venerdì 25 maggio 2012

Tiramisù alle fragole

Apprensione: inquietudine che si impossessa dell'animo per timore o sospetto di un danno

Ecco, questo è quello che provo io, ingiustificatamente, nei confronti di mia mamma negli ultimi tempi.
Soffre di cervicale e le capita di avere attacchi che le causano forti vertigini e talvolta è costretta a letto per giorni.
Diciamocela tutta però, la situazione non è grave, ma lei si spaventa e non c'è verso di lasciarla da sola. Il problema è che poi io mi spavento più di lei, divento ansiosa, appena mi dice che le gira un po' la testa io son capace di chiamarla anche 4 volte in meno di 2 ore e soprattutto comincio ad avere dei fortissimi sensi di colpa se non sono al suo fianco ogni istante.
Lei davvero non mi facilita il compito, considerando che ultimamente il nostro rapporto è costellato da quei piccoli ricattini (spero spesso inconsci) che ti tengono sulla corda e non ti fanno rilassare mai e quindi capita di passare notti in bianco, intere giornate con lo stomaco attorcigliato, con l'ansia di guardare il telefono in continuazione...

Penso sia arrivato il momento di fare un giretto dall'analista, giusto per farmi spiegare come si fa a non essere schiavi dell'apprensione e a non cedere ai piccoli ricatti di una mamma che invecchia, ma che a parte questi piccoli problemi di vertigini è sana come un pesce.

Intanto affogo i miei sensi di colpa in questo cremosissimo tiramisù e mi faccio una corsetta per distendere i nervi.



















Ingredienti per una teglia 20x30 + 2 coppette:
500 g di fragole
400 g di mascarpone
300 g di savoiardi
100 g di zucchero
4 uova
3 cucchiai di whiskey
Montare i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema chiara e molto spumosa, aggiungere il mascarpone, il whiskey e infine gli albumi montati a neve fermissima , mescolando dal basso verso l’alto.
Lavare le fragole, privarle del picciolo e frullarne la metà con mezzo bicchiere di acqua.
Inzuppare i savoiardi nel succo di fragole e metterli alla base di una pirofila con bordi alti (la mia 20x30), fare poi uno strato di crema al mascarpone, livellando bene e uno strato di fragole tagliate a fette sottili.
Ripetere l’operazione anche per il secondo strato e decorare infine la superficie con le fragole tagliate in quarti (o a vostro piacimento).
Il tiramisù a me piace con al massimo 2 strati, quindi con gli ingredienti avanzati ho fatto 2 monoporzioni.


Con questa ricetta partecipo al contest di Valentina e Cinzia  Colors & food, what else? che questo mese prevede il rosso.


martedì 22 maggio 2012

Budino salato o pizza di scarola?

La fatica fatta lo scorso mese a seguire la maggior parte delle 202 ricette pubblicate, mi ha davvero provato. Ero talmente stordita che non avrei nemmeno saputo fare una classifica di quelle che mi erano piaciute di più, figuriamoci a sceglierne una sola, quindi grande Ambra per esserci riuscita e grande Francesca per aver finalmente scelto una ricetta a base di verdura, anche se la leggerezza del budino è tutta da vedere.
Non avevo nessun’ idea, in effetti non è che mi ci sia messa a pensare, ma siamo presto arrivati al 13 maggio e solo il primo giorno sono arrivate una marea di ricette, ma per un’inconscia protesta ho spento il cervello di nuovo, prima o poi mi verrà un’idea, ho pensato.
L’altro giorno all’Esselunga c’era la scarola in offerta e ne ho comprato un bel cespo, sapevo che il meteo non preannunciava nulla di buono, un contorno caldo poteva sempre venire comodo. E poi una mattina ho aperto il frigorifero e ho visto quel bel cespo e ho pensato alla pizza di scarola al farro che avevo fatto il mese scorso e lì si è accesa la lampadina, avrei fatto la pizza di scarola scomposta, con una piccola virata in terra di Puglia.


















