domenica 27 aprile 2014

Fegato, cuore e polmoni di capretto con le cipolle

Sono stata qualche giorno in giro e quasi quasi mi dimentico di pubblicare la seconda ricetta per questo MTC, ma corro subito ai ripari.

Non avevo intenzione di farla, ma il capretto che avevo preso era tanto e la mattina di Pasqua ho incontrato mio cugino Sandro, che mi ha implorato di tenergli da parte del fegato da fare con le cipolle perché a lui piace da morire, ma sua moglie non lo cucina mai. E così mentre preparavo il fritto per il pranzo, ho affettato una cipolla e ho preparato la schiscetta richiesta.
Che dire, con le cipolle, tante cipolle, non si sbaglia mai.


Ingredienti per 3 persone:
cuore, fegato, polmoni di capretto
1 cipolla
1/2 bicchiere di vino bianco
farina q.b.
olio evo 
sale e pepe

Sbucciare una cipolla e affettarla finemente. 
Lavare accuratamente la carne, asciugarla con carta assorbente e tagliarla in piccoli boccocini di circa 2 cm.
Infarinarla e scrollare bene la farina.
Soffriggere i bocconcini in un giro d'olio evo, aggiungere le cipolle e sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco secco; una volta evaporato tutto il vino aggiungere un bicchiere di acqua e continuare la cottura fino a quando la salsa non si sarà addensata.
Aggiustare di sale e pepe e servire con del buon pane per fare la scarpetta.


gli sfidantiCon questa 2° ricetta partecipo all'MTC di aprile


venerdì 25 aprile 2014

Fritto misto di capretto, carciofi e patate

Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi!
Deve essere stato recepito al volo dai membri della mia famiglia, zia Vittoria compresa, che di solito, non solo ci ospitava a casa sua, ma che cucinava tutte le cose deliziose che addobbavano la nostra tavola delle feste.
Quest'anno siamo sopravvissute solo io, mia mamma e la piccola Irene, un trio che ve lo raccomando, gli altri hanno optato per il "Pasqua con chi vuoi", mio marito incluso, che ha deciso di pranzare con i suoi e di raggiungerci nel pomeriggio (detta così fa brutto: diciamo che impegni lavorativi lo portavano nella bergamasca e tornare a Milano per ora di pranzo sarebbe stato un po' scomodo).
Alla fine è arrivato praticamente per ora di cena, ma io in versione “dama bianca” ho passato il pomeriggio nel cortile di mia cugina Marina a giocare a pallavolo con cugini di ogni età, mentre Irene volava felice sulla sua altalena e salutava i treni.

Ma torniamo per un attimo al quinto quarto, oggetto della 38° sfida dell’MTC lanciata da Cristina, del blog Beuf à la mode.
Quando ero bambina mangiavo di tutto, interiora incluse.
Poi, crescendo, ho affinato o meglio dire "infighettato" i gusti e cominciato a non apprezzare più alcune consistenze. E così ho smesso di mangiare la cervella, la trippa e il fegato, ma non toccatemi il midollo, perché venderei mia madre!!!
Negli ultimi viaggi ho apprezzato però in modo particolare il lampredotto di Nerbone a Firenze e il pane ca' meusa dell'Antica Focacceria di San Francesco a Palermo, quindi ho riaperto i giochi e per l'intimo pranzo di Pasqua ho messo da parte la mia avversione per i fritti e ho optato per un fritto misto di cuore, fegato e polmoni di capretto da latte, carciofi e patatine.

Anche Irene ha provato un mix di tutto nella sua pappa, ovviamente senza frittura e anche se non mi è sembrata particolarmente entusiasta, ha mangiato tutto, senza scuotere freneticamente la sua testolina bionda a destra e sinistra.












   


Ingredienti per 3 persone:
cuore, fegato, polmoni di capretto
2 patate
2 carciofi (io mammole)
Per la panatura:
2 uova
farina q.b.
pangrattato q.b.
Per friggere:
500 ml di olio di semi
1 limone


Pulire i carciofi, privandoli delle foglie più esterne, tagliarli a metà  ed eliminare la barbetta interna, infine tagliarli a fette di circa mezzo cm.
Sbucciare le patate, lavarle sotto l'acqua corrente e tagliarle a bastoncini.
Lavare accuratamente la carne, asciugarla con carta assorbente e tagliarla in piccoli boccocini di circa 2 cm.
Infarinarla, scrollare bene la farina, passarla nell'uovo e infine nel pangrattato; seguire lo stesso procedimento per i carciofi.
Scaldare l'olio in un tegame a bordi alti, arrivato a temperatura, immergere prima le patatine, poi cuocere i carciofi ed infine la carne.
Scolare il tutto su carta assorbente, in modo che la frittura rimanga ben asciutta, salare e irrorare con succo di limone.

