sabato 18 maggio 2013

La nostra notte psichedelica

29 aprile 2013: dopo 9 mesi e 9 giorni e 14 kg in più, finalmente, alle 8:41 è arrivata lei, Irene.
Una gravidanza perfetta, niente nausea, solo un po' di sciatica alla fine del 3° mese, che non mi ha impedito di andare in gita sull'Etna. 


















Nessuna rinuncia da fare in fatto di cibo, evidentemente in qualche rito di iniziazione, da bambina, mi avranno fatto mangiare cacca di gatto, fatto sta che non ho dovuto evitare il salame, la carne al sangue, il sushi e non ho dovuto far scorta di Amuchina per lavare le verdure.
In gravidanza sono persino diventata paziente, gentile, sempre serena e sorridente, la notte riuscivo a dormire senza problemi e non mi alzavo ogni 10 minuti a fare pipì. Mi è anche passato il mio mal di schiena cronico.
Evidentemente anche la piccola Irene ha goduto di questo stato di grazia e di uscire proprio non ne voleva sapere.

Ma poi, dopo 8 giorni di sollazzamento oltre termine, finalmente si è mosso qualcosa, o meglio, rotto. 
Il sacco, ma mica come nei film, con tanto di cascata di acqua calda al supermercato o in ascensore, no, a me si è rotto quello superiore o laterale, a lento rilascio, di quelli che non si capisce cosa si deve fare, se correre in ospedale o rimanere a casa per non esser prese per pazze. E quindi con molta calma, domenica pomeriggio, ci siamo recati in ospedale, dopo circa 7 ore dalla rottura delle acque.
Mi hanno ricoverato ed è iniziato il monitoraggio costante, la cura antibiotica e la depressione. Il giorno dopo, se il tutto non fosse iniziato spontaneamente, mi avrebbero fatto l'induzione e di certo non era una cosa a cui auspicavo, soprattutto dopo aver conosciuto la mia compagna di stanza che da 3 giorni aveva contrazioni indotte, ma comunque non succedeva nulla di rilevante.
Pioveva quella domenica sera, la stanza era buia, triste, un parcheggio per future partorienti, che non vedevano l'ora di soffrire in sala parto pur di lasciare quel luogo. E poi c'ero io, che ancora non sentivo nemmeno un dolorino, e che cercavo lentamente di prepararmi ad una lunga agonia. 

Persino la cena mi era parso un piacevole diversivo, anche se ho mangiato in solitaria in quello che definiscono "soggiorno", ma che sembra quasi una camera mortuaria. 

Alle 21:30 ho percepito un piccolo dolorino, ho pensato al gateau di patate che proprio non ero riuscita a digerire, ma poi un altro e un altro ancora e io quasi ci speravo che iniziassero quelli più forti, che non fosse solo una mia fantasia. E quelli più forti sono arrivati, eccome!
Io che facevo la figa, che non ero sicura di fare l'epidurale, a mezzanotte ho quasi implorato l'ostetrica perché me la facesse. 
Per fortuna non ho dovuto aspettare ancora molto, dopo una doccia calda per lenire il dolore delle forti contrazioni, degli incontri ravvicinati con il cestino per salutare l'indigesto gateau di patate e tante coccole da parte dell'ostetrica più fantastica sulla faccia della terra, sono stata accompagnata in sala travaglio e anestetizzata.
Ho dormito quasi un'ora e mezza, con il futuro papà al mio fianco che tentava di rimanere con la testa attaccata al muro per non svegliarsi ogni 2 minuti e riprendere sonno, nel frattempo il mio utero ha deciso di collaborare alla grande e quando mi sono risvegliata Maria mi ha detto che potevo iniziare con le spinte.
Santa Epidurale, il suo effetto non era ancora finito e io già potevo spingere, senza che le contrazioni attanagliassero il mio ventre lasciandomi senza fiato.
Nelle 2 ore successive non ho provato un dolore eccessivo, tra una contrazione e l'altra riuscivo anche ad appisolarmi facendo i sogni più strani, straparlando a volte. Non ho urlato, non mi sono accanita verso quel sant'uomo che ha deciso di diventare mio marito, mi ricordo solo l'enorme fatica delle spinte continue, mi sentivo una tennista nello sforzo di colpire la palla alla finale del Roland Garros.
E poi è arrivato lui, Tommy, il mio ginecologo super figo che con la giacca di pelle ancora addosso si è messo all'opera per far nascere la mia torella. 
Non voleva uscire la piccolina, tanto che hanno iniziato a parlare di cesareo. 
C-E-S-A-R-E O!!! "No no no, io il cesareo proprio non lo voglio fare, dopo tutta sta fatica la pancia non me l'aprite!" 

Non so se quelle 7 lettere mi hanno infuso la forza che fino a quel momento mi era mancata, fatto sta che nel giro di poco Irene è venuta al mondo, complice tutto il peso del mio amato Tommy sulla pancia per dare lo sprint finale alla fuoriuscita di quella che doveva essere una piccolina di 3,100 kg, ma che alla fine pesava ben 3,550 kg. 
Filippo è stato magnifico, lui che non era sicuro di entrare in sala parto alla fine mi è stato vicino incoraggiandomi, bagnandomi la fronte, aiutandomi nelle spinte. 
Abbiamo vissuto la nostra notte psichedelica, lasciando tutto il mondo fuori, eravamo solo io, lui, Maria, Nadia, Tommaso... e tutti abbiamo dato il benvenuto alla creatura più splendida del mondo alle 8:41 del 29.04.2013.


7 commenti:

  1. Psichedelica ma, secondo me, la notte più bella della tua vita... e non ci credo se mi dici che non è stato così!!!
    Siete meravigliose.
    Nora

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    Risposte
    1. ci penso in continuazione e mi manca quel giorno e quello che ho provato.

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  2. Che emozione! E con te ho rivissuto la mia... che ormai è un lontano ricordo!
    <3

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  3. Oddio Chiara, che racconto fantastico!
    Sei stata brava a prendere solo 14 chili prima di tutto, e goditi questi primi mesi che sono i più faticosi ma anche i più belli!

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  4. sono commossa, ecco....
    sarai una grande mamma!
    <3 <3 <3

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  5. e non hai raccontato di tutte le mele che ti sei scofanata prima che iniziassero le contrazioni....ahahahhaha!!!!
    Grande Kikina mia....il tuo post mi ha emozionata!
    Un abbraccione a te e un bacino alla piccola!
    a presto

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  6. alla creatura più splendida del mondo, che si è confermata tale, in tutti questi 365 giorni. Irene è meravigliosa- e tu te la meriti, e non sai quanto!
    Buon compleanno!

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