lunedì 30 marzo 2015

Gnocchi di zucca e patate al Castelmagno

Andare in montagna da nonna Lucia ha sempre un non so che di rigenerante. 
Ovviamente sto pensando alle giornate di sole, come quella di ieri, dove si può godere del tepore primaverile camminando e ammirando i prati fioriti, pieni di primule colorate, viole e margherite. 
Guardando qua e là si scorgono anche ciuffetti di erba cipollina, che qui mica è tutta dritta come quella che si trova nelle vaschette del supermercato, è boccolosa e profumatissima ed è quasi un peccato non raccoglierla... come peccato è stato non raccogliere il tarassaco che tanto mi richiama la primavera, ma diciamo che con questa panzona che mi ritrovo non sarebbe stato il massimo arrampicarmi sui pendii che costeggiano la casa, armata di sacchetto e coltello... sarà aihmé per il prossimo anno.
In  compenso la nonna Lucia ha detto che se in settimana avrà la luna giusta ci andrà lei in "Missione Tarassaco".
Spero che la luna sia dalla mia parte e soprattutto spero che almeno un po' di quello che raccoglierà  la nonna raggiungerà la città e la nostra tavola smaniosa.
No, non l'ho dimenticata, Irene è ormai una piccola esploratrice, va a salutare le sue amiche galline, passeggia nell'orto, raccoglie (strappa) i fiorellini e si stupisce al passaggio delle formiche... poi si arrampica ovunque e io a correrle dietro per evitare che si ammazzi. 
E appena suonano le campane chiama la nonna a squarciagola e corre dentro casa "nonna beni, le pane... tenti"...
Adesso inizia a mettere le singole parole in fila per formare delle semplici frasi e io sono sempre più stupita di come cresca ogni giorno di più, facendo cose che mi sembrano impossibili per un esserino di 23 mesi, eppure...
È una gioia godere di questi momenti in una bella domenica di sole.

Il piatto che vi propongo non ha molto a che fare con la primavera, diciamo che è un modo per salutare definitivamente l'inverno in modo degno.


















Ingredienti per 4 persone:
Per gli gnocchi:
350 g di patate
200 g di zucca
150 g di farina 00
1 uovo piccolo
noce moscata
1 pizzico di sale
Per condire:
80 g di Castelmagno
50 g di latte
pepe q.b.

Sbucciare la patata e la zucca e farle bollire in abbondante acqua salata per 30 minuti. Farle raffreddare e ridurle in purea. Aggiungere la farina, l'uovo, il sale e la noce moscata ed impastare il tutto fino ad ottenere un composto morbido e omogeneo.
Io questa volta, per non usare più della farina che avevo messo nell'impasto, ho messo il composto in una tasca da pasticcere e ho formato gli gnocchi direttamente sopra la pentola di acqua leggermente salata in ebollizione, ottenendo gnocchi morbidissimi, in alternativa utilizzare il "metodo classico": infarinare il piano di lavoro e lavorare di volta in volta un po' di impasto formando prima tanti filoni dello spessore di 2-3 centimetri e tagliare poi gli gnocchi riponendoli su una superficie o un vassoio infarinato ad asciugare.
Tagliare il Castelmagno in pezzi non tanto grandi e farlo sciogliere con il latte a fuoco lento.
Cuocere gli gnocchi in abbondante acqua salata, scolarli e metterli nella padella della crema di Castelmagno per condirli bene. 
Impiattare e spolverare con una grattata di pepe nero appena macinato.

