domenica 23 ottobre 2016

Chicche di Kika: in principio fu la musica - Tapas #mtc60

Era la fine del 2009 quando lo conobbi, un gioco di sguardi mentre suonava, la mia migliore amica all’altare e io tra gli invitati nell’unica navata della piccola chiesetta.
Non ci siamo scambiati nemmeno una parola, ha solo chiesto il mio nome agli sposi e la sera stessa mi ha scritto una mail... Gli sono bastate 20 parole per farmi innamorare di lui.
Abbiamo iniziato a frequentarci in quello che ricordo essere stato uno dei periodi più pazzi della mia vita, in cui le emozioni non venivano messe a tacere mai, perlomeno le mie, si scherzava come bambini e si fantasticava su storie medievali di templari e dame.

Ci vedevamo poco.

Viveva in Valle Imagna, lavorava il martedì e il giovedì sera, il mercoledì le prove col coro, il sabato pomeriggio le prove col gruppo, la domenica mattina suonava alla messa, al pomeriggio io avevo la partita, studiava in Conservatorio: lezione il mercoledì e venerdì pomeriggio e stava preparando gli esami del 7°anno e poi valanghe di concerti per tutte le categorie.
I tempi del nostro rapporto erano dettati da una fitta agenda piena di impegni musicali.
Gli scazzi tra noi sono arrivati presto, ma erano quasi tutti legati al tempo che la sua bellissima musica toglieva al nostro bellissimo rapporto. 
Un giorno, dopo un' ennesima lamentela da parte mia, mi disse: 
"Perché non fai qualcosa di tuo? Perché non ti dedichi a qualcosa che ti piace veramente?"(Invece di rompere i coglioni a me? Ndr)

Pochi giorni dopo è nato questo blog.

Per questo MTC n° 60 in cui quel genio della Mai del blog Il colore della curcuma ci chiede di trovare un tema che leghi 3 tapas (nello specifico una tapa, un pincho e un montadito) ho scelto di legare i sapori dei miei piatti a quella musica che pregna ancora la mia vita, in un viaggio sensoriale alla scoperta di suoni, immagini, emozioni e gusto.


Che il concerto abbia inizio

(è consigliabile ascoltare le musiche cliccando sul lunk dei titoli delle canzoni, verrete direzionati sulla pagina youtube)


Pincho: danze peccaminose
La danza di una tanguera di rosso vestita sul tema di un antico offertorio: un armonioso incontro tra sensualità e austerità.

Spiedino di peperone arrostito, patate e asado con salsa chimichurri


Ingredienti
2 peperoni rossi
Per la carne:
reale di manzo
salsa chimichurri
Per le patate:
2 patate grandi
paprika dolce
sale q.b.
Per la salsa:
1 mazzo di prezzemolo
30 grammi di origano fresco
3 spicchi di aglio
60 grammi di cipollotto fresco
1 peperoncino piccolo, privato dei semi 
il succo di mezzo limone
3 cucchiai di aceto di mele
60 grammi di olio di oliva
sale e pepe
Per gli spiedini:
Rami di rosmarino

Lavare, asciugare e tritare tutte le verdure al coltello. Mettere tutto in una ciotola, condite con olio, sale e pepe e mescolare bene, poi lasciar riposare una notte in frigorifero.
Massaggiare la carne con qualche cucchiaio di salsa chimichurri e lasciar marinare in frigorifero per qualche ora.
Preriscaldare il forno a 100° e infornare la carne per almeno 1 ora e mezza, in modo che si cuocia lentamente, come l'asado argentino, che viene messo su uno spiedo e poi cotto sulla brace anche per ore. Nello stesso tempo tagliare i peperoni per il lungo a falde e arrostirle in forno fino a quando la pelle non sarà quasi bruciacchiata, spellarle e tenerle da parte.
Tagliare le patate a rondelle, bollirle per 5 minuti in abbondante acqua salata, scolarle, asciugarle e poi friggerle, infine cospargerle con paprika dolce.
In ultimo formare gli piedini togliendo gli aghi di rosmarino mantenendo solo quelli ad un'estremità. Alternare un pezzo di asado, un'estremità della falda di peperone, un'altro pezzo di asado, una patata, un pezzo di carne, l'altra estremità del peperone e un ultimo pezzo di carne per finire.
Posizionare gli spiedini in una ciotola con salsa chimichurri, in modo che il pincho possa essere pucciato prima di essere mangiato.



