domenica 21 giugno 2015

Mexican burger e il delirio quotidiano

La realizzazione di questi hamburger riassume esattamente la mia vita da un mese a questa parte: un delirio!

Mia mamma, da anni, predilige le mie vacanze e la nascita delle mie figlie per farsi un giretto in ospedale. Questa volta ci ha addirittura rimesso un femore pur di non mancare all'evento, con immensa gioia della sottoscritta che, appena dimessa dal reparto maternità, ha fatto tappa in traumatologia per un saluto alla sciura Maria.
Poi, ovviamente, con l'aumentare dei giorni di degenza, aumenta anche il diametro dell'aureola che sovrasta la mia testa, ma questa è un'altra storia.
Adesso ci aspettano 3 mesi di riabilitazione motoria, ma prima c'è da rimetterla in piedi, farla mangiare, bere e riassestare un quadro clinico a dir poco raccapricciante e io son sempre in giostra...
Ma quanta cavolo di roba c'è da fare?
Nido, tetta, stira, lava, cucina, dai da mangiare alla nonna, mangia, spesa, tetta, nido, parco giochi, leggi, bagnetto, doccia, bagnetto, mangia, metti a nanna, tetta, piange, ciuccio, cacca, pipì, tetta, nanna e poi finalmente... finalmente svengo sul divano senza forze e mi mangio il mio gelato!
Gli hamburger li ho preparati in una giornata così e non solo ho fatto la foto (2 di numero) con la piccola attaccata alla tetta, ma non c'è nemmeno quella dell'interno, perché dopo il taglio (sempre con figlia attaccata alla tetta) e conseguente collasso dei vari elementi, ho deciso che non ne valesse la pena.
Per i buns ho utilizzato il mio amato Alfie, che viene spesso e volentieri costretto per mesi ad un regime di anoressia, per poi passare all'occorrenza ad un regime di bulimia per sfornare a mio piacimento.
Ecco, ogni tanto si ribella, soprattutto al cospetto di una nutrizionista come la Mazzetta che questo mese ci sfida sugli hamburger, e decide di non lievitare a dovere, complice anche un taglio di farine non ottimali ad una crescita e morbidezza ideale allo scopo.
Il pane non mi è venuto bene, un po' acido per l'eccessiva lievitazione e molto "sbricioloso" al morso; l'hamburger era buonissimo, ma "cedevole"; in compenso il guacamole era una bomba, la ricetta è collaudatissima e il risultato sempre strepitoso.
Per dimenticare il disastro ho deciso di berci un po' su, un'idea di mojito con una leggera spruzzata di rum in attesa che arrivino le vacanze, mai tanto sognate come quest'anno.

E quindi ecco il mio fuori concorso


















Buns con lievito liquido

Ingredienti per 4 panini:
250 g di farina (fioretto di mais e Manitoba al 50%)
150 g di latte 
100 g di lievito madre liquido super attivo
20 g di burro 
15 g di zucchero
5 g di strutto (per chi non potesse sostituibile con il burro)
5 g di sale
1 cucchiaino di miele
Per la cottura:
1 uovo
un goccio di latte 
semi di sesamo e papavero

Sciogliere il lievito madre nel latte a temperatura ambiente e impastare con le farine ben setacciate, aggiungendo mano a mano il resto degli ingredienti. L'impasto deve essere morbido ed omogeneo.
Lasciarlo riposare in una ciotola infarinata e coperta da pellicola alimentare e un panno.
Far lievitare fino al raddoppio (con il mio lievito addormentato ci sono volute quasi 6 ore). 
Prendere l'impasto, sgonfiarlo leggermente cercando di formare un rettangolo e procedere con le pieghe: dividere il rettangolo idealmente in 3 parti, piegare il lembo destro verso il centro e fare lo stesso con il sinistro, sovrapponendolo al destro. Girare di 90° e fare la stessa procedura una seconda volta. 
Lasciar riposare un paio d'ore poi formare i buns, sistemarli sulla teglia coperta da carta forno, schiacciarli delicatamente con il palmo della mano, coprire con pellicola e lasciar nuovamente riposare per un paio d'ore (il mio lievito è sempre mooolto lento).
Accendere il forno a 180°.
Sbattere in un ciotolino l'uovo con il latte.
Togliere la pellicola e spennellare la superficie dei buns con il composto di uova e latte. Spolverizzare con i semi di sesamo e di papavero e quando il forno raggiunge temperatura infornare e cuocere fino a doratura (nel mio forno 25 minuti).
Sfornare e lasciar intiepidire su una gratella.