Accompagnare il piatto con un buon bicchiere di vino rosso, noi abbiamo bevuto un Rosso di Montalcino dei Tenimenti Angelini del 2010

venerdì 27 marzo 2015

Spinacino di vitello ripieno

Non mi sembra vero, questo mese è la seconda ricetta che pubblico sul blog che non ha a che fare con la partecipazione all'MTC, mi sarà mica tornata la voglia di cucinare?
Il mese scorso al pranzo per il compleanno della mia nipotina Chiara, mia cognata ha preparato un buonissimo spinacino di vitello. 
Io non ho molta confidenza con la preparazione della carne, soprattutto se si tratta di arrosti, per non parlare dell'arrosto di vitello.
Mia suocera lo prepara molto buono e per giunta tutte le domeniche e spesso Filippo lo mangia anche in settimana quando va a cena dalla sua mamma, quindi mi son sempre chiesta perché mi sarei dovuta cimentare in questa preparazione, quando potevo dedicarmi a tantissime altre cose su cui ero di gran lunga più ferrata?
Un paio di settimane fa però ero al banco della carne del supermercato e ho addocchiato un bellissimo spinacino di manzo in sconto, poi vedo in lontananza il caro vecchio Remo, lo storico "Macelar de Derghen" e lo interpello sull'acquisto di quel pezzo di carne e lui mi indirizza subito sul vitello, mi sceglie un fantastico pezzo di carne e mi dice "fai questo, non rimarrai delusa!"
L'ho comprato e congelato in attesa del momento giusto per cucinarlo, in attesa dell'ispirazione.
E l'occasione è arrivata, diciamo che una bottiglia di vino avanzata ha dettato le regole del nostro pranzo di coppia.
Il buonissimo spinacino di mia cognata Nicoletta era stato comprato già farcito dal suo macellaio di fiducia, quindi il ripieno che ho messo nella tasca di vitello è molto diverso dal suo e soprattutto frutto della mia fantasia, ma la cottura è stata fatta secondo suo prezioso suggerimento, ho sostituito solo il brodo di pollo con quello vegetale.


















Ingredienti per 4 persone:
Per il brodo vegetale:
1/2 carota 
1/2 cipolla
1/2 costa di sedano
sale grosso q.b.
Per il soffritto:
1/2 carota 
1/2 cipolla
1/2 costa di sedano 
1/2 bicchiere di vino bianco secco
1 rametto di rosmarino
5 foglie di salvia
olio evo
500 g di spinacino di vitello
Per il ripieno:
250 g di carne macinata mista (suino/bovino)
100 g di mortadella
100 g di erbette cotte
80 g di parmigiano
30 g di pangrattato
20 g di latte
1 uovo
1 picchio d'aglio
2 pizzichi di sale

Innanzitutto preparare il brodo: mettere sedano carota e cipolla in una pentola capiente con 2/5 litri di acqua, salare e cuocere per almeno un'ora con il coperchio.
Preparare il ripieno frullando tutti gli ingredienti, inserirlo nella tasca dello spinacino (sicuramente avanzerà del ripieno con il quale potrete fare delle polpettine o un polpettone, come ho fatto io), legare la carne con lo spago o se non siete stati capaci, come me, chiudere con gli stuzzicadenti, il modo che il ripieno non fuoriesca dalla tasca in cottura.
Tritare il sedano la carota e la cipolla metterli in una casseruola con un giro d'olio evo e cuocere 5 minuti a fuoco lento. 
Rosolare bene la carne da tutti i lati, aggiungere mezzo bicchiere di vino bianco secco e farlo sfumare a fuoco vivo. 
Bagnare la carne con due mestoli di brodo e cuocere a fuoco medio con il coperchio per un'ora aggiungendo altro brodo di tanto in tanto.
Una volta cotta, affettare la carne e, dopo aver eliminato il rosmarino e la salvia, frullare il fondo di cottura per farne un gustosissimo sughetto.

sabato 21 marzo 2015

Torta salata di grano saraceno ai carciofi, Castelmagno e noci

Chi non ha ancora capito che vado matta per il grano saraceno alzi la mano...
Ecco, bravi, non vedo mani alzate, quindi direi che siete abbastanza attenti e soprattutto ferrati sui miei gusti.
La scelta di questa farina per la torta salata che vi propongo oggi non è però dettata solo dalla ricerca dei miei personalissimi orgasmi gastronomici, stasera, infatti, a casa di Elena si mangiano i pizzoccheri, quelli veri, buonissimi e burrosissimi (non è che Roux prima di fare la sua brisée li aveva assaggiati?) e volevo fare un antipasto che mantenesse la stessa rusticità. 
Ho aggiunto un formaggio forte e stagionato, il Castelmagno, prodotto dell'omonimo paese in provincia di Cuneo. 
Un'autentica prelibatezza che raramente mi concedo, ma se al banco del fresco del supermercato lo mettono al 50%, bè è destino che faccia parte della mia torta salata.

