venerdì 21 febbraio 2014

Cassata siciliana... nello strudel

La colpa di questo ennesimo strudel, che mi fa essere poco coerente rispetto a ciò che ho sempre affermato da quando partecipo all'MTC (ovvero che un massimo di 2 versioni a testa è più che sufficiente) è tutta di Paoletta.
Ieri sera è venuta a cena a casa mia e siccome la scorsa settimana mi ha "paccato"quando volevo preparare esclusivamente per lei il mio strudel salato con branzino e carciofi, a sto giro mi ha omaggiato del suo strudel greco meraviglioso (anche la piccola Irene con i suoi 6 dentini ha apprezzato tantissimo lo strucolo di Paola).
Mi aveva detto che l'unica cosa che dovevo preparare erano le braccia, per stritolarla con tutto il mio affetto (che per lei è tanto, credetemi), ma io non potevo non farle un dolce e questo dolce non poteva non essere avvolto nella pasta matta e cotto al forno.
Quindi mi cospargo il capo di cenere e propongo il mio 3° strudel per questa 36° sfida dell'MTC.
Non vorrei essere nei panni di Mari questo mese, perché secondo me batteremo ogni record.

 

Ingredienti: 
Per la pasta:
150 g di farina 00
100 g di acqua
1 cucchiaio di olio
1 pizzico di sale
Per il ripieno:
500 g di ricotta di pecora
100 g di zucchero
70 g di cioccolato fondente
70 g di scorze d'arancia candita*
Per la glassa:
6 cucchiai di zucchero a velo
4 cucchiai di amaretto di Saronno
Per guarnire:
50 g di pistacchi tostati

Preparate l’impasto per la sfoglia.
Scaldare l’acqua, deve essere abbastanza calda ma non bollente. Setacciare la farina in un recipiente, aggiungere il sale e l’olio e versate a mano a mano l’acqua calda mescolando. Quando la farina avrà assorbito tutta l’acqua, togliere l’impasto dal recipiente e cominciare a lavorarlo con le mani su una spianatoia per un paio di minuti, fino ad ottenere un impasto morbido, quasi appiccicoso ma che comunque non resta attaccato alla spianatoia o alle dita. Mettere l’impasto a riposare, coperto da un panno umido o da pellicola, per circa mezzora. Nel frattempo accendere il forno e portarlo alla temperatura di 180°, modalità statica.
Preparate il ripieno.
Setacciare la ricotta di pecora con lo zucchero e amalgamare bene fino ad ottenere una crema molto morbida, infine aggiungere le gocce di cioccolato (io ho tritato il cioccolato grossolanamente al coltello) e le scorze d’arancia candite.
Stendete la sfoglia.
Mettere una tovaglia pulita (possibilmente lavata con sapone neutro e ben sciacquata), di lino o di cotone, sopra a un tavolo. Infarinare leggermente la tovaglia, prendete l’impasto e cominciare ad appiattirlo con le mani sopra alla tovaglia, quindi spianarlo aiutandosi con un mattarello. Quando la sfoglia comincerà ad essere abbastanza sottile mettere da parte il mattarello, sollevate la sfoglia dal tavolo aiutandosi con le mani e, tenendola con le nocche nella parte sottostante, cominciare a tirarla verso l’esterno facendola girare ogni tanto e facendo attenzione che non si rompa. La sfoglia deve diventare praticamente trasparente. Riporla nuovamente sulla tovaglia, dopo aver ottenuto una sfoglia quadrata di circa cinquanta centimetri per lato. Siccome i bordi saranno rimasti un po’ più spessi, passare con le dita lungo tutta l’estremità della sfoglia tirando la pasta per assottigliarla.
Disporre sulla sfoglia il composto, lasciando liberi circa due centimetri di bordo.
A questo punto, aiutandosi con la tovaglia, cominciare a sollevare la sfoglia per arrotolarla sul ripieno. Far fare un paio di giri, quindi ripiegare anche i due lembi esterni e continuare ad arrotolare fino alla fine.
Riporre la sfoglia in una teglia precedentemente imburrata, spennellare la superficie della sfoglia con il burro fuso e mettere a cuocere.
Ci vorranno circa trenta/quaranta minuti, ma siccome la cottura dipende molto dal forno, fare attenzione perché la sfoglia non deve diventare troppo scura bensì deve rimanere dorata.
Togliere la teglia dal forno e far raffreddare lo strudel.

Preparare in ultimo la glassa mescolando il liquore con lo zucchero a velo.
Versare la glassa ancora liquida sullo strudel e spolverizzare con la granella di pistacchi.

*Per le scorze d'arancia candite:
2 arance
100 g di zucchero
250 ml di acqua

Tagliare le bucce d'arancia a listarelle staccatele dal frutto delicatamente avendo cura di non romperle. Metterle in un pentolino  in acqua fredda e far bollire, scolare  e ripetete l'operazione ancora per un paio volte.
Mettere le bucce nel pentolino con acqua e zucchero e portare a ebollizione. Far cuocere fino a quando le scorze non saranno divenute quasi trasparenti e il liquido sarà evaporato.
Scolare e metterle le bucce ad asciugare su carta da forno.


l'MTC di febbraio 2014 Con questa ricetta partecipo all'MTC di febbraio

4 commenti:

  1. E meno male che l'hai detto, che ti sei confessata... e menomale che dici che questo è il terzo è l'ultimo, perché cara mia è una bomba!E l'hai lasciato apposta per l'ultimo, vero?
    Un colpo basso!
    wow!

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  2. E ma allora ditelo che complottate alle mie spalle :)))
    Questo tuo strudel dolce è il degno compagno di quella meraviglia di strudel salato di Paola che mi è piaciuto da morire. E anche questo tuo non scherza. Il sapore della semplicità e di un abbinamento azzeccato. Non ci vuole molto per fare meraviglie, basta solo la bravura :)
    Ottimo, ricotta e cioccolato con l'arancia candita e quella glassa all'amaretto di Saronno...che delizia. Bravissima e grazie mille per questa tua nuova proposta (l'ultima? :))
    Mari

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  3. Kika bravissima, mi piace la tua proposta anche perchè richiama la mia cucina, la mia terra. Hai ragione non vorrei essere al posto di mari e di tutte quante perchè questa volta hanno avuto taaaanto da lavorare. Sicura che sia la tua ultima proposta? :)))
    Elena

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  4. ok, allora me la prendo con la paoletta?
    oppure con te, che hai assaggiato quello strudel greco che me lo sogno di notte?
    oppure con tutte e due, visto che in questo scambio di meraviglie avvolte in pasta matta,io non c'ero?
    senti: ben vengano le trasgressioni, se son di questa natura: tre strudel uno meglio dell'altro- e quest'ultimo, che richiama le tue radici, è una di quelle contaminazioni che personalmente mi fanno impazzire. Quindi, per il prossimo MTC, organizzate un'altra serie di inviti- e tenete un posto anche per me, però ;-)
    Bravissima!

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