mercoledì 28 marzo 2012

Un pancarrè tutto mio (con lievito liquido)

Da quando Paoletta mi ha regalato Alfie non dormo più di notte, sono una mamma ansiosa e mi preoccupo per il mio bambino. quando è chiuso nel suo barattolino in frigo lo controllo almeno una volta al giorno, mi sembra quasi impossibile che riesca stare quasi un mese al fresco senza toccare cibo e quindi presa dalla compassione ogni tanto gli do una piccola merenda. L'ansia più vera però mi viene quando lo devo mandare fuori a giocare, si insomma, il ragazzo inizialmente socializza mal volentieri con l'ambiente che lo circonda, quasi come se la temperatura esterna non fosse di suo gradimento (Filippo in effetti lo ha chiamato Al-fredo, mica può essere uno da climi tropicali!), poi però piano piano riesce ad acclimatarsi e allora inizia a giocare e divertirsi e mostra tutto il suo entusiasmo riempiendosi di bolle (forse tante mamme non sarebbero proprio contente se la faccia del loro figliolo si riempisse di bolle, ma io lo so che nel mio piccolo Alfie questo è sintomo di vera felicità e buona salute).
So che con il passare del tempo mi tranquillizzerò, che comincerò a conoscerlo meglio e soprattutto a non preoccuparmi per sintomi sconosciuti.
Per il momento però sono una mamma estremamente orgogliosa.



Ingredienti:
400 g di farina 0
200 g licoli molto attivo (rinfrescato con pseudo-rinfreschi)
110 g di acqua
110 g di latte
20 g di olio di arachidi
2 cucchiaini di zucchero
2 cucchiaini di sale
Sciogliere il lievito liquido con l'acqua e il latte, aggiungere lo zucchero e quindi la farina setacciata e impastare a lungo nella planetaria. Aggiungere infine l'olio e il sale e impastare bene fino a completo assorbimento.

Mettere l'impasto in una ciotola, coprirla con la pellicola trasparente e mettere a lievitare in frigo per tutta la notte.
La mattina successiva, dopo aver spolverizzato con un po' di farina il piano lavoro, dare forma all'impasto, facendo un serpentone, piegandolo a metà e attorcigliandolo su se stesso formando una "treccia" e metterlo nello stampo da plumcake. Coprire lo stampo con un canovaccio umido e poi con una coperta calda e far lievitare fino a far uscire l'impasto dallo stampo.
Spennellare delicatamente con del latte tiepido e infornare a 180° per 35/40 minuti (la cottura dipende dal forno, quindi regolatevi voi, io l'ho tolto quando il pane era ben dorato in superficie).

Il pane si conserva per oltre una settimana se tenuto in uno strofinaccio di cotone.

giovedì 22 marzo 2012

Crèpes al chinotto carmellato e mandorle

Finalmente è iniziata ufficialmente la primavera, almeno non ci sentiremo più tanto in colpa a godere dei 20 gradi pomeridiani e del sole che li accompagna.
Lo scorso anno di questo periodo, causa licenziamento illegittimo, ho avuto la grande fortuna, non solo di allontanarmi da un posto di lavoro che mi aveva completamente abbrutita e di trovarne un altro che mi piace davvero un sacco, ma anche di passare quasi 20 giorni in mezzo alla natura, di godere del silenzio dei boschi, di scoprire le erbe selvatiche e soprattutto di rallentare. 
Ho imparato che prendersi delle pause per rigenerarsi è important anche se spesso la vita che facciamo ci impone di correre sempre più velocemente.
E giust'appunto mi collego alla ricetta di oggi e ad un momento di pausa magnifico che io e Filippo ci siamo presi un paio di settimane fa. Ricordate il pan brioche? In quel bellissimo weekend a Brienno Lella, Andrea e Camilla mi hanno regalato i frutti del chinotto che avevano in giardino dicendomi che sicuramente avrei trovato il modo di usarli in uno dei miei deliri culinari e io no colto l'occasione al volo per fare un magnifico dolce con un piccolo avanzo di crèpes dalla ricetta delle crèpes in guazzetto di pesce
Dovevo solo trovare il modo per renderli il meno amari possibili e quindi ho pensato di caramellarli, se ci si riesce con le bucce d'arancia perché non con i chinotti?


















