venerdì 27 maggio 2016

Penne integrali al sugo di gallinella e zucchine e un' ospite speciale

Ieri sera abbiamo avuto a cena un' ospite speciale. Quando un paio di giorni fa mi è arrivato il suo messaggio nel quale mi diceva che era a Milano e che avrebbe avuto piacere ad incontrarmi non sono stata più nella pelle.
In realtà lei avrebbe voluto vedere la sua migliore amica Irene, più di tutti, perché al raduno MTC in Toscana a novembre tra loro era stato vero amore, alcuni problemi di gestione familiare però ci hanno costretto a mandare Irene dalla nonna (non succedeva da agosto) e quindi non si sono potute incontrare.
Ci siamo viste per cena, a casa mia e gli unici ingredienti che avevo in frigorifero erano dei filetti di gallinella e una zucchina e quindi, dato che Annarita non mangia carne, la scelta è stata quasi obbligata.
Piatto pronto in meno di mezzora, impiattamento al volo e foto con il cellulare, tutto ciò che non si addice ad un blog di cucina fatto come si deve, ma questo avevamo a disposizione e siccome la pasta era davvero molto buona, ho deciso di condividerla con tutti.
La serata è stata molto piacevole ugualmente, diciamo che Elisa ha colmato almeno in parte la mancanza di sua sorella. Ha mangiato di gusto e si è fatta coccolare.
Annarita, ci vediamo presto e sicuramente questa volta Irene non mancherà.


 



















Ingredienti:
250 g di filetti di gallinella
200 g di polpa di pomodori pelati
1 zucchina
1 spicchio d'aglio

Rosolare le zucchine tagliate a julienne con uno spicchio d’aglio a fuoco vivo, mettere da parte.
Sfilettare la gallinella e ricavarne dei filetti, tagliarli a striscioline e infarinarli.
Mettere le striscioline di gallinella in una padella con un giro d’olio e rosolare. Aggiungere la polpa di pomodoro e far cuocere 20 minuti a fuoco basso.
Cuocere la pasta in abbondante acqua salata, scolare al dente e far saltare nella padella con il sugo per un paio di minuti per amalgamare i sapori.

Comporre il piatto utilizzando un coppa pasta, mettere la pasta , poi fare uno strato di zucchine e infine il filetto di pesce.
Togliere il coppa pasta e servire spolverando con del pepe nero macinato al momento.





mercoledì 25 maggio 2016

Goldtröpfchen Käsetorte #mtc57

Non speravo di riuscire a fare anche la versione dolce per questa sfida n° 57 dell'MTC lanciata da Anna Luisa e Fabio del blog Assaggi di viaggio.



Ultimamente mi manca il tempo per fare tutto, sono sempre di corsa e anche molto ripetitiva:
-mi sveglio, anzi no, mi svegliano le mie figlie di prima mattina, Elisa alle 6:30 reclama il suo latte, Irene le sue coccole.
-facciamo colazione, ci vestiamo, cerchiamo di contenere gli eventuali capricci.
-usciamo con il passeggino di Elisa, la pedana o il monopattino di Irene, il mio monopattino e corriamo al nido n°1, al nido n°2 e poi in ufficio.
-mentre i colleghi vanno in giro con la giacca e il maglioncino io arrivo tutta accaldata dal triatlon mattutino con le maniche corte e impiego dai 10 ai 20 minuti per riacquistare una temperatura corporea consona ad un ambiente lavorativo.
-lavoro tutta la mattina
-corro a casa in pausa pranzo e spero di entrare e constatare che la fatina Bidibibodibibù sia passata a rifare i letti, a sparecchiare il tavolo dai resti della colazione, sistemare i giochi e prepararmi il pranzo, ma aihmè, deve aver smarrito il nostro indirizzo tempo fa, così tocca a me mettermi vestitino e cuffietta azzurri e fare la magia, mangiare e poi trovare il tempo di leggere 2 righe di sto libro che mi ha preso tanto, ma che non ho la forza di leggere in momenti più consoni.
-puntualmente arriva la telefonata di mia mamma ad interrompere la lettura (ma avevo appena iniziatoooooo) e poi di nuovo di corsa per tornare in ufficio, perché 1 ora passa talmente in fretta che nemmeno te ne accordi
-alle 17.30 in punto i miei piedi si dotano di ruote, con il monopattino si inizia il percorso in senso inverso per andare a prendere le bambine e quindi nido n°2, poi nido n°1. Ho decisamente bisogno di ripristinare il servizio babysitting, qualcuno si offre?
-non vogliamo sentire le campane che suonano puntuali alle 18.30? e quindi di corsa in oratorio dove abbiamo giusto il tempo di dire ciao ai nostri amici/amichetti, sentire le campane accompagnate da una sana eccitazione e poi di corsa a casa
-compriamo pane e latte e quel poco che una spesa quotidiana d’emergenza richiede (ormai la spesa settimanale è un sogno irrealizzabile)
-prepariamo la cena, mangiamo in tempi diversi (a me solitamente tocca la cena congelata) perché Elisa alle 19 in punto inizia a strillare, Irene deve guardare prima il suo cartone, ma almeno ho tempo di preparare qualcosa anche per lei e intanto che mangiano loro preparo qualcosa anche per me/noi e poi ci sediamo a tavola.
Perché appena inizio a mangiare alla grande scappa la cacca e la piccola inizia a piangere perché non vuole più stare sul seggiolone?
Mangio male, freddo e di fretta perché poi…
-le preparo per andare a dormire e finalmente posso anche io crollare sul divano
A volte riesco a stare sveglia quel tantino in più per fare una lavatrice o sistemare le cose per il giorno dopo, ma generalmente finisco sotto le coperte ancora prima che la lancetta piccola arrivi sul numero 10.

