lunedì 16 febbraio 2015

Baci salati: polpettine di maiale con cuore di taleggio e mele caramellate

"E mi piaci tanto, da sceglierti ogni giorno nuovamente..." Filippo

Gli ultimi baci sono dedicati a lui, l'uomo che mi ha rubato il cuore, e proprio sua è la frase che ho deciso di scrivere sul bigliettino.
Gli piace dire che me lo scrisse quando ancora era in campagna elettorale, che poi le cose sono cambiate... Fa il duro, come la maggior parte degli uomini, ma io lo so che è un duro dal cuore tenero e ha addirittura una piccolissima nota di dolcezza che lascia appena assaporare, ma solo a chi penetra nel suo involucro amaro come il cioccolato fondente... proprio come questi baci... 
E io sono felice che lui abbia scelto me, di averlo sposato, di avere avuto una bimba con lui e che presto ne arriverà un'altra ad allietare i nostri cuori.
Ovviamente non è tutto un fuoco d'artificio, come quando eravamo entrambi in campagna elettorale, ma la scelta rimane comunque quotidiana (la mia perlomeno :-P), nonostante gli scazzi, le difficoltà e tutto ciò che la vita ci mette di fronte.

Ingredienti per 20 baci:
Per le polpette:
200 g di filetto di maiale
20 g di parmigiano grattugiato
25 g di pan grattato
1 uovo
sale e pepe q.b.
50 g di taleggio
olio evo per friggere
Per le mele caramellate:
1 mela
1 cucchiaio di burro
1 cucchiaio di zucchero di canna
Per la copertura: 
100 g di cioccolato fondente 72%

Tritare il filetto di maiale al coltello, unire l'uovo, il parmigiano, il pan grattato, il sale e il pepe e amalgamare bene il tutto, se necessario tritare brevemente con il mixer.
Creare delle palline grandi come noci, fare un buco al centro e inserire un cubetto di taleggio, sigillare bene e friggere un paio di minuti per lato in olio di oliva ben caldo.
Far asciugare bene e far intiepidire.
Nel frattempo sbucciare e tagliare la mela a cubetti e cuocerla in un cucchiaio di burro e uno di zucchero fino a quando non avrà un bel colore ambrato.
Posizionare un cubetto di mela su ogni polpettina e bagnare con il sughetto.
A questo punto è possibile iniziare con il temperaggio del cioccolato:
Sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria fino a quando non raggiunge una temperatura di 45/50°; versare i due terzi del cioccolato una leccarda da forno molto fredda (o su un piano di marmo per chi ce l'ha) e portare velocemente la temperatura del cioccolato a 27/28°, come spiegato da Annarita nel suo post; unire il cioccolato raffreddato al restante cioccolato portando la temperatura a 31/32°.
Tuffare le polpettine nel cioccolato fuso, scolare bene e mettere a raffreddare su carta forno.


Quella di fare i baci salati è un'idea malsana che mi è venuta in notturna, in effetti non so nemmeno se verranno ammessi alla gara (mi sembra di aver capito che il ripieno è totalmente a nostra scelta, ma potrei sbagliarmi), ma avevo voglia di un abbinamento particolare. 
Intendiamoci, il filetto di maiale con le mele caramellate è un must e quel cuore morbido di taleggio mi sembrava ci stesse proprio bene e poi non avevo mai provato ad usare il cioccolato in una ricetta salata e ci volevo provare.

Questi baci sono davvero meravigliosi, da mangiare a temperatura ambiente (io le polpette le adoro soprattutto a quella temperatura), così il cioccolato non è freddo e il cuore di taleggio rimane cremoso. Non ho voluto spingere sul sapore delle polpette, per creare un equilibrio di sapori, ma penso che un paio di foglioline di salvia ci stiano molto bene.

Bè, li volete provare? Cosa aspettate?

