domenica 26 novembre 2017

Taralli dolci pugliesi (tarall cu sclepp)

Mia nonna Chiara adorava preparare questi taralli dolci, bolliti, passati in forno e poi glassati.
Mia zia mi ha raccontato che quando vivevano a Barletta, la nonna si recava nel forno dove lavorava mio zio Mimmo e impastava e poi infornava grandi quantità di taralli da dare poi a mio nonno Luigi che li portava a tutti i suoi colleghi vigili.
“Zia, la ricetta allora ce l’hai, vero?”
Ovviamente il miracolo del tramandarsi il sapere in casa mia non è avvenuto nemmeno in questo caso quindi ho cercato di fare del mio meglio mettendo insieme un po’ di ricette trovate in rete fino a quando non ho raggiunto il sapore impresso nella mia memoria, labile lo ammetto, ma comunque presente. 



Per la giornata dedicata ai dolci conl’olio extravergine del Calendario del cibo italiano ho preparato i taralli dolci pasquali. 
 


Come per tutte le ricette tradizionali, ne esistono tante versioni, io ho scelto quella della mia memoria, quindi non offendetevi se i miei ricordi non coincidono con quelli della vostra ricetta di famiglia.

Ingredienti
Per i taralli:
500 g di farina 00
5 uova
½ cucchiaino di bicarbonato
5 pizzichi  di sale
30 g di grappa
100 g di olio extravergine di oliva
Per la glassa:
375 g di zucchero
75 g di acqua
1 albume d'uovo (qualora si volesse una glassa più morbida)

Mettere la farina a fontana sulla spianatoia, aggiungere la grappa, l’olio, lo zucchero, il sale e il bicarbonato, inserire poi ad una ad una le uova. 
Una volta amalgamato il tutto, impastare fino ad ottenere un impasto asciutto e liscio. Avvolgerlo nella pellicola e lasciar a riposare per mezz’ora.
Prelevare dei pezzi di impasto e creare dei cilindri di circa 1/1,5 cm di diametro, tagliare dei filoncini di circa 8/10 cm e formare dei cerchi, unendo le punte, se non si dovessero attaccare utilizzare un goccio d’acqua.
Mettere una pentola sul fuoco colma d’acqua e portare alla fase prima del bollore, tuffare i taralli pochi per volta e scolare appena vengono a galla. Posizionarli su uno strofinaccio e lasciare tutta la notte ad asciugare.
Una volta ben asciutti inciderli per tutta la circonferenza con un coltello.
Disporli su una placca da forno ben distanziati tra loro e infornate a forno già caldo a 220° per 10 minuti e per altri 10/15 minuti a 180°.  
Mettere l’acqua e lo zucchero in un tegamino su fuoco medio, portate a 110°, quindi versare nella planetaria lo sciroppo e montare con la frusta fino a quando da trasparente piano piano diventerà bianco. Tuffare i taralli uno per volta nella glassa, in caso si asciugasse troppo aggiungere un goccio d’acqua e tenerla calda a bagnomaria, adagiandoli poi su un vassoio.
Lasciar riposare fino a quando non si asciugherà completamente la glassa. 




Ho come al solito avuto delle validissime aiutanti che mi hanno aiutato ad impastare e a formare i taralli.

2 commenti:

  1. Ciao Chiara, da pugliese non posso astenermi dal ringraziarti per questo regalo. Grandiosi i taralli. Io sono leccese, credo che qui si usi il Vermouth,ma è una sottigliezza. Sono i taralli delle cerimonio, usatissimi dal rinfresco del Battesimo fino al matrimonio, parlando dei ri t i cattolici. Insomma, il sapore delle feste di famiglia di una volta ;-)

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  2. Non vale: tu hai i folletti della cucina che vengono ad aiutarti ed ogni biscotto, ogni pane, ogni tarallo che preparano avrà il sapore degli angeli!
    Cosa non darei per osservare quelle abili manine all'opera.
    E comunque io adoro i taralli glassati. Mio suocero è Pugliese e credo di conoscere abbastanza bene la Puglia e le sue meraviglie per dire che questi taralli sono davvero speciali.
    Grazie tesoro bello, per la ricetta ed i bei ricordi.
    Un forte abbraccio.

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Lasciate commenti, consigli, critiche o complimenti, di certo li terrò presenti.

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