Anche per questa mia seconda versione ho leggermente variato la ricetta di Roux, che trovate nella sua versione originale sul blog di Flavia, Cuocicucidici.

Ovviamente, come per la Quiche di salmone e asparagi bianchi, avevo dimenticato di fotografare l'impasto prima di essere steso e ho dovuto rifare tutto da capo, passaggio in frigorifero per raffreddare la pasta compreso... provate voi a far stendere un impasto del genere da una donna incinta con le mani a 100°...!!!


















Pasta brisée di Michael Roux

Ingredienti (450 g di pasta):
125 g di farina 1
75 g di farina di grano saraceno
50 g di farina di noci
150 g di burro
1 cucchiaino di sale
1 pizzico di zucchero
1 uovo
1 cucchiaio di latte freddo

Versare le farine a fontana sul piano di lavoro. Mettere al centro il burro, il sale, lo zucchero e l’uovo, poi mescolarli e lavorarli con la punta delle dita.
Incorporare piano piano le farine, lavorando delicatamente l’impasto finché assume una consistenza grumosa.
Aggiungere il latte e incorporarlo delicatamente con la punta delle dita finché l’impasto comincia  a stare insieme.
Spingere lontano da voi l’impasto con il palmo della mano, lavorando di polso, per 4 o 5 volte, finché è liscio. Formare una palla, avvolgerla nella pellicola e metterla in frigo fino all’uso.
Infarinare leggermente il piano di lavoro e il mattarello. 
Stendere la pasta con colpi leggeri e pressione regolare, ruotandola di 90° e girandola di tanto in tanto, per evitare che attacchi e facilitare l’aerazione. Continuare così fino a ottenere le dimensioni e la forma desiderate.
Stendere l’impasto con un diametro di 5-7 cm superiore a quello della tortiera, in base all’altezza. Sollevare la pasta sul mattarello e srotolarla sullo stampo.
Rifilare la pasta in eccesso col coltello o passando il mattarello sulla tortiera. 
Far raffreddare in frigorifero per 20 minuti in modo non si crepi durante la cottura.
Prima di cuocere in bianco o di versare il ripieno, bucherellare il fondo con i rebbi di una forchetta per far fuoriuscire l’aria.
Rivestire il guscio di pasta con la carta forno e riempirlo con uno strato di pesi che tenga schiacciato l’impasto  evitando che si gonfi in maniera non uniforme.
Cuocere “in bianco” nel forno alla temperatura indicata dalla ricetta (di solito 180°-190°C) per il tempo previsto, poi togliere i  pesi e la carta e rimettere in forno perché la pasta si asciughi e colori. Se il guscio non tornerà in forno per la cottura del ripieno, deve essere completamente cotto.


Torta salata di grano saraceno ai carciofi, Castelmagno e noci


















Ingredienti per una tortiera da 26 cm:
375 g di pasta brisée alle noci
5 carciofi
1 porro
250 g di ricotta di capra
150 g di latte
40 g di Castelmagno grattugiato
8 gherigli di noce 