Con questa ricetta partecipo con la mia 3° versione all'MTC di febbraio, dedicata ai Baci

sabato 14 febbraio 2015

Baci cheesecake per Elisa, che presto verrà al mondo

"Dolce è la consapevolezza dell'infinito che ci attende..." Kika



Ingredienti per 25 Baci:
Per la base:
100 g di biscotti con grano saraceno
40 g di burro
Per il ripieno:
180 g di ricotta di pecora
200 g di panna da montare 
2 cucchiai di zucchero
caramello salato*
Per la copertura:
250 di cioccolato fondente 72%

*Per il caramello salato:
75 g di zucchero di canna
50 g di latte
25 g di burro
Mettere lo zucchero di canna in una pentola a fondo spesso e farlo sciogliere a fuoco basso senza mescolare fino a quando non diventa ambrato.
In un altro pentolino far bollire il latte ed aggiungerlo allo zucchero (attenti agli schizzi) e continuare a mescolare fino a quando non saranno perfettamente amalgamati.
A questo punto togliere dal fuoco, aggiungere il burro e una presa di sale e amalgamare.
Mettere in una ciotola e far raffreddare.

Iniziare la preparazione il giorno prima:
Frullare i biscotti al grano saraceno e il burro freddo fino ad ottenere un composto omogeneo.
Stenderlo con il mattarello tra due fogli di carta da forno fino a raggiungere uno spessore di 4/5 mm e poi copparlo con un piccolo stampino da biscotti tondo.
Mettere in frigorifero a rassodare.
Montare la panna ben ferma ed unirla delicatamente con una spatola alla ricotta di pecora precedentemente setacciata e mescolata allo zucchero. 
Mettere il composto in una sac à poche e formare delle sfere direttamente sulle cialde di biscotti e fare poi la cupola con il caramello salato.
Mettere in frigorifero a raffreddare tutta la notte.
La mattina seguente è possibile iniziare con il temperaggio del cioccolato:
Sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria fino a quando non raggiunge una temperatura di 45/50°; versare i due terzi del cioccolato una leccarda da forno molto fredda (o su un piano di marmo per chi ce l'ha) e portare velocemente la temperatura del cioccolato a 27/28°, come magistralmente spiegato da Annarita nel suo post; unire il cioccolato raffreddato al restante cioccolato portando la temperatura a 31/32°.
A questo punto è possibile iniziare a ricoprire il ripieno. 
Tuffare le palline nel cioccolato fuso (è un ripieno molto delicato, quindi è utile aiutarsi con la forchetta, in modo che la ricotta non si sciolga nel cioccolato, compromettendo tutta la preparazione), scolare bene e mettere a raffreddare su carta forno.

Eh si, avete capito bene, Elisa non c'è ancora, il suo arrivo è previsto per i primi di maggio, quindi i Baci me li posso mangiare tutti io :-D

Con questa ricetta partecipo all'MTC di febbraio, dedicata ai Baci

venerdì 13 febbraio 2015

Baci alle mandorle, datteri e arancia, per la dolce Irene

"Ti tengo stretta, vicina al mio cuore... ma so che non mi appartieni." Kika

























Ingredienti per 15 baci:
Per il ripieno:
100 g di mandorle tritate
1 cucchiaino di scorza d'arancia grattugiata
1 e 1/2 cucchiaio di zucchero di canna
1 cucchiaio di Grand Marnier
succo di 1/2 arancia 
8 datteri
Per la copertura:
250 di cioccolato fondente 72%

In una ciotola mescolare le mandorle finemente tritate, i datteri privati del nocciolo e delle due estremità e tritati al coltello, lo zucchero di canna, la scorza d'arancia, il liquore e il succo di arancia fino a che tutti gli ingredienti non saranno bene amalgamati.
Formare delle palline con le mani schiacciando leggermente la base e ponendo sulla superficie l'estremità del dattero.
Mettere in frigorifero a raffreddare.
A questo punto è possibile iniziare con il temperaggio del cioccolato:
Sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria fino a quando non raggiunge una temperatura di 45/50°; versare i due terzi del cioccolato una leccarda da forno molto fredda (o su un piano di marmo per chi ce l'ha) e portare velocemente la temperatura del cioccolato a 27/28°, come magistralmente spiegato da Annarita nel suo post; unire il cioccolato raffreddato al restante cioccolato portando la temperatura a 31/32°.

A questo punto è possibile iniziare a ricoprire il ripieno. 
Tuffare le palline nel cioccolato fuso scolare bene e mettere a raffreddare su carta forno.

Se riuscite a non mangiarli tutti intanto che raffreddano, regalateli.