Per la ricetta ho usato 3 crèpes, ma si può tranquillamente aumentare la dose di condimento per fare più strati.

Ingredienti:
Per 10/12 crèpes:
150 g di farina 0
350 ml di latte
50 ml d'acqua
2 uova medie
1/2 cucchiaino da caffé di sale 
30 gr di burro chiarificato 
Per il caramello:
5/6 chinotti
100 g di zucchero
1 bicchierino di Grand Marnier
Per guarnire:
1 manciata di mandorle
zucchero a velo


Preparare per prima cosa il burro chiarificato facendo sciogliere un panetto di burro a fuoco lento in un pentolino a fondo spesso e bordi alti. 
Una volta sciolto schiumare via le bollicine di caseina che si sono formate.
Lasciar riposare il burro a temperatura ambiente un'oretta e poi travasarlo in un vasetto di vetro e metterlo in freezer per farlo rassodare.
Riporlo poi nel frigo come un normale panetto di burro.

Nel frattempo tagliare i chinotti a rondelle sottili, eliminare i noccioli e farli bollire per 3 volte in acqua, cambiandola di volta in volta, in modo che i chinotti perdano un po' l'amaro. 

Preparare il caramello "a secco": scaldare bene un pentolino d’acciaio o alluminio e versarci dentro parte dello zucchero. Abbassare la fiamma e lasciare sul fuoco finché si sara’ sciolto quindi aggiungere altro zucchero, gradualmente, fino a scioglierlo tutto. Aggiungere il Grand Marnier al caramello, poco a poco, mescolando sempre, aggiungere i chinotti e far cuocere per 3/4 minuti mescolando sempre e far poi raffreddare. 

A questo punto si può iniziare a preparare le crèpes la ricetta è quella di Giuseppina). Rompere le uova in una terrina, sbatterle con la frusta e cominciare ad aggiungere alternando la farina setacciata e il latte/acqua, mischiare bene fino ad avere una pastella piuttosto liquida e liscia. Aggiungere il sale, mescolare e lasciar riposare almeno un'ora.
Fare sciogliere 30 g di burro chiarificato in un pentolino, scaldare bene la padella per le crépes, ungerla con il burro usando un pennello (possibilmente in silicone) versare la quantità di pastella necessaria per una crépe (per una padella di 22 cm io metto 30 ml di pastella). Il consiglio che posso dare é di prepararvi un misurino ed avere cosi la dose esatta da versare in modo da poterla gettare in un colpo solo. A questo punto far "ruotare" la padella per spargere uniformente la pasta, far cuocere fino a che sarà ben dorata, quindi girarla e finire la cottura dall'altra parte.  
Formare il dolce mettendo una crépe alla base, coprendo la superficie con alcune fette di chinotto, bagnare con il caramello, spolverare con le mandorle tritate grossolanamente e lo zucchero a velo, coprire con la seconda crèpe, procedendo nello stesso modo e infine con la terza.
Accompagnare con una pallina di gelato alla panna bagnandolo a piacere con il Grand Marnier o con il caramello rimasto e guarnire con qualche mandorla intera.


L'emmetichallenge di Marzo 2012
Con questa ricetta partecipo all'MTChallenge di marzo.

martedì 20 marzo 2012

Linguine con crema di fave e vongole

Oggi ero a casa dal lavoro per fare la donazione del sangue, per fortuna stavolta la mia pressione ha deciso di collaborare e di arrivare almeno alla soglia minima consentita. Comunque, questa breve premessa solo per dire che ero a casa e che finalmente mi son potuta godere un pranzo con Filippo senza fretta, senza amici e soprattutto senza sensi di colpa nel mangiare un bel piatto colmo di pasta (in realtà non mi vengono mai, quindi non so perché oggi mi son sentita "autorizzata" più del solito a mangiare tal quantità pasta e poi anche un fantastico dolce, che vi mostrerò però in seguito).
Erano giorni che avevo voglia di fare una ricetta per il contest di Cinzia e Valentina, ma non c'era nulla che mi aveva ispirato, poi stamattina ho aperto il frigorifero e ho visto quel bel sacchetto pieno di fave fresche e poi anche la ciotola delle vongole che avevo messo a spurgare e ho avuto un'illuminazione.
Il risultato è una pasta buonissima, con l'amaro delle fave che si sposa alla perfezione con la sapidità delle vongole e la cremina che si lega in modo meraviglioso alle linguine appena scolate... Ne voglio ancora!


















