere il porro tagliato a rondelle sottili, sfumare con un bicchierino di vermouth e cuocere a fuoco vivo fino a quando il liquido non sarà completamente asciutto.
A questo punto buttare gli gnocchi in abbondante acqua salata e scolarli con una schiumarola, una volta venuti a galla.
Impiattare mettendo la crema di asparagi sul fondo di un piatto, adagiarvi sopra gli gnocchi e decorare con punte di asparagi croccanti, porro caramellato e scaglie di Castelmagno.
Condire con un giro di olio evo e una grattata di pepe nero.

lunedì 30 marzo 2015

Gnocchi di zucca e patate al Castelmagno

Andare in montagna da nonna Lucia ha sempre un non so che di rigenerante. 
Ovviamente sto pensando alle giornate di sole, come quella di ieri, dove si può godere del tepore primaverile camminando e ammirando i prati fioriti, pieni di primule colorate, viole e margherite. 
Guardando qua e là si scorgono anche ciuffetti di erba cipollina, che qui mica è tutta dritta come quella che si trova nelle vaschette del supermercato, è boccolosa e profumatissima ed è quasi un peccato non raccoglierla... come peccato è stato non raccogliere il tarassaco che tanto mi richiama la primavera, ma diciamo che con questa panzona che mi ritrovo non sarebbe stato il massimo arrampicarmi sui pendii che costeggiano la casa, armata di sacchetto e coltello... sarà aihmé per il prossimo anno.
In  compenso la nonna Lucia ha detto che se in settimana avrà la luna giusta ci andrà lei in "Missione Tarassaco".
Spero che la luna sia dalla mia parte e soprattutto spero che almeno un po' di quello che raccoglierà  la nonna raggiungerà la città e la nostra tavola smaniosa.
No, non l'ho dimenticata, Irene è ormai una piccola esploratrice, va a salutare le sue amiche galline, passeggia nell'orto, raccoglie (strappa) i fiorellini e si stupisce al passaggio delle formiche... poi si arrampica ovunque e io a correrle dietro per evitare che si ammazzi. 
E appena suonano le campane chiama la nonna a squarciagola e corre dentro casa "nonna beni, le pane... tenti"...
Adesso inizia a mettere le singole parole in fila per formare delle semplici frasi e io sono sempre più stupita di come cresca ogni giorno di più, facendo cose che mi sembrano impossibili per un esserino di 23 mesi, eppure...
È una gioia godere di questi momenti in una bella domenica di sole.

Il piatto che vi propongo non ha molto a che fare con la primavera, diciamo che è un modo per salutare definitivamente l'inverno in modo degno.


















Ingredienti per 4 persone:
Per gli gnocchi:
350 g di patate
200 g di zucca
150 g di farina 00
1 uovo piccolo
noce moscata
1 pizzico di sale
Per condire:
80 g di Castelmagno
50 g di latte
pepe q.b.


Sbucciare la patata e la zucca e farle bollire in abbondante acqua salata per 30 minuti. Farle raffreddare e ridurle in purea. Aggiungere la farina, l'uovo, il sale e la noce moscata ed impastare il tutto fino ad ottenere un composto morbido e omogeneo.
Io questa volta, per non usare più della farina che avevo messo nell'impasto, ho messo il composto in una tasca da pasticcere e ho formato gli gnocchi direttamente sopra la pentola di acqua leggermente salata in ebollizione, ottenendo gnocchi morbidissimi, in alternativa utilizzare il "metodo classico": infarinare il piano di lavoro e lavorare di volta in volta un po' di impasto formando prima tanti filoni dello spessore di 2-3 centimetri e tagliare poi gli gnocchi riponendoli su una superficie o un vassoio infarinato ad asciugare.
Tagliare il Castelmagno in pezzi non tanto grandi e farlo sciogliere con il latte a fuoco lento.
Cuocere gli gnocchi in abbondante acqua salata, scolarli e metterli nella padella della crema di Castelmagno per condirli bene. 
Impiattare e spolverare con una grattata di pepe nero appena macinato.

