martedì 19 maggio 2015

Nata con la camicia in nido di spaghetti al pomodoro fresco e asparagi

Raccontare certe cose è sempre faticoso, forse perché per le emozioni grandi difficilmente si riescono a trovare parole adeguate; forse perché certe parole non esistono nemmeno e solo chi ha la fortuna di viverle quelle emozioni può gioire dentro di sé di quei momenti.
Ok, avete capito, parlo proprio della recentissima nascita della piccola Elisa, che è arrivata si con una settimana di ritardo, ma talmente in fretta da far dimenticare quei giorni di attesa e dire solo grazie.

Lunedì 11.05.15
Ore 5: è il compleanno di Carola, visto il soggetto penso sia un ottimo giorno per nascere, lo scrivo alla sua mamma che, manco a stupirsi, conferma.
Ore 6: colazione in balcone con vista su Resegone, Grigna e Grignetta con mio marito, in attesa che il sole sorga.
Ore 8: porto Irene al nido e decido di andare a piedi a Niguarda a fare il monitoraggio. Dopo 3 ore di attesa, la passeggiata del rientro e un pit stop veloce dalla zia per il pranzo, sono finalmente sul divano a riposarmi.
Ore 15.35: mi preparo per recuperare Irene al nido: yogurt, bavaglia, cucchiaio ed esco sul pianerottolo.
Ascensore occupato, il primo dolorino.
Attendo ancora che si liberi l'ascensore, il secondo dolorino.
La conosco quella sensazione, chiamo Filippo a Bergamo e gli chiedo rientrare a casa in anticipo, decide di prendere il treno delle 16.
Chiamo il nido, chiedo di tenere Irene a merenda.
Ore 15.55: chiamo Filippo e gli dico di venire in macchina.
Faccio la doccia, passo l'aspirapolvere, chiamo mia zia chiedendole di andare al nido a prendere Irene al posto mio.
Ore 16.35: arriva Filippo e ci precipitiamo in ospedale.
Ore 16.50: suoniamo al campanello del pronto soccorso ostetrico, lui aspetta fuori, io vengo visitata facendo letteralmente uscire un'altra donna dalla sala visite.
"9 cm di dilatazione!"
"Chiamate mio marito"
"Signora, prima la accompagnamo in sala parto"
"Ok, ma chiamate mio marito"
Ore 17.05: sono in sala parto, arriva Rossana l'ostetrica, arriva di corsa anche Filippo.
Ore 17.20: arriva anche Elisa.
Anche lei non ha fatto in tempo a spogliarsi, è nata con la camicia.



















Ingredienti per 2 persone: 
200 g di linguine
Per condire:
20 pomodorini datterino
500 g di asparagi verdi (solo le punte)
olio evo
sale e pepe
1 spicchio d'aglio
Per le uova in camicia:
2 uova medie freschissime
acqua 

Soffriggere le punte di asparagi mondate e tagliate a metà per il lungo in un abbondante giro d'olio con uno spicchio d'aglio. Cuocere a fuoco vivo per 7/10 minuti, stando attenti a non farli abbrustolire.
Scolare bene gli asparagi dall'olio e tenere da parte. Nella stessa padella mettere i pomodorini tagliati a metà, salare e far cuocere per 10 minuti a fuoco medio.
Cuocere le linguine in abbondante acqua salata, scolarle e metterle nella padella con i pomodorini e gli asparagi, spadellare un minuto con il fuoco acceso amalgamando bene il tutto.

Nel frattempo versare circa 5 cm di acqua in una casseruola e scaldare a fuoco medio fino alla comparsa delle bollicine sul fondo e sui bordi della pentola.
Rompere le uova in ciotoline separate, un uovo per ogni ciotola, eliminando quelli con il tuorlo rotto.
Versare delicatamente le uova, una alla volta, sulla superficie dell'acqua, lasciando che vadano dolcemente a fondo. Lasciare abbondante spazio tra un uovo e l'altro, cuocendone non più di tre o quattro alla volta. Lasciarle cuocere per 3 minuti, usando una spatola di gomma per staccare delicatamente le uova dal fondo della pentola, se fosse necessario. 
Impiattare gli spaghetti formando un piccolo nido.
Con un mestolo forato togliere le uova dall'acqua, una alla volta, scolandole con cura e porle sul nido di spaghetti.
Spolverare con una grattata di pepe nero e decorare con punte di asparagi croccanti.

Per gustare il piatto al meglio, rompere l'uovo in camicia e amalgamando bene la pasta con il tuorlo d'uovo cremoso.



E' passata una settimana dal lieto evento e nonostante il post fosse già nella mia testa mentre attendevo di essere portata in camera (a volte si fanno davvero delle strane associazioni), ho dovuto attendere un po' per mangiare questo favoloso piatto di spaghetti.
Infatti mia mamma ha deciso, mentre ero ricoverata, di rompersi il femore e di venire a Niguarda con tanto di ambulanza, giusto per starmi un po' vicina, dato che non ci vedevamo da un paio di giorni.
Per la serie "un po' di tranquillità mai"?
Ci pensate voi a fare la spola casa/ospedale con una neonata di nemmeno una settimana, che in ospedale non ci può nemmeno entrare?
Ecco, mentre ci pensate, ascoltate il mio baby blues, e non rimpiangerete affatto B.B. King.

Con questa semplice ricetta partecipo con molto orgoglio all'MTC di maggio sulla pasta al pomodoro proposta da Paola del blog Fairies' Kitchen
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