Il cuore continua a piacermi da matti, è dolce, e non trovo ci siano particolari differenze con una bistecca. I polmoni hanno un gusto abbastanza neutro, ma sono molto spugnosi, invece il fegato mi piace e non mi piace, un po' come i cavolini di Bruxelles, non lo riesco a capire. Ma continuo a provarlo, sia mai che mi si schiariscano le idee.


gli sfidanti
Con questa ricetta partecipo all'MTC di aprile



sabato 19 aprile 2014

Strudel di pere e cioccolato e Arlecchino, servitore di due padroni

E' passato poco più di un mese da quando mi hanno cambiato di ufficio, come vi avevo raccontato qui, all'inizio non ero molto entusiasta del cambiamento, tutto perché non era una scelta ma bensì un'imposizione.
Nel corso del mese però mi sono abituata e, devo dire la verità, mi è anche piaciuto molto; finalmente avevo trovato quel compromesso che mi permetteva svolgere un misto di lavoro manuale, operativo e di comunicazione.
Ovviamente la soddisfazione non poteva durare troppo.
Venerdì pomeriggio sono stata chiamata nell'ufficio del titolare, che mi ha detto: "bene dopo questo mese di training puoi ritornare all'ufficio commerciale, continuerai a fare tutto quello che hai imparato in questo periodo di affiancamento, inoltre seguirai la parte di commerciale dell'Italia e sarai di supporto alle tue colleghe per altri lavori". 
Ho detto "ok", poi mi sono girata e chinata a 90 gradi sono tornata al mio posto.
Ad essere onesta il siluro me lo aspettavo, ma non pensavo che fosse così grosso e che arrivasse così in fretta; perlomeno di buono c'è che questa volta me lo hanno comunicato.
Adesso farò nell'ufficio commerciale metà del lavoro dell'ufficio acquisti e sono sicura che nessuno vorrà prendersi la responsabilità che questo comporta, nessuno vorrà decidere per il lavoro di competenza di un ufficio diverso e io sono la parodia di Arlecchino, servitore di due padroni.
Ma non temete, magari il mese prossimo sarò qua a raccontarvi che sono passata all'ufficio amministrativo... per la serie, non ci si annoia mai.

A causa di questo mese di lavoro intenso sono rimasta anche indietro con il blog, questo strudel l'ho fatto il giorno del compleanno di Filippo, 10 giorni fa. 
La ricetta della pasta è sempre quella di Mari, che c'è l'ha proposta per la 36esima sfida dell'MTC. Direi che lo strudel non può più essere concepito in modo diverso.


Ingredienti:
Per la sfoglia:
150 g di farina 00
100 ml di acqua
1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
1 pizzico di sale
Per il ripieno:
3 pere grandi
80 g di zucchero 
100 g di cioccolato fondente
3 cucchiai di rum
50 g di nocciole tritate
30 g di burro+20 g di burro fuso per spennellare la sfoglia 
zucchero a velo a piacere per la superficie

Preparare l’impasto per la sfoglia.
Scaldare l’acqua, deve essere abbastanza calda ma non bollente. Setacciare la farina in un recipiente, aggiungere il sale e l’olio e versare a mano a mano l’acqua calda mescolando. Quando la farina avrà assorbito tutta l’acqua, togliere l’impasto dal recipiente e cominciare a lavorarlo con le mani su una spianatoia per un paio di minuti, fino ad ottenere un impasto morbido, quasi appiccicoso ma che comunque non resta attaccato alla spianatoia o alle dita. Mettere l’impasto a riposare, coperto da un panno umido o da una pellicola, per circa mezzora. Nel frattempo accendere il forno e portarlo alla temperatura di 180°C, modalità statica.
Preparare il ripieno.
Far sciogliere in un tegame il burro e poi farvi rosolare le nocciole ben tritate. Spegnere il fuoco e far raffreddare.
Lavare le pere, sbucciarle, privarle del torsolo, e tagliarle in fettine sottili. Mettere le fettine di pera in un recipiente, aggiungete lo zucchero, il rum, il cioccolato tritato al coltello e mescolare bene il tutto.
Stendere la sfoglia.
Mettere una tovaglia pulita (possibilmente lavata con sapone neutro e ben sciacquata), di lino o di cotone, sopra a un tavolo. Infarinare leggermente la tovaglia, prendere l’impasto e cominciare ad appiattirlo con le mani sopra alla tovaglia, quindi spianarlo aiutandosi con un mattarello. Quando la sfoglia comincerà ad essere abbastanza sottile mettere da parte il mattarello, sollevare la sfoglia dal tavolo aiutandosi con le mani e, tenendola con le nocche nella parte sottostante, cominciare a tirarla verso l’esterno facendola girare ogni tanto e facendo attenzione che non si rompa. La sfoglia deve diventare praticamente trasparente. Riporla nuovamente sulla tovaglia, si dovrebbe aver ottenuto una sfoglia quadrata di circa cinquanta centimetri per lato. Siccome i bordi saranno rimasti un po’ più spessi, passare con le dita lungo tutta l’estremità della sfoglia tirando la pasta per assottigliarla.
Disporre sulla sfoglia il composto di nocciole, quindi sopra ad esso il ripieno di pere e cioccolato, lasciando liberi circa due centimetri di bordo.
A questo punto, cominciare a sollevare la sfoglia per arrotolarla sul ripieno, con l'aiuto della tovaglia. Fare un paio di giri, quindi ripiegare anche i due lembi esterni e continuare ad arrotolare fino alla fine.
Riporre la sfoglia in una teglia precedentemente imburrata o coperta da carta forno, spennellare la superficie della sfoglia con il burro fuso e infornare per 30/40 minuti, fino a quando la superficie non sarà dorata.
Togliere la teglia dal forno e fare raffreddare prima di tagliare a fette.
A piacere spolverare di zucchero a velo e accompagnare con gelato alla vaniglia.
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