sabato 28 gennaio 2012

Tagliatelle ai carciofi

Sono arrivata all'ultimissimo e questo mese ho davvero temuto di non riuscire a partecipare all'MTChallenge che vedeva le tagliatelle di Ale come protagoniste. 
A causa dei primi 3 weekend passati in montagna avevo programmato di fare le tagliatelle  questa settimana, ma poi un'influenza improvvisa ed indesiderata ha tarpato le mie ali. 
Il dottore mi ha messo a digiuno e di far le tagliatelle non se ne parlava proprio, non solo perché non mi reggevo in piedi, ma perché poi non avrei potuto gustarle.
Stamattina ho deciso, ho tirato fuori le uova dal frigorifero, ho tirato fuori la farina dalla dispensa e chi ci trovo dentro a passeggiare? No, non in dispensa, nella farina... non so il loro nome, ma una cosa la so, quegli esserini lì non ci dovevano stare!!!!
E adesso che faccio? Dovevo uscire per forza se no niente tagliatelle e quindi mi imbacucco a dovere e corro al supermercato a prendere la farina e mi metto di nuovo all'opera perché Filippo doveva uscire subito dopo pranzo ed erano già le 11:45!
Le ho fatte di fretta e l'impasto non ha riposato quanto avrebbe dovuto o quanto avrei voluto, quindi la stesura non è andata liscia liscia e le tagliatelle sono rimaste un po' rugose per questo tipo di condimento, sarebbero state perfette invece per un ragù.


















Per il procedimento della pasta riposto le parole di Ale

Ingredienti per 2 persone:
Per la pasta:
220 g di farina 0
2 uova
Per il condimento:
4 cuori di carciofo
1/2 cipolla
olio
sale e pepe

La dose della farina è indicativa, perchè dipende dalla sua capacità di assorbimento e dalle dimensioni delle uova, che andrebbero utilizzate a temperatura ambiente. Per prima cosa setacciare la farina per darle aria, formare la fontana e mettere al centro le uova (sgusciate a parte, e preferibilmente a temperatura ambiente), batterle con una forchetta, iniziando ad amalgamare poca farina per volta per addensarle, evitando che, rompendo l'anello, scappino fuori... Coprire le uova con la restante farina e, aiutandovi con una spatola che va inserita sotto il composto, cercate di ammassarlo. Mettete in una ciotola e coprire (per evitare la formazione della crosta che comprometterebbe il risultato finale). Lavatevi le mani per eliminare i residui di pasta che si sono seccati, e che potrebbero provocare forellini nella sfoglia, e pulite anche la spianatoia. Riprendete l'impasto e lavoratelo, facendolo rotolare velocemente premendolo verso l'esterno, (non schiacciatelo mai verso il basso), fino ad ottenere un composto liscio al tatto. Non lavoratelo troppo a lungo se vi piace la sfoglia un pò ruvida....  Durante la lavorazione, dovete fare attenzione a tenere il centro (la parte con le pieghe) sempre coperto, altrimenti rischiate di trovari con un buco e una ciambella. Raccogliete le pieghe al centro e premete. Rimettete l'impasto nella ciotola con la parte delle pieghe verso il basso, coprite e lasciate riposare almeno 20-30 minuti. Questo passaggio è necessario per far rilassare il glutine che si sarà formato durante la lavorazione, e che rende l'impasto elastico. Così sarà molto più semplice stendere la sfoglia con il matterello!
Riprendete l'impasto dalla ciotola e mettetelo sul tagliere con la parte delle pieghe verso il basso, e cominciate a stendere con il movimento verso l'esterno, ruotando ogni volta la sfoglia di pochi gradi, finchè l'impasto non sarà abbastanza grande da tenerne la metà fuori dal tagliere. D'ora in poi, sposterete la sfoglia arrotolandola sul matterello. La prima parte da assotigliare è il centro, quindi arrotolate la sfoglia sul matterello, e premendo muovetelo avanti e indietro, ripetendo il movimento almeno tre volte. Sollevatela, giratela, srotolatela e cercate di recuperare uno spessore omogeneo. Osservate la sfoglia, si muove verso l'esterno? Bene, state lavorando correttamente! Se invece il cerchio non si allarga, c'è qualcosa che non va... o la sfoglia si è attaccata al tagliere e non si allarga, o il movimento con il matterello lo state facendo verso il basso e non verso l'esterno! Potrete rimediare staccando l'impasto dal tagliere nel primo caso, o correggendo il movimento nel secondo, ma non perdetevi d'animo! Quando avrete raggiunto lo spessore desiderato, che di solito è piuttosto sottile (ma seguite il vostro gusto) fermatevi, e lasciate la sfoglia stesa sul tagliere ad asciugare, fino a quando piegandola e premendola, riuscirete a tagliarla con un dito come si farebbe con un tagliacarte.
A questo punto arrotolate la sfoglia, e con un coltello possibilmente a lama alta e quadrata (la "coltellina", come la chiamano in Emilia), che va tenuta con indice e pollice, tagliate la sfoglia, senza schiacciarla, ad una larghezza di 6-7 mm circa. Allargate le tagliatelle sul tagliere per non farle attaccare, e solo quando si saranno asciugate un pò, formate dei nidi arrotolandole su se stesse. Fatele seccare su un canovaccio o sull'apposito telaio.


