giovedì 17 luglio 2014

INSALATA DA TIFFANY: PERCHE' QUESTO E' PIU' BELLO #questoepiubello

La piccolina è a casa della nonna, in Valle Imagna, e a quanto pare si diverte tantissimo.
Mi mandano foto e video di lei sempre sorridente, raccontano di una bimba adorabile che mangia, dorme e gioca, senza mai nemmeno fare i capricci.
Quando l'ho vista, nel weekend, l'ho trovata cresciuta, con un paio di dentini in più, che dice parole nuove e interagisce con gattini e galline. Le cocò mi hanno sostituito nei suoi pensieri.


Quando sono a Milano cerco di fare tutto quello che è in condizioni normali è poco gestibile con una bimba di 14 mesi al seguito, difficilmente passo la serata in casa e quindi difficilmente preparo qualcosa da mangiare e questa è sicuramente la prima ragione per la desertificazione di questo blog.

Poi ci si mette anche mia mamma a tenermi fuori casa... comincio a pensare che abbia il mal d'estate.
In primavera, invece di fiorire, comincia il suo lento decadimento annuale, che raggiunge il suo apice poco prima che io parta per le vacanze e generalmente continua fino all'inizio dell'autunno... poi galleggia in uno stato di semi coscienza di alti e bassi, prima dell'inizio del ciclo successivo.
Ogni anno c'è una ragione diversa, ma fondamentalmente il risultato è che se non mi ha nel suo raggio di azione costantemente, si innesca il meccanismo e questa è la seconda ragione che mi tiene fuori dalla cucina.

Da oggi però ci sarà un'ottima ragione per rientrarci, perché nelle librerie esce:

"Insalate da Tiffany", il nuovo libro della community che partecipa all'MT Challenge
Il libro, a cura di Alessandra Gennaro e edito da Sagep Editori, la casa editrice che questo inverno ha lanciato il caso editoriale dell'anno "L'ora del Patè", raccoglie le migliori creazioni preparate per sfida della Caesar salad, indetta da Leo del blog Cozzaman.

Le insalate sono suddivise in due parti: le "insalate da Tiffany", vale a dire quelle che ricreano lo spirito della Belle Epoque, quando questa portata ebbe finalmente una collocazione di tutto rispetto nei menu; e "50 pezzi facili", ossia ricette più veloci, ma non per questo meno appetitose e "nobili".
Troverete un'interessantissima sezione dedicata ai condimenti, alle emulsioni, agli olii, aceti e sali aromatici fatti in casa e le imperdibili rubriche, dedicate alla storia e alla tecnica... e tanto altro che non scoprirete sfogliando le coloratissime pagine del libro. 

Le accattivanti fotografie di Paolo Picciotto e le divertenti illustrazioni di Mai Esteve fanno da sfondo alle bellissime ricette ideate dai membri della community; la sapiente impaginazione di Barbara Ottonello di Sagep Editori e la direzione editoriale di Fabrizio Fazzari fanno il resto, rendendo questo libro un'immancabile compagno per le vostre cene estive e per i menù delle vostre feste.

Cambiano i contenuti, alcune collaborazioni, ma non lo spirito del gioco che si è trasformato in quello che diventerà il secondo caso editoriale dell'anno e soprattutto non sono cambiate le finalità benefiche dell'iniziativa:
acquistando una copia di Insalata da Tiffany, infatti, contribuirete alla creazione di borse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri (link: http://www.piazzadeimestieri.it/), un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica e che si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, in uno spazio che ricrea l'atmosfera di una vecchia piazza, con le botteghe di una volta- dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e, ovviamente, anche al cuoco. La Piazza dei Mestieri si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: la centralità del progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovano in questa Piazza un punto di aggregazione che fonde i contenuti educativi con uno sguardo positivo e fiducioso nei confronti della  realtà, derivato proprio dall’apprendimento al lavoro, dal modo di usare il proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto.

Affrettatevi a correre nelle librerie perché l'estate sta attendendo l'uscita di questo fantastico libro per arrivare, dipende solo da voi.


