Passa ai contenuti principali

Passiamole in rivista: panna cotta speziata con sciroppo al rabarbaro e cedrina

Il volo è alle 8.55, abbiamo tutto il tempo.
Facevo la figa quando ho detto a mio marito di prendersela comoda mentre ci preparavamo per recarci all’aeroporto di Berlin Schönefeld all’alba del 15 aprile.
Quando ho visto sul tabellone la scritta BOARDING lampeggiare in corrispondenza del nostro volo ho iniziato a sudare, erano le 7.55.
Ho preso per mano Elisa e ho iniziato a correre come una posseduta, chiedendo permesso ai viaggiatori in coda per i controlli. 
Un serpentone lunghissimo di gente, ma dove vanno tutti a quell’ora del mattino?
Se fossi stata alle olimpiadi avrei vinto la corsa ad ostacoli, questo è poco ma sicuro.
Eccoci, è finalmente il nostro turno per spogliarci, svuotare tasche e borse e poi il primo bip sotto al metal detector, mi fanno il controllo e poi ecco anche il secondo bip ed è il turno di Filippo. Per fortuna le bambine passano indenni sotto la macchina infernale e possiamo riniziare a correre.
Gli scalini che abbiamo fatto in salita e in discesa non li ho contati, fatto sta che se avessero semplicemente fatto un buco nel muro saremmo arrivati al gate 10 minuti prima.
Le tre donnine che ci guardavano con disappunto all’ingresso del desk non facevano presagire a nulla di buono, dietro di loro le porte chiuse di un bus che aveva appena iniziato la sua marcia verso casa, la nostra, peccato che noi si sia rimasti a terra.
A niente sono servite le suppliche, il volo non lo abbiamo preso e le tre donnine non hanno mostrato nessuna pietà, nonostante il primo volo con disponibilità per Milano fosse ben 4 giorni dopo.
Alla fine siamo arrivati a casa 14 ore dopo il previsto e con il portafoglio decisamente più leggero, il volo per Treviso e il rientro in macchina prima su Bergamo e poi su Milano tutto sommato ci ha permesso di allungare la nostra vacanza e stare insieme e poi il rabarbaro era già in valigia, cosa potevo desiderare di più?


Affondando il cucchiaio in questa profumatissima panna cotta cercherò di espiare tutte le mie colpe per non aver controllato gli orari del volo di ritorno. D'altronte la penitenza è penitenza!





















Eccoci tornati al mio giorno preferito della settimana da un po' di tempo a questa parte, Passiamole in rivista, la rubrica di MAG about food che ogni lunedì mette a confronto 2 diverse riviste di cucina.
Oggi torniamo nella mia amata Germania e ad uno strepitoso numero di Essen & Trinken verso un più modesto numero di Lea Kochspass. 
Non perdete tempo, correte a leggere la redenzione sul sito MTChallenge e soprattutto non perdetevi le fantastiche ricette realizzate dalle ragazze della Community, ce n'è davvero per tutti i gusti.



Ingredienti per 4 bicchierini
(o 3 bicchieri da 300 ml)
Per la panna cotta:
2 fogli di colla di pesce
4 bacche di cardamomo
4 grani di pepe nero
1/2 bacca di vaniglia
500 ml di panna fresca
30 g di zucchero
1/2 cucchiaino di curcuma
Per lo sciroppo al rabarbaro:
600 g di rabarbaro
200 g di zucchero
250 ml di succo d'arancia
150 ml d'acqua
1/2 bacca di vaniglia
30 foglie di cedrina (erba luigia o verbena odorosa)

Ammollare la gelatina in acqua fredda per 10 minuti.
Pestare il pepe e le bacche di cardamomo nel mortaio grossolanamente. Incidere la bacca di vaniglia verticalmente e prelevare i semi.
Versare la panna in un pentolino, aggiungere lo zucchero, il pepe, il cardamomo, la bacca e i semi di vaniglia e la curcuma, portare a bollore e far cuocere per 5 minuti.
Filtrare in una ciotola ed aggiungere la gelatina ben strizzata.
Suddividere la panna in 4 bicchieri da 300 ml l'uno, coprirli con pellicola e mettere in frigorifero a raffreddare.
Mondare il rabarbaro e tagliarlo in pezzi di circa 2 cm e metterlo in una grande pentola con lo zucchero, 250 ml di succo d'arancia e 150 ml di acqua, portare ad ebollizione e far cuocere coperto per 20 minuti a fuoco medio.
Scolare il rabarbaro e metterlo in un colino sopra la pentola per 30 minuti.
Incidere la bacca di vaniglia verticalmente e prelevare i semi. Aggiungere sia la bacca che i semi al succo di rabarbaro e far restringere a fuoco medio per 20 minuti, schiumando di continuo. Aggiungere la verbena allo sciroppo tenendo un paio di foglie per la guarnizione e continuare la cottura per altri 30 minuti. Eliminare la verbena e la bacca di vaniglia e lasciar raffreddare.
Mettere ¾ cucchiai di sciroppo in ogni bicchiere e decorare con le foglie di verbena tenute da parte.
Servire con i biscotti al caffè.