Ingredienti per 3 persone:
1 kg di fave fresche
1 kg di vongole veraci
300 g di linguine 
1 spicchio d'aglio
olio evo
sale e pepe

Far dorare uno spicchio d'aglio in camicia in una padella antiaderente con un filo d'olio evo. Aggiungere le fave sgranate e lavate, una presa di sale grosso e far stufare a fuoco lento con il coperchio per una decina di minuti. Metterle in un piatto e far raffreddare leggermente.
Nella stessa padella far aprire le vongole a fuoco vivo, senza l'aggiunta di condimenti, filtrare l'acqua di cottura e privarle dei loro gusci, eliminando  quelle che sono rimaste chiuse.
Nel frattempo sbucciare i 3/4 delle fave e frullarle con olio extravergine e l'acqua di cottura delle vongole filtrata fino ad ottenere una crema.
Bollire le linguine in abbondante acqua salata, scolarle e mescolare con la crema di fave, aggiungere infine le vongole e le fave ancora intere, spolverare con abbondante pepe nero macinato fresco e irrorare con un filo di olio evo.

(fortunatamente ho previsto la dose per il pranzo solitario di domani :-P) 

MARZO: Verde, arriva la primaveraCon questa ricetta partecipo al contest di Cinzia del blog Essenza in cucina e di Valentina del blog My taste for food, "Colors & food, what else?", che per il mese di marzo prevede una ricetta in verde.

domenica 18 marzo 2012

Crèpes con guazzetto di pesce e olio al timo

Ero partita con le classiche crespelle ai funghi e besciamella e questo la dice lunga sui processi che si sviluppano nei meandri del mio cervello. Stavolta però ho avuto un complice, una passeggiata al mercato per comprare delle fave fresche. 
Al mercato del sabato tra le bancarelle ce n'è sempre una che attira immancabilmente la mia attenzione, la bancarella del pesce, non so se perché loro urlano più degli altri o se perché verso mezzogiorno iniziano a fare delle offerte strepitose: ieri per 10 euro ho comprato un chilo di vongole veraci e un foglio pieno di pesci da fare in guazzetto (5 gallinelle, 2 cepole e almeno 12 pagelli di diverse misure) e allora diciamo che son stata costretta a cambiare idea  su come fare le crèpes richieste da Giuseppina per l'MTC di marzo.
Sembrerò ripetitiva, ma era la mia prima volta e alla prima crèpe volevo spegnere i fornelli e buttar via tutto. Sono buona e vi risparmio la foto, sembrava una ragnatela, ero davvero demoralizzata, ma poi dato che era venuta male l'ho assaggiata e ho avuto le visioni. 
Una crèpe delicata e dal leggero sentore di burro, croccantina ma allo stesso tempo morbidissima... mi sono innamorata. 


















Ingredienti per 4 persone:
Per 10/12 crèpes:
150 gr di farina 0
350 ml di latte
50 ml d'acqua
2 uova medie
1/2 cucchiaino da caffé di sale 
30 gr di burro chiarificato 
Per il guazzetto:
1 cepola 
3 gallinelle piccole
8 pagelli piccoli
500 g di pomodorini pizzutello
3 cucchiai d'olio evo
2 spicchi d'aglio
sale e pepe
prezzemolo 
Per l'olio al timo: 
timo fresco
noce moscata
olio evo
sale


Preparare per prima cosa il burro chiarificato facendo sciogliere un panetto di burro a fuoco lento in un pentolino a fondo spesso e bordi alti. 
Una volta sciolto schiumare via le bollicine di caseina che si sono formate.
Lasciar riposare il burro a temperatura ambiente un'oretta e poi travasarlo in un vasetto di vetro e metterlo in freezer per farlo rassodare. 
Riporlo poi nel frigo come un normale panetto di burro.