E non dimenticate di regalarlo alle vostre mamme, alle vostre mogli, a tutti i vostri amici, perché #questoepiubello... decisamente più bello... quasi come lei! :-*


sabato 28 giugno 2014

Piado-fondo con hummus di ceci e mazzancolle pancettate... e la virtù dei forti

Mercoledì sono arrivata in ufficio e mentre attraversavo il cortile sono iniziate le prime gocce.
I miei colleghi del magazzino, vedendomi senza ombrello, mi hanno fatto subito entrare dove di solito non è permesso e così mi sono messa tranquillamente a lavorare alla mia scrivania, con i piedi belli asciutti e la consapevolezza di averla scampata per un pelo.
Passati 10 minuti io e un altro mio collega ci siamo alzati e ci siamo avvicinati alle finestre visto che il rumore della pioggia battente si stava facendo minaccioso.
E poi è iniziato tutto, l'acqua ha cominciato ad entrare dalle finestre chiuse, poi dalla porta chiusa, come se avessero aperto un rubinetto all'interno delle pareti.
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Poi hanno cominciato a cadere i primi pannelli di cartongesso dal soffitto, quelli rasenti al perimetro esterno, quelli proprio sopra alla mia scrivania e a quella di un altro collega "esuberante", come se il fatto di essere stati messi alla porta non fosse già abbastanza e avessimo bisogno di un ulteriore messaggio.
L'acqua non si è fermata, la prima fila di pannelli zuppi è franata sul pavimento, sulle scrivanie, per fortuna i pc più vicini erano stati spostati e tutti gli apparecchi staccati dalle prese.
Armati di scope abbiamo cominciato a spingere l'acqua e tutti i detriti di cartongesso fuori dalla porta, mentre la cascata continuava a cadere dall'alto.
In magazzino l'acqua usciva dai tombini, l'odore di fogna insopportabile.
Abbiamo fatto un giro di perlustrazione e poi siamo arrivati all'ingresso dell'archivio che si presentava così.  
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Abbiamo chiamato i pompieri, ma mi sa che anche qui intorno la situazione non era meglio e quindi non è venuto nessuno.
A metà mattinata abbiamo rispristinato le connessioni e ci siamo seduti tutti a lavorare. 


Io ve l'avevo detto che mi mettevo sulla riva del fiume ad aspettare... e la bella notizia è che sono ancora lì...

Tremate gente, tremate!!!

Giusto per informazione, domani danno temporali nel pomeriggio


Magari qualcuno si sta chiedendo se ho nostalgia del blog, dato che sono ormai anni luce che non pubblico una ricetta, ma la risposta è no.
Il mio cammino è attraversato da qualche coccio da raccogliere, la vita quotidiana che difficilmente permette di rilassarsi e non far niente e qualche progetto per il futuro...
E poi sono lì sulla riva ad aspettare, ci vuole tempo e impegno!

Il mese di luglio che sta per cominciare per me è il mese del #tuttoinsiemeèmeglioeanoicipiacecosì, quindi mi limito a presentarvi la mia piadina per la sfida n°40 dell'MTC, indetta da Tiziana del blog L'ombelico di Venere e vi saluto :-)








Piadine 
(ricetta dal blog di Tiziana)
Ingredienti per 6 piadine:
500 g di farina di grano duro
125 g di acqua
125 g di latte parzialmente scremato fresco
100 g di strutto
15 g di lievito per torte salate
10 g di sale fine
1 pizzico di bicarbonato di sodio

