giovedì 23 ottobre 2014

Lasagne o pizzoccheri?

Un paio di settimane fa ho iniziato a fare una dieta, una di quelle fighissime, dove un dietologo ti fa l'esame del Dna e poi ti dice quali cibi metabolizzi meglio e quali proprio non devi mangiare, perché ti fanno ingrassare solo a guardarli.
Una dieta fighissima dove non si pesa nulla, l'unica cosa importante è rispettare l'associazione dei cibi che ti è stata prescritta, eliminando tendenzialmente tutti i cibi "rossi", prediligendo i cibi "verdi" (che si possono mangiare a volontà) e quelli "gialli" (da mangiare con più moderazione).
Ci sono addirittura degli extra settimanali: i miei ammontano a 5 biscotti (non è specificato quali, quindi di solito mangio i più zozzi che ci sono) e 100 g di cioccolato (anche qui non ci vado mica per il sottile, eh!).

La mia dieta di oggi prevede pasta fresca condita e quale migliore occasione per preparare le lasagne per la 42° sfida dell'mtc?

La domanda era come le faccio e cosa ci metto dentro? Eh si, perchè l'uovo è un alimento "rosso" e quindi tendenzialmente non posso mangiarlo, "rossi" anche tutti i formaggi, ma paradossalmente la magrissima ricotta mi fa molto più male del Casera e del parmigiano e "rossi" anche tutta la famiglia dei cavoli, solo la verza si salva grazie a qualche punticino, che la fa diventare "gialla".
La scelta a questo punto mi è sembrata quasi obbligata, l'uovo avrei comunque potuto utilizzarlo ma ho chiesto il permesso di ometterlo al giudice supremo, la quale me l'ha accordato e quindi ho optato per questo condimento tutto valtellinese, che amo da morire, ma che mi congedo di rado. Ma oggi nella dieta era permesso, sarei stata pazza a non approfittarne.

Lo so che molte di voi si saranno fermate alle prime righe, vogliose di provare questa dieta strepitosa che vieta l'utilizzo della bilancia; se volete saperne di più scrivetemi in privato, vi darò tutti i contatti del caso.



Ingredienti per 3 persone:
Per la pasta:
200 g di farina di grano saraceno
50 g di farina 0
130 g di acqua
Per il condimento:
400 g di verza
250 g di patate
30 g di parmigiano grattugiato
50 g di burro
3 foglie di salvia
1 spicchio d'aglio
pepe q. b.
Per la fondue:
200 g di formaggio Casera Dop
100 g di parmigiano grattugiato
50 g di latte intero
noce moscata q.b.
sale

Mescolare le due farine, impastare con l'acqua e lavorare per circa 5 minuti. Con il mattarello tirare la sfoglia fino ad uno spessore di 3 millimetri. 

Vi rimando nuovamente alle istruzioni di Sabrina, che descrivono al meglio l'ondeggiamento da ballerine di danza del ventre che bisogna fare per stendere la pasta in modo impeccabile: "Impugnare il matterello tenendo le mani vicine e facendo pressione con il pollice e il palmo appena sotto. Partire dal cento e ruotare spesso la sfoglia. Man mano che cresce la ruoto arrotolandola sul matterello. I fianchi devo ondeggiare. Per farla tonda, far scorrere le mani su e giù per il matterello."
Una volta stesa, tagliare la sfoglia in rettangoli e farla asciugare per una decina di minuti.

Intanto che la pasta asciuga, mondare le verze eliminando le foglie esterne più dure e tagliarle a piccoli pezzi, sbucciare le patate e tagliarle a tocchetti. Cuocere le verdure in abbondante acqua salata per almeno 15 minuti e scolarle con una schiumarola a fine cottura.
Nell'acqua di cottura delle verze bollire le singole sfoglie di pasta per un paio di minuti, scolarle e metterle ad asciugare su un canovaccio pulito.
Preparare la fondue di formaggi facendo bollire il latte in un tegame, aggiungendo in seguito il formaggio Casera Dop tagliato a piccoli tocchetti, mescolare energicamente con una frusta e una volta sciolto completamente togliere dal fuoco ed aggiungere anche il parmigiano, mescolando fino a quando non sarà completamente amalgamato. Aggiustare di sale e aggiungere una grattata abbondante di noce moscata.

Assemblare le lasagne mettendo della fonduta sul fondo di una pirofila, coprire con le sfoglie di pasta, fare poi uno strato di verza e patate e coprire con altra fonduta di formaggi.
Continuare così fino a quando non saranno terminati gli ingredienti. 
Terminare l'ultimo strato con della fonduta di formaggi, il burro fuso sciolto con tre foglie di salvia e uno spicchio di aglio in camicia e un'abbondante spolverata di parmigiano grattugiato e di pepe.
Infornare per 10 minuti a 180 °.