Non avevo strumenti adatti al temperaggio del cioccolato, quindi il mio piano di marmo è diventato una leccarda da forno ben fredda; le mie spatole di metallo, spatole in silicone; la mia forchettina, una forchetta per arrosto; il termometro... per fortuna quello ce l'avevo, se no che disastro avrei combinato e invece...

Con questa ricetta partecipo all'MTC di febbraio, dedicata ai Baci

domenica 25 gennaio 2015

Impepata di canederli alle cozze

Pensate di avere 2 amici a cena; pensate di avere un'idea folgorante, di notte, e di dire "si, li faccio per loro!"; pensate di credere di metterci un paio di ore al massimo per preparare la cena e invece metterci praticamente il doppio del tempo e infine pensate di ringraziare il cielo che i tuoi amici siano in leggero ritardo, perché hai bisogno di spiaggiarti sul divano per almeno 10 minuti per riuscire a non crollare con la testa nell'impepata di cozze durante la cena.
Queste poche righe di introduzione per descrivervi il mio pomeriggio di ieri, sono qui che vi scrivo e questo significa che SONO SOPRAVVISSUTA!
La soddisfazione più grande è stata sentirmi dire da Cristina: "ho visto la tua ricetta sul blog, mi hai fatto venire una voglia di canederli..." e dirle che li avevo preparati proprio per la cena, anche se in un'altra versione, una versione tutta marinara.
Che dire, mi sono piaciuti, sono piaciuti a tutti, anche se la prossima volta li tufferò nell'impepata, invece che condirli solo con un po' di salsa. :-)

 
















Testo del procedimento liberamente tratto dal post originale sui Canederli all'ampezzana di Monica, dal blog One in a Million

Ingredienti per 4 persone:
Per i canederli:
250 g di pane raffermo
150 g di pepato siciliano fresco
100 g di cozze sgusciate
2 uova
100 g di latte 
1 cucchiaio di farina
prezzemolo
acqua di cottura delle cozze
Per il brodo di pesce:
teste e lische di 2 orate
3 litri d'acqua
1 cipolla
1 gambo di sedano
1 carota
4 grani di pepe nero
3 gambi di prezzemolo
80 g di brandy
Per l'impepata di cozze:
2 kg di cozze
500 g di salsa di pomodoro
3 cucchiai di olio evo
3 spicchi d'aglio
prezzemolo
pepe nero

Per prima cosa preparare il brodo. Tagliare le verdure grossolanamente e farle soffriggere in un giro d'olio in una pentola capiente a fondo alto, aggiungere le teste e le lische delle orate e i grani di pepe e sfumare con il brandy. Quando sarà completamente è capitato aggiungere l'acqua. Portare a bollore e cuocere per 1 ora. Salare leggermente, filtrare il tutto con un colino a maglie strette e tenere da parte.
Prendere un terrina capiente e versarvi il pane raffermo tagliato a cubetti di 1 cm massimo.
In una ciotola unire le uova ed il latte a temperatura ambiente e sbattere leggermente per rendere il liquido omogeneo; versare sul pane, mescolare bene e lasciar riposare, mescolando ogni tanto, per almeno 20 minuti.
Prendere la ciotola col pane ammorbidito e saggiarne la consistenza con le mani; dev'essere morbido, umido, ma non inzuppato, e compattandolo non dev'essere troppo appiccicoso.
E' un passaggio fondamentale, non fatevi ingannare dall'apparenza asciutta versando altri liquidi, pena la disfatta in cottura. 
In una padella fare aprire le cozze ben pulite a fuoco alto, eliminare i gusci e tritare al coltello. Filtrare l'acqua di cottura e far raffreddare.
A questo punto aggiungere al composto di pane il pepato siciliano tagliato a dadini piccolissimi, le cozze tritate, una generosa manciata di prezzemolo tritato fresco e un po' di acqua di cottura delle cozze.
Mescolare velocemente, quindi unire la farina.
Impastare a fondo con le mani, compattando e distribuendo in maniera omogenea gli ingredienti, pressando bene.
Il composto sarà leggermente colloso, rimangono dei piccoli residui sulle mani, ma pochissimi.
Scaldare il brodo.
Inumidirsi leggermente le mani e formare una sfera, prima roteando e poi pressando a fondo con le mani, che abbia un diametro di 4 cm.
Fare subito la prova di cottura, con il brodo che sobbolle, per 5 minuti.

