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Canederli alle cozze

E pensare che fino a pochi anni fa non li avevo mai assaggiati e poi, appena l'ho fatto, è stato amore. In occasione di una sfida MTChallenge avevo preparato questi canederli alle cozze, un'impepata di canederli morbidi e gustosissimi.  Voglio riproporvi questa ricetta molto buona in occasione della giornata dei canederli del Calendario del cibo italiano  perché i canederli di mare sono insoliti rispetto a quelli che generalmente mangiamo ma sono sicuramente da provare e non deludono. Ingredienti per 4 persone: Per i canederli: 250 g di pane raffermo 150 g di pepato siciliano fresco 100 g di cozze sgusciate 2 uova 100 g di latte  1 cucchiaio di farina prezzemolo acqua di cottura delle cozze Per il brodo di pesce: teste e lische di 2 orate 3 litri d'acqua 1 cipolla 1 gambo di sedano 1 carota 4 grani di pepe nero 3 gambi di prezzemolo 80 g di brandy Per l'impepata di cozze: 2 kg d...

Frittelle della mia Vigilia

Il suolo era coperto di neve bianchissima. Finalmente dopo tanti anni di assenza la neve era tornata a cadere abbondante la Vigilia di Natale. I pochi fiocchi iniziali non facevano ben sperare ma poi era diventata sempre più fitta e sempre più leggera e dapprima le macchine e poi anche le strade ne erano state ricoperte. La scuola era chiusa da un paio di giorni, i compiti delle vacanze non erano ancora nei miei pensieri e le giornate passavano lente alla ricerca di qualcuno con cui giocare. La zia si era appena trasferita, prima abitava al piano di sopra e la sua porta sempre aperta con la maniglia ormai lenta era la cosa che mi mancava di più, non potevo più fare di corsa la rampa di scale che separava i nostri appartamenti, in ciabatte, a volte anche in pigiama. La scocciatura più grande adesso era vestirsi e arrivare fino in fondo alla strada. Le mie impronte mi seguivano, i miei piedi sprofondavano nella neve ormai alta dieci centimetri e il mio respiro avvolto dal calor...

Calzone alle cipolle

Oggi il Calendario del cibo italiano celebra la giornata delle pizze farcite e delle focacce .  Le mie dichiarate origini pugliesi mi hanno subito portato alla ricetta del calzone di cipolle:  il Re di Puglia. Nonostante la versione di casa mia, della solita zia Vittoria, preveda l’utilizzo della pasta per la pizza, ho voluto provare anche l’impasto senza lievito, utilizzando un mix di acqua e olio extravergine.  Ho letto anche di altre versioni con l’utilizzo del vino invece dell’olio ma l’impasto non è l'unica cosa a variare da famiglia a famiglia, anche il ripieno si diversifica parecchio nelle diverse zone: ad Andria si utilizzano gli sponsali, ovvero i bulbi delle cipolle, nella zona di Acquaviva delle Fonti, dove è nata mia nonna, si utilizzano le cipolle rosse di Acquaviva, nella zona di Bari vengono inserite anche le acciughe, alcuni ci mettono i pomodori, alcuni il concentrato, insomma, il calzone di cipolle è una ricetta che si apre a tante interpretazi...

Street food marchigiano: olive all'ascolana

E’ una lunga storia quella delle olive ascolane, inizia nell’antica Roma, dove le olive in salamoia rappresentavano, in virtù del loro apporto nutritivo, il pasto quotidiano dei legionari romani. Ottime, nutrienti e comode da trasportare, diventarono un alimento ideale durante i lunghi viaggi. Nel 1800 i cuochi al servizio delle famiglie nobili ascolane inventarono il caratteristico ripieno. Ci fu l’esigenza di consumare le notevoli quantità e varietà di carni diverse che avevano a disposizione e, dato che non esistevano ancora i metodi di conservazione che conosciamo oggi, le utilizzavano in tantissime preparazioni. Crearono un piccolo gioiello dal guscio croccante e dal ripieno morbido e saporito, le olive ascolane appunto. Oggi il Calendario del cibo italiano dedica la sua giornata al cibo di strada , abbiamo rappresentato tante regioni italiane, sulla pagina del sito troverete i link a tutte le ricette, io intanto vi lascio un assaggio con la meravigliosa infografica d...

Cozze ripiene al sugo di zia Vittoria

La maniglia della porta era lenta, veniva aperta talmente spesso che non faceva più resistenza alcuna sotto il peso delle piccole mani che la abbassavano. Dovevo fare solo quattro rampe della scala a chiocciola che girava intorno alla gabbia dell’ascensore e il silenzio di casa mia veniva sostituito da caos e disordine. Non avevo bisogno di annunciarmi, entravo a basta. Appoggiati alle pareti azzurre e tondeggianti della sala da pranzo c’erano mobili bianchi e blu: la credenza ad angolo e due poltrone foderate di una stoffa a quadretti sempre della stessa tonalità, il tavolo rotondo invece era al centro della stanza. Dietro la credenza, che per via delle pareti irregolari non era completamente accostata al muro, erano stipate montagne di giocattoli, ma io preferivo i giochi che ci inventavamo. All’epoca avevamo una fervida fantasia, i miei cugini e io, e non la mettevamo mai a tacere. Monica e Sirio erano entrambi più grandi di me e quindi i giochi che face...