Fate scaldare al microonde il latte e l'acqua per pochi secondi in modo che siano tiepidi. Lasciate ammorbidire lo strutto mezz'ora circa fuori dal frigorifero. Su di un tagliere disponete la farina e fate un buco al centro con la mano. All'interno mettete lo strutto a pezzetti con il lievito, il bicarbonato e il sale, schiacciatelo con la forchetta per ammorbidirlo, aggiungete l'acqua e il latte. La consistenza inizialmente potrebbe essere un pochino appiccicosa e la pasta si attaccherà al tagliere ma impastando per una decina di minuti, cambierà staccandosi e diventando molto morbida e liscia. Se il liquido è troppo poco si sfalda e risulta un po' dura. Mettete l'impasto in una ciotola e coprite con la pellicola per alimenti. Lasciate riposare 48 ore al fresco, massimo 20°C, se fosse più caldo potete lasciare riposare la pasta in frigorifero e metterla a temperatura ambiente 2 ore prima dell'uso. La pasta ottenuta sarà circa 850 grammi, dividetela in 6 pezzi da 140 grammi circa e formate delle palline, lasciatele riposare almeno mezz'ora. Infarinate appena il tagliere e disponetevi una pallina d'impasto, schiacciatela con la punta delle dita, stendete la piadina con il mattarello girandola spesso in modo che rimanga rotonda. Avrà un diametro di circa 20 centimetri e uno spessore di 0,5 centimetri. Scaldate il testo o l'apposita teglia di terracotta, su un fornello a doppia fiamma, con sotto uno spargifiamma. Se non avete nessuna di queste teglie utilizzate una padella antiaderente piuttosto larga. La temperatura non dovrà essere troppo alta altrimenti la piadina si brucia fuori e rimane cruda all'interno, ma nemmeno troppo bassa. Potete fare una prova con un piccolo pezzetto di pasta per regolare la giusta temperatura. Cuocete pochi minuti per lato, controllate sempre alzando la piadina con una paletta. Disponete le piadine una sull'altra in modo che rimangano calde mentre le cuocete.
L'impasto può essere preparato con l'impastatrice, viene benissimo, basterà mettere tutti gli ingredienti assieme  e lavorarli con il gancio impastatore per 7/8 minuti fin quando il composto risulterà omogeneo.

Hummus classico 
(ricetta dal blog di Michela)
Ingredienti per 4 persone:
250 g di ceci lessati
2 spicchi di aglio schiacciati
2 cucchiai di Tahina*
succo di 1 limone
sale q.b.
paprica
prezzemolo
olio evo

Frullare i ceci ben lessati, la tahina, il succo di limone, gli spicchi d’aglio schiacciati e il sale e la paprica fino ad ottenere un composto omogeneo abbastanza denso. Se risultasse troppo denso, aggiungere qualche cucchiaino d’acqua.  

*Tahina: tostare in un padellino 50 g di semi di sesamo, farli intiepidire e poi frullarli con 25 ml di olio di arachidi e 1 pizzico di sale


Mazzancolle con pancetta e zenzero
Ingredienti per 4 persone:
12 mazzancolle fresche
12 fette di pancetta
1 radice di zenzero fresca
succo di 1 lime

Lavare e sgusciare le mazzancolle stando attenti a non togliere la coda, inciderli sulla schiena con un coltellino e rimuovere il filetto intestinale. Avvolgere ogni coda di mazzancolla in una fetta di pancetta, farle  rosolare in una padella con un giro di olio evo aromatizzato con un rametto di rosmarino, fino a che la pancetta non risulterà croccante. 
Bagnare con il succo di un lime e terminare la cottura per altri 2 minuti. Disporre su un piatto e spolverare con abbondante zenzero appena grattugiato.

Versare l’hummus in abbondanza nel piado-fondo ben caldo, adagiare le mazzancolle pancettate sulla superficie e decorare con il prezzemolo tritato, un pizzico di paprica e un filo di olio d’oliva extra vergine.

gli sfidantiCon questa ricetta partecipo alla 40° sfida dell'MTC

giovedì 12 giugno 2014

Per la serie: "non ci si annoia mai"