Pulire i carciofi eliminando parte del gambo, le foglie più esterne, le punte spinose e la barbetta interna, sciacquare bene sotto l'acqua corrente, spruzzare con poco succo di limone ed affettare finemente.
Pulire il porro eliminando l'involucro più esterno, lavare bene ed affettare finemente.
Stendere la pasta e foderare uno stampo da 26 cm di diametro, mettere in frigorifero bucherellare il fondo con una forchetta, rivestirlo con la carta forno e riempirlo con uno strato di pesi.
Preriscaldare il forno a 190° e cuocere il guscio di pasta per 20 minuti. 
Abbassare la temperatura a 170°, togliere i pesi e la carta e rimettere in forno per 5/10 minuti.
Distribuire il porro sul fondo del guscio di pasta e poi i carciofi, tenendone alcuni per la decorazione. 
Preparare l’ “appareil”  mettendo la ricotta, il Castelmagno e il latte in una ciotola, amalgamando bene e versare il tutto all'interno del guscio di brisée. 
Guarnire disponendo i restanti carciofi a raggiera e distribuire i gherigli di noce tritati grossolanamente al coltello sulla superficie.*
Infornare per altri 20 minuti.
Sformare la torta su una griglia, trasferire su un piatto da portata e servire.

*Le verdure rimarranno abbastanza croccanti, perché a noi piace sentirle sotto i denti, ma se a voi piacciono morbide, che si sciolgono in bocca, potete stufarle prima di metterle nel guscio di pasta, quando saranno tiepide.


Mi era avanzata una pallina di pasta e l'ho infornata in una piccola pirofila monoporzione e poi l'ho farcita con ganache al cioccolato fondente, banana e zucchero di canna e poi rimessa in forno per 5 minuti.
Volevo utilizzarla per corrompere Flavia (come gentilmente da lei suggerito), ma poi è passata la golosona e niente, non ne è avanzata nemmeno una briciolina.
Mi sa che nemmeno questo mese non riuscirò a vincere, studierò una miglior tangente per il prossimo giudice, promesso e soprattutto cercherò di tenere la ragazza aspira tutto lontana dalle mie creazioni.





Con questa ricetta partecipo all'MTC di marzo

sabato 14 marzo 2015

Quiche al salmone ed asparagi bianchi

Questo mese all'MTC parliamo di torte salate con la ricetta della pasta brisée di Michael Roux tratta dal libro Frolla & Sfoglia (uno dei pochissimi libri di cucina presenti nella mia libreria).
Il ripieno che ho scelto è un must di questo periodo, almeno per me che ho la Germania nel cuore: asparagi bianchi e salmone, avvolti da una crema acida al quark, il tutto aromatizzato da una profumatissima erba cipollina, che ho deciso di mettere direttamente nell'impasto della brisée.
Una ricetta, quella di Roux, già provata in precedenza, una pasta friabile e burrosa adatta ad ogni tipo di ripieno. 
L'aromatizzazione all'erba cipollina le dona quel tocco rustico che perfettamente si sposa con la delicatezza degli asparagi bianchi e la dolcezza del salmone. La nota acida del quark non può mancare per donare il giusto equilibrio al piatto. 

Irene l'ha mangiata per due sere di fila e ogni volta, finita la sua porzione, non ha mancato di dire "ancoua, ancoua". Sulla pronuncia della R lavoreremo più avanti, ma il palato già mi sembra sulla via giusta.

La ricetta della sfida di marzo la trovate da Flavia, sul blog Cuocicucidici e dopo un mese di innalzamento della glicemia puro con i Baci, ci voleva proprio una buonissima torta salata.

 
















Pasta brisée di Michael Roux

Ingredienti (450 g di pasta):
250 g di farina
150 g di burro
1 cucchiaino di sale
1 pizzico di zucchero
1 uovo
1 cucchiaio di latte freddo
10 g di erba cipollina tritata

