venerdì 23 febbraio 2018

Starnazzando in verticale #mtc70

Quando è uscito il tema della gara avevo la testa da un'altra parte, ero in attesa, quell'attesa senza speranze e senza futuro, ero in attesa dell'ultimo respiro.
Non so se ci si può preparare alla morte della propria mamma, io per tutta la vita ho pensato che sarebbe avvenuto da un momento all'altro e lei invece mi ha sempre stupito uscendo da situazioni senza speranza. Ho vissuto talmente tante volte gli attimi prima della sua morte che quando è arrivata non ho provato dolore. Le ho stretto la mano, guardandola negli occhi e le ho detto che le volevo bene e che poteva andare. Finalmente era libera.
Quando ero piccola era uno dei miei sogni ricorrenti, ho fatto morire quella povera donna in ogni modo possibile e tutte le sensazioni che mi restavano al mio risveglio erano legate a quell’ondata di affetto che mi dimostravano tutte le persone che le avevano voluto bene e che ne volevano a me.
Mi è rimasto questo al mio risveglio, quell’ondata di affetto da cui mi sono lasciata cullare come una zattera in mezzo al mare, senza groppi in gola, con il solo pensiero che era arrivato il momento e che adesso lei sta bene, finalmente.

L’unico macabro pensiero che mi è venuto quando ho letto il tema della sfida era che sarebbe stato utile aver pensato alla cremazione invece che alla sepoltura per poter affumicare le sue ceneri… lo so, non si fa, ma io ci rido su ancora adesso.


Dopo giorni da naufraga in mezzo al mare ho intravisto la terra ferma.
La starna. Mio cognato Massimo me ne ha regalate due a Natale, mi riempivano il freezer  e non avevo idea di cosa farci e ho pensato che disossare un uccello, farcirlo e ricucirlo mi avrebbe aiutato a tenere la testa impegnata concentrando i pensieri su un progetto invece che farli vagare nel nulla.

Ho focalizzato talmente tanto i pensieri che ho preparato 3 piatti, una verticale in cui la starna fosse protagonista e in cui ci fosse un elemento, ogni volta diverso, affumicato.


- Paté di petti di starna (marinati nel sidro di mele) affumicato su fieno con cracker al rosmarino
- Raviolo ripieno di crema di patate affumicate su chips di melo con ragù bianco di cosce e ali di starna, mele e pancetta
- Starna ripiena di mele affumicate su tè e riso, salsiccia e pancetta con gravy al sidro di mele affumicato su chips di melo

Ho utilizzato tre diversi elementi per affumicare seguendo le tecniche suggerite da Greta per cercare di valorizzare al meglio gli ingredienti del piatto.


1. Paté di starna affumicato su fieno 

Paté di starna
Per la marinatura:
petto di 1 starna
200 ml di sidro di mele
1 rametto di rosmarino
¾ foglie di salvia
sale q.b.
pepe nero in grani
Per il paté:
starna
succhi della marinatura
100 g di burro

Mettere i petti di starna in un contenitore, irrorarli con 200 ml di sidro di mele, aggiungere il rosmarino, la salvia poi salare e pepare. Coprire con pellicola da cucina e far marinare in frigorifero per una notte.
Rosolare la starna a pezzi in 30 g di burro fino a quando non è ben dorata da tutti i lati, sfumare con i succhi della marinatura filtrati e continuare a la cottura per 30/35 minuti girando di tanto in tanto mantenendo la carne sempre umida.
Mettere la carne nel boccale del frullatore.
Deglassare il fondo di cottura della carne con i restanti 70 g burro, lasciar intiepidire ed unire il burro alla carne poi frullare fino ad ottenere una crema vellutata e spumosa.
Mettere in un contenitore e far solidificare in frigorifero.
Fare dei fiorellini di paté con l'aiuto di una formina per i biscotti.

Per l’affumicatura:
fieno 
1 rametto di ginepro

Mettere il fieno e il ginepro su un foglio di carta stagnola all’interno di una pentola con cestello per la cottura a vapore. Accendere il fuoco, coprire e attendere che si formi la colonna di fumo. Spegnere il fuoco, aposizionare velocemente il cestello con i fiori di paté e richiudere la pentola.
Lasciar affumicare a freddo per 20 minuti.