Sono sparita per un po', questo mese nemmeno la gara sul babà dell'MTC mi ha fatto tornare la voglia di cucinare. A dirla tutta Irene è l'unica fortunata della famiglia, l'unica a cui preparo qualcosa da mangiare, gli altri (nello specifico mio marito) devono accontentarsi di quello che c'è.
Io ve l'avevo detto qui che c'era da attendersi altro, che probabilmente mi avrebbero spostato di nuovo, in effetti lo hanno fatto, ma non all'ufficio amministrativo, no, stavolta mi hanno spostato fuori dalla porta e tra poco più di 2 mesi sarò DISOCCUPATA.
Si parla di crisi, in tante aziende, anche in quelle dove il lavoro è tanto (a questo punto più dovuto ad una cattivissima gestione che ad un effettivo fatturato) e le posizioni non eccedono e il lavoro che fanno i fantomatici ESUBERI se lo devono accollare colleghi già troppo oberati di loro.
Io, impiegata a tempo pieno per ben 8 ore della mia giornata lavorativa, sono uno dei tanti ESUBERI di questa crisi e quindi verrò lasciata a casa.
Se poi in effetti si pensa che dei 5 esuberi dichiarati nell'azienda in cui lavoro (ALTEA S.r.l.), ci siano 3 neo mamme, di cui 2 ancora in maternità, la cosa è alquanto strana e poco apprezzabile.

Non sono una persona che si scoraggia, ho talmente tanta stima in me stessa e nelle mie capacità che non penso avrò difficoltà a trovare un nuovo lavoro.
Di solito si dice che si chiude una porta e si apre un portone, sono assolutamente d'accordo!
Penso sia tutta una questione di opportunità, MIGLIORI, per quel che mi riguarda.

Quindi continuerò a fare il mio lavoro con estrema professionalità fino alla fine, ma nel frattempo ho l'opportunità di togliermi qualche sassolino dalle scarpe. E chiamale soddisfazioni.

Tornerò presto, abbiate fede e pazienza...

Per ora sono sulla riva del fiume... e aspetto!!! :-P

domenica 27 aprile 2014

Fegato, cuore e polmoni di capretto con le cipolle

Sono stata qualche giorno in giro e quasi quasi mi dimentico di pubblicare la seconda ricetta per questo MTC, ma corro subito ai ripari.

Non avevo intenzione di farla, ma il capretto che avevo preso era tanto e la mattina di Pasqua ho incontrato mio cugino Sandro, che mi ha implorato di tenergli da parte del fegato da fare con le cipolle perché a lui piace da morire, ma sua moglie non lo cucina mai. E così mentre preparavo il fritto per il pranzo, ho affettato una cipolla e ho preparato la schiscetta richiesta.
Che dire, con le cipolle, tante cipolle, non si sbaglia mai.


Ingredienti per 3 persone:
cuore, fegato, polmoni di capretto
1 cipolla
1/2 bicchiere di vino bianco
farina q.b.
olio evo 
sale e pepe

Sbucciare una cipolla e affettarla finemente. 
Lavare accuratamente la carne, asciugarla con carta assorbente e tagliarla in piccoli boccocini di circa 2 cm.
Infarinarla e scrollare bene la farina.
Soffriggere i bocconcini in un giro d'olio evo, aggiungere le cipolle e sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco secco; una volta evaporato tutto il vino aggiungere un bicchiere di acqua e continuare la cottura fino a quando la salsa non si sarà addensata.
Aggiustare di sale e pepe e servire con del buon pane per fare la scarpetta.


gli sfidantiCon questa 2° ricetta partecipo all'MTC di aprile


venerdì 25 aprile 2014

Fritto misto di capretto, carciofi e patate

Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi!
Deve essere stato recepito al volo dai membri della mia famiglia, zia Vittoria compresa, che di solito, non solo ci ospitava a casa sua, ma che cucinava tutte le cose deliziose che addobbavano la nostra tavola delle feste.
Quest'anno siamo sopravvissute solo io, mia mamma e la piccola Irene, un trio che ve lo raccomando, gli altri hanno optato per il "Pasqua con chi vuoi", mio marito incluso, che ha deciso di pranzare con i suoi e di raggiungerci nel pomeriggio (detta così fa brutto: diciamo che impegni lavorativi lo portavano nella bergamasca e tornare a Milano per ora di pranzo sarebbe stato un po' scomodo).
Alla fine è arrivato praticamente per ora di cena, ma io in versione “dama bianca” ho passato il pomeriggio nel cortile di mia cugina Marina a giocare a pallavolo con cugini di ogni età, mentre Irene volava felice sulla sua altalena e salutava i treni.

