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Triglie ripiene al lardo su crema di piselli

L’ansia da Coronavirus non si placa. Spero che i più ottimisti non sbaglino a considerarla una semplice influenza e quindi poco rischiosa per soggetti prevalentemente sani, come mi ritengo di essere. In Lombardia si è fermato quasi tutto, le mie figlie saranno a casa da scuola sicuramente tutta la settimana e si spera la cosa non si debba prorogare. Una cosa positiva c’è, però. Nella mia azienda, generalmente molto attenta al benessere dei lavoratori, hanno mostrato apertura verso un orario flessibile più ampio. E quindi hanno dato il via libera all’inizio dell’attività lavorativa dalle 7.30 e fine della stessa alle 15.30. Spero che questa buona abitudine, visti i benefici che potrebbe portare alle famiglie e all’umore, non venga abbandonata con la fine della crisi. Io sono fiduciosa. Detto questo, dobbiamo pur mangiare e quindi tanto vale farlo bene, con piatti gustosi. Oggi il Calendario del cibo italiano celebra la giornata nazionale del lardo , io dò il mio contribut...

Paté di lenticchie nere, pane alle noci e lardo

Il giorno di Santo Stefano sono partita con tutta la famiglia, destinazione Val d’Aosta. Non siamo sciatori, io non prendo uno skilift da almeno 20 anni, se non di più (esistono ancora?) e le mie figlie non sono mai nemmeno salite su una slitta.  La Val d’Aosta però offre tante possibilità anche per i non amanti della neve. Ci siamo fermati appena superato il confine con il Piemonte; Pont-Saint-Martin ci è sembrato un ottimo punto di partenza per brevi escursioni nei dintorni. Siamo stati ospitati in due stanze in un piccolo appartamento all’interno di una cascina, lungo la Dora Baltea, compagne di stanza una quarantina di mucche, poi vitelli, galline e altro ancora.  La mattina ci è stato donato del latte appena munto, era la prima volta che lo assaggiavo e ne sono rimasta entusiasta. Abbiamo visitato i castelli di Verres e Issogne, accompagnati da ottime guide che hanno catturato il nostro interesse per tutto il tempo, abbiamo apprezzato una mostra dei fotografi d...

Tinkati e la strega dei sogni perenni... Una zucca da fiaba

Toc toc… toc toc… Qualcuno stava bussando alla porta e la destò dal sonno che l’aveva avvolta. Sonia prese tra le mani la coperta che aveva in grembo e si affrettò verso l’uscio. Fuori c’era la neve, chiunque bussava con quella veemenza doveva avere un gran freddo… o una gran fretta. Girò la chiave e tirò la pesante porta verso di sé, si sporse leggermente verso l’esterno, la coperta a coprirle il collo. Non vide nessuno. Nella neve erano rimaste impresse delle strane impronte, sicuramente la persona che aveva bussato portava delle buffe scarpe. Aveva lasciato solo un piccolo cilindro, Sonia si accovacciò per raccoglierlo. Quando lo ebbe tra le mani si accorse che era un biglietto arrotolato, si guardò intorno ma non vide nessuno, quindi si affrettò a richiudere la porta dietro di sé e si avvicinò al tepore confortevole del camino. Aprì il biglietto. “Aiutaci” Cosa vorrà dire? Chi le aveva lasciato quel biglietto? Si svegliò n...