Hamburger di mazzancolle 

Ingredienti per 4 persone:
32 code di mazzancolle
4 fette di pancarrè
2 lime
olio
sale e pepe

Pulire le code di mazzancolle dal carapace e dal filamento intestinale, poi tritarli finemente al coltello. Unire al pancarré precedentemente privato della crosta e frullato finemente, aggiungere il succo di lime, un filo d’olio, sale e pepe. Lavorare con un cucchiaio fino a ottenere un composto omogeneo. Con l'aiuto di un coppa pasta formare 4 hamburger. Cuocere sulla piastra o in una pentola antiaderente molto calda un paio di minuti per lato e nello stesso tempo far grigliare anche i panini. 

Guacamole

Ingredienti: 
1 avocado
1/4 di cipolla rossa
succo di 1 lime
sale e pepe q.b.

Sbucciare l'avocado ben maturi e privarlo del nocciolo, tagliarlo in pezzi e metterlo del mixer con la cipolla, il succo di lime, un pizzico di sale e una generosa grattata di pepe nero.
Frullare il tutto e mettere in frigorifero coperto con pellicola da cucina fino all'utilizzo.

Chips di patate piccanti

Ingredienti:
2 patate
cajun q.b.
olio di semi

Pelare le patate, lavarle bene e tagliarle finemente con il pelapatate o al coltello.
Friggere in abbondante olio di semi e scolare su un foglio di carta assorbente.
Spolverare con il cajun (spezia salata e piccante)

Mojito

Ingredienti:
4 lime
4 cucchiai di zucchero di canna
foglie di menta q.b.
rum q.b.
acqua tonica
ghiaccio

Tagliare il lime in 8 parti metterlo in un bicchiere con le foglie di menta e lo zucchero e pestare con il pestello. Aggiungere il rum, il ghiaccio e l'acqua tonica.
Bere alla mia salute.

Assemblaggio del panino

Mettere il guacamole sul fondo del panino, poi l'hamburger di mazzancolle, 2 fette di pomodoro e ancora guacamole.
Servire con chips di patate piccanti e un bicchiere gelato di mojito!

Con questa ricetta partecipo, fuori concorso, all'MTC di giugno.
Purtroppo non ho le energie per migliorare la mia prestazione, ci ho messo già 5 giorni a scrivere questo post...
Spero di rifarmi alla prossima sfida.

martedì 19 maggio 2015

Nata con la camicia in nido di spaghetti al pomodoro fresco e asparagi

Raccontare certe cose è sempre faticoso, forse perché per le emozioni grandi difficilmente si riescono a trovare parole adeguate; forse perché certe parole non esistono nemmeno e solo chi ha la fortuna di viverle quelle emozioni può gioire dentro di sé di quei momenti.
Ok, avete capito, parlo proprio della recentissima nascita della piccola Elisa, che è arrivata si con una settimana di ritardo, ma talmente in fretta da far dimenticare quei giorni di attesa e dire solo grazie.

Lunedì 11.05.15
Ore 5: è il compleanno di Carola, visto il soggetto penso sia un ottimo giorno per nascere, lo scrivo alla sua mamma che, manco a stupirsi, conferma.
Ore 6: colazione in balcone con vista su Resegone, Grigna e Grignetta con mio marito, in attesa che il sole sorga.
Ore 8: porto Irene al nido e decido di andare a piedi a Niguarda a fare il monitoraggio. Dopo 3 ore di attesa, la passeggiata del rientro e un pit stop veloce dalla zia per il pranzo, sono finalmente sul divano a riposarmi.
Ore 15.35: mi preparo per recuperare Irene al nido: yogurt, bavaglia, cucchiaio ed esco sul pianerottolo.
Ascensore occupato, il primo dolorino.
Attendo ancora che si liberi l'ascensore, il secondo dolorino.
La conosco quella sensazione, chiamo Filippo a Bergamo e gli chiedo rientrare a casa in anticipo, decide di prendere il treno delle 16.
Chiamo il nido, chiedo di tenere Irene a merenda.
Ore 15.55: chiamo Filippo e gli dico di venire in macchina.
Faccio la doccia, passo l'aspirapolvere, chiamo mia zia chiedendole di andare al nido a prendere Irene al posto mio.
Ore 16.35: arriva Filippo e ci precipitiamo in ospedale.
Ore 16.50: suoniamo al campanello del pronto soccorso ostetrico, lui aspetta fuori, io vengo visitata facendo letteralmente uscire un'altra donna dalla sala visite.
"9 cm di dilatazione!"
"Chiamate mio marito"
"Signora, prima la accompagnamo in sala parto"
"Ok, ma chiamate mio marito"
Ore 17.05: sono in sala parto, arriva Rossana l'ostetrica, arriva di corsa anche Filippo.
Ore 17.20: arriva anche Elisa.
Anche lei non ha fatto in tempo a spogliarsi, è nata con la camicia.



