Ingredienti per 8 budini:
700 g di scarola
50 g di latte
50 g di parmigiano
5 acciughe
2 uova
1 spicchio d’aglio
1 manciata di uvette
sale e pepe
Per il pesto di olive:
1 manciata di olive nere
1 manciata di pinoli
olio evo

Lavare bene la scarola e tagliarla grossolanamente. 
In una padella soffriggere uno spicchio d’aglio tritato con 5 acciughe e un cucchiaio del loro olio, per un paio di minuti, aggiungere la scarola e una presa di sale grosso e far stufare per una ventina di minuti, fino a quando l’acqua rilasciata non sia completamente assorbita.
Una volta tiepida, frullare la scarola con 2 uova, il parmigiano grattugiato, il latte e un’abbondante grattata di pepe nero. Alla fine aggiungere le uvette e mescolare bene.
Ungere di olio 8 stampini in silicone per muffins e versarvi il composto in parti uguali.
Cuocere in forno a bagno maria a 180° per 30 minuti, lasciare intiepidire e sformare delicatamente.
Intanto che i budini si raffreddano preparare il pesto di olive, frullando le olive nere con una manciata di pinoli tostati e 2 cucchiai di olio evo.

Impiattare i budini accompagnandoli al pesto di olive e a delle focaccine pugliesi appena sfornate (la ricetta, pubblicata ieri, la trovate qui).

Con questa unica ricetta partecipo all'MTC di maggio

lunedì 21 maggio 2012

Focaccia pugliese con pomodorini

Lo sapevo che sarebbe successo, che prima o poi i miei benefattori del web si sarebbero protetti tutti, ma lo ammetto, non ero ancora pronta.
Inizialmente ho dato la colpa al terremoto, ma no, nessuna interruzione improvvisa, la dura verità è che anche Dodo&Lola, adesso Lola&Dodo, hanno messo la protezione alla loro connessione wireless.
E così ora mi trovo senza connessione internet da casa, è 4 anni che si sono succeduti una serie di benefattori con la flat che non mi hanno mai fatto optare per un contratto a pagamento. Ora devo solo sperare che la nuova inquilina del pianerottolo, che arriverà a giorni, utilizzi una connessione aperta o forse è il caso che finalmente la smetta di scroccare la linea agli altri e me ne metta una tutta mia. Ovviamente sarà blindata!!! :-P


















Ingredienti:
500 g di farina
200 g di lievito liquido super attivo (rinfrescato con pseudo-rinfreschi)
200 g di patate
10/15 pomodorini
2 cucchiai di olio evo
1 bicchiere d’acqua
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaio di sale
origano

Lessare le patate tagliate a tocchetti e una volta intepidite schiacciarle bene con una forchetta.
In una ciotola mescolare il lievito liquido con l’acqua, aggiungere lo zucchero, le patate e la farina e iniziare ad impastare, a questo punto aggiungere l’olio e il sale e continuare a lavorare il composto fino ad ottenere una pasta morbida e un po’ appiccicosa. Coprire la ciotola con pellicola trasparente e lasciar lievitare in un luogo asciutto per circa 7/8 ore.
Trasferire ¾ dell’impasto in una teglia da 26 cm di diametro unta d’olio e lasciar lievitare per un’altra ora.
Con il resto dell’impasto riempire con 8 stampi per muffins (1 cucchiaio per ogni stampino).
Distribuire sulla superficie i pomodorini tagliati a metà, spolverare con abbondante origano, sale grosso e olio evo.
Cuocere la focaccia in forno non ventilato a 200° per 30/35 minuti.

E questo è solo l'accompagnamento dei budini salati per l'MTC di maggio, per la ricetta completa dovrete aspettare domani.

mercoledì 16 maggio 2012

Pici alla carbonara con bruscandoli

E meno male che ieri ho scritto che non volevo mettere panna o formaggi nelle penne di farro risottate perché è una settimana che mi sono messa a "dieta" e poi va che piatti preparo. 
Che per dieta si deve intendere solo un piccolo cambiamento di abitudini che elimina, di fatto, il dolce a fine pasto che ormai, da qualche mese a questa parte, era diventato un'immancabile "coccola" o meglio, un'irrinunciabile abitudine deleteria.
Il weekend emiliano è stato ovviamente un'ottima occasione per non rispettare i buoni propositi e il rientro... lo lascio giudicare a voi!

Ma facciamo un piccolo passo indietro, eh si, perché non vi ho ancora raccontato dove sono stata, che già ho fretta di parlare del rientro... 

