sabato 25 febbraio 2012

Paté di pollo al curry e crema di peperoni su nido croccante di spaghetti di soia

Uh Signur che giornata! 
Stamattina ho deciso che un fighissimo oggetto di design, un porta vino, doveva essere appeso al muro. 
Io e Filippo ci siamo armati di trapano e abbiamo iniziato la nostra sfida con la parete. Iniziamo con il primo buco, la punta del trapano entra solo 2 cm e a nulla sono valsi caparbietà e sudore, abbiamo beccato un pilastro di cemento armato, niente da fare. Decidiamo di spostarci di qualche centimetro, prendiamo nuovamente le misure e dando qualche colpetto al muro approviamo entrambi la scelta. Facciamo il secondo buco, il muro sembra fatto di burro, in un secondo la punta entra fino in fondo (il vicino non ha reclamato, desumo che siamo rimasti in casa nostra) e tutti soddisfatti decidiamo che è il caso di procedere con l'ultimo buco (il secondo, necessario per appendere il porta vino). Sono già felice, dovremo si stuccare la voragine fatta nel primo tentativo, ma alla fine avrò il mio porta vino attaccato al muro... Avvitiamo con successo il primo tassello e fiduciosi passiamo al secondo, la vite gira, gira, gira... a vuoto ovviamente! Prima il pilastro e poi un mattone vuoto, che sfiga!  Cerchiamo di non scoraggiarci, decido che tappare un buco o tapparne 3 non farà nessuna differenza, quindi la dima viene spostata ancora un po', stavolta un po' più in alto e le dita si incrociano, siamo al quarto buco... e tutto va bene, il tassello si avvita senza problemi, facciamo quindi anche il quinto... eh no dai, che palle, girava ancora a vuoto e la mia santa pazienza era mai svanita. 
Io sono assai cocciuta e questo lo hanno ben capito tutti quelli che mi conoscono e stavolta non mi volevo dare per vinta, dovevo assolutamente avvitare quel tassello ed evitare che il muro di casa diventasse un'opera d'arte post moderna.
Alla fine ci abbiamo messo una vite un filino più grossa, ma quel tanto che bastava per fare presa e abbiamo vinto noi!
Questo però è stato solo l'inizio, Filippo è uscito perché aveva un impegno e io ho dovuto fare tutto il resto, cioè un buco in bagno per attaccare un appendino, stuccare tutte le piastrelle intorno alla vasca da bagno che attendevano un restauro e infine stuccare i tre buchi della sala, rasare la parete e perché no, anche imbiancarla. 
Sto decisamente diventando vecchia, mica che la faccio a fare tutta sta fatica, se poi pensate che appena finito c'era da preparare il paté per l'MTC di febbraio...
Ora lascio parlare la ricetta e ringrazio Bucci e le squinternate di Menù Turistico per avermi fatto cimentare in un'altra sfida tutta nuova. 


















Ingredienti per 2 (o +) persone: 
Per il paté di pollo:
2 bistecche di petto di pollo
curry q.b.
150 g di panna fresca
2 chiodi di garofano
olio evo
sale e pepe
Per la crema di peperoni:
1/2 peperone
2 cucchiai di formaggio spalmabile alle erbe
olio evo
sale e pepe
Per gli spaghetti di soia:
100 g di spaghetti di soia
salsa di soia
olio evo

Preparare per prima cosa il paté tagliando a cubetti il pollo e soffriggendolo in un cucchiaio d'olio evo per 3/4 minuti. Aggiungere il curry in polvere sciolto in un cucchiaio di panna fresca, i chiodi di garofano, il sale e il pepe  e terminare la cottura della carne. Mettere il pollo nel bicchiere del frullatore, aggiungere il resto della panna e frullare il tutto fino ad ottenere una crema. Mettere il paté nello stampino desiderato (io in un piccolo coppapasta e mettere in frigorifero per almeno 3 ore a rassodare.
A questo punto preparare la crema di peperoni tagliando il peperone a cubetti e facendolo soffriggere in una padella con un fio d'olio. Cuocere a fuoco medio e girando spesso, per almeno 10 minuti, salare, pepare e frullare il tutto con il formaggio spalmabile alle erbe.
Infine preparare i nidi di spaghetti di soia facendo bollire un po' d'acqua in una pentola, spegnere il fuoco e mettere in ammollo gli spaghetti di soia per una decina di minuti. Scolare gli spaghetti eliminando tutta l'acqua di cottura e infine aggiungere salsa di soia in abbondanza. Dividere la pasta in mucchietti e cuocere in una padella con 2 cucchiai di olio caldo, girando solo quando la prima parte sarà bella croccante.
Comporre il piatto mettendo il paté sul nido di spaghetti di soia e decorando con la crema di peperoni.

