venerdì 22 novembre 2013

Rose del deserto

Irene da qualche settimana ha iniziato a mangiare le pappe. 
Il pediatra ha promosso un'introduzione lenta e graduale di alimenti solidi, delle prove, senza forzature.
Abbiamo iniziato con la patata, poi la carota, subito dopo anche la zucchina. Mi aspettavo una reazione più entusiastica, vista la passione per il latte, ma mi sono accontentata del fatto che non disdegnasse e soprattutto che fosse curiosa di provare tutto ciò che le davo.
E così siamo passati alla carne, coniglio e tacchino, e abbiamo introdotto anche gli spinaci e la zucca.

Wow, dicevo, le piace questa pappa!

E poi un giorno non l'ha voluta più, dopo i primi cucchiaini, mangiati più o meno volentieri, iniziava a piangere; il giorno dopo non ha voluto proprio aprire la bocca; quello dopo ancora ha iniziato a piangere prima di sedersi sul seggiolone.

"insisti, prima o poi le verrà fame e allora mangerà", 
"non darle la tetta, se no sei fregata, i bambini sono furbi", 
"ha ragione Irene, la zucca fa schifo",
"non farla piangere, tirala su"
Ognuno ha detto la sua e io all'inizio ho cercato di insistere un po', ma poi l'ho allattata ed ero anche molto demoralizzata, perché, proprio sul cibo, speravo che fosse piena di entusiasmo e invece....

Il giorno dopo però ho visto una piccola righina bianca sotto la gengiva e tutto è diventato più chiaro... le stava spuntando il primo dentino.
Ho smesso di insistere, la pappa gliela proponevo sempre, ma se non la voleva non insistevo e le davo il latte.
Lo sciopero quasi totale è durato 5 o 6 giorni, adesso le pappe le mangia a volte a fatica e a volte più volentieri, mi sa che presto vedremo spuntare altri dentini e già so che la buongustaia mi chiederà di darle un bel po' di questi deliziosi biscottini!


















Ingredienti: 
400 g di farina
200 g di zucchero
200 g di uvetta
160 g di burro
4 uova 
1 bustina di lievito
sale q.b.
fiocchi di mais q.b.

Mescolare la farina con lo zucchero, il lievito, le uova e un pizzico di sale, aggiungere poi il burro fuso e l'uvetta ed amalgamare bene il tutto.
L'impasto risulterà abbastanza appiccicoso.
Con l'aiuto di 2 cucchiai formare delle quenelle di impasto e rotolarle nei fiocchi di mais.
Disporre i biscotti, ben distanziati, su una placca ricoperta di carta da forno e infornare a 200° per 15 minuti.

Conservare in un barattolo di vetro o in una scatola di latta.





















Zia Paoletta, la bavaglia è bellissima

domenica 17 novembre 2013

Marmellata di peperoncini tondi piccanti

Quest'anno l'autunno è arrivato presto, poi se ne è andato ed è tornata un po' d'estate, poi è tornato quello che assomiglia tanto al pieno inverno, ma poi la fine dell'estate è tornata anche lei.
Nell'orto non si è capito più niente, come se la mancanza di nonno Sergio non fosse già abbastanza. Le zucchine sono scappate a gambe elevate, i loro fiori sono rimasti, invecchiati e morti; i pomodori pallidi hanno timidamente ripreso il loro rossore, ma poi hanno definitivamente preferito il calduccio della dispensa e la vicinanza di alcune belle mele mature, il prezzemolo è inestirpabile, quasi paragonabile all'edera infestante e poi ci sono i peperoncini tondi piccanti... infiniti ed infinitamente buoni, che continuano a maturare anche con il freddo (quasi mi aspetto che continuino a saltar fuori anche sotto la neve).

Li ho sempre mangiati ripieni di tonno (a breve la ricetta), ma il nonno mi ha insegnato a farli anche semplici, con acciughe, capperi e olive (troppo goduriosi), ma poi mi son detta "e con quelli che restano?"
E così ho pensato a questa marmellata che si abbina in modo strepitoso con i formaggi.


Ingredienti:
600 g di peperoncini (già puliti)
300 g di zucchero
2 bicchieri d'acqua
1/2 mela golden
1/2 limone

Lavare i peperoncini, privarli del picciolo e dei semi. Metterli in una casseruola con lo zucchero, la mela tagliata a cubetti, il succo del limone e l'acqua.
Far cuocere per mezzora poi frullare il tutto.
Continuare la cottura fino ad ottenere la densità desiderata.
Invasare in barattoli ben sterilizzati, tenendoli poi capovolti fino al completo raffreddamento.

Siccome torneremo presto al baratto, dato che di soldi non ce ne saranno più per nessuno, ho scambiato un vasetto di marmellata per un massaggio shiatsu di un'ora. 
Anna, ti ringrazio, la mia porta per te è sempre aperta e siccome la mia piccola adora tuo marito direi che la prossima volta baratterò il massaggio con tante affettuosissime carezze.



venerdì 15 novembre 2013

Il castagnaccio

La caccia e la raccolta... la differenza tra uomini e donne è chiara fin dalla preistoria, laddove per gli uni l'avere un unico obbiettivo da raggiungere era fonte di sopravvivenza, per le altre lo era la ricerca di bacche, frutti colorati, erbe che la natura selvaggia poteva offrire.
Il risultato ai tempi nostri è che noi (le donne) siamo curiose, ci lasciamo attrarre da mille cose e, udite udite, riusciamo a farle tutte insieme, mentre loro (gli uomini) ne pensano una e riescono a fare solo quella. Ovviamente quest'unica fonte di interesse cambia con l'età ed è davvero meglio per tutti non sviscerare l'argomento.