Accompagnare il piatto con un buon bicchiere di vino rosso, noi abbiamo bevuto un Rosso di Montalcino dei Tenimenti Angelini del 2010

venerdì 27 marzo 2015

Spinacino di vitello ripieno

Non mi sembra vero, questo mese è la seconda ricetta che pubblico sul blog che non ha a che fare con la partecipazione all'MTC, mi sarà mica tornata la voglia di cucinare?
Il mese scorso al pranzo per il compleanno della mia nipotina Chiara, mia cognata ha preparato un buonissimo spinacino di vitello. 
Io non ho molta confidenza con la preparazione della carne, soprattutto se si tratta di arrosti, per non parlare dell'arrosto di vitello.
Mia suocera lo prepara molto buono e per giunta tutte le domeniche e spesso Filippo lo mangia anche in settimana quando va a cena dalla sua mamma, quindi mi son sempre chiesta perché mi sarei dovuta cimentare in questa preparazione, quando potevo dedicarmi a tantissime altre cose su cui ero di gran lunga più ferrata?
Un paio di settimane fa però ero al banco della carne del supermercato e ho addocchiato un bellissimo spinacino di manzo in sconto, poi vedo in lontananza il caro vecchio Remo, lo storico "Macelar de Derghen" e lo interpello sull'acquisto di quel pezzo di carne e lui mi indirizza subito sul vitello, mi sceglie un fantastico pezzo di carne e mi dice "fai questo, non rimarrai delusa!"
L'ho comprato e congelato in attesa del momento giusto per cucinarlo, in attesa dell'ispirazione.
E l'occasione è arrivata, diciamo che una bottiglia di vino avanzata ha dettato le regole del nostro pranzo di coppia.
Il buonissimo spinacino di mia cognata Nicoletta era stato comprato già farcito dal suo macellaio di fiducia, quindi il ripieno che ho messo nella tasca di vitello è molto diverso dal suo e soprattutto frutto della mia fantasia, ma la cottura è stata fatta secondo suo prezioso suggerimento, ho sostituito solo il brodo di pollo con quello vegetale.


















Ingredienti per 4 persone:
Per il brodo vegetale:
1/2 carota 
1/2 cipolla
1/2 costa di sedano
sale grosso q.b.
Per il soffritto:
1/2 carota 
1/2 cipolla
1/2 costa di sedano 
1/2 bicchiere di vino bianco secco
1 rametto di rosmarino
5 foglie di salvia
olio evo
500 g di spinacino di vitello
Per il ripieno:
250 g di carne macinata mista (suino/bovino)
100 g di mortadella
100 g di erbette cotte
80 g di parmigiano
30 g di pangrattato
20 g di latte
1 uovo
1 picchio d'aglio
2 pizzichi di sale

Innanzitutto preparare il brodo: mettere sedano carota e cipolla in una pentola capiente con 2/5 litri di acqua, salare e cuocere per almeno un'ora con il coperchio.
Preparare il ripieno frullando tutti gli ingredienti, inserirlo nella tasca dello spinacino (sicuramente avanzerà del ripieno con il quale potrete fare delle polpettine o un polpettone, come ho fatto io), legare la carne con lo spago o se non siete stati capaci, come me, chiudere con gli stuzzicadenti, il modo che il ripieno non fuoriesca dalla tasca in cottura.
Tritare il sedano la carota e la cipolla metterli in una casseruola con un giro d'olio evo e cuocere 5 minuti a fuoco lento. 
Rosolare bene la carne da tutti i lati, aggiungere mezzo bicchiere di vino bianco secco e farlo sfumare a fuoco vivo. 
Bagnare la carne con due mestoli di brodo e cuocere a fuoco medio con il coperchio per un'ora aggiungendo altro brodo di tanto in tanto.
Una volta cotta, affettare la carne e, dopo aver eliminato il rosmarino e la salvia, frullare il fondo di cottura per farne un gustosissimo sughetto.