Versare la farina a fontana sul piano di lavoro. Mettere al centro il burro, il sale, lo zucchero e l’uovo, poi mescolarli e lavorarli con la punta delle dita.
Incorporare piano piano la farina, lavorando delicatamente l’impasto finché assume una consistenza grumosa.
Aggiungere il latte e incorporarlo delicatamente con la punta delle dita finché l’impasto comincia  a stare insieme.
Spingere lontano da voi l’impasto con il palmo della mano, lavorando di polso, per 4 o 5 volte, finché è liscio. Formare una palla, avvolgerla nella pellicola e metterla in frigo fino all’uso.
Infarinare leggermente il piano di lavoro e il mattarello. 
Stendere la pasta con colpi leggeri e pressione regolare, ruotandola di 90° e girandola di tanto in tanto, per evitare che attacchi e facilitare l’aerazione. Continuare così fino a ottenere le dimensioni e la forma desiderate.
Stendere l’impasto con un diametro di 5-7 cm superiore a quello della tortiera, in base all’altezza. Sollevare la pasta sul mattarello e srotolatela sullo stampo.
Rifilare la pasta in eccesso col coltello o passando il mattarello sulla tortiera. 
Far raffreddare in frigorifero per 20 minuti in modo non si crepi durante la cottura.
Prima di cuocere in bianco o di versare il ripieno, bucherellare il fondo con i rebbi di una forchetta per far fuoriuscire l’aria.
Rivestire il guscio di pasta con la carta forno e riempirlo con uno strato di pesi che tenga schiacciato l’impasto  evitando che si gonfi in maniera non uniforme.
Cuocere “in bianco” nel forno alla temperatura indicata dalla ricetta (di solito 180°-190°C) per il tempo previsto, poi togliere i  pesi e la carta e rimettere in forno perché la pasta si asciughi e colori. Se il guscio non tornerà in forno per la cottura del ripieno, deve essere completamente cotto.

Quiche al salmone ed asparagi bianchi


















Ingredienti per una tortiera da 26 cm:
375 g di pasta brisèe all'erba cipollina 
200 g di salmone fresco
300 g di asparagi bianchi
250 g di quark
50 g di parmigiano grattugiato
60 g di panna fresca
3 tuorli d'uovo

Pulire gli asparagi con un pelapatate eliminando la parte finale e i filamenti più duri, lessarli al dente in acqua bollente leggermente salata. Scolarli e tagliarli a metà. 
Affettare il trancio di salmone dalla parte più corta.
Stendere la pasta e foderare uno stampo da 26 cm di diametro, bucherellare il fondo con una forchetta, rivestirlo con la carta forno e riempirlo con uno strato di pesi.
Preriscaldare il forno a 190° e cuocere il guscio di pasta per 15 minuti. 
Abbassare la temperatura a 170°, togliere i pesi e la carta e rimettere in forno per 10 minuti.
Preparare l’ “appareil”  mettendo l’uovo, il quark, la panna e il parmigiano in una ciotola, amalgamando bene ed insaporire con noce moscata, sale e pepe, versarlo all'interno del guscio di brisée. Distribuire il salmone e gli asparagi sulla crema e decorare con qualche filo di erba cipollina, spolverare infine con una grattata di noce moscata. 
Infornare per altri 20 minuti nella parte più bassa del forno.
Sformare la quiche su una griglia, trasferire su un piatto da portata e servire.

Con questa ricetta partecipo all'MTC di marzo

venerdì 13 marzo 2015

Dacquoise alle nocciole con crema al caffè di M. Berry

37 anni e sentirli tutti!
Sarà che sono entrata nell'8° mese di gravidanza e la pancia enorme comincia a pesare...
sarà che corro avanti e indietro dalla mattina alla sera e il pensiero che in ufficio a confronto mi rilassavo, mi fa stancare ancora di più...
sarà che il giorno del mio compleanno è stato triste per quasi tutta la mia vita... 
ma io, arrivata a 37, vorrei non avere la continua sensazione che sia arrivato il momento di cominciare a fare quelle cose che, non fatte, genererebbero rimpianti.
Ovviamente una di queste cose è avere una torta di compleanno golosa e indimenticabile (per il palato, ovviamente).
Domenica pomeriggio guardavo per caso una replica di Bake Off UK ed ecco la folgorazione.
Ho visto la fase finale dell'assemblaggio di questa dacquoise e ho deciso che avrei provato a prepararla.
Tutto questo sfidando tutte le leggi della natura e l'ira Divina, perché io al connubio dolci-bilancia proprio non ci sto dietro, ma proprio per il principio del non rimpianto che la mia raggiunta maturità mi porta a valutare, ecco qui il mio umile tentativo di seguire una ricetta da capo a piedi.



