giovedì 21 marzo 2013

La "fideua" al porto di Genova

Dopo un lungo viaggio per il Mediterraneo la nave stava per rientrare a Barcellona.
Lo stretto di Gibilterra, le coste del nord Africa, la Siria, la Turchia e la Grecia ormai erano solo un lontano ricordo. 
La tappa siciliana di Marsala aveva ridato entusiasmo ai membri dell'equipaggio, il clima che si respirava nell'aria era sicuramente meno teso che nei paesi appena lasciati alle spalle.
Il bel sole caldo aveva finalmente permesso ai marinai di scendere dalla nave e di fare una passeggiata in tranquillità tra i vicoli della città marinara, l'aria era pregna dell'odore del cibo di strada e degli agrumi, le vista delle belle donne siciliane poi era quasi inebriante, ma il tempo era poco e presto era giunta l'ora di riprendere il largo, in direzione Genova.
Una tappa breve, giusto per fare gli ultimi rifornimenti prima di tornare a casa, solo il tempo di correre in via Prè, nelle botteghe storiche della città e poi di nuovo in mare. 
A Ramon erano state date istruzioni precise dal capo cuoco, doveva comprare basilico, pinoli, parmigiano e pecorino, del buon olio extravergine ligure e anche una bella scorta di trenette.
Appena aperta la porta della piccola bottega Ramon era stato invaso da un profumo di basilico meraviglioso, dietro il banco campeggiava una giunonica signora con la cuffia in testa e il grembiule appena stirato, dietro di lei le pareti erano coperte da cassette piene di piante di basilico con foglioline piccole piccole, le prime. le migliori. 
La signora Rosetta aveva capito subito che Ramon non era del posto e quindi gli chiese solamente per quante persone andava preparata la cena e poi ci pensò lei a mettere tutti gli ingredienti in giuste quantità nelle buste. 
Gli consigliò vivamente di comprare anche i fagiolini e le patate, non serviva altro per preparare una cena perfetta.
E quindi via di corsa con i sacchetti profumati tra le mani.
Una volta salito sulla nave però il garzone si accorse subito di non aver preso un ingrediente importante, eppure il capo cuoco si era tanto raccomandato eppure lui se ne era completamente dimenticato.
Non restava che utilizzare quello che offriva la cambusa, i fideus però questa volta avrebbero avuto un sapore del tutto nuovo. 





Ingredienti per 4 persone:
Per il brodo:
2,5 l d'acqua
2 coste di sedano
1 patata
1 carota
1 cipolla
sale grosso q.b.
Per la pasta:
400 g di spaghetti integrali
2 patate
400 g di fagiolini
olio evo
Per il pesto:
trenta foglie di basilico 
1 spicchio d'aglio
1/2 bicchiere di olio evo
6 cucchiai di parmigiano
2 cucchiai di pecorino
1 cucchiaio di pinoli
qualche grano di sale grosso

Innanzitutto preparare il brodo vegetale. 
Lavare e pelare le verdure e metterle in una pentola con 2,5 litri di acqua fredda. Portare a bollore, aggiungere il sale grosso e far sobbollire per un paio d'ore. Aggiungere infine una crosta di parmigiano ben lavata e far insaporire 5 minuti. 
Togliere le verdure, filtrare il brodo e tenere in caldo fino all'utilizzo.

Intanto che il brodo cuoce preparare il pesto (per prepararlo con tutti i crismi io ovviamente ho sbirciato qui).
Lavare il basilico e asciugarlo con carta da cucina.
Metterlo nel boccale del frullatore con il parmigiano, il pecorino, i pinoli, lo spicchio d'aglio e qualche grano di sale grosso e frullare ad intermittenza (per evitare che le lame scaldandosi facciano ossidare la salsa) aggiungendo l'olio a filo. 
Coprire bene e mettere da parte.

Mondare i fagiolini e privarli delle estremità, sbucciare le patate e tagliarle a piccoli tocchetti.
Far bollire i fagiolini in abbondante acqua leggermente salata e a metà cottura aggiungere anche i tocchetti di patate. Scolare ancora al dente e tenere da parte.

A questo punto è possibile iniziare con la preparazione della pasta (Mai docet)
Spezzettare gli spaghetti  e farli tostare in un giro di olio evo in modo omogeneo, aggiungere il brodo bollente fino a coprire la pasta e cuocere per 5 minuti a questo punto aggiungere le patate e i fagiolini e se necessario altro brodo e continuare la cottura.
Una volta assorbito tutto il liquido spegnere il fuoco, aggiungere il pesto e servire con una grattata di pepe nero.

ATTENZIONE: mangiarla con moderazione, può creare dipendenza!