Ieri è stata una serata speciale, in frigo c’era la torta e quindi appena messe a letto le bambine mi sono seduta a tavola e ne ho mangiata una fetta… e poi dato che ero tanto stanca e avevo bisogno di consolarmi per questa mia stanchezza, me ne sono mangiata un’altra…


Per fortuna stamattina è iniziata di nuovo la corsa, altrimenti sapete dove mi resterebbero tutte quelle porcosissime calorie…!

Ah in effetti prima di iniziare la corsa ci siamo concesse la colazione al bar, giusto per non avere almeno il tavolo da sparecchiare dalle tazze della colazione all’ora di pranzo.



Ingredienti:

Per la base:
200 g di biscotti Digestive
80 g di burro
Per la farcia:
500 g di Quark
100 g di zucchero
15 g di amido di mais
330 ml di latte
100 ml di olio di riso
2 tuorli
1 cucchiaio di estratto di vaniglia
Succo di 1  arancia
Per la meringa:
2 albumi
70 g di zucchero

Utilizzare i 2/3 dell’impasto come base di una tortiera di 20 cm di diametro precedentemente imburrata, utilizzare il resto per fare un bordo da stendere per tutto il perimetro della tortiera. Il mio stampo era da 26 cm di diametro, con questa quantità di biscotti sono riuscita a ricoprire solo la base.
Pressare bene e mettere in frigorifero per almeno 1 ora a raffreddare, in modo che il burro si solidifichi, creando una base compatta (se avete uno stampo leggermente più piccolo mettetelo all’interno, coprendo prima lo strato di biscotti con della carta forno, così sarete certi che i bordi non collassino sulla base).
Mescolare 3 rossi d’uovo con il formaggio, lo zucchero, il succo d’arancia, l’amido di mais e l’olio.
Aggiungere il latte a piccole dosi, e mescolare fino a quando non otterrete un composto liquido.
Prelevare la tortiera dal frigorifero e versarvi il composto  e cuocere in forno preriscaldato (elettrico: 200°, ventilato: 175°) per 45-50 minuti.
Montare i 3 albumi a neve ferma e aggiungere lentamente 100 g di zucchero.
Spalmare la meringa ottenuta sulla superficie della torta e infornare (elettrico: 175°, ventilato: 150°) per altri 20 minuti.

Le goccioline dorate compariranno durante il raffreddamento della torta, se siete più fortunati di me. Io l'ho già fatta in precedenza, ma le goccioline hanno sempre fatto fatica a venire fuori, stavolta nemmeno una :-P

A questo punto vi lascio la sorpresa. Doveva venire così (foto presa qui)

 

AGGIORNAMENTO DELLE 17.30:
Ieri ho portato una fetta di cheesecake alla mia collega, chiusa in un contenitore con il coperchio. La torta è rimasta 1 giorno in frigorifero e guardate cosa è successo alla fetta di torta con l'umidità creatasi all'interno del contenitore chiuso...



