Questo fine
settimana è trascorso all'insegna di lunghe camminate.
Un weekend lungo, come la coda in autostrada per arrivare in Valle Imagna, in un venerdì di festa. Fortunatamente in macchina avevamo un ostaggio, che ci avrebbe garantito un pasto pronto, qualora lo avessimo portato a destinazione sano e salvo: la sua famiglia tiene molto alla sua incolumità, visto che quando siamo arrivati abbiamo trovato la tavola già apparecchiata, la polenta appena impiattata e un arrosto fumante pronto per essere mangiato.
Il pranzo dal Paolone è stato piacevolissimo, e anche la chiacchierata che ci siamo concessi nella lunghissima discesa verso valle - soli io e lui, come ai vecchi tempi - a raccontarci le nostre vite di persone ormai adulte.
Un weekend lungo, come la coda in autostrada per arrivare in Valle Imagna, in un venerdì di festa. Fortunatamente in macchina avevamo un ostaggio, che ci avrebbe garantito un pasto pronto, qualora lo avessimo portato a destinazione sano e salvo: la sua famiglia tiene molto alla sua incolumità, visto che quando siamo arrivati abbiamo trovato la tavola già apparecchiata, la polenta appena impiattata e un arrosto fumante pronto per essere mangiato.
Il pranzo dal Paolone è stato piacevolissimo, e anche la chiacchierata che ci siamo concessi nella lunghissima discesa verso valle - soli io e lui, come ai vecchi tempi - a raccontarci le nostre vite di persone ormai adulte.
Sabato siamo andati in perlustrazione al
Monte Castello, uno sperone di roccia chiamato così, deduco, perchè talmente
inaccessibile da sembrare una fortezza. Filippo però era preso e ottimista e ci
è voluto salire lo stesso, fino in cima, nonostante nell'ultimo tratto non ci
fosse nessun sentiero segnato e la pendenza sarebbe stata più adatta
ad un camoscio che ad un essere umano.
Siamo arrivati in cima: qualcuno aveva piantato una bandiera dell'Italia e una croce di legno, chissà se per commemorare coloro che avevano tentato la scalata prima di noi e non ce l'avevano fatta. Ma noi sì, e dal monte siamo anche scesi, con fatica, ma ci siamo riusciti.
Per festeggiare, ho raccolto un coloratissimo mazzo di fiori di campo; magari la prossima volta li porto fino in cima e li metto ai piedi della croce.
Siamo arrivati in cima: qualcuno aveva piantato una bandiera dell'Italia e una croce di legno, chissà se per commemorare coloro che avevano tentato la scalata prima di noi e non ce l'avevano fatta. Ma noi sì, e dal monte siamo anche scesi, con fatica, ma ci siamo riusciti.
Per festeggiare, ho raccolto un coloratissimo mazzo di fiori di campo; magari la prossima volta li porto fino in cima e li metto ai piedi della croce.
In questo periodo, nell'aria si sente
spesso un buon profumo di aglio. Tutto merito dell'aglio orsino o aglio
selvatico, che cresce spontaneamente e generosamente nei boschi
e nelle zone ombrose e umide, generalmente attraversate dai tanti torrenti che scorrono in zona.
Ne raccolgo sempre in grandi quantità per farne un pesto che poi utilizzo in tantissime preparazioni e poi qualche mazzetto qua e là, da usare fresco per risotti o frittate o semplicemente per aromatizzare una pietanza.
Ne raccolgo sempre in grandi quantità per farne un pesto che poi utilizzo in tantissime preparazioni e poi qualche mazzetto qua e là, da usare fresco per risotti o frittate o semplicemente per aromatizzare una pietanza.
Ingredienti
100 grammi di foglie di aglio orsino
60 grammi di mandorle, noci, pinoli, o anacardi
60 grammi di parmigiano o pecorino grattugiato
olio extra vergine di oliva
sale
pepe
100 grammi di foglie di aglio orsino
60 grammi di mandorle, noci, pinoli, o anacardi
60 grammi di parmigiano o pecorino grattugiato
olio extra vergine di oliva
sale
pepe
Tritate le foglie tenere, ben lavate, e riponetele in un mixer insieme alle mandorle, noci, pinoli o anacardi. Aggiungete il parmigiano, il sale e il pepe, e frullate aggiungendo l'olio a filo, fino a ottenere una crema della consistenza desiderata. Conservatelo in un barattolo, mettetelo in frigo e consumatelo entro pochi giorni o congelatelo nei contenitori del ghiaccio ed utilizzatelo all'occorrenza.
Il pesto si può personalizzare con l'aggiunta di alici sott'olio o qualche oliva, io non lo faccio mai uguale, ma lo trovo sempre buonissimo.
In caso foste curiosi, il risotto nella foto è fatto con aglio orsino, Castelmagno e guanciale croccante.




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