Con questa ricetta partecipo all'MTC di marzo

martedì 12 marzo 2013

Pan bauletto e il trip organizzativo

Sto vivendo un periodo in cui rilassarsi sembra un'utopia. Non solo sto cercando di lavorare fino alla fine dell'8° mese (manca solo una settimana, ma mi sembra impossibile riuscire ad arrivare fino a martedì prossimo), sto anche preparando il nido per la piccola che ancora deve arrivare (ieri già prendevo appuntamento per iscriverla al nido pubblico!!!) e poi fai il corso pre-parto, preoccupati di avere il passeggino e tutto l'occorrente, cerca qualcuno che ti presti un lettino, che chi te lo doveva prestare adesso non può più e se non bastasse sto tentando di vendere una casa, pensando a tutto quello che comporta anche l'acquisto di una casa nuova, l'adattamento dell'arredamento, l'acquisto di quello che manca, la gestione del trasloco... 
In tutto questo vogliamo non metterci anche un matrimonio? 
No, non ci facciamo mancare nemmeno quello e quindi pensa ai fiori, alla cerimonia, al vestito, alle fedi e fai la bomboniera (che a comprarla non ci piace) e chiedi mille preventivi per non sforare di mezzo centesimo e poi la nota dolente (lo so che doveva arrivare in questo folle idillio)... l'organizzazione del pranzo.
Avevamo un'idea fighissima, avevamo già individuato le persone che l'avrebbero realizzata, ma forse non si potrà fare, perché hanno organizzato la vacanzina dell'oratorio negli stessi giorni e mancano gran parte degli esperti cucinieri e quindi siamo punto a capo, si deve pensare ad un'alternativa che ti calzi a pennello, mica una cosa che non senti...
Amiche foodblogger, mi aiutate????
Dai, un antipasto a testa ed è fatta!!!

E per stare in linea con la sobrietà del matrimonio, oggi si mangia un fantastico pan bauletto fatto in casa. Morbidissimoooooooooooooooooooo. 



Ingredienti:
550 g di farina Manitoba
250 
g di latte
160 g di lievito liquido super attivo
10 g  di zucchero
1 uovo
50 g di 
olio evo
10 g di
 sale



Scaldare leggermente il latte e aggiungerlo poi alla farina, allo zucchero e al lievito ed impastare per una decina di minuti, aggiungere l'uovo e impastare ancora fino a quando non sarà assorbito completamente. 
Lasciar riposare mezzora e aggiungere anche l'olio e il sale e continuare ad impastare.
Foderare una teglia da plumcake con un foglio di carta forno e sistemate dentro l'impasto. Coprire con pellicola trasparente e lasciar lievitare nel forno chiuso fino al raddoppio.

Spennellate la superficie con il latte ed infornate a 180° per circa 20 minuti.

lunedì 4 marzo 2013

Torta all'arancia e cioccolato e un altro passo avanti

Che questo fosse un periodo pieno di bellissime di novità, lo sapete da tempo, ma è bello quando le cose cominciano a concretizzarsi, a prendere forma.
Io e Filippo abbiamo comprato casa, il nostro amorevole bilocale a lungo andare sarebbe stato troppo piccolo per ospitare con comodità anche la piccola Irene (per carità, se non ci fosse stata altra possibilità ci saremmo assolutamente adattati) e quindi il mese scorso ci siamo detti che CON CALMA avremmo potuto iniziare a guardare qualche casa in zona, ci eravamo dati 3 anni di tempo, per scegliere proprio quello che volevamo. 
Poi una mattina sono andata a fare le analisi del sangue e ho incontrato Stefano, andavamo all'asilo insieme, ora lui fa l'agente immobiliare, e così pour parler gli ho chiesto se aveva qualcosa di carino da farmi vedere.
Ci siamo incontrati il sabato successivo per visitare un appartamento appena ristrutturato. Mi aspettavo un appartamento al 6° piano e viste le mie forti vertigini volevo vederlo solo per pura curiosità, per farmi un'idea sui prezzi, sulla tipologia di appartamento che mi sarebbe piaciuta, ma poi sull'ascensore scopro che si era sbagliato, l'appartamento si trovava addirittura all'8° piano!!!
Ovviamente nella mia testa ho escluso qualsiasi possibilità di acquisto, ma poi siamo entrati in casa e siamo stati subito invasi da una luce incredibile, e poi le stanze così grandi, così curate, così ben disposte, il bellissimo parquet in tutta la zona notte, il gres nella zona giorno e poi quelle belle porte... 
Ho iniziato ad arredarla mentalmente e il risultato mi è piaciuto tanto.
La vista dal balcone poi era mozzafiato, si vedevano tutte le montagne e gran parte degli edifici della città, senza niente ad ostacolare il vagare dei nostri sguardi.
Ne abbiamo parlato, abbiamo fatto conti su conti e alla fine abbiamo deciso di fare la nostra proposta per l'acquisto e sabato abbiamo fatto il compromesso e presto ci andremo ad abitare!

Abbiamo deciso di festeggiare con alcuni dei nostri amici e li abbiamo invitati a pranzo e strano ma vero, mi è anche venuta una buonissima torta.
L'ispirazione l'ho presa da Elena del blog Saltando in padella, ho fatto qualche piccola variazione, qualcuna consapevole, altre no :-P
Per fortuna ne è avanzata un po', così continuerò a gioire a colazione per un paio di giorni :-)


















Ingredienti per 8/10 persone:
250 g di farina 00 
180 g di zucchero di canna
100 g di olio di semi di arachidi 
60 g di latte
30 g di fecola di patate 
75 g di cioccolato al latte
25 g di cioccolato fondente
3 uova intere 
2 arance
1 bustina di lievito per dolci

Montare le uova con lo zucchero, fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso, quindi unire la buccia grattugiata e il succo spremuto delle arance, il latte e l'olio di arachidi. 
Aggiungere poi la farina, la fecola e il lievito setacciati e amalgamare bene il tutto. 
Unire il cioccolato al latte tagliato grossolanamente. 
Versare poi il composto in uno stampo a cerniera di 22 cm, foderato con carta forno, e infornare a 180° per circa 35/40 minuti facendo la prova stecchino per verificare la cottura. 
Sfornare e lasciare raffreddare. 

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