Qualche settimana fa, con Filippo, abbiamo prenotato la notte in un maneggio a Compiano, in provincia di Parma, era finalmente giunta l'ora di sfruttare il regalo che sua sorella Margherita gli aveva fatto per il compleanno dello scorso anno.
Il vortice di pensieri e impegni in cui sono precipitata nelle ultime settimane però, mi avevano impedito di fare piani per la breve fuga dalla città e ci siamo ritrovati, all'ultimo, senza avere nemmeno una meta. Poi mi sono ricordata di alcune foto che Dauly aveva pubblicato sulla sua pagina Facebook e il tragitto ha preso velocemente forma, saremmo andati per castelli, che di certo in quelle zone non mancano.

Siamo partiti da Parma, un piccolo giro del centro ad ora di pranzo e mi duole aver riscontrato la totale mancanza di tipicità in fatto di cibo, non che a Parma non ci siano ottimi prodotti tipici, peccato che non abbiamo trovato posti dove mangiarli, solo bar e ristoranti molto anonimi. Vi basti pensare che ho mangiato un panino con pane nero, speck, fontina e radicchio all'agro, buonissimo, ma non ero in Tirolo!

Siamo fuggiti e, seguendo le bellissime foto di Dauly, siamo approdati a Torrechiara, dove abbiamo visitato un maestoso castello perfettamente conservato e circondato dal suo piccolo borgo.

Poi te pareva che il navigatore non ci facesse fare la strada più lunga e impervia per raggiungere l'agriturismo, ci abbiamo messo più di 2 ore percorrendo una strada tutta curve e scavallando ben due passi. Bellissimo panorama, ma sapendo che potevamo metterci 40 minuti facendo la statale...

Il resto della serata è stato goliardico, una cena a tavola con altre venti persone, buon cibo, vino, bella compagnia e poi un sonno lunghissimo, privo di sogni o risvegli prematuri.



La mattinata l'ho dedicata alla raccolta dei bruscandoli, il proprietario dell'agriturismo, vedendomi con un mazzetto di vitalba tra le mani, ha appena accennato alla presenza di luppolo lì intorno, e mi è subito partito il trip da erba selvatica, costringendo Filippo a reggere il raccolto, mentre io tentavo di non precipitare nel fiume raccogliendo i preziosi germogli.
Con sua grande felicità abbiamo proseguito ben presto per l'imponente fortezza di Bardi con apprezzatissima tappa culinaria a base di tagliatelle con funghi prugnoli e stracotto d'asino e polenta grigliata e per la meno suggestiva (per due amanti del grottesco medievale) Castell'Arquato.


E così anche questo weekend avventuroso è finito, lasciando dietro di sè un fantastico profumo di pici alla carbonara.



















Ingredienti per 2 persone:
200 g di pici
100 g di pancetta dolce a cubetti
80 g di bruscandoli bolliti
30 g di parmigiano grattugiato
2 uova
sale e pepe

Lavare e lessare i bruscandoli in acqua salata, una volta scolati trasferirli in una ciotola con acqua ghiacciata, in questo modo non perderanno il loro verde brillante.
Far bollire i pici in abbondante acqua salata. Cuociono in più di 20 minuti, quindi è utile iniziare subito la cottura.
Nel frattempo mettere in una padella i cubetti di pancetta e far cuocere nel loro grasso fino a che non diventeranno croccanti, trasferirli in una ciotolina, lasciando il grasso in eccesso nella padella e soffriggervi i bruscandoli per un paio di minuti.
Rompere le uova in una ciotola capiente e sbatterle, aggiungere il formaggio, il pepe e aggiustare di sale.
Scolare i pici e unirli al composto di uova, mescolando bene, aggiungere i bruscandoli, continuando a mescolare ed infine i cubetti di pancetta croccanti.
Impiattare e finire il piatto con una grattata di pepe fresco e una spolverata di parmigiano.

