Lei indossava il suo grembiule bianco e in testa aveva un canovaccio attorcigliato a formare un turbante. Si muoveva rapida, intingeva le sue mani nere e paffute nella ciotola dove la carne era stata una notte intera a marinare, ne prendeva un pezzo, lo adagiava sul cucchiaio, per poi tuffarlo nella pentola d’olio bollente. Una volta dorato e fragrante lo estraeva e aspettava che fosse completamente asciutto prima di metterlo nel piatto. Finalmente era pronto e il suo profumo era inconfondibile.
Avevano poco tempo, Dora non avrebbe impiegato molto a salire le scale per andare a chiamare i figli del padrone, dovevano muoversi velocemente. Vedendola uscire, si buttarono in fretta oltre la staccionata e attraversarono di corsa i pochi metri che li separavano dalla casa. Si acquattarono sotto la finestra, le spalle contro le assi di legno, le orecchie tese.
Sam intrecciò le dita delle mani e allungò le braccia verso Jim che ci mise sopra il piede e si diede una bella spinta per attaccarsi al davanzale della finestra.
Lo vedeva, lì sul tavolo, i pezzi in cima al piatto ancora fumavano da tanto erano caldi.
Si issò con forza e portò prima
una gamba, poi l'altra oltre la finestra, doveva fare piano o li avrebbero
colti sul fatto. Arrivò al tavolo e quando allungò la mano per prendere quella
che sarebbe stata la loro merenda, senti i passi veloci dei ragazzini che si
affrettavano a scendere le scale, le grida entusiaste di chi sa che sta per
gustare qualcosa di assolutamente delizioso.
Non c’era tempo da perdere, grosse gocce di sudore colavano
dalla fronte a bagnargli i folti capelli ricci. Aprì il piccolo tovagliolo di
cotone che aveva portato con sé, lo stese sul tavolo e cominciò a riempirlo,
stando attento a non scottarsi le dita. Li contò, 4 pezzi, per lui e Sam erano
sufficienti. Prese anche 2 pannocchie su cui Dora aveva appena spennellato del
burro fuso e un barattolo di salsa.
Fece un nodo unendo i quattro angoli della stoffa e si
voltò verso la finestra.
“Hey! chi sei? Cosa fai in casa nostra?”
La porta era aperta ed i quattro ragazzini erano tutti lì,
così stupiti da non riuscire nemmeno a fare un passo per oltrepassare l’uscio.
Jim sapeva che lo stupore non li avrebbe fermati a lungo, lanciò il suo
prezioso bottino oltre la finestra aperta e si arrampicò più in fretta che
poteva. Prima di saltare giù si guardò alle spalle e come aveva previsto vide i
padroncini dietro di lui, pronti ad inseguirlo per riprendersi ciò che
apparteneva loro.
Sam raccolse il tovagliolo caduto sull’erba e cominciò a
correre e, una volta oltre la staccionata, si girò urlando per incoraggiare Jim
che era inciampato. Si rialzò, i quattro fratelli lo stavano già inseguendo,
erano usciti dalla porta e lo avrebbero raggiunto in poco tempo.
Finalmente arrivò alla staccionata, Sam allungò la mano per
aiutarlo a salire. Ce l’avevano fatta.
Corsero senza fermarsi fino a quando non raggiunsero i
confini del bosco e non furono sicuri di non essere seguiti, poi continuarono
camminando fino alla riva del fiume.
Si dissetarono e si misero a sedere sull'erba ormai
ricoperta di foglie, le gambe incrociate, gli occhi fissi a guardare il
tovagliolo ancora chiuso.
Jim lo aprì e il profumo di pollo fritto riempì l’aria,
sorrise e ne porse un pezzo a Sam.
Aveva il guscio croccante e l’interno morbido e succoso. La
coscia la mangiarono con foga, in silenzio, l’ala invece la intinsero
nel vasetto della salsa, diedero un gran morso, ma strabuzzarono gli occhi
fino quasi a lacrimare, la salsa era piccante. Si affrettarono ad addentare le
pannocchie, per lenire il bruciore che pizzicava le loro lingue e le loro gole.
Il burro delle pannocchie colava agli angoli delle loro bocche e riuscì, con la
sua dolcezza, a smorzare quella nota piccante a cui non erano abituati.
Si guardarono e sorrisero con le bocche tutte sporche,
ognuno finendo la propria razione.