Il canederlo deve rimanere compatto, non sfaldarsi. Certo, magari perde un pezzettino di pane, ma non deve perdere la sua forma, altrimenti avete esagerato con i liquidi e la struttura non regge.
Se ciò dovesse capitare unite un cucchiaio di pane grattugiato e rifate il test.
Io preferisco non aggiungere farina, o proprio poca, ed asciugare con il pan grattato.
Se supera il test di cottura, prelevarlo dal brodo, assaggiarne la consistenza finale, eventualmente aggiustare gli aromi e procedere con la preparazione delle altre palline.
Preparare l'impepata di cozze. Pulire le cozze molto bene raschiando la superficie con una paglietta di metallo ed eliminando il bisso.
Soffriggere l'aglio in un ampio tegame con 3 cucchiai di olio evo, aggiungere la salsa di pomodoro e far cuocere per una ventina di minuti. Aggiungere le cozze fatte aprire precedentemente in un'altra padella con il coperchio a fuoco vivace, eliminando quelle eventualmente rimaste chiuse. Aggiungere l'acqua delle cozze filtrata e spolverare con prezzemolo fresco tritato e abbondante pepe nero appena macinato. 
Finire la cottura per altri 10 minuti.
Cuocere i canederli nel brodo di pesce in due tornate, evitando di ammassarli nella pentola e lasciandoli venire a galla senza stressare troppo la temperatura del brodo.
Servire dopo i 5 minuti di cottura in un piatto fondo, 5 a testa, con il sughetto dell'impepata di cozze ed alcune cozze per guarnire, il resto delle cozze mangiarle come secondo, facendo la scarpetta col sugo rimasto.

gli sfidantiCon questa ricetta partecipo all'MTC di gennaio

lunedì 19 gennaio 2015

Canederli allo speck e spinaci profumati alla curcuma con brodo di carne alla cannella

Non ho dei ricordi particolari legati ai canederli, tema di questa 44° sfida dell'MTC.
Mi ricordo tutte le occasioni in cui li ho mangiati, ovvio sono poche, e che mi sono sempre piaciuti da matti, ma a casa in effetti non li ho mai preparati, se non una volta, anni luce fa, a 4 mani con Gaia con la ricetta di sua mamma Leda, ma quella è un'altra storia.
Non si tratta di cucina dei ricordi, quindi, ma un'associazione di gusti e sapori alla ricerca del canederlo perfetto. Ci sono riuscita?
Non so, devo mangiare ancora quelli che sono avanzati per capirlo bene, però mio marito ne ha mangiati 2 piatti e lui di solito è abbastanza critico (in senso buono) con quello che cucino.
Li ho sempre mangiati solo allo speck e agli spinaci e quindi i miei ho deciso che dovevano essere un mix di questi 2 ingredienti, con l'aggiunta della curcuma e rigorosamente serviti con un buon brodo di carne speziato alla cannella.


















Testo del procedimento liberamente tratto dal post originale sui Canederli all'ampezzana di Monica, dal blog One in a Million

Ingredienti per 4 persone:
Per il brodo:
500 g di polpa di spalla di manzo
1 carota
1 costa di sedano
1 cipolla
1 patata
1 rametto di prezzemolo
2 stecche di cannella
1 presa di sale
5 bacche di ginepro
Per i canederli:
300 g di pane raffermo
125 g di parmigiano reggiano
75 g di speck
50 g di spinaci novelli
2 uova
200 g di latte 
1 cucchiaio di curcuma
1 cucchiaio di farina
noce moscata
sale e pepe q.b.