Nel frattempo pulire i carciofi eliminando le foglie esterne, parte del gambo, la punta e la barbetta interna e metterli a bagno in acqua e limone. Scolarli e affettarli finemente. Stufarli in una padella con sale grosso e olio evo, aggiungendo un mestolo d'acqua di cottura delle tagliatelle, se necessario.

Cuocere le tagliatelle in abbondante acqua salata e scolarle al dente per poi finire la cottura in padella con i carciofi. Servire spolverando con abbondante pepe nero appena macinato.

Con questa ricetta partecipo all'MTChallange di gennaio.


giovedì 26 gennaio 2012

Timballo di riso con succo di mandarino e salvia

E così la febbre è toccata anche a me, erano 11 anni che non mi veniva, magari febbre di stanchezza, ma niente di rilevante e invece l'altro ieri son dovuta tornare a casa dal lavoro perché mi facevano male persino le dita dei piedi e appena arrivata a casa il termometro segnava già 38.2. Nel scorso della notte è salita fino a 38.6, penso di non aver mai sudato così tanto, mi sembrava di essere in una sauna. 
Ieri invece è stata la giornata peggiore, la febbre è calata significativamente, ma son subentrati forti disturbi gastro-intestinali, ma l'apice l'ho raggiunto svenendo sul water, causando un mezzo infarto a mia madre che è che mi è venuta a soccorrere. 
Non mi son fatta mancare proprio niente :-P
Il dottore mi ha messo a digiuno, niente acqua, né cibo e per la giornata di ieri gli ho dato retta, son stata bravissima, solo qualche goccio d'acqua per prendere le medicine, oggi però i morsi della fame mi attanagliavano lo stomaco e a mezzogiorno ho mangiato ben 40 g di pastina (asciutta) e stasera la metà di questo fantastico timballo, che altro non è che riso bollito aromatizzato e passato poi al forno. 
Lo consiglio vivamente a tutti i malati che devono mangiare riso in bianco con olio e parmigiano, qui l'olio è stato perfino sostituito dal succo di mandarino.