Ingredienti per 2 persone: 
200 g di linguine
Per condire:
20 pomodorini datterino
500 g di asparagi verdi (solo le punte)
olio evo
sale e pepe
1 spicchio d'aglio
Per le uova in camicia:
2 uova medie freschissime
acqua 

Soffriggere le punte di asparagi mondate e tagliate a metà per il lungo in un abbondante giro d'olio con uno spicchio d'aglio. Cuocere a fuoco vivo per 7/10 minuti, stando attenti a non farli abbrustolire.
Scolare bene gli asparagi dall'olio e tenere da parte. Nella stessa padella mettere i pomodorini tagliati a metà, salare e far cuocere per 10 minuti a fuoco medio.
Cuocere le linguine in abbondante acqua salata, scolarle e metterle nella padella con i pomodorini e gli asparagi, spadellare un minuto con il fuoco acceso amalgamando bene il tutto.

Nel frattempo versare circa 5 cm di acqua in una casseruola e scaldare a fuoco medio fino alla comparsa delle bollicine sul fondo e sui bordi della pentola.
Rompere le uova in ciotoline separate, un uovo per ogni ciotola, eliminando quelli con il tuorlo rotto.
Versare delicatamente le uova, una alla volta, sulla superficie dell'acqua, lasciando che vadano dolcemente a fondo. Lasciare abbondante spazio tra un uovo e l'altro, cuocendone non più di tre o quattro alla volta. Lasciarle cuocere per 3 minuti, usando una spatola di gomma per staccare delicatamente le uova dal fondo della pentola, se fosse necessario. 
Impiattare gli spaghetti formando un piccolo nido.
Con un mestolo forato togliere le uova dall'acqua, una alla volta, scolandole con cura e porle sul nido di spaghetti.
Spolverare con una grattata di pepe nero e decorare con punte di asparagi croccanti.

Per gustare il piatto al meglio, rompere l'uovo in camicia e amalgamando bene la pasta con il tuorlo d'uovo cremoso.



E' passata una settimana dal lieto evento e nonostante il post fosse già nella mia testa mentre attendevo di essere portata in camera (a volte si fanno davvero delle strane associazioni), ho dovuto attendere un po' per mangiare questo favoloso piatto di spaghetti.
Infatti mia mamma ha deciso, mentre ero ricoverata, di rompersi il femore e di venire a Niguarda con tanto di ambulanza, giusto per starmi un po' vicina, dato che non ci vedevamo da un paio di giorni.
Per la serie "un po' di tranquillità mai"?
Ci pensate voi a fare la spola casa/ospedale con una neonata di nemmeno una settimana, che in ospedale non ci può nemmeno entrare?
Ecco, mentre ci pensate, ascoltate il mio baby blues, e non rimpiangerete affatto B.B. King.

Con questa semplice ricetta partecipo con molto orgoglio all'MTC di maggio sulla pasta al pomodoro proposta da Paola del blog Fairies' Kitchen

martedì 28 aprile 2015

Torta glassata con mousse di ricotta e pere e croccante di nocciole e buon compleanno Irene

È proprio vero che la gravidanza fa scherzi strani.
Chi l'avrebbe mai detto che la Kikina facesse addirittura della monoporzioni per provare accostamenti e gusti di una torta tutta nuova? Beh, in effetti nessuno avrebbe mai detto che la Kikina facesse addirittura una torta... ma si sa, cuore di mamma.
La mia birbante compie infatti 2 anni il 29 aprile e a differenza dello scorso anno, quando ho delegato ad una sconosciuta azienda dolciaria l'esecuzione della torta da portare al nido e a mia nipote Chiara quella per il festeggiamento in famiglia, ho deciso che la torta gliel'avrei fatta io.