Mettere in una pentola capiente dai bordi la carne, il sedano e la carota lavati e tagliati a pezzi grossi, la cipolla e la patata sbucciate, un rametto di prezzemolo, 2 stecche di cannella e 5 bacche di ginepro.
Mettere sul fuoco a fiamma media e portate a bollore. 
Abbassate la fiamma al minimo e fate cucinare coperto per circa un'ora e mezza, aggiustare di sale.
Togliere dal fuoco, prelevare la carne e filtrare attraverso un colino a maglie strette.
Prendere un terrina capiente e versarvi il pane raffermo tagliato a cubetti di 1 cm massimo.
In una ciotola unire le uova ed il latte a temperatura ambiente e sbattere leggermente per rendere il liquido omogeneo; versare sul pane, mescolare bene e lasciar riposare, mescolando ogni tanto, per almeno 20 minuti.
Prendere la ciotola col pane ammorbidito e saggiarne la consistenza con le mani; dev'essere morbido, umido, ma non inzuppato, e compattandolo non dev'essere troppo appiccicoso.
E' un passaggio fondamentale, non fatevi ingannare dall'apparenza asciutta versando altri liquidi, pena la disfatta in cottura.
Aggiungere il parmigiano grattuggiato grossolanamente, lo speck tagliato a dadini piccolissimi, gli spinaci novelli tritati al coltello, il sale, il pepe, la noce moscata e la curcuma.
Mescolare velocemente, quindi unire la farina.
Impastare a fondo con le mani, compattando e distribuendo in maniera omogenea gli ingredienti, pressando bene.
Il composto sarà leggermente colloso, rimangono dei piccoli residui sulle mani, ma pochissimi.
Scaldare il brodo.
Inumidirsi leggermente le mani e formare una sfera, prima roteando e poi pressando a fondo con le mani, che abbia un diametro di 4 cm.
Fare subito la prova di cottura, con il brodo che sobbolle, per 5 minuti.
Il canederlo deve rimanere compatto, non sfaldarsi. Certo, magari perde un pezzettino di pane, ma non deve perdere la sua forma, altrimenti avete esagerato con i liquidi e la struttura non regge.
Se ciò dovesse capitare unite un cucchiaio di pane grattugiato e rifate il test.
Io preferisco non aggiungere farina, o proprio poca, ed asciugare con il pan grattato.
Se supera il test di cottura, prelevarlo dal brodo, assaggiarne la consistenza finale, eventualmente aggiustare gli aromi e procedere con la preparazione delle altre palline.
Cuocerli in due tornate, evitando di ammassarli nella pentola e lasciandoli venire a galla senza stressare troppo la temperatura del brodo.
Servire dopo i 5 minuti di cottura in un piatto fondo, 4 a testa, con brodo a coprirli per circa la metà.

gli sfidanti
Con questa ricetta partecipo all'MTC di gennaio

giovedì 8 gennaio 2015

Paté di acciughe con gelatina al mandarino e brandy

Questo povero blog è stato quasi abbandonato, mi mancano le energie per mettermi al computer e metter giù dei pensieri, sistemare le foto, dedicarci il giusto tempo.
Questa è una ricetta preparata per la cena della Vigilia di Natale e adesso che l'Epifania tutte le feste si è portata via e soprattutto, oltre a portarsi via le feste, ha anche accompagnato la piccolina al nido, riesco a sedermi qui davanti e a rendervi partecipi di questa autentica delizia.
Quest'anno ho deciso che gli antipasti delle feste avrebbero contemplato ben 2 paté, uno di pesce, per la cena e uno di carne, per il pranzo. 
E' da un anno che L'ora del paté giace quasi indisturbato nella piccola libreria sulla mensola della cucina, quindi finalmente mi sono decisa a prenderlo in mano e sfogliarlo. Mi sono persa, ho passato quasi un'ora a rileggere ricette, trucchetti per fare salse e gelatine e nella mia testa cominciavo ad associare sapori e profumi.
Ho scelto la ricetta di Cristina del blog Poveri ma belli e buoni perché la trovo meravigliosa, anche se ho deciso di utilizzare gli ingredienti che avevo in casa, facendo qualche piccola modifica.
Purtroppo mi sono accorta solo dopo averlo utilizzato, che quello che avevo dato per scontato essere finocchietto selvatico, in realtà era aneto e in profumo e sapore la ricetta ci ha sicuramente smenato, essendo l'aneto molto più forte e incisivo del romantico finocchietto.
Il paté è stato comunque apprezzato, ma io lo farò sicuramente quest'estate con del fantastico finocchietto profumato.

