sabato 28 giugno 2014

Piado-fondo con hummus di ceci e mazzancolle pancettate... e la virtù dei forti

Mercoledì sono arrivata in ufficio e mentre attraversavo il cortile sono iniziate le prime gocce.
I miei colleghi del magazzino, vedendomi senza ombrello, mi hanno fatto subito entrare dove di solito non è permesso e così mi sono messa tranquillamente a lavorare alla mia scrivania, con i piedi belli asciutti e la consapevolezza di averla scampata per un pelo.
Passati 10 minuti io e un altro mio collega ci siamo alzati e ci siamo avvicinati alle finestre visto che il rumore della pioggia battente si stava facendo minaccioso.
E poi è iniziato tutto, l'acqua ha cominciato ad entrare dalle finestre chiuse, poi dalla porta chiusa, come se avessero aperto un rubinetto all'interno delle pareti.
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Poi hanno cominciato a cadere i primi pannelli di cartongesso dal soffitto, quelli rasenti al perimetro esterno, quelli proprio sopra alla mia scrivania e a quella di un altro collega "esuberante", come se il fatto di essere stati messi alla porta non fosse già abbastanza e avessimo bisogno di un ulteriore messaggio.
L'acqua non si è fermata, la prima fila di pannelli zuppi è franata sul pavimento, sulle scrivanie, per fortuna i pc più vicini erano stati spostati e tutti gli apparecchi staccati dalle prese.
Armati di scope abbiamo cominciato a spingere l'acqua e tutti i detriti di cartongesso fuori dalla porta, mentre la cascata continuava a cadere dall'alto.
In magazzino l'acqua usciva dai tombini, l'odore di fogna insopportabile.
Abbiamo fatto un giro di perlustrazione e poi siamo arrivati all'ingresso dell'archivio che si presentava così.  
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Abbiamo chiamato i pompieri, ma mi sa che anche qui intorno la situazione non era meglio e quindi non è venuto nessuno.
A metà mattinata abbiamo rispristinato le connessioni e ci siamo seduti tutti a lavorare. 


Io ve l'avevo detto che mi mettevo sulla riva del fiume ad aspettare... e la bella notizia è che sono ancora lì...

Tremate gente, tremate!!!

Giusto per informazione, domani danno temporali nel pomeriggio


Magari qualcuno si sta chiedendo se ho nostalgia del blog, dato che sono ormai anni luce che non pubblico una ricetta, ma la risposta è no.
Il mio cammino è attraversato da qualche coccio da raccogliere, la vita quotidiana che difficilmente permette di rilassarsi e non far niente e qualche progetto per il futuro...
E poi sono lì sulla riva ad aspettare, ci vuole tempo e impegno!

Il mese di luglio che sta per cominciare per me è il mese del #tuttoinsiemeèmeglioeanoicipiacecosì, quindi mi limito a presentarvi la mia piadina per la sfida n°40 dell'MTC, indetta da Tiziana del blog L'ombelico di Venere e vi saluto :-)








Piadine 
(ricetta dal blog di Tiziana)
Ingredienti per 6 piadine:
500 g di farina di grano duro
125 g di acqua
125 g di latte parzialmente scremato fresco
100 g di strutto
15 g di lievito per torte salate
10 g di sale fine
1 pizzico di bicarbonato di sodio

Fate scaldare al microonde il latte e l'acqua per pochi secondi in modo che siano tiepidi. Lasciate ammorbidire lo strutto mezz'ora circa fuori dal frigorifero. Su di un tagliere disponete la farina e fate un buco al centro con la mano. All'interno mettete lo strutto a pezzetti con il lievito, il bicarbonato e il sale, schiacciatelo con la forchetta per ammorbidirlo, aggiungete l'acqua e il latte. La consistenza inizialmente potrebbe essere un pochino appiccicosa e la pasta si attaccherà al tagliere ma impastando per una decina di minuti, cambierà staccandosi e diventando molto morbida e liscia. Se il liquido è troppo poco si sfalda e risulta un po' dura. Mettete l'impasto in una ciotola e coprite con la pellicola per alimenti. Lasciate riposare 48 ore al fresco, massimo 20°C, se fosse più caldo potete lasciare riposare la pasta in frigorifero e metterla a temperatura ambiente 2 ore prima dell'uso. La pasta ottenuta sarà circa 850 grammi, dividetela in 6 pezzi da 140 grammi circa e formate delle palline, lasciatele riposare almeno mezz'ora. Infarinate appena il tagliere e disponetevi una pallina d'impasto, schiacciatela con la punta delle dita, stendete la piadina con il mattarello girandola spesso in modo che rimanga rotonda. Avrà un diametro di circa 20 centimetri e uno spessore di 0,5 centimetri. Scaldate il testo o l'apposita teglia di terracotta, su un fornello a doppia fiamma, con sotto uno spargifiamma. Se non avete nessuna di queste teglie utilizzate una padella antiaderente piuttosto larga. La temperatura non dovrà essere troppo alta altrimenti la piadina si brucia fuori e rimane cruda all'interno, ma nemmeno troppo bassa. Potete fare una prova con un piccolo pezzetto di pasta per regolare la giusta temperatura. Cuocete pochi minuti per lato, controllate sempre alzando la piadina con una paletta. Disponete le piadine una sull'altra in modo che rimangano calde mentre le cuocete.
L'impasto può essere preparato con l'impastatrice, viene benissimo, basterà mettere tutti gli ingredienti assieme  e lavorarli con il gancio impastatore per 7/8 minuti fin quando il composto risulterà omogeneo.