lunedì 14 maggio 2012

Penne di farro integrale risottate alle fragole e menta

E così venerdì è capitato di avere il frigorifero completamente vuoto, c'era qualche uovo di galline super felici, un paio di carote, una coca, e due pomodori... non molto direi. 
E c'erano anche loro, delle fragole che dovevano essere assolutamente mangiate prima di  correre al concerto e poi partire per il weekend.
Il pensiero è andato subito a Cinzia e Vale e al loro contest tutto rosso, ma cosa farne? 
In principio fu il risotto, ma poi, aprendo la dispensa, ho visto le penne di farro che mi ha regalato Silvia qualche settimana fa ed ho quindi scartato velocemente l'idea del riso, per fantasticare sulle penne. 
E come rendere cremose e gustose delle penne alle fragole senza l'aggiunta di panna o di formaggi? E' un'intera settimana che rinuncio al mio dolcetto dopo pasto e ad altre mille cose che fanno notoriamente ingrassare, mica potevo cedere alla panna (che tra l'altro non era nemmeno negli ingredienti presenti nel frigo).
E se in principio fu il risotto, allora dovevano essere penne risottate! 


Per ora non vi dico dove ho passato il weekend, per saperlo dovrete attendere il prossimo post.



























Ingredienti per 2 persone:
180 g di penne di farro integrale
10/12 fragole mature
10 foglie di mentuccia
30 g di parmigiano
1/2 cipolla rossa
1/2 bicchiere di vino bianco secco
acqua q.b.
olio evo
sale grosso

Affettare la cipolla finemente e farla soffriggere in olio evo, quando sarà diventata quasi trasparente aggiungere le penne e farle tostare per un minuto.  Bagnare con il vino bianco e far sfumare completamente. A questo punto aggiungere la metà delle fragole frullate e un mestolo di acqua bollente salata e aggiungerne di volta in volta fino alla completa cottura della pasta.
Un paio di minuti prima di spegnere il fuoco aggiungere le restanti fragole tagliate a piccoli tocchetti e la menta fresca tritata grossolanamente. Spegnere il fuoco e mantecare con una manciata di parmigiano grattugiato e lasciar riposare un minuti con il coperchio prima di servire. 
A piacere, guarnire il piatto con una fragola intera e un ciuffetto di menta.



Con questa ricetta partecipo al contest di Valentina e Cinzia Colors & food, what else? che questo mese prevede il rosso.

martedì 8 maggio 2012

Panzanella e Firenze (atto II)

Questo post dovevo scriverlo più di un mese fa, quando i ricordi del weekend passato a Firenze (qualche foto la trovate qui) erano ancora vividi nella mia mente.
Purtroppo il ritorno dell'autunno dell'ultimo mese, non ha agevolato la preparazione di questa freschissima panzanella primaverile e mi ha costretto a lasciare un solitario atto I e poi più nulla. 
Ma finalmente tutti i pianeti si sono allineati ed eccoci qui.
Alla Padellaccia ci siamo capitati per caso, era ora di pranzo e avevo appena comprato 3 confezioni di pici in un negozio di prodotti tipici al Mercato Centrale, un'offertona (secondo il commerciante), una ladrata (secondo me). Con il mio sacchettino pieno di pasta passo davanti alla Padellaccia, che è anche norcineria, e presa da smania da picio a basso costo addocchio una confezione alla metà del prezzo pagato al Mercato. 
Guardo Filippo, lui guarda me, io guardo lui di nuovo e lui intimorito mi chiede: "che intenzioni hai?". 
- Lui ormai è abituato alla mia schiettezza e si vergogna pure un po' quando faccio "questioni", anche quelle giuste, quando ad esempio alla cassa dell'Esselunga di Nembro sostenevo con la cassiera che un libro appena comprato avesse lo sconto 25% e non 15%, come batteva la cassa in automatico e chiedevo semplicemente di far verificare all'addetto del reparto, che prezzo effettivamente avesse il libro... non mi ha parlato per almeno 2 ore!!! -
Ma torniamo a Firenze, io lo guardo Filippo e gli dico "tu puoi rimanere fuori" e lui risponde "questo è poco ma sicuro!" 
E tutta determinata, con il mio sacchettino stracolmo di confezioni di pici, torno indietro e dico al negoziante che io e mia madre proprio non ci siamo capite e lei, dall'altra parte del mercato, ha già comprato i pici e che siamo in treno e non ce ne possiamo portare a casa 3 chili e chiedo, sbattendo vorticosamente le ciglia, se può essere così gentile da ridarmi indietro i soldi che proprio non vorrei comprare nient altro. 
Ci ha messo circa un minuto a connettere e sicuramente avrà pensato che fossi una pazza, ma alla fine mi ha ridato i soldi e io tutta felice sono tornata da Filippo che, incredulo nel vedermi senza il bottino, mi aspettava lì fuori.
I pici li ho comprati dunque alla metà del prezzo, com'era giusto che costassero.
La panzanella l'ho mangiata a cena, sempre lì alla Padellaccia, a quanto pare una signorona con il grembiule e cappello bianco ci ha stregati appena fuori dal negozio, ci ha offerto dei coccoli caldi caldi, appena usciti dalla friggitrice e non abbiamo saputo resistere, abbiamo promesso che avremmo cenato da loro (il pranzo era già previsto alla Trattoria Toscana Da Sergio, dove ribollita e pasta e fagioli sono davvero un'esperienza da provare). 
L'incantesimo dei coccoli è dunque continuato durante la cena, ce ne hanno portati ancora, appena fatti e meno male che io volevo mangiare qualcosina di leggero, prima di prendere il treno, alla fine invece ero piena da scoppiare. 


