Crackers al rosmarino
Ingredienti:
100 g di licoli
150 g di farina
25 ml di olio extravergine
25 g di acqua
1 pizzico di zucchero
4 g di sale
1 rametto di rosmarino
sale grosso q.b.


Mettere la farina a fontana su una spianatoia, fare un buco al centro e versare l’olio, lo zucchero ed iniziate ad impastare.
Sciogliere il lievito nell’acqua e poi versare la pastella nella farina e impastate, infine aggiungere il sale e il rosmarino tritato finemente e continuate ad impastare fino ad ottenere un composto morbido.
Stendere la pasta fino ad ottenere uno spessore di 4/5 millimetri e ritagliare i crackers con l’aiuto di una rotella o un coppapasta per i ravioli.
Disporre i crackers su carta da forno, bucherellarli con i rebbi di una forchetta e cospargerli di sale grosso. Infornare a 190° per 10 minuti fino a quando non saranno belli dorati in superficie.

Per servire disporre un fiore di paté su ogni cracker.




2. Raviolo ripieno di crema patate affumicate con ragù di starna

Per il ragù di starna con pancetta e mele:
1 scalogno
cosce e ali di 1 starna
30 g di pancetta fresca
¾ di mela renetta
olio extravergine
1 rametto di rosmarino
1 rametto di timo
30 ml di Vermouth bianco

Soffriggere lo scalogno in un giro di olio, aggiungere la pancetta tagliata a dadini e la carne. Far rosolare, profumare con gli odori e sfumare con il Vermouth.
Cuocere per 45 minuti a fuoco lento con il coperchio, bagnando con mestolo d’acqua calda se si dovesse asciugare troppo.
10 minuti prima di spegnere il fuoco aggiungere la mela tagliata a dadini.
Far intiepidire e disossare ali e cosce sminuzzando la carne. Mescolare alla mela e pancetta.

Per la pasta:
100 g di farina di semola di grano duro
1 uovo

Mettere la farina a fontana su una spianatoia, fare un buco al centro e versare l’uovo leggermente sbattuto.
Impastare fino ad ottenere un panetto liscio, avvolgere nella pellicola e lasciar riposare a temperatura ambiente per almeno 30 minuti.

Per il ripieno:
3 patate
100 ml di latte intero
50 g di grana grattugiato
1 cipollotto

Per l’affumicatura:
chips di melo
2 rametti di rosmarino

Mettere le chips di melo lasciate in ammollo per 6 ore in acqua e poi scolate, su una teglia di alluminio nel ripiano più basso del forno caldo a 225°.
Posizionare le patate bucate in profondità con uno stuzzicadenti direttamente sulla griglia posta appena sopra la teglia di alluminio.
Abbassare la temperatura a 190° e far cuocere 1 ora.

Mondare e affettare il cipollotto finemente e farlo stufare in padella con un filo d’olio fino a quando non sarà trasparente.
Aggiungere le patate spelate e tagliate a cubetti e far insaporire. Aggiungere in fine il latte e portare a bollore. Spegnere il fuoco, far raffreddare e frullare il tutto con il parmigiano.
Tirare la pasta in una sfoglia abbastanza sottile e tagliare dei quadrati e riempirli di crema di patate affumicate. Unire i quattro angoli del raviolo e cuocere a vapore per 8/10 minuti.
Per il raviolo nella foto ho usato un coppapasta tondo, ho farcito e poi pizzicato la pasta in quattro punti, così che il ripieno fosse visibile.

Mettere sul fondo del piatto il ragù di starna e posizionare il raviolo, infine condire con un cucchiaio del fondo di cottura.



3. Starna ripiena con gravy affumicato al sidro di mele

1 starna
Per il ripieno:
3 fette di pancetta
200 g di salsiccia di maiale al finocchio
1 mela renetta
Per il dry rub:
Noce moscata
1 rametto di rosmarino
2 rametti di timo
sale e pepe nero
olio extravergine
Per la mela affumicata:
2 cucchiai di tè verde speziato (cardamomo, cannella, arancia, chiodi di garofano, zenzero)
2 cucchiai di tè nero (celyon e china aromatizzato alle fragoline di bosco e mandarino)
4 cucchiai di riso rosso Ermes integrale
1 cucchiaio di zucchero di canna
Buccia di mela essiccata

Mettere gli ingredienti dell'affumicatura su un foglio di stagnola sul fondo di una pentola dotata di cestello per la ottura a vapore. Accendere il fuoco, coprire e appena si forma la colonna di fumo mettere il cestello con le mele bucherellate e richiudere subito per non far fuoriuscire il fumo; abbassare il fuoco e far cuocere per 20 minuti. Spegnere e far raffreddare nella pentola.