Avevano corso un gran rischio, ma ne era proprio valsa la
pena.
E per chi
avrebbe voluto fare la dieta dopo i bagordi natalizi e i macaron del mese
scorso, mi spiace, ci ha pensato Silvia a scombinare tutti i vostri piani, si
perché laddove era più logico aspettarsi una bella ricetta dietetica e salutare
per la sfida n° 63 dell'MTChallenge, lei se ne è uscita con il pollo
fritto.
Silvia, dolce
Silvia, che adesso non sei più una #ancheno, ma hai un'officina
golosa tutta tua, ti ho odiata lo ammetto, e un po' ti odio anche
adesso, dopo che il pollo l'ho fritto e me lo sono anche mangiato, anzi ti odio
pure tanto per quel rotolino di ciccia in più che si è depositato sul mio
girovita e anche per quelle due o tre arterie che si sono irreversibilmente
otturate.
Ci volevi tu a farmi friggere nella mia
bella cucina pulita e profumata, tu a farmi mangiare quella pelle viscida e
grassissima che a malapena di solito riesco a toccare con le mani, ti ho
odiata.
Pensa che mi sono pure trovata due amici
immaginari che mangiassero gran parte del pollo al posto mio e a loro è
piaciuto tanto, anche a mio marito, a dirla tutta.
Pollo fritto versione classica
Marinatura nel latticello e panatura
con uovo e pangrattato
6 cosce di pollo circa 800 g
Per il latticello:
Ingredienti per 250 g circa di
latticello
500 ml panna fresca
Per la panatura:
2 uova
100 g di farina
100 g di pangrattato
sale e pepe
Per friggere:
1 l di olio di mais
Preparate per prima cosa il burro e il
latticello.
Versate la panna nella planetaria e
montatela a velocità media per 20 minuti circa fino a quando la parte grassa
diventerà burro e si separerà dalla parte liquida, il latticello appunto.
Filtrate il latticello con un colino a
maglie strette e strizzate bene il burro.
Sciacquate il burro sotto l’acqua fredda e riponetelo in un contenitore in frigo.
Marinatura nel latticello e panatura con farina di mais Formenton 8 file rosso
6 ali di pollo circa 600 g
Per il latticello:
250 g latte parzialmente scremato
250 g quark magro
Scorza e succo di 1 limone
1 cucchiaio di cajun
2 cucchiai di rum
Per la panatura:
100 g di farina di mais rosso Formenton 8 file (o semplice farina di mais)
Per friggere:
1 l di olio di mais
In una ciotola versate il quark e il latte e stemperateli, aggiungete il succo e la scorza di limone, il rum e il cajun. Lasciate a temperatura ambiente per 15 minuti circa e poi versatelo sulla carne; coprite con pellicola e mettete in frigo per almeno 4 ore, meglio se tutta la notte.
Una volta trascorso il tempo della marinatura, prelevate le ali di pollo e mettetele a scolare su una gratella per almeno 30 minuti, poi passatele nella farina di mais.
Procedete alla frittura delle cosce e dopo delle ali, in quanto la panatura di sola farina di mais è meno compatta e il rischio di sporcare l’olio in cottura è più alto.
Tenete in caldo in forno a 120° C.
2 cipolle
1 piccolo mazzetto di timo fresco
1 foglia di alloro
3 chiodi di garofano macinato
noce moscata
3 grani di pepe nero
3 cucchiai di rum
3 cucchiai di aceto
1 cucchiaio di miele
1/2 cucchiaino di paprika
2 spicchi di aglio
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di olio extravergine
Affettate grossolanamente la cipolla e mettetela nel frullatore con le foglie di timo, le foglie di alloro (senza gambo), un abbondante pizzico di polvere di noce moscata, pepe e chiodi di garofano, la paprika, il rum, l’aceto, il miele e infine il sale.
Frullate fino ad ottenere una salsa vellutata.
Cuocete in un padellino per 10 minuti a fuoco dolce, mescolando spesso. Lasciate raffreddare e aggiungete un cucchiaio di olio extravergine.
Pannocchie al burro
4 pannocchie precotte
50 g di burro fatto in casa
Sale
Rosolate le pannocchie nel burro per 10 minuti a fuoco dolce, salate e tenete in caldo fino al momento di servire.