sabato 21 marzo 2015

Torta salata di grano saraceno ai carciofi, Castelmagno e noci

Chi non ha ancora capito che vado matta per il grano saraceno alzi la mano...
Ecco, bravi, non vedo mani alzate, quindi direi che siete abbastanza attenti e soprattutto ferrati sui miei gusti.
La scelta di questa farina per la torta salata che vi propongo oggi non è però dettata solo dalla ricerca dei miei personalissimi orgasmi gastronomici, stasera, infatti, a casa di Elena si mangiano i pizzoccheri, quelli veri, buonissimi e burrosissimi (non è che Roux prima di fare la sua brisée li aveva assaggiati?) e volevo fare un antipasto che mantenesse la stessa rusticità. 
Ho aggiunto un formaggio forte e stagionato, il Castelmagno, prodotto dell'omonimo paese in provincia di Cuneo. 
Un'autentica prelibatezza che raramente mi concedo, ma se al banco del fresco del supermercato lo mettono al 50%, bè è destino che faccia parte della mia torta salata.

Anche per questa mia seconda versione ho leggermente variato la ricetta di Roux, che trovate nella sua versione originale sul blog di Flavia, Cuocicucidici.

Ovviamente, come per la Quiche di salmone e asparagi bianchi, avevo dimenticato di fotografare l'impasto prima di essere steso e ho dovuto rifare tutto da capo, passaggio in frigorifero per raffreddare la pasta compreso... provate voi a far stendere un impasto del genere da una donna incinta con le mani a 100°...!!!


















Pasta brisée di Michael Roux

Ingredienti (450 g di pasta):
125 g di farina 1
75 g di farina di grano saraceno
50 g di farina di noci
150 g di burro
1 cucchiaino di sale
1 pizzico di zucchero
1 uovo
1 cucchiaio di latte freddo

Versare le farine a fontana sul piano di lavoro. Mettere al centro il burro, il sale, lo zucchero e l’uovo, poi mescolarli e lavorarli con la punta delle dita.
Incorporare piano piano le farine, lavorando delicatamente l’impasto finché assume una consistenza grumosa.
Aggiungere il latte e incorporarlo delicatamente con la punta delle dita finché l’impasto comincia  a stare insieme.
Spingere lontano da voi l’impasto con il palmo della mano, lavorando di polso, per 4 o 5 volte, finché è liscio. Formare una palla, avvolgerla nella pellicola e metterla in frigo fino all’uso.
Infarinare leggermente il piano di lavoro e il mattarello. 
Stendere la pasta con colpi leggeri e pressione regolare, ruotandola di 90° e girandola di tanto in tanto, per evitare che attacchi e facilitare l’aerazione. Continuare così fino a ottenere le dimensioni e la forma desiderate.
Stendere l’impasto con un diametro di 5-7 cm superiore a quello della tortiera, in base all’altezza. Sollevare la pasta sul mattarello e srotolarla sullo stampo.
Rifilare la pasta in eccesso col coltello o passando il mattarello sulla tortiera. 
Far raffreddare in frigorifero per 20 minuti in modo non si crepi durante la cottura.
Prima di cuocere in bianco o di versare il ripieno, bucherellare il fondo con i rebbi di una forchetta per far fuoriuscire l’aria.
Rivestire il guscio di pasta con la carta forno e riempirlo con uno strato di pesi che tenga schiacciato l’impasto  evitando che si gonfi in maniera non uniforme.
Cuocere “in bianco” nel forno alla temperatura indicata dalla ricetta (di solito 180°-190°C) per il tempo previsto, poi togliere i  pesi e la carta e rimettere in forno perché la pasta si asciughi e colori. Se il guscio non tornerà in forno per la cottura del ripieno, deve essere completamente cotto.