Disossare la starna (qui il post dettagliatissimo di Patty su come fare) riempire con le fette di pancetta, la salsiccia privata del budello e la mela affumicata a fette. Chiudere i lembi verso il centro e cucire con filo da imbastitura.

Tritare gli aromi e mescolare con il sale e cospargere il trito sulla pelle della starna spennellata con olio, avvolgere con carta stagnola e lasciar riposare una notte in frigorifero.
Rosolare la starna in abbondante olio, bagnare con il sidro e continuare la cottura per 1 ora in forno, rigirando di tanto in tanto.

Per il fondo bruno di starna:
1 carcassa di starna
1 carota
1 cipolla
1 costa di sedano
½ bicchiere di Vermouth bianco
pepe
olio extra vergine di oliva

Preriscaldare il forno a 200°.
Far abbrustolire la carcassa, che servirà per fare il fondo bruno per circa 20 minuti.
Rosolare la cipolla, la carota ed il sedano tagliati a dadini in olio extra vergine di oliva.
Aggiungere le ossa. Sfumare con mezzo bicchiere di Vermouth, far evaporare e coprire con acqua. Aggiungere il pepe e far cuocere per circa un'ora e mezza.

Per il gravy al sidro di mele:
fondo di cottura della starna filtrato
50 ml di sidro di mele
2 cucchiai di fecola di patate
fondo bruno di starna
Per l'affumicatura:
Chips di melo
1 rametto di rosmarino

Trasferire la teglia in cui ha cotto la starna su due fuochi. Far prendere bollore, sfumare con il sidro di mele, raschiando bene il fondo della teglia.
Filtrare attraverso un colino. Riportare sul fuoco e aggiungere due cucchiai di fecola stemperata in un paio di cucchiai d’acqua. Far cuocere per 10 minuti, aggiungere il fondo bruno di starna ben filtrato e continuare a cuocere per altri 20 minuti. Lucidare la salsa con una noce di burro a fuoco spento.

Mettere le chips di melo a bagno per almeno 6 ore, scolare e mettere con il rosmarino su un foglio di stagnola sul fondo di una pentola dotata di cestello per la cottura a vapore. Accendere il fuoco, coprire e appena si forma la colonna di fumo mettere il cestello con il gravy in un barattolino e richiudere con il coperchio. Spegnere il fuoco e lasciar affumicare a freddo per 10 minuti.

Note: 
- il patè affumicato sul fieno lo avevo assaggiato nel Ritorante Collina di Almenno San Bartolomeo, era di piccione ed è una delle pochissime cose che io abbia mai mangiato affumicata. 
Ringrazio il mio amico Francesco per avermi procurato il fieno e il ginepro.
- nei ravioli, la patata affumicata era leggermente amarognola, sentore che si è perfettamente equilibrato con il dolce della mela e la pancetta saporita.
- ho provato la starna ripiena sia con gravy affumicato che con gravy senza affumicatura e il primo da decisamente più carattere al piatto.


Ringrazio Mapi per aver onorato la mia tavola e assaggiato il piatto.


Con questa ricetta partecipo alla sfida MTChallenge di febbraio

lunedì 19 febbraio 2018

Tacos con gamberetti croccanti per Passiamole in rivista

Ho trovato un passatempo meraviglioso: copiare le ricette di altri.
Se penso a quante riviste di cucina ho comprato intorno ai 20 anni mi viene male eppure penso di aver replicato si e no un paio di ricette, per lo più prendevo spunto dalle foto e poi utilizzavo gli ingredienti che avevo in casa, saltando passaggi, omettendo tecniche fondamentali per l'ottima riuscita del piatto. Risultato? Non mi sono evoluta. 
Poi arriva Mag about food e la rubrica "Passiamole in rivista" e mi trovo ad avere tra le mani le migliori riviste di cucina da tutto il mondo e l'unica cosa che devo fare è copiare le ricette passo passo e valutarle con delle stelline... 
Lasciatemi in paradiso vi prego!


Questa settimana è il turno delle riviste tedesche : "Jamie" ed "Essen & trinken", ho scelto 3 ricette ma non mi sarei limitata se avessi potuto.


