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Paté di lenticchie nere, pane alle noci e lardo

Il giorno di Santo Stefano sono partita con tutta la famiglia, destinazione Val d’Aosta. Non siamo sciatori, io non prendo uno skilift da almeno 20 anni, se non di più (esistono ancora?) e le mie figlie non sono mai nemmeno salite su una slitta.  La Val d’Aosta però offre tante possibilità anche per i non amanti della neve. Ci siamo fermati appena superato il confine con il Piemonte; Pont-Saint-Martin ci è sembrato un ottimo punto di partenza per brevi escursioni nei dintorni. Siamo stati ospitati in due stanze in un piccolo appartamento all’interno di una cascina, lungo la Dora Baltea, compagne di stanza una quarantina di mucche, poi vitelli, galline e altro ancora.  La mattina ci è stato donato del latte appena munto, era la prima volta che lo assaggiavo e ne sono rimasta entusiasta. Abbiamo visitato i castelli di Verres e Issogne, accompagnati da ottime guide che hanno catturato il nostro interesse per tutto il tempo, abbiamo apprezzato una mostra dei fotografi d...

Patè di lenticchie rosse e biscotti salati

Per anni ho vissuto il Natale come un periodo pesante. Non lo sentivo, facevo fatica a pensare ai regali da fare, non cucinavo, a stento sopportavo l’idea di essere invitata a festeggiare con qualcuno che non fosse la mia famiglia di origine. Quest’anno avevo già finito di comprare i regali ad inizio dicembre, ho sfornato una valangata di biscotti anche dopo il mio annuale incontro con Paoletta, a Sant’Ambrogio, e per la prima volta ho festeggiato il pranzo di Natale lontano dalla mia adorata zia Vittoria. La mattina di Natale è sempre una festa, devo ammetterlo, le bambine aprono i regali, i loro occhi si illuminano ad ogni fiocco slegato, ad ogni pezzo di carta strappato. Quest’anno ci si è messo anche il marito, tutto felice per i regali ricevuti e sono stata davvero contagiata. Ho persino cucinato, poco, solo un paio di cosine per l'antipasto.  Ho voluto giocare d'azzardo preparando una cosa inusuale per i commensali valligiani, temevo di dovermelo mangi...

Pici con ombrina, pesto di cavolo nero e Ricciarelli di Siena #mtc67

Mi sono lanciata in un azzardo. Erano giorni che avevo voglia di usare quei due ultimi Ricciarelli rimasti per fare dei muffins per la colazione, puntualmente mi dimenticavo e li facevo in altro modo. L’altra sera però, pensando alla seconda proposta per l’ MTC #67 dedicato alla pasta col pesce di Cristina , mi sono tornati in mente quei due Ricciarelli. Ho pensato alle mie amiche toscane, a Patty che di quei Ricciarelli mi ha fatto dono e poi ad Annarita eal meraviglioso pesto di cavolo nero che avevo assaggiato in Garfagnana. Temporaneamente sono passata anche ad altre idee, mi è balenato in testa il caffè, ma poi sono tornata sulla retta via. Avevo ancora un filetto di ombrina e il suo fumetto , che avrebbe dato sapidità al piatto, il pesto di cavolo nero avrebbe conferito la nota amara, la panatura di Ricciarelli il dolce e poi, cosa poteva dare acidità? Mi si è aperto un cassetto nella memoria, magari ho confuso le cose e per questo chiedo a voi se ho preso un abbaglio,...