Con questa ricetta partecipo all'MTC di febbraio 

venerdì 24 febbraio 2012

Goloso(i) di salute: Cuore di panna cotta al rum e caramello salato all'arancia per Luca Montersino

Impotenza... 

è la sensazione che ho sempre provato io di fronte a questo libro.

E' stato un regalo molto più che apprezzato, da poco più di un anno avevo iniziato la mia avventura con la nuova reflex, era il 2006, e loro sapevano che oltre alla fotografia adoravo cucinare e anche che per il mio colesterolo non tutti i dolci mi erano permessi e allora, per il mio compleanno, Alessandro e Stefania mi regalarono questo libro. Era un libro diverso da quelli che avevo visto fino a quel momento, soprattutto diverso dai mille giornali di cucina che invadevano la casa (per la gioia di mia mamma). Questa era arte vera, delle foto bellissime curate nei minimi dettagli e poi che dire delle torte? Un po' di ansia però mi è venuta, subito dopo che la mia meraviglia per quelle foto si era leggermente attenuata, ho iniziato a leggere interminabili elenchi di ingredienti sconosciuti, il maltitolo, l'inulina o di ingredienti che mai avevo visto nemmeno sullo scaffale del supermercato come il burro di cacao o la pasta di nocciole... Ero rimasta folgorata dai biscotti saraceni al cremino di nocciole che campeggiavano proprio in copertina e quindi avevo deciso di farli subito, sono andata al Natura Sì a prendere la farina di riso e quella di grano saraceno, poi sono incappata nel problema burro di cacao, che mi sono fatta vendere, dopo una lunga ed insistente supplica, dal commesso di una cioccolateria vicino casa, ovviamente a peso d'oro. Poi mi sono arenata sulla pasta di nocciole, mi sono addirittura spinta fino ad Alba, fino a Golosi di Salute chiedendo persino di lui per sapere dove la potevo trovare, ma non ho avuto successo e quindi sono riuscita a far scadere le farine e penso anche il burro di cacao che però sosta ancora fiero nel freezer di casa mia (il fatto che io abbia nel frattempo cambiato casa e che anche il burro di cacao abbia traslocato, può essere considerato un piccolo dettaglio).
Dopo aver aperto il blog ho ripreso in mano il libro e tutto ha assunto un significato nuovo, più chiaro, ma comunque le liste interminabili di ingredienti non hanno smesso di mettermi ansia, forse un'ansia più consapevole, ma sempre ansia vera e il libro è rimasto un oggetto di culto, da guardare e trattare con rispetto, ma assolutamente inavvicinabile!
Il contest di Stefania, Anna Luisa e Fabio è stato la buona occasione per prendere nuovamente in mano il mio adorato libro, negli ultimi giorni ho addirittura consumato qualche pagina, ma non mi decidevo, non ce la facevo proprio nemmeno ad immaginare di fare una lista di 20 ingredienti "strani" per fare una sua torta e quindi aspettavo, ho pensato persino di rinunciare, ma alla fine l'altra sera mi son decisa, ed eccoci qui.
Hey parliamoci chiaro, non sono una da torte complicate o che prevedano l'uso di troppe uova o troppo burro, di solito mi accontento di una buona torta di mele, soprattutto se la devo preparare io, e quindi ho scartato tutto ciò che fosse alto più di 3 cm, che prevedesse solo prodotti di stagione (meglio se già li avevo in casa) e soprattutto che non prevedesse preparazioni troppo lunghe. L'idea di questo dolce l'ho presa da qui e ho poi utilizzato 2 diverse preparazioni di Montersino, il biscuit al cacao e la panna cotta al rum con caramello salato all'arancia. Ho pesato tutti gli ingredienti con una pazienza incredibile e alle 23:30 ero ancora in ballo a far sciogliere lo zucchero nel pentolino, ma per una volta posso dire di non aver fatto di testa mia. Che dire di questo dolce... bè provatelo e ditemi cosa ne pensate! :-D

