Hummus classico 
(ricetta dal blog di Michela)
Ingredienti per 4 persone:
250 g di ceci lessati
2 spicchi di aglio schiacciati
2 cucchiai di Tahina*
succo di 1 limone
sale q.b.
paprica
prezzemolo
olio evo

Frullare i ceci ben lessati, la tahina, il succo di limone, gli spicchi d’aglio schiacciati e il sale e la paprica fino ad ottenere un composto omogeneo abbastanza denso. Se risultasse troppo denso, aggiungere qualche cucchiaino d’acqua.  

*Tahina: tostare in un padellino 50 g di semi di sesamo, farli intiepidire e poi frullarli con 25 ml di olio di arachidi e 1 pizzico di sale


Mazzancolle con pancetta e zenzero
Ingredienti per 4 persone:
12 mazzancolle fresche
12 fette di pancetta
1 radice di zenzero fresca
succo di 1 lime

Lavare e sgusciare le mazzancolle stando attenti a non togliere la coda, inciderli sulla schiena con un coltellino e rimuovere il filetto intestinale. Avvolgere ogni coda di mazzancolla in una fetta di pancetta, farle  rosolare in una padella con un giro di olio evo aromatizzato con un rametto di rosmarino, fino a che la pancetta non risulterà croccante. 
Bagnare con il succo di un lime e terminare la cottura per altri 2 minuti. Disporre su un piatto e spolverare con abbondante zenzero appena grattugiato.

Versare l’hummus in abbondanza nel piado-fondo ben caldo, adagiare le mazzancolle pancettate sulla superficie e decorare con il prezzemolo tritato, un pizzico di paprica e un filo di olio d’oliva extra vergine.

gli sfidantiCon questa ricetta partecipo alla 40° sfida dell'MTC

giovedì 12 giugno 2014

Per la serie: "non ci si annoia mai"

Sono sparita per un po', questo mese nemmeno la gara sul babà dell'MTC mi ha fatto tornare la voglia di cucinare. A dirla tutta Irene è l'unica fortunata della famiglia, l'unica a cui preparo qualcosa da mangiare, gli altri (nello specifico mio marito) devono accontentarsi di quello che c'è.
Io ve l'avevo detto qui che c'era da attendersi altro, che probabilmente mi avrebbero spostato di nuovo, in effetti lo hanno fatto, ma non all'ufficio amministrativo, no, stavolta mi hanno spostato fuori dalla porta e tra poco più di 2 mesi sarò DISOCCUPATA.
Si parla di crisi, in tante aziende, anche in quelle dove il lavoro è tanto (a questo punto più dovuto ad una cattivissima gestione che ad un effettivo fatturato) e le posizioni non eccedono e il lavoro che fanno i fantomatici ESUBERI se lo devono accollare colleghi già troppo oberati di loro.
Io, impiegata a tempo pieno per ben 8 ore della mia giornata lavorativa, sono uno dei tanti ESUBERI di questa crisi e quindi verrò lasciata a casa.
Se poi in effetti si pensa che dei 5 esuberi dichiarati nell'azienda in cui lavoro (ALTEA S.r.l.), ci siano 3 neo mamme, di cui 2 ancora in maternità, la cosa è alquanto strana e poco apprezzabile.

Non sono una persona che si scoraggia, ho talmente tanta stima in me stessa e nelle mie capacità che non penso avrò difficoltà a trovare un nuovo lavoro.
Di solito si dice che si chiude una porta e si apre un portone, sono assolutamente d'accordo!
Penso sia tutta una questione di opportunità, MIGLIORI, per quel che mi riguarda.

Quindi continuerò a fare il mio lavoro con estrema professionalità fino alla fine, ma nel frattempo ho l'opportunità di togliermi qualche sassolino dalle scarpe. E chiamale soddisfazioni.

Tornerò presto, abbiate fede e pazienza...

Per ora sono sulla riva del fiume... e aspetto!!! :-P

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