Montadito del dittatore
Ci sono delle musiche che ci entrano nelle viscere e ogni volta che le si ascolta qualcosa dentro di noi si muove.
The verdict è "la musica" che è penetrata più in profondità, costruita su un giro di chitarra suonato tra un paio di amici in un garage, che fa da cornice al verdetto di morte che ha segnato la storia del ventunesimo secolo, quello a Saddam Hussein. 
Mi sono ispirata all'Iraq e al poco che offre la cucina di quel paese, presentando un piatto povero, di strada, un piatto che si trova anche in tempo di guerra. 
Perchè questo è The verdict per me, un grido in tempo di guerra, che nasce dal profondo, un grido disperato, che tocca le mie corde più profonde.

Pita con falafel, salsa tahine e insalata di cetrioli e pomodori


Ingredienti 
450 g di farina 
4 g di lievito fresco
½ cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino sale 
300 g di acqua 
½ cucchiaio di olio 

Mescolare in una ciotola capiente gli ingredienti secchi, poi aggiungere acqua e olio e impastare bene. 
Lasciar lievitare l'impasto coperto per un 4 ore in un luogo caldo e asciutto; intanto, scaldare il forno a 250°. 
Dividere l'impasto in 20 palline e appiattirle uniformemente con il mattarello fino ad ottenere per ciascuna pallina un cerchio di pasta sottile sottile. 
Infornare le pitot (plurale di pita) una o due per volta: in pochi minuti si gonfieranno, creando una bolla d'aria all'interno, e saranno pronte.
Io ho cotto le pilot a diretto contatto con la pietra refrattaria, dopo aver scaldato il forno, dopo che aveva raggiunto la temperatura massima, per 30 minuti.


Falafel 
Ingredienti per ca. 25 pezzi
250 g di ceci secchi
50 g di fave secche decorticate
1 cipolla piccola
2 spicchi d'aglio
1/2 mazzo coriandolo fresco
1/2 cucchiaio di mix di spezie
1/2 cucchiaio di cumino secco
1/2 cucchiaio di coriandolo secco
bicarbonato
50 g di semi di sesamo
1 cucchiaini di sale

Mettere i legumi in ciotole separate con ½ cucchiaio di bicarbonato e lasciare in ammollo per tutta la notte. Scolare e lavarli bene. Frullare la cipolla, l’aglio e una manciata di coriandolo fresco, poi aggiungere i legumi e mettere in una ciotola. Aggiungere il cumino, il coriandolo secco, il sale, il sesamo e il mix di spezie, infine aggiungere mezzo cucchiaino di bicarbonato di sodio. Formare delle palline, appiattirle leggermente (io ho utilizzato un taglia biscotti tondo, per soddisfare la mia voglia compulsiva di ordine e precisione) e friggerle in abbondante olio di semi oppure, se volete restare leggeri, spennellarle con olio di oliva e cuocere in forno preriscaldato a 200° per 20 minuti.
Salsa Tahine
Ingredienti
100 g di semi di sesamo
50 ml di olio di arachidi
succo di 1 limone
2 cucchiai di acqua
1 pizzico di sale

Tostare i semi di sesamo in un padellino, farli intiepidire e poi frullarli con l'olio di arachidi e il sale, aggiungere l'acqua e il succo di limone lentamente ed emulsionare la salsa.

Insalata
Ingredienti
1 cetriolo 
2 pomodori
sale
olio 

Mondare le verdure, tagliare il pomodoro a spicchi e il cetriolo a fette sottili, Condire il tutto con olio e sale.

Montare il montadito: mettere sul fondo della pita l'insalata di pomodori e cetrioli, posizionare i falafel e finire con la salsa tahine.



Tapa degli Amici della Combricola
Il ritorno a casa dopo un viaggio tra il sud America e il Medioriente. 
L'incontro di un gruppo di amici uniti dal canto, dall'amore per la loro terra e dai piaceri della tavola.
Un canto in valdimagnino, armonizzato dal maestro del coro Filippo su una testo scritto da uno dei cantori, un'ode alla Valle Imagna e alle sue montagne, in una poetica passeggiata al chiaro di luna.
Qui potete trovare un aneddoto carino e il testo della canzone.

Uccellini scappati con polenta 


Ingredienti per 4 persone
Per gli involtini:
400 g di scaloppine di fesa di vitello 
80 g circa di pancetta tesa a fettine sottili 
1 bicchiere di vino bianco 
1 mestolo di brodo di carne
2 cucchiai d'olio extravergine d'oliva
1 noce di burro
farina
foglie di salvia
sale e pepe
Per la polenta:
400 g di farina di mais
100 g di farina di grano saraceno
2 l di acqua
1 cucchiaio di sale
60 g di formagella della Valle Imagna 
1 cucchiaio di olio