HABEMUS GOCCIOLINE DORATE, piccole, ma innumerevoli!
Quindi ho svelato il mistero, per il dispiacere immenso della mia dolce Irene che ama lo strato croccante di meringa: la superficie della torta deve assorbire umidità per far emergere l'olio durante il raffreddamento, quindi la torta va coperta (non a contatto). 


Con questa ricetta partecipo all'MTC di maggio sul cheesecake

 

venerdì 20 maggio 2016

Grigliata di primavera in un cheesecake #mtc57

Amo i cheesecake, sono uno dei miei dolci preferiti, non tanto per la morbida crema di formaggio, ma per il burrosissimo e croccante strato di biscotti alla base.
Ne ho fatte varie versioni, ma ad essere onesta non ho mai fatto la ricetta della newyorker cheesecake, prediligendo quelle più fresche e a crudo, piuttosto che quelle cotte.
Volevo cogliere al volo questa grande occasione che ci hanno dato Annalù e Fabio del blog Assaggi di Viaggio, che con la loro direi scontatissima vittoria nella sfida dei biscotti con un CAPOLAVORO di eleganza, hanno deciso di tornare agli albori e commemorare la loro prima vittoria all’MTC di ben 54 edizioni fa, proponendo il cheesecake in versione dolce e salata e studiare un po' la ricetta originaria, ma in fondo il tempo non è ancora scaduto e ho visto di quelle cose...

L’idea iniziale era di preparare una versione dolce per 1° compleanno della mia piccola trottolina Elisa, ma poi per mancanza di tempo e di idee ho ripiegato su una semplicissima torta allo yogurt (in altra sede affronterò il discorso 7 vasetti).
L’ispirazione per questa versione salata è invece arrivata di prima mattina, all’alba, mentre mi rigiravo nel letto stiracchiandomi.



Una grigliata di primavera con tutto ciò che in queste bellissime giornate di sole non troppo calde si può mettere ad arrostire sulla brace rovente.
E così ho pensato a verdure, salamelle, grana e pane.

Ingredienti
Per la base:
250 g di pane di semola di grano duro
150 g di salamella
40 g di burro
Per le creme di formaggio:
500 g di Philadelphia
250 g di quark (20% di grassi)
50 g di grana grattugiato
½  peperone giallo
½ peperone rosso
2 zucchine
1 melanzana
4 foglie di radicchio lungo
1 spicchio di aglio piccolo
5 foglie di basilico
1 rametto di prezzemolo
2 cucchiai di aceto balsamico
1 cucchiaino di zucchero
Per la cialda:
grana grattugiato
Per guarnire:
3 pomodorini

Grigliare la salamella, matterla in un frullatore con il pane a pezzi e frullare il tutto. Mettere in un padellino con il burro e tostare fino a quando il pane non avrà un bel colore bruno, mescolando di continuo (attenzione a non farlo bruciare, è un attimo). Far raffreddare e mettere il composto alla base di uno stampo a cerniera pressando bene. Mettere in frigorifero per almeno 1 ora.
Grigliare le melanzane, le zucchine e i peperoni e il radicchio.
Preparare le creme dividendo la crema di formaggio in 5 ciotoline 100 g di Philadelphia e 50 g di quark e 10 g di grana grattugiato (io ho fatto più o meno ad occhio).
Frullare melanzane con 2 foglie di basilico, 1 cucchiaino d’olio e un pizzico di sale, aggiungere la purea ai formaggi e mescolare bene.
Frullare le zucchine con il prezzemolo, 1 cucchiaino d’olio, un pizzico di sale e il pepe, aggiungere la purea ai formaggi e mescolare bene.
Togliere la buccia ai peperoni e frullarli separatamente con mezzo spicchio di aglio, 2 foglie di basilico, 1 cucchiaino d’olio e un pizzico di sale, aggiungere la purea ai formaggi e mescolare bene.
Ripassare il radicchio in un pentolino con un cucchiaio d’olio, l’aceto, lo zucchero, un pizzico di sale e il pepe e far asciugare bene. Frullare, aggiungere la purea ai formaggi e mescolare bene.
Assaggiare le varie creme ed aggiustare eventualmente di sale o aggiungere grana grattugiato per aggiustarne la consistenza, se troppo morbide.