Intanto che il burro si rapprende preparare il guazzetto. 
Pulire i pesci raschiando le scaglie ed eliminando le interiora, sciacquarli sotto l'acqua corrente. 
Scaldare l'olio in una padella abbastanza grande da contenere tutti i pesci e far soffriggere gli spicchi d'aglio in camicia, scartandoli appena si doranoUnire il pesce e farlo cuocere un paio di minuti per parte. Una volta cotto toglierlo dalla padella e deliscarlo delicatamente.
Tagliare i pomodorini a dadini e metterli a cuocere nella stessa padella, aggiungere il fumetto di pesce (io ne avevo un vasetto nel freezer) e far cuocere una ventina di minuti mescolando di frequente. Aggiungere infine i filetti di pesce e lasciar insaporire ancora cinque minuti. Salare, pepare e spolverare con abbondante prezzemolo fresco.

A questo punto si può iniziare a preparare le crèpes la ricetta è quella di Giuseppina). Rompere le uova in una terrina, sbatterle con la frusta e cominciare ad aggiungere alternando la farina setacciata e il latte/acqua, mischiare bene fino ad avere una pastella piuttosto liquida e liscia. Aggiungere il sale, mescolare e lasciar riposare almeno un'ora.
Fare sciogliere 30 g di burro chiarificato in un pentolino, scaldare bene la padella per le crépes, ungerla con il burro usando un pennello (possibilmente in silicone) versare la quantità di pastella necessaria per una crépe (per una padella di 22 cm io metto 30 ml di pastella). Il consiglio che posso dare é di prepararvi un misurino ed avere cosi la dose esatta da versare in modo da poterla gettare in un colpo solo. A questo punto far "ruotare" la padella per spargere uniformente la pasta, far cuocere fino a che sarà ben dorata, quindi girarla e finire la cottura dall'altra parte.  
[Non so come faccia Giuseppina a mettere solo 30 ml di impasto, mi sa che per quello ci vorrà ancora un sacco di pratica, perché con la padella calda si rassoda subito e non si fa in tempo a farlo aderire a tutto il diametro della padella. Io stavolta ho fatto la furba e ne ho messo 50 ml anche se alla fine ho ottenuto ugualmente delle crèpes abbastanza sottili.]

Preparare come ultima cosa l'olio al timo mettendo le foglie di timo fresco nel frullatore con olio evo, una presa di sale grosso e abbondante noce moscata e frullare il tutto per 30 secondi.

Riempire 1/4 di crèpe con il guazzetto di pesce e richiuderla prima a metà e poi ancora a metà, formando un ventaglio. Condire con olio al timo e impiattare.


L'emmetichallenge di Marzo 2012
Con questa ricetta partecipo all'MTChallenge di marzo.

venerdì 16 marzo 2012

Risotto alle pere, indivia belga e pepato siciliano

Finalmente posso dire: E' FINITA! 
Una settimana davvero pesante e che nessuno mi venga a dire che con un anno in più si ha la stessa tenuta. Lo stress della preparazione della torta per l'ufficio mi ha anche fatto venire l'herpes e meno male che mi ero permessa di dire che l'herpes non mi veniva mai, boccaccia mia taci!
Ma adesso mi aspetta un fantastico weekend e per festeggiare il quasi arrivo della primavera  e il ritrovato buon umore, vi propongo un risotto buono e delicato. 


























Ingredienti per 2 persone:
5 pugni di riso Carnaroli
30 g di pepato siciliano stagionato
1 cespo di indivia
1 pera abate
brodo vegetale q.b.
olio evo 
sale e pepe

Far soffriggere la cipolla affettata finemente in 3 cucchiai di olio evo, quando sarà diventata quasi trasparente aggiungere l'indivia lavata e tagliata a listarelle sottili e la pera sbucciata e poi tagliata a piccoli cubetti. 
Aggiungere il riso e farlo tostare per un minuto. 
Sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco e farlo completamente evaporare, a questo punto bagnare con due mestoli di brodo bollente e continuare con un mestolo alla volta quando il brodo si asciuga, fino alla completa cottura del riso.
Mantecare con una noce di burro e una manciata di pepato siciliano stagionato grattugiato, tenendone da parte qualche scaglia per decorare il piatto.