Ingredienti:
Per il biscuit senza uova: 
250 g di panna
115 g di zucchero
65 g di farina 400 W
30 g di farina di mais
15 g di acqua
10 g di fecola di patate
10 g di cacao amaro
2 g di lievito
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
Per la panna cotta: (ho dimezzato le dosi originali)
400 g di panna
75 g di latte intero fresco
77,5 g di zucchero semolato
32,5 g di rum 40°
6 g di colla di pesce in fogli
Per il caramello salato: (ho dimezzato le dosi originali)
125 g di zucchero semolato
87,5 g di succo di arancia
2,5 g di scorza di arancia
1 pizzico di sale

Preparare il bisquit montando la panna, lo zucchero, l'acqua e l'estratto di vaniglia. Unire poi la fecola di patate e le farine setacciate, mescolando dal basso verso l'alto. Stendere il composto ottenuto in uno stampo rivestito di carta da forno e cuocere in forno a 220 C° per 10 minuti.
Preparare la panna cotta facendo bollire a fuoco lento 100 g di panna con il latte. Quando la panna sarà ben calda aggiungere lo zucchero, unire poi la colla di pesce e mescolare bene finché la colla di pesce sarà tutta sciolta. A questo punto aggiungere il resto della panna e lasciar raffreddare,  una volta fredda unire il rum. 
Nel frattempo preparare il caramello "a secco": scaldare bene un pentolino d’acciaio o alluminio e versarci dentro parte dello zucchero. Abbassare la fiamma e lasciare sul fuoco finché si sara’ sciolto quindi aggiungere altro zucchero, gradualmente, fino a scioglierlo tutto. Scaldare il succo di arancia e aggiungerlo al caramello poco a poco mescolando sempre. Far bollire 1 minuto. Aggiungere infine la scorza di arancia e il sale, mescolando bene e far raffreddare. 
Per la composizione del dolce: mettere il bisquit sul fondo di una tortiera poi versare la panna cotta fredda quasi fino al bordo. Mettete 20 minuti in freezer o 1 ora e mezza in frigorifero. Una volta solida versare il caramello salato all'arancia e guarnire con un paio di fette d'arancia.

Con questa sofferta ricetta spero di essere ammessa e quindi di poter partecipare al contest di Stefania del blog Profumi & Sapori e di Anna Luisa e Fabio del blog Assaggi di Viaggio, "Goloso di salute" e se invece non può esser considerata una torta cremosa, bè pazienza per lo meno dopo almeno 5 anni non mi son limitata solo a guardare le strabilianti fotografie del libro Golosi di salute che giaceva indisturbato sullo scaffale della mia libreria :-P

lunedì 20 febbraio 2012

Filetto di suino con cipolline allo zafferano e pane integrale al cavolo nero

Ieri mattina mi sono svegliata con una grandissima voglia di cucinare e visto il panino super veloce (e super buono) di sabato, mi son detta che il pranzo domenicale doveva essere qualcosa di speciale.
Ovviamente le idee erano assai confuse, il frigo era appena stato riempito e quindi le cose a disposizione erano tante, bisognava solo trovare il modo di organizzarsi.
L'unica cosa certa era l'utilizzo dello zafferano per partecipare al contest di Cinzia e Valentina, ma non avevo voglia del solito risotto dove poi dello zafferano rimane solo il colore e del gusto nemmeno l'ombra (almeno in quello che preparo io), ma io non uso tantissimo questa spezia quindi non potevo proporre nemmeno dei miei cavalli di battaglia... ma poi si è accesa la lampadina, la mia prima ricetta del blog, le triglie con cipolle allo zafferano, e allora cipolla sia! Poi il fatto che il frigo offrisse delle freschissime cipolline borretane è solo un caso o più una fortuna direi e che ci fosse anche un bel cespo di cavolo nero un'altra. Si dai, ammettiamolo, è un piatto nato strada facendo, di quelli che non te lo immagini verranno fuori così, ma speravo in un ottimo risultato e quello l'ho ottenuto.
Ad esser proprio sinceri sinceri ammetto di avere qualche problemino con il sale, non ne metto mai abbastanza e il pane è venuto un po' sciapo, ma si nota solo se mangiato da solo, insieme a tutti gli altri ingredienti era perfetto (il che mi spinge alla conclusione che qualche altro ingrediente di sale ne aveva troppo, ma visto il perfetto equilibrio del piatto è inutile indagare, no? :-P)


















