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Panzanella e Firenze (atto II)

Questo post dovevo scriverlo più di un mese fa, quando i ricordi del weekend passato a Firenze (qualche foto la trovate qui) erano ancora vividi nella mia mente.
Purtroppo il ritorno dell'autunno dell'ultimo mese, non ha agevolato la preparazione di questa freschissima panzanella primaverile e mi ha costretto a lasciare un solitario atto I e poi più nulla. 
Ma finalmente tutti i pianeti si sono allineati ed eccoci qui.
Alla Padellaccia ci siamo capitati per caso, era ora di pranzo e avevo appena comprato 3 confezioni di pici in un negozio di prodotti tipici al Mercato Centrale, un'offertona (secondo il commerciante), una ladrata (secondo me). Con il mio sacchettino pieno di pasta passo davanti alla Padellaccia, che è anche norcineria, e presa da smania da picio a basso costo addocchio una confezione alla metà del prezzo pagato al Mercato. 
Guardo Filippo, lui guarda me, io guardo lui di nuovo e lui intimorito mi chiede: "che intenzioni hai?". 
- Lui ormai è abituato alla mia schiettezza e si vergogna pure un po' quando faccio "questioni", anche quelle giuste, quando ad esempio alla cassa dell'Esselunga di Nembro sostenevo con la cassiera che un libro appena comprato avesse lo sconto 25% e non 15%, come batteva la cassa in automatico e chiedevo semplicemente di far verificare all'addetto del reparto, che prezzo effettivamente avesse il libro... non mi ha parlato per almeno 2 ore!!! -
Ma torniamo a Firenze, io lo guardo Filippo e gli dico "tu puoi rimanere fuori" e lui risponde "questo è poco ma sicuro!" 
E tutta determinata, con il mio sacchettino stracolmo di confezioni di pici, torno indietro e dico al negoziante che io e mia madre proprio non ci siamo capite e lei, dall'altra parte del mercato, ha già comprato i pici e che siamo in treno e non ce ne possiamo portare a casa 3 chili e chiedo, sbattendo vorticosamente le ciglia, se può essere così gentile da ridarmi indietro i soldi che proprio non vorrei comprare nient altro. 
Ci ha messo circa un minuto a connettere e sicuramente avrà pensato che fossi una pazza, ma alla fine mi ha ridato i soldi e io tutta felice sono tornata da Filippo che, incredulo nel vedermi senza il bottino, mi aspettava lì fuori.
I pici li ho comprati dunque alla metà del prezzo, com'era giusto che costassero.
La panzanella l'ho mangiata a cena, sempre lì alla Padellaccia, a quanto pare una signorona con il grembiule e cappello bianco ci ha stregati appena fuori dal negozio, ci ha offerto dei coccoli caldi caldi, appena usciti dalla friggitrice e non abbiamo saputo resistere, abbiamo promesso che avremmo cenato da loro (il pranzo era già previsto alla Trattoria Toscana Da Sergio, dove ribollita e pasta e fagioli sono davvero un'esperienza da provare). 
L'incantesimo dei coccoli è dunque continuato durante la cena, ce ne hanno portati ancora, appena fatti e meno male che io volevo mangiare qualcosina di leggero, prima di prendere il treno, alla fine invece ero piena da scoppiare. 


























Ingredienti per 2 persone:
200 g di pane toscano raffermo
4 pomodori ramati
1 cetriolo
1/2 cipolla rossa
aceto di vino bianco
basilico
olio evo
sale e pepe

Mettere il pane raffermo, tagliato a pezzi grossi, in una ciotola e bagnare con un po' d'acqua e abbondante aceto di vino bianco. Lasciare ammorbidire il pane per qualche minuto, strizzarlo e metterlo in un'insalatiera. 
Lavare i pomodori, sbucciare il cetriolo e tagliare entrambi a tocchetti, sbucciare e affettare la cipolla e aggiungere al pane nell'insalatiera.
Condire il tutto con olio, sale e abbondante pepe nero appena macinato e amalgamare bene. 
Aggiungere infine le foglie di basilico fresco spezzate con le mani.
Mettere l'insalatiera in frigorifero e toglierla solo al momento di servire: la panzanella va mangiata bella fredda.


E' vivamente consigliabile accompagnare il piatto con un buon bicchiere di Morellino di Scansano e soprattutto far mangiare la panzanella a tutti i componenti della famiglia, la cipolla cruda non perdona!




Con questa ricetta partecipo al contest di Valentina e Cinzia Colors & food, what else? che questo mese prevede il rosso.

Commenti

  1. Fantastica! Una piccola chiosa: il lettore consideri che la narratrice edulcora parecchio le espressioni del racconto. Che, vedendo protagonisti una sicula-pugliese e un bergamasco purosangue, sono assai più colorite. Epperciò un "che intenzioni hai?" è in realtà la trasposizione di una roba poco traducibile ai fini del bon ton...

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  2. Ahahahaha!!!! La panzanella è buonissima, e complimenti per la...schiettezza, diciamo così!!! Buona giornata!

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  3. Sei fantastica, e che capa tosta :-D

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  4. Non c'è niente da fare, quando si va in giro per il mondo, si incontrano sapori che vanno assolutamente indagati e in qualche modo ce li portiamo con noi riversandoli in qualche nostra ricetta riadattata, che bellezza!
    Grazie per questa ricetta, fresca e dai sapori meravigliosi.
    Vale

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  5. ..e se ti confesso che non l'ho mai fatta? Eppure in qualche modo io l'adoro, la panzanella, perché quando mangio i pomodori semplicemente conditi con olio aceto cipolla e basilico, abbondo apposta per avere da scarpettare il piatto con il pane.. ahhh! a queste cose davvero non posso resistere!
    GRAZIE! anche di avermi messo in guardia con i prezzi dell'esselunga di Nembro, mio punto-spesa ufficiale ;)

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  6. bel post, belle foto e bell'esecuzione...adoro la panzanella, prossimamente la voglio fare con le acciughe, tanto per cambiare!!
    ciao
    cris

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  7. Un po' mi ii immagino la faccia della tua dolce metà...è capitato anche a me. Io sono un po' "sfacciata" e magari mi vergogno meno del moroso a fare queste cose :)
    Grazie per la dritta della frittata, se ne arrivano altri la provo di sicuro, ha un aspetto favoloso

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  8. Ma quindi il pane deve risultare poi morbido? xchè ho trovato una ricetta che faceva saltare in padella il cubetti di pane e quindi rimgono più tostati. Ad ogni modo è davvero ma davvero una bontà!!

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