martedì 23 settembre 2014

Bombette di riso al cocco farcite e son 40!

Oggi uno dei miei più cari amici festeggia 40 anni!
Mi sembra ieri quando ascoltavamo le canzoni suonate dal jukebox sdraiati sul pouf in camera tua, io avevo 13 anni. Adesso non facciamo per forza i calcoli, ma diciamo che di anni ne sono passati parecchi.
E poi la festa dei tuoi 18 anni, se penso che mia mamma mi ha fatto fare tutta quella strada da sola per dormire fuori casa, ancora non ci credo, avevo solo 14 anni.
E poi piano piano siamo cresciuti, ricordo ancora le pause pranzo passate a chiacchierare, gli aperitivi in cui ti svelavo i miei segreti.
Poi è arrivata lei, ti sei sposato e poi sono arrivati loro; poi è arrivato lui e poi è arrivata anche lei e poi mi son sposata e tu eri lì seduto accanto a me.
Oggi compi 40 anni e per più della metà di questa strada i nostri sentieri si sono incrociati di tanto in tanto e io ne sono proprio felice. 
Sono felice che fai parte della mia vita.


















Ingredienti per 100 bombette:
Per il riso (cottura al latte):
100 g di riso Arborio
400 ml di latte di cocco per dolci
Per il caramello salato:
75 g di zucchero di canna
50 g di latte
25 g di burro
sale q.b.
Per la copertura:
150 g di cioccolato fondente
farina di cocco q.b.

Scottare il riso in acqua bollente per un minuto, scolarlo e poi sciacquarlo sotto l'acqua fredda.
Metterlo in una pentola e coprirlo con il latte di cocco bollente. Coprire e cuocere per 30 minuti a fiamma moderata o a 160 ° in forno. 

Nel frattempo mettere lo zucchero di canna in una pentola a fondo spesso e farlo sciogliere a fuoco basso senza mescolare fino a quando non diventa ambrato.
In un altro pentolino far bollire il latte ed aggiungerlo allo zucchero (attenti agli schizzi) e continuare a mescolare fino a quando non saranno perfettamente amalgamati.
A questo punto togliere dal fuoco, aggiungere il burro e una presa di sale e amalgamare.
Mettere in una ciotola e far raffreddare.

Con il riso ormai tiepido formare delle palline grandi come nocciole e disporle su un foglio di carta forno, schiacciandole leggermente sul fondo.
Riempire una siringa con il caramello e farcire ogni singola pallina di riso.
Tuffarle nel cioccolato fondente fuso e metterle poi su una gratella a raffreddare e cospargere con farina di cocco.

Mettere in frigorifero per almeno 3 ore prima di servire.

gli sfidantiCon questa ricetta partecipo alla 41° sfida dell'MTC indetta da Acquaviva sulle tecniche di cottura del riso 


lunedì 22 settembre 2014

Crostata di pesche, amaretti e cioccolato fondente di Tata Nora

Finalmente l'inserimento al nido di Irene è finito e oggi ho finalmente tempo di sedermi e cazzeggiare per più di 5 minuti.
Questa torta l'ho ormai dimenticata, è stata il dessert della cena con Mirella e Simone, ma non avevo avuto ancora il tempo di scrivere qualcosa per pubblicarla.
Che dire, copiata dal blog della mia Tata Nora, una bontà unica. Non ho ancora trovato nulla che vada a braccetto come le pesche e gli amaretti, poi se ci aggiungi il cioccolato la goduria è davvero assicurata.
La torta è di una semplicità unica, non serve nemmeno mescolare gli ingredienti, che si cuociono da sé e la frolla potete usare anche la vostra, super collaudata.
Non resta altro che farla e mangiarla in un sol boccone, io ne ho salvata una fettina per la foto, i miei ospiti l'hanno voluta portar via per la colazione. Felice io.

Adesso però mi metto a cercare un lavoro, se non va a finire che mi metto a scrivere sul blog con la frequenza di un tempo e poi sono dolori per tutti :-P


Ingredienti:
Per la pasta:
300 g di farina 00
125 g di burro
125 g di zucchero semolato
1 uovo
1 pizzico di sale
buccia di limone
Per il ripieno:

2 pesche bianche grandi
80 g amaretti 
80 g cioccolato fondente

Mettere farina, zucchero, sale in una ciotola, aggiungere il burro tagliato a pezzetti l'uovo e impastare, fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo.
Stendere due terzi dell'impasto tra due fogli di carta forno.
Rivestire la tortiera precedentemente imburrata ed infarinata e far riposare in frigorifero per almeno 45 minuti.
Stendere tra due fogli di carta forno la rimanente pasta in un disco del diametro della tortiera e mettere il disco in frigorifero a riposo per 45 minuti.
Lavare e tagliare ogni pesca in spicchi, sbriciolare gli amaretti e tagliare il cioccolato grossolanamente.
Togliere la tortiera dal frigorifero e bucherellare la pasta con i rebbi di una forchetta e disporre gli spicchi di pesca. Completare con gli amaretti sbriciolati ed il cioccolato.
Chiudere la torta con il disco di pasta stesa, sigillare bene e bucherellare la superficie.