Ingredienti per 2 persone: 
Per il pane:
500 g di farina integrale
1/2 panetto di lievito
1 cucchiaio di olio evo
1 cucchiaino di sale
acqua q.b.
1 cespo di cavolo nero
4 fette di provolone dolce
sale affumicato della Danimarca
1 scalogno
olio evo
sale
peperoncino
Per le cipolle:
500 g di cipolle borretane
1 bustina di zafferano 
1/2 bicchiere di vino bianco secco
1/2 bicchiere d'acqua
2 rametti di timo fresco
olio
sale e pepe
Per il filetto:
250 g di filetto di suino
sale affumicato della Danimarca e pepe
olio evo

Preparare per prima cosa l'impasto per il pane mettendo la farina integrale su una spianatoia, versare al centro l'acqua, l'olio e il lievito fresco sbriciolato. Iniziare ad impastare,  aggiungendo il sale solo in un secondo momento, fino ad ottenere un impasto morbido ed omogeneo. Fare una palla, infarinarla e lasciarla lievitare in un posto caldo e asciutto fino al raddoppio del suo volume.
Nel frattempo lavare con cura i cavolo nero e tagliarlo in pezzi grossolani. Bollire in abbondante acqua salata per 20/25 minuti e scolare eliminando tutta l'acqua.
Far soffriggere uno scalogno affettato finemente e un po' di peperoncino in una padella, aggiungere il cavolo nero e fare insaporire per una decina di minuti e poi far raffreddare.
Prendere l'impasto di pane e stenderlo in un rettangolo con il mattarello. Ricoprire la superficie con parte del cavolo nero e qualche fetta di provolone dolce e arrotolarlo su se stesso. 
Mettere il rotolo su una teglia coperta di carta forno, fare dei tagli diagonali sulla superficie, spennellare con olio evo e cospargere di abbondante sale affumicato della Danimarca (anche il sale grosso normale andrà benissimo) e lasciar lievitare per un'altra mezzora, poi infornare a 200° per 45/50 minuti.
Sbucciare le cipolle (io le ho comprate già senza buccia) e soffriggerle con un filo di olio evo, aggiungere mezzo bicchiere di vino bianco e lasciar sfumare completamente, aggiungere infine mezzo bicchiere di acqua calda, il sale, il pepe, il timo e lasciar cuocere fino a quando il liquido non si sarà ristretto fino a diventare una salsina un po' densa.
Infine condire la carne con sale e pepe e cuocere in un filo di olio evo fino ad ottenere la cottura desiderata. 
Servire mettendo sul fondo del piatto il cavolo nero, una fetta di pane integrale, uno o più medaglioni di filetto, qualche cipollina e condire il tutto con la salsa di zafferanno al timo.

Con questa ricetta partecipo al contest di Cinzia del blog Essenza in cucina e di Valentina del blog My taste for food, "Colors & food, what else?", che per il mese di febbraio prevedeva lo zafferano.