Torta salata di grano saraceno ai carciofi, Castelmagno e noci


















Ingredienti per una tortiera da 26 cm:
375 g di pasta brisée alle noci
5 carciofi
1 porro
250 g di ricotta di capra
150 g di latte
40 g di Castelmagno grattugiato
8 gherigli di noce 

Pulire i carciofi eliminando parte del gambo, le foglie più esterne, le punte spinose e la barbetta interna, sciacquare bene sotto l'acqua corrente, spruzzare con poco succo di limone ed affettare finemente.
Pulire il porro eliminando l'involucro più esterno, lavare bene ed affettare finemente.
Stendere la pasta e foderare uno stampo da 26 cm di diametro, mettere in frigorifero bucherellare il fondo con una forchetta, rivestirlo con la carta forno e riempirlo con uno strato di pesi.
Preriscaldare il forno a 190° e cuocere il guscio di pasta per 20 minuti. 
Abbassare la temperatura a 170°, togliere i pesi e la carta e rimettere in forno per 5/10 minuti.
Distribuire il porro sul fondo del guscio di pasta e poi i carciofi, tenendone alcuni per la decorazione. 
Preparare l’ “appareil”  mettendo la ricotta, il Castelmagno e il latte in una ciotola, amalgamando bene e versare il tutto all'interno del guscio di brisée. 
Guarnire disponendo i restanti carciofi a raggiera e distribuire i gherigli di noce tritati grossolanamente al coltello sulla superficie.*
Infornare per altri 20 minuti.
Sformare la torta su una griglia, trasferire su un piatto da portata e servire.

*Le verdure rimarranno abbastanza croccanti, perché a noi piace sentirle sotto i denti, ma se a voi piacciono morbide, che si sciolgono in bocca, potete stufarle prima di metterle nel guscio di pasta, quando saranno tiepide.


Mi era avanzata una pallina di pasta e l'ho infornata in una piccola pirofila monoporzione e poi l'ho farcita con ganache al cioccolato fondente, banana e zucchero di canna e poi rimessa in forno per 5 minuti.
Volevo utilizzarla per corrompere Flavia (come gentilmente da lei suggerito), ma poi è passata la golosona e niente, non ne è avanzata nemmeno una briciolina.
Mi sa che nemmeno questo mese non riuscirò a vincere, studierò una miglior tangente per il prossimo giudice, promesso e soprattutto cercherò di tenere la ragazza aspira tutto lontana dalle mie creazioni.





Con questa ricetta partecipo all'MTC di marzo

sabato 14 marzo 2015

Quiche al salmone ed asparagi bianchi

Questo mese all'MTC parliamo di torte salate con la ricetta della pasta brisée di Michael Roux tratta dal libro Frolla & Sfoglia (uno dei pochissimi libri di cucina presenti nella mia libreria).
Il ripieno che ho scelto è un must di questo periodo, almeno per me che ho la Germania nel cuore: asparagi bianchi e salmone, avvolti da una crema acida al quark, il tutto aromatizzato da una profumatissima erba cipollina, che ho deciso di mettere direttamente nell'impasto della brisée.
Una ricetta, quella di Roux, già provata in precedenza, una pasta friabile e burrosa adatta ad ogni tipo di ripieno. 
L'aromatizzazione all'erba cipollina le dona quel tocco rustico che perfettamente si sposa con la delicatezza degli asparagi bianchi e la dolcezza del salmone. La nota acida del quark non può mancare per donare il giusto equilibrio al piatto. 

Irene l'ha mangiata per due sere di fila e ogni volta, finita la sua porzione, non ha mancato di dire "ancoua, ancoua". Sulla pronuncia della R lavoreremo più avanti, ma il palato già mi sembra sulla via giusta.