ecco, mi pare di vederli, e di sentire il loro batticuore mentre rubano il pollo fritto! Bellissima storia, e bella la tua versione! Brava Chiara!!
RispondiEliminaE ti pare di vederli si, ti ho fatto fare pure i compiti a casa a sto giro.
EliminaGrazie dei consigli, tutti quelli che mi hai dato e che so che mi darai sempre, quando richiesti.
Madonna quell'alettaaaaaaa..... e la pannocchia al burro me l'hai lasciata? Va bene, ti toccherà rifarle quando vengo su, che poi le foto in riva al fiume anche io le voglio fare, che da me me le sogno :) bravissima, tanto ragionato, fortemente voluto seppur non nelle tue corde, hai fatto una prova super!
RispondiEliminaLo ammetto, niente fiume. Ero in montagna e ho detto a Filippo, cavoli se fossimo qui domani a friggere il pollo, potrei fare le foto in riva al Pettola. Lui ha risposto "stiamo qui", peccato che il pollo era a marinare in frigo a Milano e a disposizione vicino casa a quel punto avevo solo il Seveso, ma sottoterra. Così ho optato per il parchetto a 2 minuti da casa mia che ha un bel laghetto con le tartarughe. In foto è talmente sfocato che avrei potuto portarmi delle foglie secche e un po' d'erba in casa e fare la foto vicino alla vasca da bagno. Ah no? Mio marito mi ha appena ricordato che non abbiamo la vasca da bagno :-P
EliminaTi aspetto tesoro, prestissimo!
Bravissima Chiara come sempre, che delizia deve essere l'aletta con la farina di Formenton e la foto veramente bella, capisco benissimo che l'idea di friggere non fosse nelle tue corde però te la sei cavata alla grande bravissima come sempre
RispondiEliminaSe in un messaggio scrivo due volte la stessa cosa vuol dire che lo penso veramente 😉
EliminaLa panatura di sola farina non mi ispirava per niente e siccome avevo già provato la polenta di formenton fritta, sapevo che anche da solo avrebbe avuto un sapore straordinario. La nota del limone però ha superato le aspettative.
Eliminac'hai preso gusto con le storie vero Chiara? ottimo il pollo e datti pace che non ti hanno cambiata per nulla se non nella tua testa. Un fritto se fatto bene non fa male e non fa ingrassare, basta magari non mangiarlo 2 volte al giorno. Un bacione.
RispondiEliminaSe penso al sud degli stati uniti penso a Tom Sawyer e Huck Finn e a Fannie Flagg e il suo Whistle stop cafe, quindi mi è venuto naturale scrivere di 2 ragazzini neri che rubano la merenda. Stai a vedere che il corso è davvero servito a qualcosa.
Eliminaah grazie... stai a vedere che e' servito a qualcosa :)
EliminaE' serivto eccome- e trovamelo, un altro corso, che in tre settimane. ti fa scrivere come Mark Twain (piu' o meno :)
Bellissimo incipit, davvero!
Lo sapevo che vai a leggerti anche i commenti precedenti eh.
EliminaIl merito è tuo, per aver insistito tanto a correggere con quella dannatissima penna rossa immaginaria che tanto mi ha fatto venire il nervoso.
Ma dall'errore si impara e io continuerò a scrivere e troverò qualcuno con la penna rossa che abbia voglia di insegnarmi e di correggermi, come hai fatto tu, in modo che io possa continuare ad imparare dai miei errori.
Ma che bellezza...ero dentro un'atmosfera alla Huckleberry Finn e potevo vedere le immagini, sentire il palpitare di quei cuori vagabondi ladri di fritto. Anche per il mio primo pollo fritto usai la farina di mais otto file perché mi avevano raccontato che dava una bella croccantezza e posso immaginare la bontà di questa tua preparazione. Il fritto è cosa buona e giusta a piccole dosi, ma ogni tanto ci vuole perché rende felici.
RispondiEliminaNon ti lamentare che sei stata bravissima (e quel racconto, stupendo!).
Un abbraccio gigante.
Sono felice di aver ottenuto il risultato sperato e apprezzo tantissimo se un commento del genere arriva proprio a una persona che stimo tanto anche per il suo modo di scrivere e raccontare.