Non poteva mancare un livello di difficoltà superiore, come la ricetta in inglese, con ingredienti difficili da reperire, ma eccoci qui...

Ingredienti per 8/10 persone:
Per la dacquoise:
250 g di nocciole intere pelate
300 g di zucchero superfino
25 g di amido di mais
6 albumi a temperatura ambiente
1 presa di sale
Per la ganache di cioccolato:
150 g di cioccolato fondente
110 ml di panna fresca
Per  crema al caffè:
600 ml di latte intero
3 tuorli d'uovo a temperatura ambiente
125 g di zucchero superfino (io zucchero di canna)
2 cucchiai di essenza al caffè (io caffè)
50 g di amido di mais
300 ml di panna liquida 
Per le praline:
50 g di zucchero superfino (io zuchero di canna)
36 nocciole intere pelate
1/2 cucchiaino di succo di  limone
100 g di  nocciole tostate e tritate

Disporre 3 placche da forno una nella parte superiore, una in quella centrale e l'ultima in quella inferiore del forno e preriscaldare a 180°.
Tagliare dei dischi di carta forno da 21 cm di diametro e mettere da parte.

Preparare la dacquoise: mettere le nocciole nel mixer e tritare grossolanamente, mettere su una placca da forno e tostare per 10/12 minuti, girando ogni 3 minuti. Togliere dal forno e lasciar raffreddare. Abbassare la temperatura del forno a 150°.

Quando le nocciole saranno completamente raffreddate mescolarle con lo zucchero e l'amido di mais.
Mettere gli albumi in una ciotola, aggiungere il sale ed iniziare a montare con la frusta elettrica a media velocità per circa un paio di minuti fino a quando non saranno schiumosi. Aumentare la velocità e aggiungere i restanti 200 g di zucchero, un cucchiaio alla volta, fino a quando la meringa non sarà montata e lucida. Aggiungere le nocciole facendo attenzione a non smontare la meringa, girando lentamente dal basso verso l'alto con una spatola.

Mettere la meringa in un sac à poche con una bocca liscia di 1,5 cm di diametro. Iniziando dal centro, creare una spirale su ogni foglio di carta forno preparato in precedenza.
Posizionare sulle placche da forno e cuocere per 1 ora, spostando quella superiore e quella inferiore a metà cottura. A cottura ultimata spegnere il forno ed aprire leggermente lo sportello e far raffreddare i dischi di meringa.

Nel frattempo preparare la ganache di cioccolato: tritare il cioccolato grossolanamente e metterlo in una ciotola resistente al calore. Mettere la panna in un pentolino e cuocere fino a quando inizia a sobbollire. Versare la panna bollente sul cioccolato e mescolare bene. Far intiepidire, poi coprire con pellicola e far raffreddare fino a quando non si sarà completamente  rassodata. Mettere in un sac à poche con bocchetta a stella e mettere da parte.

Preparare la crema al caffè: mettere il latte in una casseruola a fondo spesso e portare lentamente a bollore. Nel frattempo mettere i tuorli, lo zucchero e il caffè in una ciotola resistente al calore e mescolare bene con una frusta. Aggiungere l'amido di mais un cucchiaio alla volta fino ad ottenere un composto morbido e abbastanza denso. Versare sul composto il latte bollente a filo, continuando a mescolare. Mettere il tutto nella casseruola e portare a bollore continuando a mescolare, abbassare la fiamma e far cuocere per altri 2/3 minuti. Togliere dal fuoco, versare in una ciotola e lasciar raffreddare per almeno 1 ora.

Montare la panna e versarne metà nella crema al caffè poi incorporare lentamente la panna restante. Coprire e tenere in frigorifero fino all'utilizzo.