Ingredienti per 2 persone:
200 g di pane toscano raffermo
4 pomodori ramati
1 cetriolo
1/2 cipolla rossa
aceto di vino bianco
basilico
olio evo
sale e pepe

Mettere il pane raffermo, tagliato a pezzi grossi, in una ciotola e bagnare con un po' d'acqua e abbondante aceto di vino bianco. Lasciare ammorbidire il pane per qualche minuto, strizzarlo e metterlo in un'insalatiera. 
Lavare i pomodori, sbucciare il cetriolo e tagliare entrambi a tocchetti, sbucciare e affettare la cipolla e aggiungere al pane nell'insalatiera.
Condire il tutto con olio, sale e abbondante pepe nero appena macinato e amalgamare bene. 
Aggiungere infine le foglie di basilico fresco spezzate con le mani.
Mettere l'insalatiera in frigorifero e toglierla solo al momento di servire: la panzanella va mangiata bella fredda.


E' vivamente consigliabile accompagnare il piatto con un buon bicchiere di Morellino di Scansano e soprattutto far mangiare la panzanella a tutti i componenti della famiglia, la cipolla cruda non perdona!




Con questa ricetta partecipo al contest di Valentina e Cinzia Colors & food, what else? che questo mese prevede il rosso.

lunedì 7 maggio 2012

Strozzapreti con ragù di quaglia

Finalmente un weekend in casa in pieno relax, in effetti quasi forzato, dato che adesso il tempo ha preso un andazzo niente male, sole caldo in settimana e nuvoloni neri, con ciò che ne consegue, sabato e domenica.
Ma ieri mattina no, una piccola tregua c'è stata, qualche debole raggio di sole, e io e Filippo ne abbiamo subito approfittato per fare una corsa al parco. 
Sono ancora nella fase di rodaggio, per mesi sono stata ferma con mille scuse: "è troppo buio", "ho il raffreddore", "fa freddo", "da sola non mi va", si insomma sono pigra e oggi è stata davvero dura, ho iniziato a boccheggiare già al quinto minuto, ma alla fine ce l'ho fatta a fare tutto il percorso fino a casa, ho resistito per ben 55 minuti.
Non potevo non farmi una sana coccola per pranzo... 
peccato che la prova bilancia sia stata inclemente, +1 ai +2!!! 
Sarà massa muscolare?


















Ingredienti per 4 persone:
500 g di strozzapreti 
200 g di polpa di pomodoro in pezzi
4 quaglie
4 foglie di salvia
2 rametti di timo limone
1 carota 
1 spicchio d'aglio
1/2 cipolla
1/2 bicchiere di vino bianco secco
olio evo
sale e peperoncino
parmigiano grattugiato

Lavare accuratamente le quaglie e disossarle tagliando tutte le parti in piccoli dadini (tenere le carcasse da parte*).
Sbucciare la carota e la cipolla e tagliarle a piccoli dadini e farle stufare a fuoco lento in un cucchiaio di olio evo con una presa di sale fino e uno spicchio d'aglio.
Aggiungere la carne e le foglie di salvia e far cuocere una decina di minuti, rigirando spesso, bagnare con il vino e continuare la cottura fino a completa evaporazione.
A questo punto aggiungere la polpa di pomodoro e mezzo bicchiere di acqua, aggiustare di sale e sbriciolare un piccolo peperoncino.
Coprire e continuare la cottura per almeno mezzora.
Bollire gli strozzapreti in abbondante acqua salata per 6/7 minuti, scolare e far saltare con il sugo per un paio di minuti a fuoco vivo, mantecare infine con il parmigiano.