sabato 18 febbraio 2012

Cheesburger con radicchio, carciofi e provolone

Avevo mille progetti per questo fine settimana, ma uno sfigatissimo venerdì (non a caso proprio 17) ha rovinato un po' tutti i piani. 
Iniziamo con la giornata di ieri, era prevista la donazione del sangue, un bellissimo pomeriggio con Filippo che non lavorava e poi una serata un po' diversa dal solito con aperitivo e cinema.
Ecco invece com'è andata: niente donazione perché la mia pressione non ne ha voluto sapere di salire a livelli accettabili, nonostante mi abbiano fatto fare colazione, per poi bere nuovamente un caffè e mangiare persino delle arachidi salate, sono uscita dall'ospedale a mezzogiorno e ormai anche andare al lavoro non conveniva davvero, quindi ho preso ferie e son rimasta a casa con Filippo che invece che affievolire la mia incazzatura per aver perso la mattinata per niente, ha peggiorato le cose facendosi venire prima un attacco di letargia acuta e poi si anche messo a studiare. Io ho passato quindi il pomeriggio da sola davanti alla tv e mi sono innervosita talmente tanto che alla fine è saltata anche la serata cinema.
E poi oggi dovevo vedere delle amiche e conoscere il pargoletto di una di esse e domani andare in montagna con altri amici, ma a causa della pioggia che prevedono anche quei programmi sono stati cancellati. Mi consolo solo con il fatto che al cinema ci andrò domani pomeriggio e con questo fantastico panino che ho preparato solo per me. 
Considerando che possiate essere, al contrario di me, più propensi a condividere il vostro pasto, vi lascio le dosi per 2 persone.


















Ingredienti per 2 persone:
2 carciofi
1 cespo di radicchio rosso lungo
4 fette di pane in cassetta
4 fette di provolone dolce
1 scalogno piccolo
olio
aceto
sale e pepe 

Pulire i carciofi eliminando le foglie esterne, parte del gambo, la punta e la barbetta interna e metterli a bagno in acqua e limone. Scolarli, affettarli finemente e soffriggerli a fuoco vivo in una padella con lo scalogno e un filo di olio evo. Aggiungere sale e pepe.
Nel frattempo affettare finemente anche il radicchio e scottarlo pochi minuti a fuoco vivo con un filo d'olio e di aceto di vino bianco, aggiungere sale e pepe.
Con l'aiuto di un coppapasta ricavare dei cerchi dalle fette di pane (perfetto sarebbe quello ai 5 cereali, ma io purtroppo ne avevo una fetta sola ed ho usato quello bianco, le due estremità) e tostarlo brevemente su una piastra molto calda o nel tostapane. 
Formare infine il panino mettendo una fetta di pane sul fondo del coppapasta, una fetta di provolone dolce, il radicchio, un'altra fetta di provolone, i carciofi e infine chiudere il tutto con un'altra fetta di pane. Il calore delle verdure farà sciogliere il formaggio rendendo questo mini hamburger vegetariano un pranzo davvero godurioso. 
Ah, se Mc Donald's mi presentasse un super size così... 
Direi che posso fare invidia anche a Marchesi!

Le mie fotoCon questa ricetta partecipo (finalmente) al contest di Ambra del blog Il gattoghiotto, in collaborazione con Malvarosa Edizioni, "La piccola bottega di campagna"

mercoledì 15 febbraio 2012

Vellutata di finocchi con polpettine di riso ripiene

E siamo finalmente arrivati al piatto principale della cena vegetariana, quello di cui alla fine sono rimasta davvero soddisfatta, anche se l'antipasto con i crackers di ceci, la tarte tatin di cipolle rosse, i funghi ripieni e i peperoni con pomodori e feta ha provato tutti parecchio. 
Non volevo fare la classica pasta con le verdure e vista la mia passione per le vellutate, ho deciso di fare qualcosa di diverso, soprattutto per non alzarci da tavola con grandissimi rimorsi e sensi di colpa per aver infranto tutte le regole della nostra dieta post-natalizia.
E quindi vellutata sia, ma con qualcosina in più, delle sfiziosissime polpettine di riso aromatizzato all'arancia e finocchietto, ripiene di scamorza filante.



