In lista d'attesa:
Con questa ricetta partecipo alla bella iniziativa di Ambra del blog Il gattoghiotto, in collaborazione con Malvarosa Edizioni, "La piccola bottega di campagna"

martedì 13 marzo 2012

Torta di pere e cioccolato e buon compleanno a me

Per fortuna questa giornata è finita.
Non ho mai amato il mio compleanno, una di quelle feste con tante aspettative dove poi si rimane delusi come se la "normalità", che tanto ci piace per gli altri 364 giorni all'anno, di colpo non fosse più abbastanza.
Oggi Filippo non ci sarebbe nemmeno stato per festeggiare insieme a me, la sorpresa, o parte di essa, era prevista ieri, ma poi la cena è saltata (tanto mica si festeggia in anticipo, giusto?) e ho dedicato la serata a preparare una torta e una focaccia da portare in ufficio.
Decido di rifare la torta di amaretti e cioccolato già provata in passato e checché ne dica la mia Paoletta, che oggi mi ha fatto un regalo stupendo, a volte il burro lo uso eccome.
La torta nel forno è bella attiva, cresce e bella gonfia e fiera non smette di osservarmi, spengo il forno, mi distraggo un secondo e la torta non mi sta guardando più. 
La taglio appena si raffredda e dentro è cruda! 
Finisce nel cestino.
Inizio il secondo tentativo, stavolta ci aggiungo un po' di lievito e faccio di testa mia cambiando un po' le dosi, inforno e la fierezza del dolce stavolta non si fa nemmeno vedere, cresce di poco, ma subito sprofonda. La taglio e come la prima, dentro è completamente cruda! 
Finisce nel cestino.
Nel frattempo prendo Alfie e lo coccolo a dovere per fare la focaccia, impasto, lascio lievitare, ma la ciotola pesa 3 quintali, eppure ho usato solo 500 grammi di farina...
Inutile che vi dica che fine ha fatto la focaccia, mi sa che aveva fatto troppa amicizia con gli amaretti e li ha voluti raggiungere.
Finisce nel cestino.
Le 23 e la depressione.
L'idea di comprare una torta già fatta pur di portare qualcosa era davvero frustrante, quindi alle 23:30 decido che è ora di rispolverare una vecchia e fidata amica, una di quelle che di delusioni non me ne ha proprio mai date e penso mai me ne darà.



Ingredienti per 8/10 persone:
(noi l'abbiamo mangiata in 24)
200 g di farina
90 g di zucchero
80 g di burro
50 g di cacao amaro
3 uova
3 pere medie
1 bustina di lievito
1 cucchiaino di fecola di patate
1/2 bicchiere di latte 
succo di limone q.b.

Sbucciare le pere, affettarle finemente, tenendo metà pera per decorare la superficie della torta, metterle in una ciotola e irrorarle con il succo di limone.
Lavorare le uova intere con lo zucchero, aggiungere la farina setacciata, il cacao, la fecola, il burro fuso, il latte e infine il lievito. Mescolare con la frusta fino ad ottenere una crema omogenea. Unire al composto le pere e amalgamare il tutto.

Mettere l'impasto in una tortiera foderata di carta forno o imburrata e poi cosparsa di farina.
Tagliare la mezza pera tenuta da parte in due dal lato lungo, affettarne il dorso senza mai incidere fino in fondo, in modo che la pera rimanga intera, posizionarle sulla superficie facendole affondare quasi interamente nell'impasto e cospargere con abbondante zucchero semolato, che in cottura formerà una croccante crosticina.

Infornare a 180° per 50/60 minuti.

La torta la faccio spesso anche con all'interno 100 g di cioccolato fondente a tocchetti per dare quel tocco in più che non guasta mai.

lunedì 12 marzo 2012

Pan brioche delle Simili (con lievito liquido)

Da un paio di settimane ho un nuovo amico, si chiama Alfredo (Alfie) e l'ho avuto in dono dalla mia Paoletta, che a sua volta lo ha ricevuto da Simone Salvini ad Identità Golose.
C'è da fare una premessa, che è anche il motivo per il quale non ho mai iniziato l'avventura con il lievito madre, non ho costanza!
Circa un mese fa ho fatto un sogno terribile, mia cugina mi lasciava il suo cane per 2 settimane e io me ne dimenticavo completamente facendolo quasi morire di fame. Mi son svegliata con l'angoscia!
Per lo stesso motivo non ho mai iniziato a sfoltire le sopracciglia, hihihi, l'ansia di andare in giro con dei cespugli incolti mi fa desistere dal toccarle e dall'avere la linea sottile sottile che va tanto di moda.
Ma torniamo a parlare del lievito madre, Paola mi ha scritto le istruzioni per prendermi cura di Alfie, ho passato più di una settimana a leggere varie esperienze nella blogosfera, ma non ero soddisfatta, che più o meno si può tradurre con "non avevo capito un cazzo!", ma poi finalmente grazie a Cinzia sono approdata sul blog di Anna, C'è di mezzo il mare, che mi chiarito le idee sul lievito madre in coltura liquida e che ha trovato un modo per non buttarne via nemmeno un po', cosa che a dirla proprio tutta era la cosa che più mi faceva passare anche la voglia di iniziare.
Questo pan brioche è la terza produzione da quando ho adottato Alfie e anche la prima fatta senza andare totalmente a caso con dosi e procedimenti, il primo pancarré è infatti finito nel cestino, il secondo pancarré buono, ma non perfetto e poi finalmente lui, il pan brioche, uno spettacolo straordinario!