Tutto merito di Caris e di questo pazzo Mtc! 
In effetti ho avuto fortuna che entrambi i miei "conviventi" compissero gli anni in aprile, altrimenti non so se mai avrei avuto la voglia di cimentarmi in una cosa del genere e che stress... e quando la faccio, e quando la pubblico, e come la faccio... e chi la mangia...

E pensare che io per le torte con pan di spagna farcite di crema e panna non ho nemmeno sta gran passione, anzi... al mio matrimonio volevo una gigantesca crostata di frutta, ma mi son scontrata con un personaggio più cocciuto di me, il cugino pasticcere di Filippo, che ha fatto si una crostata di frutta, ma per incorniciare una strepitosa e semplicissima torta con pan di spagna e chantilly con un sottilissimo strato di pasta di mandorle in superficie (penso che fosse così, durante quel pomeriggio ero davvero per aria, comunque ricordo che era davvero buonissima!).
Quella bontà mi ha fatto capire che le torte di pan di spagna possono essere più che buone, basta metterci la tecnica giusta e studiare una farcitura con il giusto equilibrio.
Questa mia creazione è poi l'esempio che tutti ce la possono fare, anche donne incinte a pochi giorni dal termine... in quest'ultimo caso basta aver mangiato una bambina e avere gli ormoni che ballano il Sirtaki. :-P

Il risultato è stato davvero strepitoso e stavolta mi dico brava da sola, ecco.

Pasticceri tremate, è arrivata Kikina!

E voi, tranquilli, è solo una fase, tra poco gli ormoni torneranno al loro posto e tutto tornerà alla normalità.
Adesso che ho pubblicato questo post, posso anche partorire!



























Nel post di Caris trovate la ricetta del pan di spagna di Iginio Massari montato a freddo, ma anche quello montato a caldo e le ricette di 2 versioni proposte dal maestro Di Carlo.


Pan di spagna tradizionale a freddo (di Iginio Massari)

Ingredienti per 1 tortiera da 24 cm e 2 anelli da 5 cm:
300 g di uova intere
200 g di zucchero
1,5 g di sale
1/4 scorza di limone grattugiata
150 g di farina bianca 00 (W 150-170)
50 g di fecola di patate

Montare in planetaria con una frusta fine: uova intere, zucchero, sale e limone per circa 13/15 minuti. 
Setacciare due volte la farina bianca e la fecola e incorporare delicatamente a pioggia. Mettere in stampi imburrati e leggermente infarinati e cuocere a 170°-180° per circa 20-25 minuti (io 30 minuti)  per teglie alte 4-4,5 cm. 




Mousse di ricotta e pere

Ingredienti:
300 g di ricotta di pecora
300 g di panna
150 g di latte
50 g di zucchero a velo
10 g di colla di pesce 
700 g di pere Williams rosse (4 pere)


Bagna al brandy

Ingredienti:
200 g di acqua
100 g di zucchero
50 g di brandy

Mettere a bagno la colla di pesce in acqua fredda. 
Sbucciare le pere, eliminare il torsolo centrale (tagliare un paio di fette dal centro delle pere mantenendo il picciolo) , tagliarle a dadini e metterle in un tegame con l'acqua, lo zucchero e il brandy.  Portare ad ebollizione e cuocere per una 8/10 minuti, poi prelevare le pere con una schiumarola, scolandole molto bene e lasciare il succo sul fuoco per altri 10 minuti, fino a quando non si sarà ridotto un po'.
Frullare i 3/4 delle pere con la ricotta fino a quando non diventeranno una bella crema. 
Mettere il latte a scaldare ed appena raggiunge un leggero bollore toglierlo dal fuoco ed aggiungere la colla di pesce strizzata e amalgamare bene. Far intiepidire quindi aggiungere la crema di pere e ricotta e mescolare bene. Riporre la purea in frigorifero per circa mezzora. Montare la panna ben fredda con lo zucchero a velo e aggiungere alla ricotta, mescolando delicatamente dal basso verso l’altro per evitare che il composto si smonti. 