* Con le carcasse si può fare un ottimo brodo:
Mettere dell'olio e uno spicchio d'aglio in un tegame, far soffriggere per un paio di minuti, eliminare l'aglio e aggiungere le carcasse delle quaglie. Far rosolare da tutti i lati, aggiungere mezzo bicchiere di vino bianco e far sfumare completamente, a questo punto aggiungere l'acqua, salare e far cuocere per un'ora con il coperchio appena sollevato.
Filtrare il brodo e utilizzarlo per un risotto o per cuocere dei ravioli di carne in brodo.

sabato 5 maggio 2012

Coscette di quaglia caramellate all'abbamele con asparagi bianchi e cestino di pecorino

Oggi avevo voglia di mangiare le quaglie.
Nonostante le previsioni parlassero chiaro, mi sono infilata le ballerine e ho deciso di fare una passeggiata fino al supermercato. Ovviamente a meno di metà strada ha iniziato a piovere pesantemente e ancora più ovviamente dell'ombrello nemmeno l'ombra (e pensare che appena uscita di casa mi sono accorta di non averlo preso, ma di riaprire la porta proprio non ne avevo voglia).
Torno a casa con le mie adorate quaglie nel sacchetto e bagnata, ma felice, mi metto a cucinare.
Per questa ricetta, che ho tentato di rendere un po' più "raffinata" del solito, mi piaceva l'idea di utilizzare due prodotti sardi che di solito mangio "a crudo". Amo l'abbamele con il pecorino stagionato, ma non avevo mai pensato di utilizzarli insieme in una ricetta, ma devo dire che non ne sono rimasta delusa.
I protagonisti del piatto sono le quaglie e gli asparagi? Ah si, ma a me piace parlare anche dei ballerini di fila :-P


























Ingredienti per 2 persone:
8 coscette di quaglia
700 g di asparagi bianchi
100 g di pecorino sardo dop grattugiato
8 foglie di salvia
1 cucchiaio di abbamele
sale affumicato della Danimarca
olio evo
sale e pepe

Lavare gli asparagi e pelarne i gambi con un pelapatate.
Farli bollire in abbondante acqua salata in un pentolino alto e stretto con le punte verso l'alto fino a quando i gambi non saranno morbidi.
Nel frattempo lavare accuratamente le cosce di quaglia, eliminando i residui di piume, se necessario.
Mettere su ogni coscia di quaglia una foglia di salvia e farle cuocere a fuoco lento in una padella con un filo d'olio evo rigirando di tanto in tanto, fino a quando la pelle non sarà bella dorata. Togliere le foglie di salvia ormai croccanti e metterle da parte. Aggiungere un pizzico di sale affumicato della Danimarca, un cucchiaio abbondante di abbamele e far caramellare. 
Scolare gli asparagi, tagliarne le punte e frullare i gambi con un goccio di latte. Aggiungere sale e pepe e far asciugare in padella a fuoco vivo.
Scaldare un piccolo padellino, spennellarne la superficie con olio evo e cospargere di pecorino grattugiato. Una volta sciolto compattare i bordi esterni con con un cucchiaio di legno e cuocere per 2/3 minuti da entrambi i lati. Toglierlo delicatamente dalla padella e appoggiare in una piccola ciotola per dargli la forma.
A questo punto montare il piatto mettendo sulla base del cestino di pecorino la purea di asparagi, adagiare le coscette di quaglia e le punte di asparagi, bagnare con l'abbamele ed infine decorare con la salvia croccante.

Con questa ricetta partecipo al contest delle Carambole, con  Claudio Sadler e Wonderbox "La sfida del 2"
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