Ma torniamo per un attimo al quinto quarto, oggetto della 38° sfida dell’MTC lanciata da Cristina, del blog Beuf à la mode.
Quando ero bambina mangiavo di tutto, interiora incluse.
Poi, crescendo, ho affinato o meglio dire "infighettato" i gusti e cominciato a non apprezzare più alcune consistenze. E così ho smesso di mangiare la cervella, la trippa e il fegato, ma non toccatemi il midollo, perché venderei mia madre!!!
Negli ultimi viaggi ho apprezzato però in modo particolare il lampredotto di Nerbone a Firenze e il pane ca' meusa dell'Antica Focacceria di San Francesco a Palermo, quindi ho riaperto i giochi e per l'intimo pranzo di Pasqua ho messo da parte la mia avversione per i fritti e ho optato per un fritto misto di cuore, fegato e polmoni di capretto da latte, carciofi e patatine.

Anche Irene ha provato un mix di tutto nella sua pappa, ovviamente senza frittura e anche se non mi è sembrata particolarmente entusiasta, ha mangiato tutto, senza scuotere freneticamente la sua testolina bionda a destra e sinistra.












   


Ingredienti per 3 persone:
cuore, fegato, polmoni di capretto
2 patate
2 carciofi (io mammole)
Per la panatura:
2 uova
farina q.b.
pangrattato q.b.
Per friggere:
500 ml di olio di semi
1 limone


Pulire i carciofi, privandoli delle foglie più esterne, tagliarli a metà  ed eliminare la barbetta interna, infine tagliarli a fette di circa mezzo cm.
Sbucciare le patate, lavarle sotto l'acqua corrente e tagliarle a bastoncini.
Lavare accuratamente la carne, asciugarla con carta assorbente e tagliarla in piccoli boccocini di circa 2 cm.
Infarinarla, scrollare bene la farina, passarla nell'uovo e infine nel pangrattato; seguire lo stesso procedimento per i carciofi.
Scaldare l'olio in un tegame a bordi alti, arrivato a temperatura, immergere prima le patatine, poi cuocere i carciofi ed infine la carne.
Scolare il tutto su carta assorbente, in modo che la frittura rimanga ben asciutta, salare e irrorare con succo di limone.

Il cuore continua a piacermi da matti, è dolce, e non trovo ci siano particolari differenze con una bistecca. I polmoni hanno un gusto abbastanza neutro, ma sono molto spugnosi, invece il fegato mi piace e non mi piace, un po' come i cavolini di Bruxelles, non lo riesco a capire. Ma continuo a provarlo, sia mai che mi si schiariscano le idee.


gli sfidanti
Con questa ricetta partecipo all'MTC di aprile



sabato 19 aprile 2014

Strudel di pere e cioccolato e Arlecchino, servitore di due padroni

E' passato poco più di un mese da quando mi hanno cambiato di ufficio, come vi avevo raccontato qui, all'inizio non ero molto entusiasta del cambiamento, tutto perché non era una scelta ma bensì un'imposizione.
Nel corso del mese però mi sono abituata e, devo dire la verità, mi è anche piaciuto molto; finalmente avevo trovato quel compromesso che mi permetteva svolgere un misto di lavoro manuale, operativo e di comunicazione.
Ovviamente la soddisfazione non poteva durare troppo.
Venerdì pomeriggio sono stata chiamata nell'ufficio del titolare, che mi ha detto: "bene dopo questo mese di training puoi ritornare all'ufficio commerciale, continuerai a fare tutto quello che hai imparato in questo periodo di affiancamento, inoltre seguirai la parte di commerciale dell'Italia e sarai di supporto alle tue colleghe per altri lavori". 
Ho detto "ok", poi mi sono girata e chinata a 90 gradi sono tornata al mio posto.
Ad essere onesta il siluro me lo aspettavo, ma non pensavo che fosse così grosso e che arrivasse così in fretta; perlomeno di buono c'è che questa volta me lo hanno comunicato.
Adesso farò nell'ufficio commerciale metà del lavoro dell'ufficio acquisti e sono sicura che nessuno vorrà prendersi la responsabilità che questo comporta, nessuno vorrà decidere per il lavoro di competenza di un ufficio diverso e io sono la parodia di Arlecchino, servitore di due padroni.
Ma non temete, magari il mese prossimo sarò qua a raccontarvi che sono passata all'ufficio amministrativo... per la serie, non ci si annoia mai.