Ricetta tratta dal libro L'ora del paté edito da Sagep Editori 

Ingredienti:
Per il paté:
400 g acciughe fresche pulite e deliscate
1/2 carota
1/3 costola di sedano
1 scalogno piccolo
1 foglia di alloro
3-4 pomodoro secchi
3 acciughe sott'olio
30 g di marsala secco
un ciuffetto di finocchietto selvatico (io aneto :-|)
100 g di robiola
20 g di pistacchi sgusciati
Per la gelatina:
120 g di acqua
80 g di succo di mandarino appena spremuto
1 cucchiaio di zucchero
15 g di brandy
5 g di gelatina in fogli

Innanzitutto preparare la gelatina, ammollando la colla di pesce nell'acqua e succo di mandarino, unire il brandy e lo zucchero e portare a bollore, lasciando sobbollire per 2-3 minuti. Versare il liquido in uno stampo ricoperto di pellicola trasparente in modo da ottenere uno strato di 1-2 cm. Lasciar raffreddare prima a temperatura ambiente e poi in frigorifero.
A questo punto iniziare con la preparazione del paté.
Rosolare il trito di scalogno, carota e sedano con olio evo e una foglia di alloro, sciogliere  le acciughine sott'olio, e aggiungere i pomodori secchi rinvenuti in acqua calda e tagliati a fettine fini, l'aneto e cuocere per qualche minuto. Aggiungere le acciughe, precedentemente deliscate e lavate, e sfumare con il marsala, facendo asciugare bene il fondo di cottura a fuoco vivace per 6-7 minuti.
Far raffreddare e poi frullare il tutto, unire la robiola e i pistacchi tritati, regolare di sale e pepe e ho versare il composto nello stampo in cui si è rappresa la gelatina e far raffreddare in frigorifero per qualche ora prima di servire.

martedì 16 dicembre 2014

DOLCI REGALI: perché non c'è due senza tre!

Oggi un post un po' speciale, che esula dalle solite ricette, ma mi sa che ogni sei mesi adesso quasi quasi ve lo aspettate. 
Eh si, perché oggi esce in libreria DOLCI REGALI, il terzo libro dell'MTChallenge!


Dolci regali dunque, dove quel "regali" significa primariamente "dei re", anche se l'ambivalenza lessicale e il periodo pre natalizio fanno subito pensare ai doni.
A differenza dei libri precedenti, incentrati su sfide specifiche dell'MTChallenge, Dolci Regali è partito da una di queste, quella sul Babà, per poi spaziare tra i dolci nati tra la fine del XVII e gli inizi del XIX secolo, quando la pasticceria divenne un'arte autonoma grazie anche al calo del prezzo dello zucchero. Via allora a tutti gli impasti lievitati dolci, a forma di corona (Savarin, Babà, Kugelhupf, Kringel, etc.) o di treccia, simboli quindi di potere e di regalità. perché il potere dei monarchi veniva comunicato anche tramite i cibi serviti a corte.
Ma anche i poveri hanno escogitato i loro dolci, più modesti, certo, di quelli serviti a palazzo, ma ugualmente buoni: le Graffe, i Krapfen, la Torta delle rose, i Buns, etc., sono tutti la risposta popolare ai dolci di corte.
A corollario, il solito, incredibile contributo della Community, in tre sezioni: quella dello zucchero, con sciroppi e bagne aromatiche; quella delle creme, con una raccolta di oltre 50 ricette, che spaziano dalle versioni base alle variazioni sul tema; e, in ultimo, “la Dispensa del Castello”, con una raccolta di liquori, conserve, acque profumate, praline ed altre golose risorse, da tenere a portata di mano per arricchire con un tocco personale e raffinato le vostre creazioni.






















E non è tutto:
Acquistando una copia di Dolci Regali, contribuirai alla creazione di borse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri, un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica e che si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, in uno spazio che ricrea l'atmosfera di una vecchia piazza, con le botteghe di una volta - dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e, ovviamente, anche al cuoco. La Piazza dei Mestieri si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: la centralità del progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovano in questa Piazza un punto di aggregazione che fonde i contenuti educativi con uno sguardo positivo e fiducioso nei confronti della realtà, derivato proprio dall’apprendimento al lavoro, dal modo di usare il proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto.


E ora, come di consueto, qualche informazione pratica:
DOLCI REGALI
Da un'idea e a cura di Alessandra Gennaro
Collana “I libri dell'MTChallenge”
Prezzo di copertina: 18,00 euro
Foto Paolo Picciotto
Illustrazioni Mai Esteve
Editor: Fabrizio Fazzari
Impaginazione: Barbara Ottonello

130 ricette per rendere speciale il vostro Natale e quello delle persone che amate, quindi cosa aspettate? 
Correte in libreria e regalatelo, regalatelo, regalatelo!
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