Io sono una donna preistorica!

Niente clave o vestiti di pelle di animale, ma portatemi in un bosco o in un prato con un cesto in mano e io lo riempirò di prelibatezze commestibili.
Così è per le castagne, amo raccoglierle, belle grandi, toglierle dal loro riccio semichiuso, metterle nel mio bel cesto (bando al romanticismo, è quasi sempre un sacchetto di plastica) e portarle a casa e poi... regalarle. 
Si, perché a me le castagne proprio non piacciono, crude, bollite, arrostite, al forno, nei dolci, nei salati... niente.
In Liguria ho mangiato dei maltagliati con ricotta e pinoli, ai quali mi sono ispirata nelle mie raviole del plin, e mi son piaciuti, ma non mi sono spinta oltre.
Per l'occasione però ho comprato un chilo di farina e cercavo un modo per utilizzarla e mi ero promessa di fare il castagnaccio, se non mi fosse piaciuto avrei sicuramente trovato dei volenterosi per finirlo, quindi ringrazio la Signora Pici e Castagne per aver dato una spinta a questo mio desiderio appena appena accennato. La ricetta l'ho presa proprio dal suo blog, diminuendo un po' le dosi in base alla farina che avevo.


















Ingredienti:

400 g di farina di castagne 
80 g di pinoli 
80 g di uvetta
550 g di acqua 
olio evo
sale
aghi di rosmarino
Impastare la farina di castagne con l’acqua fino ad ottenere una pastella liquida, unire un pizzico di sale ed un po’ del quantitativo di uvetta e pinoli.

Foderare una pirofila o una teglia con carta forno e versarvi il composto, cospargendo la superficie con l’ uvetta e i pinoli rimasti.
Distribuire sul castagnaccio qualche ago di rosmarino e due cucchiai di olio.
Infornare a 200° per 30 minuti.
Il castagnaccio quando sarà pronto presenterà delle crepe in superficie.





Rettifico il "proprio non mi piace", sono alla seconda fetta e un pochino mi piace, quindi, per quelli che volevano approfittare... state sereni, sarà per la prossima volta :-D


Quest'anno niente raccolta di castagne, ma l'anno prossimo mi metto Irene nello zaino o nella fascia e si va!


Ah a proposito, se proprio morite dalla voglia di farmi un regalo, di quelle voglie che proprio non riuscite a trattenere, chiedete all'Ele cosa mi serve :-P


Con questa ricetta partecipo all'MTC di novembre 



100% Gluten Free (Fri)Day






e all'importante iniziativa promossa da Stefania












lunedì 4 novembre 2013

Crostata di mele di zia Vittoria

Da circa un mese mi sono completamente fatta rapire da Grey's Anatomy, è bastato guardare una puntata per buttare nel cesso tutte le convinzioni che per anni mi hanno fatto affermare con decisione: "no, questa serie proprio non la guardo!"
Non che io sia drogata di tv, per lo più faccio zapping e quando decido di guardare un film mi addormento ai titoli di testa, ma di Grey's Anatomy non ne posso più fare a meno. 
Ho recuperato e guardato in pochi giorni le serie 1, 2 e 3, il mercoledì sera c'è la serie 4 su La7d, ogni giorno c'è la serie 6 su La5, la serie 9 è invece la domenica su La7 e io me le guardo tutte, non importa se ho saltato dei pezzi, se gli eventi non sono nella giusta cronologia, presto o tardi le lacune verranno colmate.
Ma parlando di dottori veri, di quelli che decidono di fare un'esperienza in Sudan con Emergency, di quelli che partono quando la tua bimba è appena nata e tornano quando lei ha già sei mesi, di quelli che hanno lasciato l'amore e gli amici in Italia e hanno fatto un'esperienza di vita che o la fai a 29 anni o non la fai mai più, di quelli che in questi 6 mesi ti sono mancati... ecco, io sono felice che questi 6 mesi siano passati. 

Cri, bentornata a casa! 

Ovviamente per la nostra prima cena dopo tutto questo tempo non potevo non farle una ricetta collaudatissima della mia super zia, che meglio di lei non cucina nessuno.


Ingredienti:
Per la pasta frolla:
250 g di farina 00
125 g di burro
125 g di zucchero
3 tuorli
buccia di 1/2 limone
1/4 di bustina di lievito
Per il ripieno:
4 mele renette
cannella q. b.
succo di 1 limone

Impastare la farina, lo zucchero, il burro a temperatura ambiente, il lievito, i tuorli e la scorza grattugiata del limone, molto velocemente, fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Avvolgerlo nella pellicola trasparente e farlo riposare in frigorifero per un'ora.
Nel frattempo sbucciare le mele, privarle del torsolo e affettarle. Irrorarle con il succo di un limone, spolverizzarle di cannella e, se necessario, aggiungere 1 cucchiaio di zucchero (le mie mele erano già abbastanza mature, quindi l'ho omesso).
Tirare la pasta fuori dal frigorifero e dividerla in 2 parti, 1 leggermente più abbondante dell'altra e stendere la pasta fino ad ottenere 2 dischi.
Foderare una teglia a bordi alti con il disco più grande, coprendo anche i bordi, riempire con le fette di mela pressandole molto bene con le mani e coprire con il secondo disco, unendo bene i bordi. Fare dei taglietti sulla superficie per evitare che si gonfi in cottura.
Cuocere in forno a 180° per 50/60 minuti, fino a che la pasta non sarà bella dorata.


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