La ricetta della sfida di marzo la trovate da Flavia, sul blog Cuocicucidici e dopo un mese di innalzamento della glicemia puro con i Baci, ci voleva proprio una buonissima torta salata.

 
















Pasta brisée di Michael Roux

Ingredienti (450 g di pasta):
250 g di farina
150 g di burro
1 cucchiaino di sale
1 pizzico di zucchero
1 uovo
1 cucchiaio di latte freddo
10 g di erba cipollina tritata

Versare la farina a fontana sul piano di lavoro. Mettere al centro il burro, il sale, lo zucchero e l’uovo, poi mescolarli e lavorarli con la punta delle dita.
Incorporare piano piano la farina, lavorando delicatamente l’impasto finché assume una consistenza grumosa.
Aggiungere il latte e incorporarlo delicatamente con la punta delle dita finché l’impasto comincia  a stare insieme.
Spingere lontano da voi l’impasto con il palmo della mano, lavorando di polso, per 4 o 5 volte, finché è liscio. Formare una palla, avvolgerla nella pellicola e metterla in frigo fino all’uso.
Infarinare leggermente il piano di lavoro e il mattarello. 
Stendere la pasta con colpi leggeri e pressione regolare, ruotandola di 90° e girandola di tanto in tanto, per evitare che attacchi e facilitare l’aerazione. Continuare così fino a ottenere le dimensioni e la forma desiderate.
Stendere l’impasto con un diametro di 5-7 cm superiore a quello della tortiera, in base all’altezza. Sollevare la pasta sul mattarello e srotolatela sullo stampo.
Rifilare la pasta in eccesso col coltello o passando il mattarello sulla tortiera. 
Far raffreddare in frigorifero per 20 minuti in modo non si crepi durante la cottura.
Prima di cuocere in bianco o di versare il ripieno, bucherellare il fondo con i rebbi di una forchetta per far fuoriuscire l’aria.
Rivestire il guscio di pasta con la carta forno e riempirlo con uno strato di pesi che tenga schiacciato l’impasto  evitando che si gonfi in maniera non uniforme.
Cuocere “in bianco” nel forno alla temperatura indicata dalla ricetta (di solito 180°-190°C) per il tempo previsto, poi togliere i  pesi e la carta e rimettere in forno perché la pasta si asciughi e colori. Se il guscio non tornerà in forno per la cottura del ripieno, deve essere completamente cotto.

Quiche al salmone ed asparagi bianchi


















Ingredienti per una tortiera da 26 cm:
375 g di pasta brisèe all'erba cipollina 
200 g di salmone fresco
300 g di asparagi bianchi
250 g di quark
50 g di parmigiano grattugiato
60 g di panna fresca
3 tuorli d'uovo

Pulire gli asparagi con un pelapatate eliminando la parte finale e i filamenti più duri, lessarli al dente in acqua bollente leggermente salata. Scolarli e tagliarli a metà. 
Affettare il trancio di salmone dalla parte più corta.
Stendere la pasta e foderare uno stampo da 26 cm di diametro, bucherellare il fondo con una forchetta, rivestirlo con la carta forno e riempirlo con uno strato di pesi.
Preriscaldare il forno a 190° e cuocere il guscio di pasta per 15 minuti. 
Abbassare la temperatura a 170°, togliere i pesi e la carta e rimettere in forno per 10 minuti.
Preparare l’ “appareil”  mettendo l’uovo, il quark, la panna e il parmigiano in una ciotola, amalgamando bene ed insaporire con noce moscata, sale e pepe, versarlo all'interno del guscio di brisée. Distribuire il salmone e gli asparagi sulla crema e decorare con qualche filo di erba cipollina, spolverare infine con una grattata di noce moscata. 
Infornare per altri 20 minuti nella parte più bassa del forno.
Sformare la quiche su una griglia, trasferire su un piatto da portata e servire.

Con questa ricetta partecipo all'MTC di marzo
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