L'ha ricetta di questo pan brioche l'ho presa dal suo blog, è una ricetta delle sorelle Simili riadattata da Anna al lievito liquido.
Mi piaceva l'idea che sapesse un po' di arancia, quindi l'unica modifica che ho fatto è l'aggiunta di un po' di succo al posto della stessa quantità di latte e il miele al posto del malto.
























Ingredienti:
260 g di farina di forza (manitoba)
160 g di lievito liquido (licoli) molto attivo (rinfrescato con pseudo-rinfreschi)
45 g di burro
40 g di latte
30 g di succo d'arancia
10 g di zucchero 
1 cucchiaino di miele
3 g di sale
1 uovo
latte per spennellare


Sciogliere il lievito liquido con il latte e le uova, aggiungere il miele, lo zucchero e quindi la farina setacciata e impastare a lungo nella planetaria. A questo punto unire il burro a pezzetti  (un po' per volta) ed il sale ed continuare ad impastare fino ad incordatura.

Mettere l'impasto in una ciotola di vetro appena unta e far lievitare 2 ore circa, facendo ogni ora delle pieghe a tre (come si fa con la pasta sfoglia), aiutandosi con una spatola.

Coprire la ciotola con la pellicola trasparente e mettere a lievitare in frigo per tutta la notte.
L'indomani mattina, dopo aver spolverizzato con un po' di semola rimacinata il piano lavoro, dare forma all'impasto e metterlo nello stampo da plumcake. (questa forma è un po' piccola, quindi ho messo solo 3/4 dell'impasto, il resto in uno piccolo stampo a forma di cuore).



Far lievitare fino al raddoppio (il mio ha addirittura triplicato, forzando gli argini dello stampo :-P), quindi spennellare con il latte ed infornare a 180°C per 20-25 minuti .

















E siccome il weekend lo abbiamo passato con Lella, Andrea e Camilla nella loro casa di Brienno, sul lago di Como, non c'era modo migliore di fare colazione con questo fantastico pan brioche e un vasetto di marmellata di kiwi fatta in casa.


domenica 4 marzo 2012

Torta di mele al mirto e il primo esempio di food/street photography

Un invito gradito ma in aspettato, delle mele nel frigorifero e la voglia di gustare con gli amici un dolce stra classico, ma con quel tocco in più: un bicchierino di mirto.
E fin lì è stato facile, ma poi c'era da prendere il treno, di corsa e allora sforna la torta e con tanto di tortiera rovente, mettila su un piatto di cartone decente per essere poi presentata, copri con carta d'alluminio, infilala in un sacchetto della spesa bio (ma chi cazzo ha avuto l'idea di quei così che si rompono dopo 2 minuti o si accartocciano se al contatto con il calore?) corri a prendere la macchina, parcheggia sulle strisce blu senza il grattino, prendi il primo treno, scendi alla stazione, prendi il secondo treno, siediti lontano da tutti quelli che hanno un telefono a portata di mano e si metteranno ad urlare con il loro interlocutore di turno, cerca di riprenderti dalla corsa forsennata e infine cerca di liberare la torta dalle grinfie del sacchetto e falle prendere aria prima che la condensa la faccia affogare.
E la foto? Chiama Filippo e digli di pensare ad un posto dove si vede Bergamo alta sullo sfondo, cerca di non farti venire l'ansia perché prima c'è da andare a conoscere Mattia, perché è nato da un mese e ancora aspetta di vederti, non pensare che la mezzoretta di visita a casa è diventata una passeggiata interminabile a spingere il passeggino di un bimbo bellissimo e silenzioso, non guardare il sole che si abbassa, non pensare che ormai il profilo di città alta non si vede più e che nemmeno i prati lì attorno hanno un minimo fascino, non lasciarti innervosire dal traffico e dalle macchine ferme al semaforo rosso, guardati intorno e se vedi un muretto sugli argini di un canale... fermati! 
E' la tua ultima occasione per fare una foto con una luce decente.