Per i biscotti al caffè:
120 g di farina 00
2 g di caffè solubile
60 g di zucchero
sale
40 g di farina di mandorle
70 g di burro

In una ciotola mischiare la farina, il caffè, lo zucchero un pizzico di sale e la farina di mandorle. Unire il burro freddo a piccoli tocchetti e impastare velocemente con le mani creando delle briciole. Versare l’impasto su una teglia foderata di carta forno ed infornare per 20 minuti. Lasciar infine raffreddare fuori dal forno.

Questa panna cotta è davvero buonissima, prende il massimo dei voti e forse anche di più.

Lo sciroppo al rabarbaro e cedrina è qualcosa di sconvolgente, che invoglia ad avere una piantagione di entrambi sul balcone.
Anche i biscottini al caffè sono una droga, non ci si ferma finché non sono finiti e si raccolgono anche le briciole con il cucchiaino.

Herzlichen Glückwunsch zu deinem 77. Geburtstag mein lieber Gerd.

Die Panna Cotta musst du unbedingt probieren!

Commenti

  1. Molto intrigante questo dessert è veramente bello, Il difficile sta nel trovare il rabarbaro, quindi verrei direttamente col cucchiaino da te.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Fegato, cuore e polmoni di capretto con le cipolle

Sono stata qualche giorno in giro e quasi quasi mi dimentico di pubblicare la seconda ricetta per questo MTC, ma corro subito ai ripari. Non avevo intenzione di farla, ma il capretto che avevo preso era tanto e la mattina di Pasqua ho incontrato mio cugino Sandro, che mi ha implorato di tenergli da parte del fegato da fare con le cipolle perché a lui piace da morire, ma sua moglie non lo cucina mai. E così mentre preparavo il fritto per il pranzo, ho affettato una cipolla e ho preparato la schiscetta richiesta. Che dire, con le cipolle, tante cipolle, non si sbaglia mai. Ingredienti per 3 persone: cuore, fegato, polmoni di capretto 1 cipolla 1/2 bicchiere di vino bianco farina q.b. olio evo  sale e pepe Sbucciare una cipolla e affettarla finemente.  Lavare accuratamente la carne, asciugarla con carta assorbente e tagliarla in piccoli boccocini di circa 2 cm. Infarinarla e  scrollare bene la farina. Soffriggere i bocconcini in un giro d'olio ev

Mini crackers alla farina di ceci

Quando ho visto questi crackers sul blog di Francesca , me ne sono davvero innamorata. Nel suo blog poi ho trovato anche una seconda ricetta , fatta mesi prima, di crackers fatti con il Philadelphia. Io non amo il burro e questo penso che ormai si sia capito, quindi ho preso la palla al balzo per unire le due creazioni di Francesca e ne ho fatto dei fantastici crackers super light con la farina di ceci e il formaggio spalmabile. Sono andata un pò a caso con gli ingredienti che avevo in casa, la farina di ceci era quasi finita, il formaggio era un avanzo da frigo, ma del risultato non sono soddisfatta, molto di più! Con la dose che ho usato io ho riempito quasi 2 teglie e purtroppo la metà sono spariti tra una cottura e l'altra tanto erano buoni! Quale migliore occasione per presentarli di una cena tra amici? Direi una cena particolare quella di ieri sera con persone che mi conoscono da una vita, con le quali si è instaurato un rapporto molto bello, tra momenti p

Involtini di sogliola ai profumi mediterranei

Un paio di mesi fa avrei voluto partecipare al non-contest di Cinzia " Dai! Ci scambiamo una ricetta? ", ma mi sono segnata troppo tardi e il primo sorteggio era già stato fatto, sono stata quindi pescata in secundis, venendo assegnata al blog di Fujiko,    La ricetta della felicità . Dopo le feste, avendo mangiato tanto e sentendomi ancora gonfia e piena, non è stato facile scegliere una ricetta; i dolci li ho esclusi a priori (e Fujiko nel blog ne ha fatti molti e di buonissimi) e le ricette salate, andando di pari passo con la stagionalità, non erano tutte fattibili, come ad esempio  questa zuppa  che ho adorato da subito e che farò appena sarà il periodo delle fave fresche. Mi ero lanciata sugli  involtini di verza , avevo già tutti gli ingredienti sul piano i lavoro, la verza a sbollentare in pentola, ma poi un paio di foglie mi si son rotte e quindi ho ripiegato su un buonissimo risotto con verza e speck. L'altro giorno però, sbirciando un po' più a fo