A causa di questo mese di lavoro intenso sono rimasta anche indietro con il blog, questo strudel l'ho fatto il giorno del compleanno di Filippo, 10 giorni fa. 
La ricetta della pasta è sempre quella di Mari, che c'è l'ha proposta per la 36esima sfida dell'MTC. Direi che lo strudel non può più essere concepito in modo diverso.


Ingredienti:
Per la sfoglia:
150 g di farina 00
100 ml di acqua
1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
1 pizzico di sale
Per il ripieno:
3 pere grandi
80 g di zucchero 
100 g di cioccolato fondente
3 cucchiai di rum
50 g di nocciole tritate
30 g di burro+20 g di burro fuso per spennellare la sfoglia 
zucchero a velo a piacere per la superficie

Preparare l’impasto per la sfoglia.
Scaldare l’acqua, deve essere abbastanza calda ma non bollente. Setacciare la farina in un recipiente, aggiungere il sale e l’olio e versare a mano a mano l’acqua calda mescolando. Quando la farina avrà assorbito tutta l’acqua, togliere l’impasto dal recipiente e cominciare a lavorarlo con le mani su una spianatoia per un paio di minuti, fino ad ottenere un impasto morbido, quasi appiccicoso ma che comunque non resta attaccato alla spianatoia o alle dita. Mettere l’impasto a riposare, coperto da un panno umido o da una pellicola, per circa mezzora. Nel frattempo accendere il forno e portarlo alla temperatura di 180°C, modalità statica.
Preparare il ripieno.
Far sciogliere in un tegame il burro e poi farvi rosolare le nocciole ben tritate. Spegnere il fuoco e far raffreddare.
Lavare le pere, sbucciarle, privarle del torsolo, e tagliarle in fettine sottili. Mettere le fettine di pera in un recipiente, aggiungete lo zucchero, il rum, il cioccolato tritato al coltello e mescolare bene il tutto.
Stendere la sfoglia.
Mettere una tovaglia pulita (possibilmente lavata con sapone neutro e ben sciacquata), di lino o di cotone, sopra a un tavolo. Infarinare leggermente la tovaglia, prendere l’impasto e cominciare ad appiattirlo con le mani sopra alla tovaglia, quindi spianarlo aiutandosi con un mattarello. Quando la sfoglia comincerà ad essere abbastanza sottile mettere da parte il mattarello, sollevare la sfoglia dal tavolo aiutandosi con le mani e, tenendola con le nocche nella parte sottostante, cominciare a tirarla verso l’esterno facendola girare ogni tanto e facendo attenzione che non si rompa. La sfoglia deve diventare praticamente trasparente. Riporla nuovamente sulla tovaglia, si dovrebbe aver ottenuto una sfoglia quadrata di circa cinquanta centimetri per lato. Siccome i bordi saranno rimasti un po’ più spessi, passare con le dita lungo tutta l’estremità della sfoglia tirando la pasta per assottigliarla.
Disporre sulla sfoglia il composto di nocciole, quindi sopra ad esso il ripieno di pere e cioccolato, lasciando liberi circa due centimetri di bordo.
A questo punto, cominciare a sollevare la sfoglia per arrotolarla sul ripieno, con l'aiuto della tovaglia. Fare un paio di giri, quindi ripiegare anche i due lembi esterni e continuare ad arrotolare fino alla fine.
Riporre la sfoglia in una teglia precedentemente imburrata o coperta da carta forno, spennellare la superficie della sfoglia con il burro fuso e infornare per 30/40 minuti, fino a quando la superficie non sarà dorata.
Togliere la teglia dal forno e fare raffreddare prima di tagliare a fette.
A piacere spolverare di zucchero a velo e accompagnare con gelato alla vaniglia.