Croccante alle nocciole

Ingredienti:
200 g di nocciole sgusciate
120 g di zucchero semolato
3 cucchiaio di miele millefiori
1 cucchiaio di olio evo

Mettere l'olio in un pentolino antiaderente, aggiungere lo zucchero e il miele, far sciogliere bene per circa 6/7 minuti a fuoco bassissimo. Aggiungere le nocciole, precedentemente sgusciate e tritate e cuocere ancora per un paio di minuti.
Versare il composto su un foglio di carta forno, coprire con un altro foglio e stendere in uno strato molto sottile, con l'aiuto di un mattarello, partendo dal centro.
coppare dello stesso diametro del pan di spagna e far raffreddare bene.




Glassa al cacao

Ingredienti:
110 g di acqua
190 g di zucchero semolato
105 g di panna fresca
70 g di cacao amaro in polvere
10 g di colla di pesce
50 g acqua (per la gelatina in fogli)

Ammollare la colla di pesce nell'acqua, nel frattempo, in una casseruola, portare a bollore la panna, l'acqua e lo zucchero. Togliere dal fuoco e incorporare il cacao poco per volta con una frusta. Aggiungere infine la colla di pesce e l'acqua dell'ammollo e filtrare il tutto per eliminare eventuali grumi. 
Far raffreddare.


Assemblaggio  e decorazione della torta con montaggio al contrario


















Ingredienti: 
100 g di granella di nocciole
2 fettine di pera caramellata
2 triangoli di croccante alle nocciole


Porre un foglio di acetato su un vassoio piatto. Posare l’anello sul piatto e ricoprite i bordi o con delle bande apposite o ritagliando strisce di acetato (io ho utilizzato i fogli del salumiere). Fare un primo strato di mousse alla ricotta e pere di circa 1 cm. Se la mousse è molto morbida  porre in freezer per circa 10-15 minuti. Aggiungere un disco di pan di spagna di diametro inferiore di 1 cm rispetto a quello dell’anello, spennellare abbondantemente con la bagna alla pera. Inserire un disco di croccante, aggiungere un altro strato di mousse e cospargerlo con le pere, mettere un altro disco di pan di spagna, spennellare con la bagna di pere e poi ancora un disco di croccante. Finire con il resto della mousse e l'ultimo disco di pan di spagna. Porre in congelatore per qualche ora, poi rovesciare la torta sul piatto di portata, togliere l’anello (se non è apribile, ci vorrà qualche minuto di scongelamento), i bordi di acetati e infine quello della base.
Mettere un vassoio sul piano di lavoro, mettere poi la torta da glassare (ancora congelata) su un piano rialzato di diametro più piccolo.
Far colare la glassa a 25° sulla torta partendo dall'esterno, poi scuotere leggermente per eliminare quella in eccesso. Cospargere i lati della torta con granella di nocciole e decorare infine la superficie glassata con le fettine di pera caramellata, dei triangoli di croccante alle nocciole.
Mettere la torta sul piatto da portata e tenere in frigorifero fino al momento di servire.



Nella monoporzione di prova (vedi foto) non è andato tutto liscio: era buonissima, ma la mousse sui lati non ha tenuto molto bene sotto il calore della colata di glassa.
Grazie a Caris ho capito che dovevo abbassare la temperatura della stessa prima di versarla (32°).
Nel frattempo ho trovato la ricetta di una glassa al cacao molto meno grassa di quella utilizzata nella monoporzione, quindi mi sono assolutamente convertita alla magrezza. 

Ecco la ricetta originaria con glassa al cioccolato al latte (400 g di cioccolato al latte, 300 g di panna fresca, 75 g di miele, 50 g di burro) e una mousse leggermente più liquida (300 g di latte e senza zucchero). 

Entrambe buone, ma la struttura della versione definitiva è decisamente migliore.






Ovviamente Irene "l'idrovora" non si lascia scappare nemmeno una briciola. Il bello è che adesso ogni volta che le do una torta da mangiare mi chiede di farle la foto.
Non ci sono dubbi, io amo la mia birbante!