Preparare le praline: mettere lo zucchero in una padella e farlo sciogliere senza mescolare. Continuare la cottura fino a quando non sarà di un bel colore ambrato o la temperatura non avrà raggiunto i 300°.
Aggiungere le nocciole intere e il succo di limone e mescolare bene con un cucchiaio di legno, poi rovesciare su una placca rivestita con carta forno.
Formare velocemente 12 mucchietti di 3 nocciole ciascuno prima che il caramello si solidifichi, utilizzando 2 cucchiai (attenzione ad usare le mani, il caramello scotta!). Lasciar raffreddare.

Assemblare la torta: mettere un disco di meringa su un piatto da portata e spalmare sulla sua superficie 1/3 di crema al caffè. Posizionare un altro disco di meringa e ripetere l'operazione ed infine coprire con il terzo disco di meringa. Spalmare l'ultimo 1/3 di crema sui bordi della torta. Coprire la circonferenza della torta con le nocciole tritate.
Fare 12 piccole spirali di ganache al cioccolato sul disco di meringa in superficie, lungo il bordo esterno e una al centro e decorarli infine con le praline di nocciole caramellate.


Ci ho messo una vita, giusto giusto iniziando a sgusciare tutte le nocciole di nonna Lucia, ma il risultato è davvero da urlo, la torta è bellissima e buonissima e sono talmente fiera di quello che sono riuscita a fare che abbandono del tutto la modestia e dico che sono una donna strafighissima che oggi compie 37 anni e quindi...

BUON COMPLEANNO A ME!!!

lunedì 16 febbraio 2015

Baci salati: polpettine di maiale con cuore di taleggio e mele caramellate

"E mi piaci tanto, da sceglierti ogni giorno nuovamente..." Filippo

Gli ultimi baci sono dedicati a lui, l'uomo che mi ha rubato il cuore, e proprio sua è la frase che ho deciso di scrivere sul bigliettino.
Gli piace dire che me lo scrisse quando ancora era in campagna elettorale, che poi le cose sono cambiate... Fa il duro, come la maggior parte degli uomini, ma io lo so che è un duro dal cuore tenero e ha addirittura una piccolissima nota di dolcezza che lascia appena assaporare, ma solo a chi penetra nel suo involucro amaro come il cioccolato fondente... proprio come questi baci... 
E io sono felice che lui abbia scelto me, di averlo sposato, di avere avuto una bimba con lui e che presto ne arriverà un'altra ad allietare i nostri cuori.
Ovviamente non è tutto un fuoco d'artificio, come quando eravamo entrambi in campagna elettorale, ma la scelta rimane comunque quotidiana (la mia perlomeno :-P), nonostante gli scazzi, le difficoltà e tutto ciò che la vita ci mette di fronte.

Ingredienti per 20 baci:
Per le polpette:
200 g di filetto di maiale
20 g di parmigiano grattugiato
25 g di pan grattato
1 uovo
sale e pepe q.b.
50 g di taleggio
olio evo per friggere
Per le mele caramellate:
1 mela
1 cucchiaio di burro
1 cucchiaio di zucchero di canna
Per la copertura: 
100 g di cioccolato fondente 72%

Tritare il filetto di maiale al coltello, unire l'uovo, il parmigiano, il pan grattato, il sale e il pepe e amalgamare bene il tutto, se necessario tritare brevemente con il mixer.
Creare delle palline grandi come noci, fare un buco al centro e inserire un cubetto di taleggio, sigillare bene e friggere un paio di minuti per lato in olio di oliva ben caldo.
Far asciugare bene e far intiepidire.
Nel frattempo sbucciare e tagliare la mela a cubetti e cuocerla in un cucchiaio di burro e uno di zucchero fino a quando non avrà un bel colore ambrato.
Posizionare un cubetto di mela su ogni polpettina e bagnare con il sughetto.
A questo punto è possibile iniziare con il temperaggio del cioccolato:
Sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria fino a quando non raggiunge una temperatura di 45/50°; versare i due terzi del cioccolato una leccarda da forno molto fredda (o su un piano di marmo per chi ce l'ha) e portare velocemente la temperatura del cioccolato a 27/28°, come spiegato da Annarita nel suo post; unire il cioccolato raffreddato al restante cioccolato portando la temperatura a 31/32°.
Tuffare le polpettine nel cioccolato fuso, scolare bene e mettere a raffreddare su carta forno.