Per il montaggio della torta vi dovete armare sac à poche con bocchetta liscia, strisce di acetato e soprattutto  di Santissima pazienza.
Scegliete a vostro piacimento il migliore abbinamento di gusti e colori: io ho scelto di mettere le 2 creme violacee e dai gusti amari e pungenti alle estremità, le creme di peperoni, molto dolci e colorate ai lati per bilanciare e infine la crema più fresca e neutra alle zucchine al centro.
Mettere la crema con la sac à poche stando attenti a coprire bene gli angoli e i bordi, posizionare la striscia di acetato e procedere così per tutti gli strati.
Livellare la superficie con una spatola.
Lasciare la torta in frigorifero per almeno 3 ore prima di servire, possibilmente anche di più.
Poco prima di servire preparare la cialda di parmigiano in una padella antiaderente senza l’aggiunta di condimenti. Scaldare la padella molto bene, mettere il formaggio grattugiato a formare un cerchio del diametro leggermente inferiore a quello della torta e aggiustare il perimetro con l’utilizzo di una spatola. Far cuocere fino a completo scioglimento e spegnere quando comincia a fare le bollicine. Lasciar raffreddare nel padellino in modo che si solidifichi e poi posizionare sulla torta.
Infine far saltare in padella i pomodorini per 3 minuti con un filo d’olio e poi posizionare sulla cialda a decorazione.
Affinché la cialda rimanga croccante va messa a contatto dei formaggi umidi solo prima di servire.


Ho fatto una versione di prova, da portare ad una grigliata con amici, che in realtà speravo fosse anche quella definitiva, ma aihmé c’erano parecchi aggiustamenti da fare: 
- la base: ho pensato che mescolare il pane appena scaldato alla salsiccia bastasse a creare uno strato croccante e compatto, mi son detta che il grasso della carne, con l’aggiunta di un paio di cucchiai di olio, si sarebbe sciolto in cottura, ma poi risolidificato in frigorifero, così non ho aggiunto burro. Così non è stato, la base era molto buona, ma poco croccante e sbriciolosa, quasi spugnosa. Nella versione definitiva ho aggiunto del burro e abbrustolito bene il pane in modo che la mollica fosse ben croccante. 
- le creme di formaggio: ho pensato di farle con formaggi diversi in base alle verdure a cui si abbinavano, ho usato quindi caprino con le zucchine, robiola con il radicchio, quark con i peperoni e Philadelphia con le melanzane, ma alcuni formaggi non mi hanno dato la consistenza sperata, dato che non volevo utilizzare addensanti. Quindi le creme di peperoni erano troppo molli e hanno tenuto poco al taglio.
Nella versione definitiva ho usato solo un mix di Philadelphia e quark, aggiungendo del parmigiano per dare più stabilità.
- la crema al radicchio: troppo amara nella versione di prova, la qualità del radicchio lungo che ho utilizzato era particolarmente forte, nella versione definitiva ho aggiunto un cucchiaino di zucchero in cottura, ma comunque è molto amara, diciamo per appassionati ai gusti forti come me.
- la composizione: nella versione di prova ho usato un classico stampo a cerniera, un foglio di acetato alla base e delle strisce di cartoncino a dividere i vari strati. Diciamo che ho improvvisato parecchio, calcolando male le dosi delle varie creme per la grandezza dello stampo. Gli impasti non sono stati sufficienti ad arrivare al bordo dello stampo e questo non ha permesso di livellare in modo adeguato i vari strati, alcuni sono infatti decisamente più bassi di altri.

Nella versione definitiva, dato che Filippo non è un amante di cose fredde, soprattutto se salati, ho optato per 2 monoporzioni utilizzando anelli da 10 e 8 cm di diametro. Ho posizionato una striscia di acetato sui bordi e un foglio alla base. Le creme le ho messe fino al bordo suddividendo gli strati con delle strisce di acetato e ho ottenuto quello che volevo.

Con questa ricetta partecipo all'MTC di maggio sul cheesecake

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