Portare a bollore l'acqua nel paiolo di rame, aggiungere una presa di sale e un goccio d'olio, versare la farina a pioggia e mescolare con una frusta in modo che non si formino grumi. Abbassare la fiamma e cuocere per un'ora girando spesso con un cucchiaio di legno. A cottura ultimata mantecare con dadini di formaggio.
Intanto che cuoce la polenta, insaporire le fettine di fesa di vitello con sale e pepe. 
Coprire ogni scaloppina con una fettina di pancetta tesa e una foglia di salvia. Arrotolare ad involtino e chiudere con uno stuzzicadenti. 
Infarinare gli involtini e adagiarli in una padella con una noce di burro e unabbondante giro dolio extravergine. Rosolarli da ogni parte a fuoco vivace e quando avranno preso un leggero colore, bagnarli con il vino. 
Una volta sfumato, mantenendo il fuoco vivace, unire un mestolo di brodo e proseguire la cottura, girando spesso gli involtini. 
La cottura dovrà durare complessivamente circa mezz'ora. 



Per me questa è stata una delle prove più difficili da quando partecipo all'MTC.
Ero partita con tema semplice, un omaggio a quel genio della Mai, a Cozzaman, a Frida e alla nuova arrivata Kahlo, ma poi ho cambiato idea. Un perro caliente con salsiccia a forma di osso e una crocchetta di patate ripiena di riso e cozze. Ero gasata, ma non era il tema giusto per me. Mai, sarà per la prossima, per 4 giorni siete stati nei miei pensieri, sappilo.

Ma torniamo al tema scelto: alcuni dei campi musicali in cui spazia mio marito (si, ce ne sono altri!), il piano, l'organo e il coro e altrettante sue composizioni. La difficoltà più grande è stato trovare i piatti da abbinare; se con la cucina bergamasca legata al coro mi sono ritrovata subito, ho avuto grossissime difficoltà a cercare il piatto giusto per gli altri due pezzi: volevo che ci fosse un filo che riconducesse sia alla musica che alle tradizioni culinarie dei luoghi a cui la musica stessa si era ispirata. Alla fine spero di esserci riuscita, ma ho fatto lavorare i neuroni come una forsennata.


banner mtc 60Con questa ricetta partecipo all'MTC di ottobre.
Andate a leggervi le ricette del Tema del mese, perché con le tapas bisogna bagnare anche la gola e soprattutto andate a vedere tutte le proposte in gara sulla pagina degli sfidanti.


16 commenti:

  1. Un post magnifico, una storia "vera" la vostra, musiche davvero belle e ricette che mi piacciono moltissimo. Insomma direi che il tuo musicista ha fatto bene ad "invitarti" a non rompere e ad avere uno spazio tuo!

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  2. Ho salvato tutto! Ho già messo in moto i ceci! 😉 il post è poetico e pieno di vita! Sei grande!

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  3. Grande Chiara, bellissimi l'idea, bellissimo il tema e le musiche abbinate alle ricette, splendida la foto e sopratutto meravigliose le ricette
    I blog nascono sempre per casi fortuiti, pensa un po' il mio è nato perchè mio marito un giorno mi disse che viziavo i ragazzi (come cucina) e che un giorno sarei diventata suocera e quindi odiata dalle nuore perchè non si sarebbero sentite all'altezza .... così è nato il blog potranno quando arriveranno sbirciare le ricette senza chiedere!!!

    Scusa la divagazione cara mia tu sei da podio e ti vedo anche sullo scalino più alto bravissima
    Un abbraccio Manu

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  4. Vibranti di vita e d'amore le tue tapas!

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  5. Ho letto tutto con grande emozione la storia legata alla musica (e tu sai quanto io ami la musica). Non voglio sbilanciarsi cara, ma qui c'è tanto bel materiale per il Premio!
    Bravissima. Ti abbraccio forte.

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  6. Kika..... se solo avesi letto il post prima di commentare in community.... nn avrei chiesto chi era che suonava...ma tanto che lui mangi ste meraviglia (anche grazie al blog che esiste anche grazie a lui) e resti così magro mi fa un pochino imbufalire eh.... ma lo perdono perchè ti ha fatto aprire il blog senza rendersene conto e così è iniziata anche la nostra storia.... quindi stringi stringi... sempre la musica in principio fu!!! Baci

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  7. Pur conoscendola già la tua storia con Filippo mi ha emozionato moltissimo. Non so è come se le ricette fossero sgorgate dal cuore e per questo sono pura poesia. Bellissima prova Chiara. Un bacione.

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  8. È un post meraviglioso tesoro! Mi sono anche commossa,speravo tu concessi la scorsa volta e ancor più lo spero oggi!

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  9. Che meraviglia, bello leggerti, ascoltare, segnarsi le ricette. Complimenti.