Ingredienti per 1 persona:
2 pugni di riso Jasmine 
1 mandarino
2 foglie di salvia 
parmigiano
pangrattato
sale

Far bollire poca acqua in un pentolino, salare e mettere a cuocere 2 pugni di riso Jasmin (o Basmati), aggiungere le foglie di salvia spezzettate, il succo di un mandarino e far cuocere per una decina di minuti. Nel frattempo ungere uno stampino per soufflé con un goccio d'olio e spolverare con il pangrattato facendolo aderire alle pareti. 
Mettere il riso nello stampino e cospargere la superficie con il parmigiano grattugiato.
Far cuocere infine sotto il grill per 3/4 minuti fino a quando non si sarà formata una crosticina croccante e sformare. 
Decorare a piacere con una foglia di salvia e una fetta di mandarino.

lunedì 23 gennaio 2012

Medaglioni di filetto di suino su letto di radicchio al balsamico

Con questo sole la mia voglia di andare in montagna non mi abbandona mai. Solo in inverno, infatti, si riesce a godere appieno di panorami così meravigliosi. 
Ieri sono stata sul Monte Linzone in Valle Imagna con la Manu, Beppe, Filippo e Matteo, una piccola camminata con merenda. La giornata era spettacolare, faceva caldo, tanto da permetterci di stare in maglietta, siamo saliti in cima per un sentiero che ci ha donato una vista mozzafiato, si vedevano le alpi innevate e persino gli appennini, attraversando tutta la pianura padana. Arrivati alla croce, in cima al monte, siamo stati però travolti dal vento, abbiamo quindi optato per scendere di qualche metro per goderci il nostro caffè e mangiare una fetta di crostata e del  panettone. Il pomeriggio è andato anche meglio, siamo scesi verso le 2 e Beppe ci ha ospitati nella sua bellissima casa in riva al Brembo per mangiare un piatto di pasta insieme. E quindi tra una chiacchiera, un bicchiere di ottimo barbaresco, un pasticcino e un assaggio di Tequila messicana, alle 4 abbiamo finito di pranzare e abbiamo giocato ad un gioco stupendo, DIXIT in cui la fantasia e i risvolti psicologici la fanno da padrone.
Purtroppo siamo dovuti anche tornare a casa, ma spero di passare presto un'altra giornata così.

Perché ho abbinato il racconto della giornata di ieri a questa ricetta? Non lo so, forse perchè l'ho preparata l'altra sera e mi faceva piacere farvela vedere e consigliarvi di prepararla, perché è veloce, buona e diversa e la Parodi dovrebbe imparare a fare questi piatti anziché quelle schifezze che propina con la scusa che le persone non hanno tempo per preparare qualcosa di buono e soprattutto sano.



Ingredienti per 2 persone:
Per la carne:
400 g di filetto di suino
1 rametto di rosmarino
2 foglie di salvia
1 spicchio d'aglio
olio evo
sale grosso e pepe
Per il contorno:
1 ceppo di radicchio rosso 
1 ceppo di radicchio variegato
aceto balsamico
parmigiano reggiano
sale e pepe
olio evo

Mondare il radicchio e tagliarlo grossolanamente. Metterlo in una padello con dell'olio evo, un pizzico di sale grosso e farlo scottare per un paio di minuti a fuoco alto, girando di continuo. Aggiungere l'aceto balsamico e farlo sfumare completamente. Spegnere il fuoco e aggiungere abbondante parmigiano e una grattata di pepe.
Nel frattempo far soffriggere uno spicchio d'aglio in poco olio evo, aggiungendo un rametto di rosmarino e due foglie di salvia. Cuocere i medaglioni di filetto di suino (circa 2 cm) a fuoco medio, facendo ben dorare la superficie e stando attenti a non bucare la carne per non far fuoriuscire i succhi. Salare infine con sale grosso a cottura quasi ultimata e spolverare con abbondante pepe nero macinato al momento.
Servire i medaglioni su un letto di radicchio.

sabato 21 gennaio 2012

Crostatina di mela con noci, miele e crema al cacao

In principio fu una mela... no, non vi preoccupate, non voglio propinarvi la storia della Creazione in 5 minuti, ma solo parlarvi di questo fantastico dolcetto che ho fatto ieri sera.
Sono partita da una mela, appunto, una gigantesca mela renetta che mi era rimasta in frigorifero dal 30 di dicembre e poi mi sono ricordata anche di un piccolissimo panetto di impasto dei biscotti di vetro, sempre di quella data, che avevo congelato perché erano finite le caramelle e andavo di fretta. E quindi una breve scansione mnemonica a ciò che c'era in dispensa e un pizzico di fortuna e ne è venuto fuori un dolce fantastico.
Peccato che la pasta era poca, abbastanza per una sola crostatina, il resto della mela l'ho messa in forno con zucchero e Grand Marnier, certo che a mangiarla così la frutta... :-P