Con questa ricetta partecipo all'MTC di aprile.





venerdì 24 aprile 2015

Linguine ai carciofi, pomodori e bottarga

Voglie in gravidanza, pura fantasia? 
Ad essere sincera io non ne ho avute tante... 
Al primo posto, come nella gravidanza di Irene, ci sono le mele, poi tocca sicuramente al cioccolato, ma non a molto altro. 
L'altro giorno però ero al supermercato e ho visto un bel pezzo di bottarga di muggine fresca e mi è subito venuta voglia di mangiarla. Sono un'amante della pasta con vongole e bottarga, quando mi è capitato di andare in Sardegna per lavoro ne ho fatto grandi scorpacciate, però solitamente non mi capita di concedermi prodotti così prelibati se non in occasioni molto particolari... e cosa c'è di più particolare di un imminente nascita? E quindi per festeggiare Elisa ho dato sfogo una mia voglia. In frigorifero avevo dei carciofi sardi e dei saporitissimi pomodori Camone, quindi definirei questo un piatto sardo a tutti gli effetti. 


















Ingredienti per 4 persone:
400 g di linguine
2 carciofi spinosi sardi
6 pomodori Camone
bottarga di muggine 
olio evo
sale e pepe
Pulire i carciofi eliminando parte del gambo, le foglie più esterne, le punte spinose e la barbetta interna, sciacquare bene sotto l'acqua corrente, spruzzare con poco succo di limone ed affettare finemente.
Mettere in una padella con un giro d'olio evo e far cuocere a fuoco medio per una decina di minuti, girando spesso, per evitare che abbrustoliscano, aggiustare di sale tenendo conto che la bottarga è abbastanza salata.
Nel frattempo mondare i pomodori, eliminare i semi all'interno e tagliare la polpa a cubetti.
Cuocere le linguine in abbondante acqua salata, scolarle e unirle ai carciofi, spadellando per amalgamare bene il tutto.
Spegnere il fuoco e aggiungere i pomodori.
Impiattare e spolverare con abbondante bottarga grattugiata, un filo d'olio a crudo e una grattata di pepe.

lunedì 13 aprile 2015

Torta di pan di spagna con chantilly al pistacchio, lamponi e buon compleanno

Questa volta gli ho fatto una sorpresa, lui non si aspetta mai una torta per il compleanno, anche perché ben sa che i dolci non sono proprio il mio forte e che tanti tentativi fatti in passato non sono andati a buon fine.
Intendiamoci, da quando stiamo insieme gli ho quasi sempre preparato un piccolo dolce, ma sempre cose semplici, cose a me congeniali, che fossero quasi a rischio 0.
Ma questa volta, complice la sfida n° 47 dell'MTC sul pan di spagna e la galvanizzazione dal recente successo ottenuto dalla mia dacquoise alle nocciole, ho voluto puntare in alto, con una torta decisamente semplice, ma gustosissima e colorata.
E così ho passato tutto un pomeriggio a spignattare, nella disorganizzazione più totale, di quelle degne di una persona che proprio la bilancia non è capace ad usarla e a cui la tanto raccomandata filosofia del "preparare prima tutti gli ingredienti" proprio non entra in testa.
Per la cena però era tutto pronto, dai, in fondo sono stata brava, me la sono cavata "solo" in 4 ore.



















E con questa torta ti auguro ancora tanti auguri per i tuoi 38 anni, con l'aiuto della nostra piccola peste che tanto ci fa sciogliere il cuore.





Pan di Spagna tradizionale a freddo (di Iginio Massari)

Ingredienti per 2 tortiere da 22 cm:
600 g di uova intere
400 g di zucchero
3 g di sale
1/2 scorza di limone grattugiata
300 g di farina bianca 00 (W 150-170)
100 g di fecola

Montare in planetaria con una frusta fine: uova intere, zucchero, sale e limone per circa 20 minuti a media velocità (se diminuite la quantità basta anche meno tempo). 
Setacciare due volte la farina bianca e la fecola e incorporare delicatamente a pioggia. Mettere in stampi imburrati e leggermente infarinati e cuocere a 170°-180° per circa 20-25 minuti (io 35 minuti) per teglie alte 4-4,5 cm. 



Nel post di Caris trovate tutte le informazioni per la perfetta realizzazione del pan di spagna di Massari montato a freddo, ma anche altre versioni, con validi "trucchetti" che è bene conoscere per non fare un "disastro".