sabato 15 marzo 2014

Soufflé di pesce spada su crema di melanzane e salsa mediterranea

Ieri nel mio ufficio c'è stata una vera e propria scossa di terremoto, al termine della quale solo pochi sono riusciti a rimanere seduti alla propria scrivania.
Partiamo dal presupposto che nessuno ha perso il proprio posto di lavoro e, visti i tempi che corrono, questa è già di per sé una gran cosa, in ogni modo, molti di noi sono stati vittime di una scossa di magnitudo 9.3, con conseguente tsunami con onde alte almeno 40 metri.
Io dall'ufficio commerciale mi sono trovata su una scrivania dell'ufficio acquisti, una mia collega, quasi vicina di "banco", è finita all'ufficio stile, altri si stanno ancora risollevando dall'urto e alcuni giacciono inermi sotto le macerie dei crolli che sono seguiti al maremoto.
Eventi di questa entità, che spezzano in modo radicale gli equilibri, sono negativi di per sé, anche se le onde ti spingono su una spiaggia dei Caraibi quando desideravi di andarci da tutta la vita. Eh si perché non sono scelte ponderate, almeno, non le tue e le imposizioni sono sempre difficili da masticare, accettare o semplicemente ingoiare in silenzio.
Io per ora sono qui con la bocca piena, in attesa di mandar giù questo boccone che non riesco a definire amaro, anche se non richiesto.
Nonostante io abbia incassato un gran bel colpo, ritengo questo cambiamento una bella opportunità professionale che in tante aziende difficilmente capita, perché si entra operai su una catena di montaggio ad avvitare bulloni e non si avrà mai la possibilità di fare qualcosa di diverso.
Lunedì si inizia, con speranza, un po' di pregiudizi che tenterò di soffocare e tanta voglia di fare.

Per ora però mi dedico a questo fantastico sufflè, perché nella vita le certezze sono fondamentali.


















Ingredienti per 6 persone:
Per il soufflé:
300 ml di panna fresca
3 cucchiai da minestra di maizena
30 g di burro + quanto basta per ungere gli stampi
150 g di pesce spada
100 g di ricotta di pecora
6 uova medie (io piccole)
menta
limone
olio evo
sale e pepe
Per la crema di melanzane:
1 melanzana 
1 cipollotto
1 acciuga 
brodo vegetale
olio evo
sale e pepe q.b.
Per la salsa mediterranea:
2 cipollotti
20 g di capperi
1 acciuga 
fumetto di pesce
olio evo
sale e pepe
20 g di pomodori concassè
parmigiano in scaglie

Crema di melanzane:
Cuocere la melanzana intera in forno a 160° per 25 secondi, poi sbucciarla.
A parte preparare un fondo di cipollotto e acciuga, aggiungere la melanzana tagliata a cubetti e un po’ di brodo vegetale e portare a cottura aggiustando di sale e pepe. Frullare il tutto e passare al colino, per poi montare la salsa con il minipimer aggiungendo olio di oliva.

Salsa mediterranea:
A parte preparare un fondo di cipollotto, capperi e acciuga tritati.
Fare appassire il tutto in 2 cucchiai di olio evo, aggiungere un po' di fumetto di pesce e il pomodoro concassè, cuocere per circa 10 minuti.