Mio marito mi ha detto: "ti autorizzo a scrivere sul blog che mi è piaciuta!"
E io ovviamente non perdo occasione :-P
Poi se considerate che anche Irene ne ha mangiata una fetta considerevole, capirete che la soddisfazione è totale.


gli sfidanti
Con questa ricetta partecipo alla 42° sfida dell'MTC indetta da Sabrina del blog Les madleine de Proust

lunedì 13 ottobre 2014

Lasagne con vellutata di fagioli cannellini e cozze e gli angeli del fango

Ieri mi sono commossa come non mi succedeva da tempo.
Quello che è successo a Genova penso abbia colpito chiunque, soprattutto perché non è la prima volta, perché chi ha subito l'alluvione di 3 anni fa e con fatica si è rialzato, adesso è stato costretto a rivivere lo stesso dramma.
Parliamoci chiaro, chiunque di noi sta vivendo o ha vissuto situazioni difficili nella sua vita, di quelle dove bisogna tirare la cinghia perché arrivare alla fine del mese è difficile e questa crisi sembra non passare mai e chi potrebbe fare qualcosa, questi sedicenti politici che ci ritroviamo, tra i primi, fa sempre e solo qualcosa per sé stesso.
E poi mi ritrovo a pensare: ok, io non mi posso lamentare, ho perso il lavoro, però ho una casa e mia figlia e mio marito stanno bene e alla fine del mese ci riusciamo ancora ad arrivare e penso a chi invece ha perso anche queste poche certezze, che dovrà ricomprarsi i mobili, che ha perso tutte le sue cose, i ricordi, magari addirittura la casa.
E poi vedi chi ci governa e quello che fanno per risolvere le situazioni e la rabbia sale e la speranza per il futuro, soprattutto quello di mia figlia, se ne va.
Ma poi ho visto alcune foto di Sabrina De Polo nel suo album Gli angeli del fango e ho intravisto una speranza per il futuro di Irene. 
Nel nostro paese ci sono ancora ragazzi giovanissimi che armati di pale o a mani nude, stanno aiutando a liberare strade, negozi e abitazioni dal fango portato dall'esondazione dei fiumi. 
La città di Genova è in ginocchio e loro, in ginocchio, stanno aiutando la città a rialzarsi. 
Sono commossa, per tutta questa fatica donata a chi ne ha bisogno e per questi sorrisi che rendono la fatica più bella e sopportabile.
Spero che Irene, da grande, avrà un cuore così: generoso, volenteroso e umano.

















Ingredienti per 4 persone:
Per la pasta:
200 g di farina 0 di grano tenero
100 g di semola di grano duro 
3 uova
Per la vellutata:
300 g di fagioli cannellini secchi
1 carota
2 cipollotti freschi
4/5 foglie di salvia
1 spicchio d'aglio
olio evo 
sale
Per le cozze:
1 kg di cozze
1 spicchio d'aglio
prezzemolo q.b.
olio evo
Per guarnire:
100 g di formaggio grattugiato
pepe q.b.

La sera prima mettere i fagioli in una ciotola e coprirli con abbondante acqua e lasciarli riposare tutta la notte.
La mattina scolare i fagioli e metterli in una casseruola con una carota,  due gambi di cipollotto fresco, uno spicchio d'aglio e qualche foglia di salvia. Coprire con abbondante acqua e portare a bollore. Salare e cuocere per almeno un'ora e mezza a fuoco basso.

Mettere sul tagliere le farine a fontana con al centro le uova. 
Lavorare molto bene ed energicamente l'impasto fino a quando non diventa liscio, aggiungendo, se necessario, della farina.
Farlo riposare coperto con una ciotola per una mezz'ora.
Riprendere l'impasto e stenderlo sottile con il matterello, ruotando spesso.




E poi, come insegna Sabrina: "Impugnare il matterello tenendo le mani vicine e facendo pressione con il pollice e il palmo appena sotto. Partire dal cento e ruotare spesso la sfoglia. Man mano che cresce la ruoto arrotolandola sul matterello. I fianchi devo ondeggiare. Per farla tonda, far scorrere le mani su e giù per il matterello."
Una volta stesa, lasciare la sfoglia ad asciugare.

Pulire bene le cozze da tutte le impurità che ricoprono il guscio con una paglietta in ferro e, molto importante, anche il bisso, quella barbetta che se finisce sotto i denti è davvero disgustosa.
Metterle in una padella capiente e farle aprire a fuoco vivo.
Una volta aperte, togliere i frutti dai gusci e filtrare il succo con un colino a maglie molto fini. Rimettere l'acqua di cottura filtrata nella padella e far insaporire per 3 minuti con uno spicchio di aglio tritato finemente e un po' di prezzemolo.

Mettere il succo nel bicchiere del minipimer insieme ai cannellini, aggiungere 3 cucchiai di olio evo e frullare fino ad ottenere una vellutata abbastanza liquida e molto liscia.

Tagliare la pasta in rettangoli e sbollentarla 3 minuti in acqua salata, scolarla e metterla ad asciugare su uno strofinaccio.

Comporre la lasagna mettendo un abbondante strato di vellutata sul fondo della pirofila, disporre uno strato di pasta, uno di vellutata di cannellini e le cozze a pezzetti, spolverare di formaggio grattuggiato e continuare così fino a riempire lo stampo.
L'ultimo strato farlo solo con la vellutata e il formaggio grattuggiato e spolverare a piacere con pepe nero macinato fresco.
Infornare a 180° per 15 minuti.

gli sfidanti
Con questa ricetta partecipo alla 42° sfida dell'MTC indetta da Sabrina del blog Les madleine de Proust
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