Ingredienti per 8/10 persone:
200 g di farina 00
100 g di zucchero semolato
80 g di burro
45 g di mirto
3 uova
3 mele renette
1 bustina di lievito
succo di limone q.b.

Sbucciare le mele, affettarle finemente, metterle in una ciotola e irrorarle con il succo di limone.
Lavorare le uova intere con lo zucchero, aggiungere la farina setacciata, il burro fuso, il mirto e infine il lievito. Mescolare con la frusta fino ad ottenere una crema omogenea. Unire al composto le mele, tenendone una ventina per decorare la superficie della torta e amalgamare il tutto.
Mettere l'impasto in una tortiera foderata di carta forno o imburrata e poi cosparsa di farina, ricoprire la superficie con le fette di mela disposte a raggiera e cospargere con abbondante zucchero semolato, che in cottura formerà una croccante crosticina.
Infornare a 180° per 50/60 minuti.



venerdì 2 marzo 2012

Un'insolita cheesecake

Mi sa che se non mi sbrigo a pubblicare questa ricetta faccio prima ad aspettare il prossimo Natale. Ma siccome sono sicura che anche voi, come me, avete ancora del panettone da smaltire, la ricetta ve la scrivo adesso.
Devo però fare una breve premessa, io il panettone non l'ho mai amato troppo, fino a qualche anno fa lo vivisezionavo per togliere tutti gli ospiti indesiderati (leggasi canditi e uvetta) che popolavano la gustosa pasta lievitata. 
Qualche settimana fa, però, Lorenzo, che ha un paio di fantastiche gelaterie a Milano, Le botteghe di Leonardo*, è venuto a cena a casa mia e mi ha portato in dono il panettone che utilizza per fare un gelato meraviglioso (ha portato anche il gelato, sia chiaro :-P) e mi ha chiesto di fare delle frittelle per carnevale. Lo sventurato visitatore però non sapeva che a casa mia friggere è vietato e quindi niente frittelle, ma il panettone l'ho usato in parte per fare questa gustosa ed insolita cheesecake e tutto il resto l'ho mangiato puro.
Che dire, io non faccio collaborazioni con nessuno e non faccio pubblicità a nessuno (mi scoccia  anche tantissimo andare sui blog altrui e trovare interminabili liste della spesa, ma questo argomento avrò modo di affrontarlo più avanti) ma quando una cosa è davvero buona lo devo ammettere e mi piace anche dirlo e quindi vi dico che sono diventata un'amante del panettone di Loison (ho provato classico, ai fichi e il mio preferito, alle amarene) e sono anche un'amante del gelato di Lorenzo, che non contiene emulsionanti chimici e addensanti, non contiene coloranti e nemmeno grassi vegetali idrogenati, si insomma un gelato genuino che consiglio a tutti di provare, non ne rimarrete delusi. 

*Sul sito trovate tutti gli indirizzi dei negozi, 2 a Milano, 1 a Firenze e 1 ad Altedo.



Ingredienti: (dosi indicative)
4 fette sottili di panettone (io Loison classico)
200 g di ricotta
200 g di marmellata di cachi e mele
100 g di zucchero
2 uova
crostini di panettone

Mettere le fette di panettone sulla base di una teglia da forno stando attenti a coprirla bene.
Preparare la crema di formaggio mescolando la ricotta, la marmellata, lo zucchero e le uova (io sono andata un po' ad occhio, assaggiando per dosare bene lo zucchero e la quantità di marmellata). Versare la crema nella teglia direttamente sul panettone e infornare per circa 30/40 minuti, comunque fino a quando non formerà una crosticina dorata in superficie e la crema di ricotta non si sarà completamente rassodata. Cospargere infine di crostini di panettone e lasciar raffreddare a temperatura ambiente. 
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