Sulla pagina Mtchallenge potete trovare le 6 ricette che abbiamo preparato, io in più vi faccio assaggiare dei deliziosi tacos con mazzancolle fritte. 

Inutile dire che ci sono piaciuti tantissimo, la salsa speziata al pomodoro è strepitosa e le mazzancolle sono croccanti e molto saporite. 
Promossi a pieni voti, così come le altre due ricette che ho preparato:
il purè di patate dolci e scorzonera e le polpette ai finocchi con sugo di pomodori freschi.

Ingredienti per 6 persone
Per la salsa:
350 ml di passata di pomodoro
6 grani di pepe
2 chiodi di garofano
1 stecca di cannella da 2 cm
1/2 cucchiaino di semi di cumino
1 cipolla
1 spicchio d'aglio
1 cucchiaio di olio
1 pizzico di sale 
1 pizzico di zucchero 
Per i gamberetti: (io mazzancolle)
12 mazzancolle sgusciate
1 cucchiaio di succo di lime
2 cucchiai di farina
sale
mix di spezie della salsa
1 uovo
30 g di panko*
500 ml di olio per friggere
Per il ripieno:
6 tortillas di mais da 14 cm di diametro**
1 cespo di insalata romana
1 cipolla rossa piccola
1 avocado maturo
1 lime
coriandolo fresco a piacere

In una padella tostare le spezie senza l'aggiunta di grassi fino a quando non sprigioneranno il loro profumo. Lasciar raffreddare e pestare al mortaio.
Tritare finemente aglio e cipolla e stufarli in due cucchiai d'olio fino a quando non saranno trasparenti. Aggiungere un cucchiaino di mix di spezie e far insaporire. Aggiungere la salsa di pomodoro e far cuocere per 30 minuti a fuoco lento. Aggiungere infine una presa di sale e una di zucchero.
Marinare le mazzancolle nel succo di lime.
In un piatto mescolare la farina con il restante mix di spezie, in un altro sbattere l'uovo e in un terzo mettere il panko.
Mondare l'insalata e tagliarla a strisce di 1 cm, tagliare a metà la cipolla rossa e poi affettarla finemente.
Tostare le tortillas in una padella molto calda per 20 secondi per lato e tenere in caldo avvolte da uno strofinaccio.
Impanare le mazzancolle passandole nella farina, nell'uovo e poi nel panko e friggerle in olio profondo a 170° fino a doratura poi scolare e far asciugare su carta assorbente.
Riempire le tortillas con l'insalata, le mazzancolle fritte, la cipolla, l'avocado e qualche cucchiaino di salsa.
A piacere guarnire con spicchi di lime e coriandolo fresco.

Tempo di preparazione: 1 ora e 10 minuti



*Panko fatto in casa: 
se  non riuscite a  trovare il panko in uno dei tanti negozietti etnici sotto casa vostra non preoccupatevi, farlo in casa è facilissimo, avrete solo bisogno di pane per hot dog o per hamburger, privatelo della crosta e fatelo seccare per un giorno. Sbriciolatelo e mettetelo in uno strato sottile su una teglia rivestita di carta forno e infornate a 150° per 5 minuti, se vedete che è ancora un po' umido rigiratelo un po' e continuate la cottura per altri 5 minuti.

**Tortillas di mais fatte in casa:
75 g di farina 00
75 g di fioretto di mais
1 cucchiaio di olio
1 cucchiaio di bicarbonato
acqua q.b.

Mescolare le farine con il sale e il bicarbonato, aggiungere l'olio ed iniziare ad impastare con la punta delle dita aggiungendo l'acqua piano piano.
Quando avrete ottenuto un composto liscio ed omogeneo, avvolgere l'impasto nella pellicola trasparente e lasciar riposare almeno 30 minuti.
Dividere la pasta in 6 pezzi e farne delle palline per poi stenderle con il mattarello sul piano di lavoro leggermente spolverato di farina.
Scaldare bene una padella antiaderente e cuocere le tortillas 2 minuti per lato. Tenere in caldo nel forno coperte da un panno di cotone.