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  10. La tua storia ha fatto emozionare anche me. E le tue tapas... che dire ? Sono perfettamente inserite nel contesto e brillano di luce propria.

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  11. Come ha scritto sopra Annarita, poesia pura. E siccome la musica è vita, e il resto poesia, non aggiungo parole se non bravissima.

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  12. Hola bella donna, sono qua e mi metto in prima fila, ad ascoltare e assaggiare con la mente,con gli occhi e con il cuore queste tapas che legate da questo fil rouge intenso! Perché la musica è così, ci fa sentire tutte le emozioni, quelle conosciute e ce ne fa scoprire di nuove… ma i musicisti … beh i musicisti sono differenti… e si! E te lo vengo a dire a te, vero!!?
    Ma se avesse avuto una figlia, la prima cosa che le avrei insegnato è di starne alla larga il più possibile!!! Comunque non ce niente da fare, hanno questa anima egocentrica da bambino che a noi donne fa impazzire… Da chiarire che non ce l'ho con loro, pure io ne ho sposato uno mancato. Ma tu Chiara, ti sei presa quello bello e intrigante! Io poi, sono avvantaggiata leggendo il tuo post, perché a differenza di chi non vi ha visto, posso dire che siete una coppia chimicamente stupenda! Ricordo quella notte in pizzeria, con Annarita e le vostre bimbe e felici! Come lo sono io adesso che corro da una tappa al pincho e poi di nuovo alla tappa e passo dal montadito, e senza fare la fila! (come Irene per saltare nell materasso elastico!)
    Ho ascoltato Filippo Manini decantato in tre tipologie musicali e sono sbalordita, ed ecco che chete cose devi condividerle e non tenertele per te così a lungo! E allora ringraziamo le tapas!
    con quel pincho sensuale, obbiamente se centra il tango non può mancare la salsa chimichuri! E il dettaglio del rosmarino ti potrebbe far scalare gradini nella classifica, guarda cosa ti dico…
    Ma vai tranquilla che i gradini le sali anche con questa pitamontadito, che prenderò d'appendere nel mio frigo "figo" perché voglio rifarla il prima possibile magari dopo il delirio di questi giorni.
    Con la tappa siamo arrivati a fine concerto, e ti sono sincera, la ricetta la capisco e mi piace tantissimo, sopratutto gli uccellini che hanno preso il volo, ma scusa la lettera della canzone però me la dovrai spiegare dal vivo, magari nel prossimo viaggio in macchina!

    Grazie per questo post meraviglioso!
    (saluta Wolverine da parte di Cozzaman)

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    1. "Ma se avesse avuto una figlia, la prima cosa che le avrei insegnato è di starne alla larga il più possibile!!!"
      Parliamone :)

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  13. Un post bellissimo, una storia d'amore nata dalla musica e la musica che lega tre piatti splendidi, che ci portano anche in giro per il mondo.
    Bravissima Chiara, davvero una meraviglia le tue tapas!

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  14. E che emozione io mi Sono proprio emozionata
    Io vengo presa ib giro perché credo nell.amore eterno credo nel colpo di fulmine credo che una Coppia se supera i periodi no...starà insieme tutta la vita ecco io mi sono emozionata
    Io col mio "mister"in un anno cibsiamo sposati 3 figli ( ,dovevano essere 5 purtroppo )... ecco noi siamo ancora insieme e quando ci vediamo siamo legati come una tapas ....una seguenza logica che ci unisce come a voi
    Un grande bacione a tutti voi

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  15. Post molto emozionante- e non potrebbe essere altrimenti, considerata anche la componente autobiografica, tua e nostra e di tanti che si ritroveranno nelle emozioni sottese al mosaico di ricordi che ci hai regalato.
    Ho sempre pernsato che le tue piccine fossero fortunate, per avere una mamma come te. Ora che scopro anche il papa'- e neppure tanto de relato, visto che lo metti a nudo impietosamente :) facendoci attingere direttamente alla sua musica- non posso che confermare il mio giudizio: una mamma meno in gamba di te non avrebbe accettato altri papa', per le sue bambine.
    Tu sei in una crescita spaventosa, comunque: e davvero filippo e' stato profeta, nel momento in cui ti ha spinto a fare qualcosa per te. questo blog e' davvero una palestra per allenare la tua sensibilita' ed accordarla alla creativita', all'estetica, al gusto, in una ricerca di equilibrio che scava ogni giorno di piu' nel profondo, per riemergene piu' ricco e piu' "adulto", nel senso piu' bello del termine. L'armonia che si respira, fra musica, testi, ispirazioni e ricette e' davvero quella di un grande amore, fecondo e produttivo. E qui mi fermo, perche' non c'e' davvero altro da dire :)

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