Crema chantilly al pistacchio
Ingredienti per 600 g di crema:
500 ml di panna fresca
75 g di zucchero a velo
40 g di pasta di pistacchio*

*Ingredienti per 40 g di pasta di pistacchi:
50 g di pistacchi non salati e già sgusciati
30 g  di zucchero
7 g di acqua

Tritare i pistacchi sgusciati e pelati il più finemente possibile in un frullatore.
In un pentolino d’acciaio, far caramellare lo zucchero con l'acqua, evitando di mescolare, dopodiché versate subito il caramello nei pistacchi tritati e frullate nuovamente fin quando la pasta di pistacchi non sarà sufficientemente compattata (può essere conservata in un panetto in frigorifero). In caso si necessiti di una crema, come in questo caso, aggiungere un po' d'acqua e mescolare fino al completo assorbimento.

Bagna al Passito di Pantelleria

Ingredienti:
200 g di acqua
100 g di zucchero a velo
1/2 bicchierino di Passito di Pantelleria

Mettere l’acqua e lo zucchero in un tegame e portarle lentamente a bollore. Far cuocere per 1 minuto, poi togliere dal fuoco e far raffreddare completamente infine il Passito mescolando bene.


Cuori di cioccolato temperato 

Ingredienti:
100 g di cioccolato fondente 72%
100 g di cioccolato bianco

Sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria fino a quando non raggiunge una temperatura di 45/50°; versare i due terzi del cioccolato una leccarda da forno molto fredda (o su un piano di marmo per chi ce l'ha) e portare velocemente la temperatura del cioccolato a 27/28°, unire il cioccolato raffreddato al restante cioccolato portando la temperatura a 31/32°.
Temperare il cioccolato bianco seguendo lo stesso procedimento, facendo attenzione alle seguenti temperature: cottura a bagno maria 40°, raffreddamento fino a 24/25°, portare nuovamente a 27/28°.
Stendere entrambi i cioccolati su un foglio di carta da forno e a raffreddare completamente, poi coppare con uno stampino a forma di cuore.


Assemblaggio  e decorazione della torta con montaggio classico

Ingredienti:
30 g di granella di pistacchi
300 g di lamponi


Tagliare il pan di spagna in 3 strati, bagnare il primo con la bagna al Passito di Pantelleria, spalmare abbondante chantilly al pistacchio e cospargere di lamponi a pezzi.
Mettere il secondo strato di pan di spagna e bagnarlo con la bagna al Passito di Pantelleria, spalmare con la chantilly al pistacchio e cospargere di pezzi di cioccolato temperato bianco e fondente.
Prima di coprire con il terzo strato di pan di spagna, bagnare la base con la bagna al Passito di Pantelleria, porlo in cima alla torta e spalmare abbondante chantilly al pistacchio stendendola bene anche sui lati.
Decorare il bordo più esterno della superficie con la granella di pistacchi, poi fare un cerchio di lamponi, poi ancora un cerchio di pistacchi e poi uno di lamponi, fino ad arrivare al centro della torta.
Ricoprire i bordi laterali con i cuori di cioccolato alternando quelli al cioccolato bianco a quelli al cioccolato fondente.

In alternativa, la superficie della torta può essere guarnita con mandorle a scaglie, lamponi e granella di pistacchi.
Il commento di mia nipote Chiara è stato, cito testualmente:
"Chiara, era davvero davvero buona la torta, complimenti"
Io che a fare i dolci mi sento una vera imbranata, sono ancora qui che cerco di scendere di quel mezzo metro per rimettere i piedi per terra :-D














Adesso una piccola riflessione: sono 2 anni che partecipo all'MTC e diventa sempre più difficile, ma anche quando le ricette mi sono meno congeniali, come in questo caso, ci provo e i risultati a volte stupiscono.
Come abbiamo detto tante volte, l'MTC è una scuola più che una gara e a scuola si prendono appunti e i compiti in classe si fanno spesso prima in brutta copia... 
Questa è la prima volta che ho progettato una ricetta e ho buttato giù uno schizzo del risultato che avrei voluto ottenere, direi che ci sono andata vicina, soprattutto con il gusto che mi ero immaginata.


Con questa ricetta partecipo all'MTC di aprile.





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