martedì 13 febbraio 2018

Crostata alle mele e marmellata di Anna del Conte

Manca solo un mese al mio compleanno e quest'anno saranno 40 tondi tondi.
Solitamente cedo alla depressione per il trauma da festeggiamenti, che non ci sono perché mi preparo una torta che non ho quasi mai voglia di condividere. 
Al momento di mangiarla vengo assalita dalla tristezza perché non c'è nessuno a cantarmi tanti auguri, cerco di invitare alcuni amici che poi giustamente hanno i loro impegni e allora mi deprimo perché devo accontentare di un festeggiamento in solitudine.
Quest'anno magari preparo una super torta e chiedo al marito di organizzare una festa con tanto di palloncini e candeline. 
Intanto che io penso a che torta fare vi dovrete accontentare (fortunelli) di una crostata con mele e marmellata di limoni. 
Il libro di Sara Randell "Marmelade a bittersweet cookbook" utilizzato dal Club del 27 aveva talmente tante ricette interessanti che era un peccato farne una sola e poi i buns che avevo preparato erano talmente buoni che sono finiti subito.



Per la frolla:
250 g di farina 00 + extra per stendere
100 g di zucchero a velo
Buccia grattugiata di ½ limone
150 g di burro non salato a temperatura ambiente
1 uovo grande + 1 tuorlo
Per il ripieno:
100 g di mandorle scottate
1 mela (aspra, tipo Granny Smith)
8 cucchiai colmi di marmellata di limoni
Buccia grattugiata di ½ limone
1 uovo piccolo sbattuto per spennellare

Versare la farina in una ciotola, setacciare lo zucchero a velo e aggiungere la buccia di limone, mescolare.
Tagliare il burro a pezzi e aggiungerlo alla farina poi con la punta delle dita strofinarlo nella farina e nello zucchero. Sbattere l’uovo e il tuorlo e aggiungerlo all’impasto. Mescolare inizialmente con un cucchiaio, poi impastare velocemente con le mani.
Formare una palla, avvolgerla nella pellicola trasparente e mettere in frigorifero per almeno 30 minuti. Se fatta il giorno prima la pasta sarà più friabile una volta cotta ma portarla a temperatura ambiente prima di stenderla.
Stendere 2/3 dell’impasto sul piano di lavoro leggermente infarinato e rivestire una teglia con scanalature di 23 cm di diametro alta 3/4 cm rifilando i bordi. (io una rettangolare 35x11 cm e una tonda da 12 cm di diametro)
Cospargere sulla base le mandorle tritate grossolanamente, distribuendole in modo uniforme. 
Pelare, eliminare il torsolo e grattugiare la mela, aggiungere la marmellata e la buccia di limone e spalmare nel guscio di pasta. Spennellare i bordi con l’uovo sbattuto.
Con la pasta rimasta ricavare delle stelline e disporle sulla superficie della torta, spennellare con uovo sbattuto.
Mettere la crostata in frigorifero per 20 minuti.
Preriscaldare il forno statico a 200° o ventilato a 180° e infornare la crostata posizionandola su una leccarda calda per 35-40 minuti, fino a quando non sarà dorata.
Sfornarla e lasciarla intiepidire 20 minuti prima di sformarla e servirla.


sabato 10 febbraio 2018

Gubana con lievito liquido

Erano anni che non mi veniva la febbre alta. Roba che stai bene, sei al compleanno di un amichetto di tua figlia e cinque minuti dopo sei nel letto con i brividi di freddo e quasi 40 di febbre.
Ho passato a casa quasi due settimane e ho colto al balzo l'occasione per rinfrescare il lievito e impastare la gubana per il contest lanciato dal Calendario del cibo italiano nella giornata della putizza e della gubana.
Due ripieni semplici, uno speziato con un burro al'anice stellato, cardamomo e cannella e l'altro con un abbinamento super collaudato: cioccolato, pere e nocciole.
Praticamente la gubana è l'unica cosa che ho mangiato per giorni, dato che tutto il resto proprio non mi andava.
A giudicare le ricette partecipanti al contest Roberto Zottar autore del libro Dolce Gorizia.