Soufflé di pesce spada e ricotta di pecora:
Ricetta base di Fabiana:
-Innanzi tutto scaldare il forno a 200°
-Con una pennellessa imburrare generosamente gli stampi o lo stampo che devono essere puliti ed assolutamente asciutti, ungere fondo e bordi....questo è assolutamente fondamentale!
-Con lo stesso criterio spargere il formaggio grattugiato negli stampi in modo che ne siano interamente ricoperti avendo cura di non toccare più l'interno con le dita.
-Riporre in frigo fino al momento del riempimento, volendo anche in freezer. Non trascurare questo passaggio!!
-Ripassare ancora i bordi con un altro poco di burro pomata e raffreddare nuovamente.

Cuocere il pesce spada a vapore per 15 minuti, dopo averlo condito con sale, pepe, qualche foglia di menta, una spruzzata di succo di limone e un goccio d'olio evo. 
Schiacciare la polpa con la forchetta e amalgamarla alla ricotta di pecora e a qualche foglia di menta tritata finemente.

-Mescolare la maizena con poca panna fresca fuori fuoco.
-Portare ad ebollizione la restante panna, raggiunto il bollore unire il mix panna maizena mescolando sempre.
-Abbassare la fiamma e proseguire la cottura aiutandosi con una frusta a mano fino ad ottenere una crema spessa.
-Allontanare dalla fiamma ed unire il burro avendo cura di continuare sempre a lavorare.
-Rompere le uova  tenute a temperatura ambiente, separando i tuorli dagli albumi, avendo cura di non toccare questi ultimi con le mani.
-Unire i tuorli uno alla volta, incorporandoli alla perfezione prima di introdurre il successivo.

Unire la crema di pesce spada e ricotta alla massa ed amalgamare bene.

-L'ultima indispensabile operazione è quella di montare gli albumi.
Devono essere ben stabili, ma non di cemento armato :((
Ci si può aiutare unendo qualche goccia di limone che aiuta la montatura rendendola stabile. Gli acidi sono fantastici in certe situazioni :))))

Sconsiglio invece la famosa presa di sale, in realtà a meno che non si monti a mano (faticando come bestie) non ha una reale utilità, anzi, il cloruro di sodio ha proprietà igroscopiche, quindi alla lunga sottrae acqua e destabilizza la struttura.

-Con delicatezza ed in più riprese unire gli albumi montati, badando bene di non smontarli, eseguendo movimenti verticali con una spatola e contestualmente ruotando la ciotola, il classico movimento en coupant ;))))

-La massa deve risultare ben omogenea.

-Versare negli stampi (o nello stampo) arrivando solo ai 2/3 della loro altezza.
-Lisciare delicatamente la superficie con la spatola.
-Infornare immediatamente e cuocere senza mai aprire per 15/18 minuti gli stampi piccoli oppure 25/30 minuti in caso di stampo unico.
-In ogni caso sorvegliare ed estrarre quando gonfio e ben dorato in superficie.
L'esterno deve essere compatto, l'interno morbidissimo, umido e soffice come una nuvola.
-Per accentuare la colorazione si può cospargere la superficie con un cucchiaino di formaggio grattugiato prima di infornare.
- A voi la scelta se mantenere il soufflé nel suo contenitore od estrarlo, questo non creerà difficoltà alcuna.
-Potete anche tenerlo un paio di minuti a forno spento, lo sbalzo termico sarà inferiore ed è possibile che con una "gran botta di culo" facciate in tempo a sorprendere i vostri ospiti ed a sorprendere voi stessi della magia del soffiaggio... tempo di accorgersene e sarà già passata ;))

Adagiare il soufflé sulla crema di melanzane, condire con la salsa mediterranea  e finire il piatto con scaglie di parmigiano.

Considerazioni:
Il soufflé di spada e ricotta è estremamente delicato, ma i sapore del pesce si percepisce in modo chiaro e piacevole. La sua nota dolce è accentuata dalla crema di melanzane, che in più lascia un retrogusto leggermente piccante. E' però indispensabile accompagnare il tutto con il sapore deciso e sapido della salsa mediterranea, che completa la tavolozza di sapori e equilibra il piatto nel suo insieme.

gli sfidantiCon questa ricetta partecipo all'MTC di marzo, e siamo a 2!

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