Ingredienti per 6 persone:
Per la vellutata:
4 finocchi grandi
5 patate medie
1 cipolla rossa
sale e pepe
Per le polpette di riso:
400 g di riso Jasmine
100 g di scamorza
2 arance
semi di finocchio

Sbucciare e lavare le patate, lavare anche i finocchi e, dopo aver eliminato le cime, affettarli grossolanamente.
Affettare la cipolla finemente e soffriggerla in olio evo, aggiungere poi le patate, i finocchi e ricoprire il tutto con l'acqua. Salare e pepare e lasciar cuocere con il coperchio a fuoco medio fino a quando le verdure non si saranno quasi sfaldate. Frullare il tutto con il Minipimer e tenere in caldo.
Nel frattempo far bollire il riso in poca acqua salata, aggiungere la scorza di un'arancia e il succo di due, qualche seme di finocchietto selvatico e abbondante pepe nero appena macinato e ultimare la cottura aggiungendo qualche mestolo d'acqua (se necessario) che alla fine dovrà comunque essere assorbita del tutto. Lasciar raffreddare.
Con il riso ormai tiepido formare delle palline e posizionarvi al centro un tocchetto di scamorza. Passarle nel pangrattato e metterle su una placca ricoperta di carta forno. Irrorare con olio evo e infornare a 200° fino a quando non saranno dorate in superficie.
Servire la vellutata con un filo d'olio evo a crudo e una grattata di pepe e accompagnarla con le polpette di riso all'arancia ripiene di scamorza filante.


E siccome ieri era San Valentino e io non l'ho mai festeggiato (da ragazzina anche se avrei tanto voluto non avevo il fidanzatino e ora fortunatamente sono troppo vecchia per appassionarmi a questa festa), non ho pensato a nessun post dedicato.
Ho cenato con la mia amica Tiziana e tutto è andato via liscio quasi senza che mi imbattessi in cuoricini, cioccolatini o bigliettini, ma appena arrivata a casa ho trovato un dolce ed inaspettato pensiero di Filippo, questo bellissimo mazzo di tulipani rossi. 
Dire che mi son piaciuti solo perché si intonavano perfettamente al colore delle pareti sarebbe una bugia, in fondo anche io sono un'inguaribile romantica.


Con questa ricetta partecipo al contest di Laura del blog Pane e olio, "La sagra della polpetta"







e al contest di Francesca del blog Imparandocucinando, "Piovono polpette"

lunedì 13 febbraio 2012

Tarte tatin di cipolle rosse caramellate

Continuiamo con le ricette tutte vegetariane fatte per la cena di venerdì con Lella, Andre, Sele e Lorenzo.
Per questa ricetta mi son lasciata ispirare da un libricino regalatomi a Natale di tanti anni fa dai miei amici di Berlino, libro dedicato alle ricette con verdure e patate, anche se in realtà non è vegetariano, perché tratta anche ricette a base di carne e pesce dove vengono utilizzate le verdure in modo predominante.
Sono rimasta folgorata, anche perché da tempo volevo fare una ricetta simile vista nel blog di Cinzia (ovviamente lasciata nel dimenticatoio come tante altre "ispirazioni" prese qua e là, ma di cui mi era rimasto un retrogusto stuzzicante) e quindi ho preso la palla al balzo.
Ai miei ospiti è piaciuta tanto, purtroppo ne avevo fatta una sola! :-(
Il resto della cena nei prossimi giorni...


















Ingredienti:
1 rotolo di pasta sfoglia
500 g di cipolle rosse
50 g di burro
3 cucchiai di aceto di vino
1 cucchiaio di zucchero
sale e pepe

In una padella di circa 24 cm di diametro e adatta al forno, sciogliere il burro con lo zucchero.
Aggiungere le cipolle precedentemente sbucciate e tagliate a spicchi di circa 2 cm e cuocerle 15 minuti a fuoco basso, rigirando di tanto in tanto.
Aggiungere l'aceto, sale e pepe e continuare a cuocere a fuoco medio fino a quando il liquido non si sarà asciugato completamente.
Coprire le cipolle con la sfoglia, richiudendo i bordi verso il fondo della padella.
Infornare a 180° per 20-25 minuti e lasciare infine riposare 5 minuti prima di rovesciare la torta con l'aiuto di un piatto. Servire ancora calda.