Per il poolish:
50 lievito liquido
100 di farina manitoba
100 ml di acqua
Per il lievitino:
poolish
100 g di farina manitoba
50 ml di latte
Per l'impasto:
100 g di farina 00
300 g di farina manitoba
70 ml di latte tiepido
60 g di burro
250 g di zucchero
2 uova intere e 1 tuorlo
2 cucchiai di liquore all’anice


Preparare il poolish e far lievitare fino al raddoppio.
Mettere il latte tiepido in una terrina e aggiungere il poolish, unire poi la farina e impastare velocemente e far lievitare fino al raddoppio.
Unire poi la pastella lievitata al resto della farina, lo zucchero e il pizzico di sale. Unire poi il rimanente latte dove si avrà fatto sciogliere il burro.
Aggiungere le uova uno alla volta e poi il tuorlo, continuando ad impastare con la planetaria fino ad incordatura.
Far lievitare coperto con pellicola trasparente fino al raddoppio e poi stendere l'impasto in una sfoglia lunga e sottile, distribuire uniformemente il ripieno e arrotolare a formare un lungo serpente da arrotolare poi a chiocciola su se stesso.
Far lievitare ancora fino al raddoppio.
Spennellare la superficie con l'albume d’uovo e latte e far cuocere per 45/60 minuti in forno preriscaldato a 180°.

Pere, cioccolato e nocciole
1 pera
2 cucchiai di zucchero
20 g di burro
30 ml di grappa alle rose
60 g di cioccolato fondente
50 g di nocciole tostate e tritate



Mettere il burro in una padella con la pera tagliata a dadini, aggiungere lo zucchero e far caramellare, infine sfumare con la grappa alle rose e far asciugare tutto il liquido prima di spegnere e far raffreddare.
Mettere la pera il cioccolato tritato e le nocciole sulla superficie della pasta, arrotolarla su se stessa e poi far  lievitare.

Burro speziato e albicocche
10 albicocche essiccate
80 g di burro
2 anici stellati
2 chiodi di garofano
1 cucchiaino di cannella
8 bacche di cardamomo verde


Tostare le spezie in un padellino fino a far sprigionare tutto il loro profumo poi pestarle nel mortaio.
Unire le spezie al burro ammorbidito e poi spalmarlo sulla superficie del dolce. Tritare le albicocche e mettere anch'esse sulla superficie della pasta poi arrotolarla su se stessa e far lievitare fino alo raddoppio. Spolverare con zuccherini.

giovedì 8 febbraio 2018

San Valentino in barattolo: le candele

La mia unica volta con San Valentino avevo 8 anni.
Lui era biondo con gli occhi verdi, si chiamava Stefano e frequentava la terza elementare nella sezione di fianco alla mia. 
Era il desiderio proibito di tutte le bimbe della scuola e quell'anno ricevette non so quanti regalini da parte delle sue innamorate.
La mia mamma lavorava in una fabbrica di cioccolato e mi aveva aiutato a confezionare il regalino per il mio amato: una matita con relativa gomma da cancellare e 3 buonissimi cioccolatini con dentro le nocciole, i miei preferiti.
Non penso di aver mai ricevuto un regalo né da lui né da nessun altro, forse per questo motivo non mi è mai andata a genio la festa degli innamorati ma per quest'anno e per Mag about food farò un'eccezione e per chi vorrà dotarsi di candele e pastelli a cera, vi farò vedere come preparare delle facilissime candele per la vostra cenetta romantica.


Cosa vi serve:
- vasetti vuoti
- candele bianche (vanno bene anche i ceri)
- stoppini (ricavabili anche da vecchie candele)
- pastello a cera rosso
- stuzzicadenti
- cartoncino o taglia biscotti a forma di cuore
- 2 pentolini

Innanzitutto prendere dei vasetti di vetro e posizionare al centro un pezzo di stoppino tenendolo sospeso grazie all'utilizzo di uno stuzzicadenti.


Scaldare la cera bianca a bagno maria con un pezzo di pastello a cera rosso e far sciogliere bene.


Versare un primo strato sul fondo dei vasetti. Far raffreddare.


Pulire bene il pentolino caldo con della carta da cucina per eliminare tutti i residui di cera colorata e poi scaldare la cera bianca e fare un secondo strato di cera nei vasetti.
Continuare, alternando altri due strati.
Posizionare un taglia biscotti o un pezzo di cartoncino a forma di cuore al centro dell'ultimo strato di cera rossa e versare tutt'intorno la cera bianca. Una volta solidificata rimuovere lo stampino e riempire con cera rossa.


Preparare una buona cenetta e mangiare con il proprio partner a lume di candela.

Ed ecco altre idee delle mie collaudatissime compagne di viaggio per un San Valentino diverso e indimenticabile.





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