EliminaEh sì cara, mi sono sentita trasportata sulle sponde del Mississippi .... e bah...credo che questo Pollo sia piaciuto tanto anche a te! Baci a Dora eh
RispondiEliminaCol Jerk sfondi una porta aperta...la mia. Ho amato quel sapore dal primo morso dato a quel pollo che ho mangiato in Giamaica, su tavolini di legno piccolissimi di una fabbrica di rum. Avevo già letto la versione in salsa di Jamie, ma io sono pigra: ho acquistato un mix a Londra allo Spice Shop preparato ed essiccato dalla madre del proprietario, una giamaicana cresciuta a Londra in un quartiere che più multietnico non si può. Strofino il pollo, lo lascio lì a prendere tutti i sapori e poi, griglia o deep fry.
RispondiEliminaE "only the brave" sanno di cosa sto parlando, del sapore che ti avvolge.
Brava, mi piace tanto la tua interpretazione. Proprio tanto.
Ne ho avanzato mezzo vasetto e non vedo l'ora di preparare ancora un bel polletto al forno con tanto di beauty farm pre cottura. Bagni di salsa jerk, ottimi per la tonicità della pelle :-P
EliminaBellissima la storia e stupenda la preparazione, mi ricorda il viaggo in Jamaica, a mangiare all'ombra di una palma bevendo rhum.
RispondiEliminaLa salsa Jerk di Jamie Oliver è il top, adoro lui e adoro la sua spontaneità e facilità con cui cucina. Complimenti a presto Erica
Na solo io non sono stata in Giamaica? Devo assolutamente rimediare!
EliminaMi state facendo sognare questi pranzetti all'ombra delle palme. In effetti le hanno messe anche in piazza duomo a Milano, mi sa che prima faccio un giretto lì, con la mia schiscetta e poi vediamo l'effetto che fa.
Ero già nel Sud degli Stati Uniti a gustare pollo fritto nel bosco, ma poi mi sono persa e ci ho messo un po' per tornare! Ma il pollo era buonissimo. Forse perché era rubato? No, perché sei bravissima!!!
RispondiEliminaMi hai proprio trasportato in un'altra dimensione con la tua storia, e quando sono arrivato alla ricetta mi è quasi sembrato di essere lì coi protagonisti a gustarmela :-) O meglio, a gustarmi le tue versioni.
RispondiEliminaFabio
E io dicevo "ma da che libro ha tratto il pezzo?"... Ma sei meravigliosa! E vai tranquilla che sul tuo punto vita non si é depositato nessun rotolino! Brava Chiarina. Pure la gita al fiume... Top! ;)
RispondiEliminaI corsi di scrittura servono- e lo ribadisco anche qui: ma tu hai una voglia di imparare che si tocca. mi ricordo anche al tempo del master in alta cucina, che cosa sei stata capace di produrre coltivando con una tenacia mai vista il tuo talento. Con la scrittura hai fatto lo stesso, per cui l'invito e' a continuare. Leggi, riassumi, scrivi, non temere di imitare- anzi:sforzati di farlo, e' il migliore esercizio per trovare la propria strada.
RispondiEliminaAnche la ricetta e' uno sviluppo corente, con il post (e torno a dire, e' cosi che bisognerebbe lavorare sempre), con una interpretazione amplissima, dai Caraibi alla Garfagnana :) gran bel viaggio, pero!
Allora io sono passata il primo giorno ed ho lasciato un commento...evidentemente si è perso nell'etere. Uffa! Sapevo tutto di questo piatto e di questo post,l 'ho vissuto dietro le quinte e so quanto tenevi alla storia e quanto hai faticato per friggere. Ora a vedere tutto insieme qui mi emoziono molto perché so che stai raccogliendo i frutti di un lavoro grande fatto di forza,impegno,sensibilità e bravura. Sei tanto brava e ti voglio bene,Ginetta!
RispondiEliminaBellissima la tua storia, e il tuo pollo sembra steso sulle sponde del Mississippi in attesa che passi un battello a vapore, che meraviglia. Ti ringrazio per tutte le volte che mi hai odiata perchè hai fatto un gran bel fritto :-) fanno veramente gola entrambe le versioni. Il pollo è cotto e succoso e le panature croccanti e ben definite. La pannocchia la burro è la ciliegina sulla torta.
RispondiEliminaBellissima la storia e il tuo pollo mi fa una gola con quella panatura al mais e la salsa Jerk! Bravissimaaaa
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