NUOVO CONTEST!!! PARTECIPATE...Con questa ricetta partecipo al contest di Mario del blog Cuocopercaso, "La cipolla"

sabato 11 febbraio 2012

Mini crackers alla farina di ceci

Quando ho visto questi crackers sul blog di Francesca, me ne sono davvero innamorata.
Nel suo blog poi ho trovato anche una seconda ricetta, fatta mesi prima, di crackers fatti con il Philadelphia.
Io non amo il burro e questo penso che ormai si sia capito, quindi ho preso la palla al balzo per unire le due creazioni di Francesca e ne ho fatto dei fantastici crackers super light con la farina di ceci e il formaggio spalmabile.
Sono andata un pò a caso con gli ingredienti che avevo in casa, la farina di ceci era quasi finita, il formaggio era un avanzo da frigo, ma del risultato non sono soddisfatta, molto di più!
Con la dose che ho usato io ho riempito quasi 2 teglie e purtroppo la metà sono spariti tra una cottura e l'altra tanto erano buoni!
Quale migliore occasione per presentarli di una cena tra amici?
Direi una cena particolare quella di ieri sera con persone che mi conoscono da una vita, con le quali si è instaurato un rapporto molto bello, tra momenti più intensi e lunghi periodi di assenza, ma di quei rapporti che ti danno la certezza di esser sempre lì, qualunque cosa accada.
Questa mia avventura con il blog ha poi trovato in loro un sostegno incredibile, quindi sono lieta di averli avuti tutti alla mia tavola.
Nei prossimi giorni posterò anche le altre ricette della cena tutta vegetariana.


















Ingredienti:
150 g di farina di ceci 
45 g di formaggio spalmabile light
1 uovo
sale e pepe
origano
olio evo

Impastare la farina con il formaggio, l'uovo, sale, pepe e origano. Formare una palla, cospargerla di farina, avvolgerla nella pellicola trasparente e metterla a raffreddare in frigorifero per un paio d'ore. La consistenza dell'impasto sembrerà inizialmente molto morbida, ma una volta in frigorifero diventerà più consistente.
Una volta passato il tempo necessario prendere l'impasto e tirarlo con il mattarello fino ad ottenere uno spessore di circa 3/4 mm (il piano di lavoro andrà cosparso di abbondante farina in modo che non si attacchi) e tagliare le formine desiderate con uno stampino per biscotti. 
Posizionare i mini crackers su una teglia coperta con un foglio di carta forno, spennellarli con olio evo e cospargerli di sale grosso.
Preriscaldare il forno ventilato a 180° e cuocere i crackers per una decina di minuti, o fino a quando non saranno belli dorati. 

domenica 5 febbraio 2012

Vellutata di porri e patate con mazzancolle

Direi che l'inverno è proprio arrivato e chi si lamentava del troppo caldo spero si mangi la lingua! A Milano non ha nevicato tanto, come in altre parti d'Italia, ma fa un freddo... Tanto freddo che non mi viene per niente voglia di mettere il naso fuori casa. In questi giorni poi mi hanno demolito mezza casa e quindi ho passato il tempo a pulire, la polvere si è infilata ovunque, sono distrutta! 
Ieri sera cena leggera ma davvero gustosa, proprio quello che ci vuole in una fredda sera invernale se non si ha un caminetto a disposizione.


















Ingredienti per 2 persone:
2 porri
2 patate
10 code di mazzancolle
2 bicchieri d'acqua
olio evo
sale e pepe

Lavare i porri e affettarli finemente, tendendo da parte gli strati più esterni interi e sbucciare le patate tagliandole a piccoli tocchetti.
Mettere il tutto in un tegame con un goccio di olio evo, due bicchieri d'acqua e una presa di sale grosso. Far cuocere per una ventina di minuti, finché la patata non si sfalda, e poi frullare con il Minipimer. 
Sbollentare il porro tenuto da parte e tagliato a striscioline per il lungo per cinque minuti e  avvolgere le code di mazzancolle, precedentemente private del carapace e del filo nero intestinale.
Far soffriggere uno spicchio d'aglio in dell'olio evo e cuocere le code di mazzancolle a fuoco vivo per un paio di minuti per parte.
Mettere la vellutata di porri e patate sul fondo di un piatto, posizionare le mazzancolle al centro  e decorare con un pizzico di sale al nero di seppia (come dice Paola, che me lo ha donato, non sa molto di seppia, ma il colore è bellissimo) e un filo d'olio a crudo.
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