Ingredienti per 1 crostata:
Per la pasta: 
(1 piccolo panetto avanzato da queste dosi)
280 g di farina 00 
200 g di zucchero semolato
115 g di burro
1 uovo
1/4 cucchiaino di sale fino
1/2 cucchiaino di lievito per dolci
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
Per la farcitura:
1/2 mela renetta
1 cucchiaino di crema spalmabile al cacao
2 cucchiai di zucchero
1 manciata di noci
1 cucchiaino di miele

In questo caso io ho utilizzato un panetto congelato, quindi l'ho tolto dal freezer e l'ho fatto scongelare a temperatura ambiente per almeno un'ora, ma se non lo avete, allora il procedimento è questo:

Setacciare farina, sale e lievito in una ciotola. 
Sbattere energicamente il burro e lo zucchero per almeno 3 minuti fino ad ottenere un composto spumoso e chiaro, incorporare l'uovo e continuare a sbattere nuovamente per un altro minuto, fino a quando non si sarà bene amalgamato con il resto degli ingredienti. Unire un cucchiaino di estratto di vaniglia (potete eventualmente sostituire con qualche semino di vaniglia). Aggiungere quindi la farina e mescolate bene fino a quando non otterrete un impasto compatto ed omogeneo. Formare una palla, avvolgerla nella pellicola per alimenti e porla a riposare in frigorifero per almeno 1 ora.
Stendere la pasta e foderare uno stampo per crostate (io di 12 cm di diametro), spalmare la superficie con della crema al cacao, Ricoprire con 2 strati di mele, precedentemente sbucciate e affettate non troppo finemente, o fino a quando non si arriva al bordo e spolverare di zucchero semolato. Cospargere infine la superficie con le noci tritare grossolanamente e del miele.
Infornare a 180° per circa 20 minuti.

inportante aggiornamento del 19 gennaio 2012!Con questa ricetta partecipo al contest della fantastica Benedetta del blog Fashion Flavors (Eco-coocking with health), "Ricicliamo il Natale"

mercoledì 18 gennaio 2012

Involtini di sogliola ai profumi mediterranei

Un paio di mesi fa avrei voluto partecipare al non-contest di Cinzia "Dai! Ci scambiamo una ricetta?", ma mi sono segnata troppo tardi e il primo sorteggio era già stato fatto, sono stata quindi pescata in secundis, venendo assegnata al blog di Fujiko,  La ricetta della felicità.
Dopo le feste, avendo mangiato tanto e sentendomi ancora gonfia e piena, non è stato facile scegliere una ricetta; i dolci li ho esclusi a priori (e Fujiko nel blog ne ha fatti molti e di buonissimi) e le ricette salate, andando di pari passo con la stagionalità, non erano tutte fattibili, come ad esempio questa zuppa che ho adorato da subito e che farò appena sarà il periodo delle fave fresche. Mi ero lanciata sugli involtini di verza, avevo già tutti gli ingredienti sul piano i lavoro, la verza a sbollentare in pentola, ma poi un paio di foglie mi si son rotte e quindi ho ripiegato su un buonissimo risotto con verza e speck.
L'altro giorno però, sbirciando un po' più a fondo, ho trovato questi magnifici involtini, di pesce stavolta, e ho deciso che questa sarebbe stata la mia ricetta. Potendo da regolamento cambiare qualche ingrediente, ho scelto di utilizzare i filetti di sogliola oceanica invece del carpaccio di spada o dei filetti di pesce sciabola, tutto il resto è stato mantenuto, ma penso che il risultato non cambi... ed è fantastico!
Io e Filippo li abbiamo graditi davvero tanto, dal sapore aspro del limone nel salmoriglio, alla morbidezza del pesce che si scioglieva in bocca, al croccante della panatura. Fantastica la cottura sulla griglia con carta forno, ha permesso agli involtini di croccarsi senza asciugarsi troppo e senza rimanere attaccati alla padella... una ricetta sicuramente da ripresentare ad una cena con amici o parenti.


