Infornare la torta nella griglia posta 1 tacca sotto la metà (deve essere più vicina al fondo del forno). Cuocere in forno statico a 180° per 60 minuti.

lunedì 8 settembre 2014

Gnocchetti di zucca e patate su crema di cipolla rossa, guanciale e salvia fritta

"Siamo la banda del rapparecchio, rapparecchio, rapparecchio..."
Era la canzoncina che cantavamo io e Mirella alle superiori, all'alba dei vent'anni!!!
Eh si, perché mica erano tante le donne fortunate da sfoggiare ancora tutta quella ferraglia tra i denti, ma noi si e ne andavamo molto fiere, la cosa ci univa parecchio, anzi "rapparechio".
Vabbé la pianto di dire cazzate, che è meglio.
Comunque, la scorsa settimana la Mire e Mone (il suo simpaticissimo maritino) sono venuti a cena a casa nostra ed erano anni che non la vedevo, che non li vedevo, decisamente tanti anni, ma il bello delle amicizie nate sui banchi di scuola, quelle importanti, è che ti accompagnano per tutta la vita, anche se gli incontri sono sporadici, diciamo... ogni 6/7 anni.
Per lei, dopo mesi di apatia bloggeriana, mi sono messa ai fornelli e il piatto è stato decisamente apprezzato.
Bé, se volete tornare la porta è sempre aperta, tanto ormai la strada a conoscete!


















Ingredienti per 4 persone:
Per gli gnocchi:
250 g di patate
250 g di zucca napoletana
200 g di farina 00
2 uova
sale
Per la crema di cipolle:
2 cipolle rosse
1 rametto di rosmarino
acqua q.b. 
olio evo
sale e pepe
Per il condimento:
100 g di guanciale a dadini
8 foglie di salvia
farina 00 q.b.
olio per friggere

Sbucciare la patata e la zucca e farle bollire in abbondante acqua salata per 30 minuti. Farle raffreddare e ridurle in purea. Aggiungere la farina, le uova e impastare il tutto fino ad ottenere un composto morbido e omogeneo.
Infarinare il piano di lavoro e lavorare di volta in volta un po' di impasto formando prima tanti filoni dello spessore di 2-3 centimetri e tagliare poi gli gnocchi riponendoli su una superficie o un vassoio infarinato ad asciugare. 

Sbucciare le cipolle, tagliarle a spicchi e metterle in una casseruola con un pizzico di sale grosso e un rametto di rosmarino.
Cuocere con il coperchio per venti minuti, fino a quando non saranno diventate morbidissime, eliminare il rametto di rosmarino e poi frullare il tutto con l'aggiunta di 2 cucchiai di olio evo.

Soffriggere il guanciale molto lentamente in un padellino, senza l'aggiunta di altri grassi.

Infarinare le foglie di salvia e friggerle in un dito di olio di semi, fino a quando non saranno diventate belle croccanti.

Disporre la crema di cipolle sul fondo del piatto.
Cuocere gli gnocchi in abbondante acqua salata, scolarli e metterli sopra la crema.
Completare il piatto aggiungendo i dadi di guanciale, condire infine con un giro di olio evo, una grattata di pepe nero e due foglie di salvia fritta.

mercoledì 3 settembre 2014

Guacamole e un cucù "conciliante"

Ieri è definitivamente finita la mia avventura in Altea.
In mattinata, per l'occasione, sono persino andata dal parrucchiere (no, dai, mica sono andata per quello!) e finalmente sono riuscita a fare il taglio che volevo da mesi. 
Sono tornata a casa, ho preparato il pranzo, ho fatto una doccia e dopo aver vestito la piccola ho guidato attraverso una città semi deserta, per raggiungere i colleghi "compagni di pranzo".
Ho bevuto un caffè veloce, al banco, (ma vista la sudorazione aggressive del momento, forse era meglio una camomilla) e tutti insieme ci siamo incamminati poi verso l'azienda.
Penso che Irene abbia visto troppa gente tutta insieme e da bimba adorabile qual è sempre stata, si è trasformata in "prova a toccarmi e mi incazzo di brutto" e non c'è stato verso di farle fare qualche incontro ravvicinato.
Poi mi hanno chiamato per sbrigare l'ultimo atto di questa saga snervante e non mi sono fatta remore a lasciare la piccola in compagnia di mamme, nonne, sorelle, tutto un book di possibili baby sitter che, in condizioni "normali", non avrebbero avuto difficoltà ad intrattenerla per una decina di minuti. Ovviamente ho sottovalutato il fiuto di mia figlia riguardo all'ostilità di quelle mura verso la sua adorabile mammina, tant'è che passati 3 minuti dall'inizio della lettura del verbale, ho sentito il suo pianto disperato.
Ho cercato di ignorare le strilla, ma lei non piange mai e se piange è perché il disagio è grande, quindi ho chiesto scusa e sono uscita dalla stanza.
Ovviamente ha smesso subito di piangere appena si è trovata tra le mie braccia, ma non mi è restata altra soluzione che portarla con me.
E' stata tranquilla per una decina di minuti, poi appena entrato il titolare (il perché fosse entrato nella stanza con oltre 10 minuti di ritardo non ve lo dico, sarebbe come sparare sulla Croce Rossa), ha deciso che era il momento di scalpitare per fare tutt'altro che stare buona in braccio a me a giocare con gli evidenziatori. 
Si è alzata, ha cominciato a frugare nella borsa, mia e della conciliatrice, ha preso il mio telefono, è andata in fondo alla stanza è si è sdraiata per terra di fianco alla sedia del titolare e io che in teoria dovevo stare attenta a quello che veniva letto...

Poi all'improvviso spunta da dietro la sua sedia, sorride e fa CUCU'.

Che io l'ami è inutile dirlo, vero?



Ingredienti: 
2 avocado
1/2 cipolla rossa
succo di 2 lime
sale e pepe
3/4 pomodorini datterini 

Sbucciare  gli avocado ben maturi e privarli del nocciolo, tagliarli in pezzi e metterli del mixer con mezza cipolla, il succo di lime, un pizzico di sale e una generosa grattata di pepe nero.
Frullare il tutto e aggiungere i pomodorini precedentemente tagliati in piccoli dadini.
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