Quella di fare i baci salati è un'idea malsana che mi è venuta in notturna, in effetti non so nemmeno se verranno ammessi alla gara (mi sembra di aver capito che il ripieno è totalmente a nostra scelta, ma potrei sbagliarmi), ma avevo voglia di un abbinamento particolare. 
Intendiamoci, il filetto di maiale con le mele caramellate è un must e quel cuore morbido di taleggio mi sembrava ci stesse proprio bene e poi non avevo mai provato ad usare il cioccolato in una ricetta salata e ci volevo provare.

Questi baci sono davvero meravigliosi, da mangiare a temperatura ambiente (io le polpette le adoro soprattutto a quella temperatura), così il cioccolato non è freddo e il cuore di taleggio rimane cremoso. Non ho voluto spingere sul sapore delle polpette, per creare un equilibrio di sapori, ma penso che un paio di foglioline di salvia ci stiano molto bene.

Bè, li volete provare? Cosa aspettate?

Con questa ricetta partecipo con la mia 3° versione all'MTC di febbraio, dedicata ai Baci

sabato 14 febbraio 2015

Baci cheesecake per Elisa, che presto verrà al mondo

"Dolce è la consapevolezza dell'infinito che ci attende..." Kika



Ingredienti per 25 Baci:
Per la base:
100 g di biscotti con grano saraceno
40 g di burro
Per il ripieno:
180 g di ricotta di pecora
200 g di panna da montare 
2 cucchiai di zucchero
caramello salato*
Per la copertura:
250 di cioccolato fondente 72%

*Per il caramello salato:
75 g di zucchero di canna
50 g di latte
25 g di burro
Mettere lo zucchero di canna in una pentola a fondo spesso e farlo sciogliere a fuoco basso senza mescolare fino a quando non diventa ambrato.
In un altro pentolino far bollire il latte ed aggiungerlo allo zucchero (attenti agli schizzi) e continuare a mescolare fino a quando non saranno perfettamente amalgamati.
A questo punto togliere dal fuoco, aggiungere il burro e una presa di sale e amalgamare.
Mettere in una ciotola e far raffreddare.

Iniziare la preparazione il giorno prima:
Frullare i biscotti al grano saraceno e il burro freddo fino ad ottenere un composto omogeneo.
Stenderlo con il mattarello tra due fogli di carta da forno fino a raggiungere uno spessore di 4/5 mm e poi copparlo con un piccolo stampino da biscotti tondo.
Mettere in frigorifero a rassodare.
Montare la panna ben ferma ed unirla delicatamente con una spatola alla ricotta di pecora precedentemente setacciata e mescolata allo zucchero. 
Mettere il composto in una sac à poche e formare delle sfere direttamente sulle cialde di biscotti e fare poi la cupola con il caramello salato.
Mettere in frigorifero a raffreddare tutta la notte.
La mattina seguente è possibile iniziare con il temperaggio del cioccolato:
Sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria fino a quando non raggiunge una temperatura di 45/50°; versare i due terzi del cioccolato una leccarda da forno molto fredda (o su un piano di marmo per chi ce l'ha) e portare velocemente la temperatura del cioccolato a 27/28°, come magistralmente spiegato da Annarita nel suo post; unire il cioccolato raffreddato al restante cioccolato portando la temperatura a 31/32°.
A questo punto è possibile iniziare a ricoprire il ripieno. 
Tuffare le palline nel cioccolato fuso (è un ripieno molto delicato, quindi è utile aiutarsi con la forchetta, in modo che la ricotta non si sciolga nel cioccolato, compromettendo tutta la preparazione), scolare bene e mettere a raffreddare su carta forno.

Eh si, avete capito bene, Elisa non c'è ancora, il suo arrivo è previsto per i primi di maggio, quindi i Baci me li posso mangiare tutti io :-D

Con questa ricetta partecipo all'MTC di febbraio, dedicata ai Baci
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