Ingredienti per 15/18 involtini:
Per gli involtini:
500 g di filetti di sogliola
50 g di formaggio parmigiano grattugiato 
pangrattato 
prezzemolo
capperi
olio evo
aglio 
sale e pepe
Per il sarmurigghiu: 
1 limone
prezzemolo 
olio evo 
aglio
origano
sale e pepe

Preparare la salsina in anticipo: questo è uno dei segreti per la sua riuscita. Infatti gli ingredienti devono avere il tempo di amalgamarsi tra di loro e di aromatizzare l'emulsione. Tritare finemente l'aglio e il prezzemolo, uniare il sale, il pepe, l'origano, il succo di limone e l'olio. Con una forchetta emulsionare vigorosamente, in modo che l'olio e il limone si fondano in un unico liquido, e lasciar riposare fuori dal frigo.
Frullare insieme nel mixer il panino, il prezzemolo, l’aglio, i capperi. Unire il formaggio, sale e pepe e qualche cucchiaio di olio e mescolare bene con le mani: deve risultare un composto appiccicoso, se è asciutto aggiungere un cucchiaio di acqua.
Battere i filetti di sogliola tra due fogli di pellicola da cucina affinché si assottiglino.
Preparare quindi gli involtini, mettendo un cucchiaio di composto al centro della fetta e schiacciando bene con la mano per farlo aderire meglio, quindi arrotolare su se stesso e fermare con uno stecchino. All’esterno di ogni involtino far aderire ancora un po' di mollica che conferirà in cottura croccantezza.  
Cuocere su una piastra o su una padella  rovente, coperta da un foglio di carta forno.
Impiattare i nostri involtini, condendoli con un paio di cucchiai di sarmurigghiu e servire subito.


Partecipi anche tu?Con questa ricetta partecipo al non contest di Cinzia del blog Il ricettario di Cinzia, "Dai! Ci scambiamo una ricetta?"

giovedì 12 gennaio 2012

Uova, carote e pecorino in cocotte

Avere il frigorifero vuoto, quando anche tutti gli avanzi son finiti, è un vero dramma. Di Solito le uniche cose che non mancano mai sono le carote, considerando che non sono tanto abituata a mangiarle in inverno e di solito le utilizzo solo per fare qualche soffritto (a parte quelle nere, si intende, con le quali sono riuscita a fare delle cose anche abbastanza sfiziose, come questo buonissimo timballo di grano saraceno). L’altra sera non avevo alternativa ed ho quindi deciso che sarebbero state la mia cena, ma come prepararle? Ero indecisa tra una crema, se farle semplicemente trifolate (e poi cosa ci mangio insieme? Non c’era nemmeno un po’ di pane!!!), qualche amica è arrivata in mio soccorso dandomi qualche suggerimento, ma alla fino sono capitata sul blog di Erica di Ogni riccio un pasticcio e ho visto il post che aveva appena pubblicato e ho preso immediatamente spunto, considerando che in frigorifero avevo miracolosamente anche un paio di uova e un minuscolo pezzetto di pecorino toscano acquistato all’Artigiano in Fiera ad inizio dicembre.
Ovviamente la mia versione è snella, per qualcosa di più goloso andate da Erica, sicuramente non rimarrete delusi.


















Ingredienti per 1 persona:
2 carote medie
2 uova
pecorino toscano
1 spicchio d’aglio
olio evo
sale e pepe
prezzemolo

Sbucciare le carote e affettarle a rondelle. Mettere dell’olio evo in una padella, far soffriggere l’aglio in camicia, aggiungere le carote e una presa di sale grosso, coprire e lasciar cuocere fino a quando le carote non saranno ammorbidite.
Aggiungere una spolverata di prezzemolo tritato e di pepe a piacere.
Ungere con olio una cocotte adatta ai fornelli e mettere metà delle carote sulla base della stessa, fare uno strato di scaglie di pecorino e un altro strato di carote. Rompere infine 2 uova e posizionarle delicatamente sulle carote, stando attenti a mantenere il tuorlo al centro. Coprire e far cuocere a fuoco lentissimo fino a quando l’albume non sarà completamente cotto e il tuorlo ancora cremoso. Salare, pepare e spolverare con abbondante prezzemolo.

martedì 10 gennaio 2012

Girelle di pane alle mele

Il tempo di questi giorni mi mette davvero di buon umore.
Lo so che sarebbe giusto che il clima rispettasse il naturale corso delle stagioni e che adesso sarebbe giusto esser sotto zero, sotto la neve e sotto montagne di indumenti caldissimi, ma chi non ama il venticello tiepido e il tepore di queste giornate soleggiate?
Io si, ecco! E voi pensatela come volete :-P
Domenica, complice una giornata bellissima e senza l'ombra di una nuvola, sono stata con Filippo e Matteo al monastero di San Pietro al monte a Civate (LC), un complesso benedettino in stile romanico che si raggiunge dopo un'oretta di cammino (in salita) su per una mulattiera nei boschi. 
La vista da lassù è davvero bellissima, qui potete vedere un po' di foto. 
Abbiamo visitato l'abbazia e poi abbiamo mangiato pane, salame e formaggio accompagnando il lauto pasto con una buonissima bottiglia di Negramaro del 2007 e concludendo con un meritatissimo dolcetto fatto da me, le girelle, appunto. Dopo qualche chiacchiera tra alcuni e il sonnellino di altri siamo scesi a valle, dove ci ha raggiunto la Manu e abbiamo fatto un giro in riva al lago e poi siamo andati a bere un tè nel bar di un campeggio in una lingua di terra in mezzo al lago di Annone, un posto davvero fuori dal mondo, c'era anche il camino... e poi abbiamo giocato a Tabù... Che giornata!
Vi lascio assaporare queste buone, semplici e sane girelle. Io le ho conservate in frigorifero per qualche giorno, scaldandole all'occorrenza per dar loro croccantezza.


















Ingredienti per 15 girelle:
Per la pasta:
300 g di farina 00
15 g di lievito di birra
1/2 cucchiaino di sale
acqua q.b.
Per il ripieno:
2 mele renette
5 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di pan grattato
1 cucchiaio di whiskey
1 manciata di uvetta
1 manciata di pinoli
1 manciata di noci
succo di limone

Preparare la pasta di pane mettendo la farina sulla spianatoia versando al centro il lievito sbriciolato e l'acqua, iniziare a lavorare gli ingredienti, aggiungere il sale e continuare ad impastare fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico. Creare una palla, infarinarla e metterla a lievitare, coperta da un canovaccio, in un posto caldo e asciutto per almeno due ore.
Nel frattempo sbucciare le mele, privarle del torsolo e tagliarle in piccole fette, metterle in una ciotola con un cucchiaio di zucchero e un cucchiaio di succo di limone. Metterle in frigorifero coprendo la ciotola con pellicola trasparente e lasciar riposare una mezzora. 
Far rinvenire l'uvetta in due cucchiai di whiskey.
Trascorsa la mezzora prendere la ciotola delle mele e aggiungere il pangrattato, l'uvetta, i pinoli, le nocciole tritate e due cucchiai di zucchero, mescolando bene il tutto.
Stendere la pasta sottilmente fino ad ottenere un rettangolo, spolverare col il restante zucchero e spalmare il composto di frutta sulla superficie. Arrotolare il lato lungo su se stesso e tagliare fette di 2 cm circa. 
Foderare una teglia con carta da forno e posizionare le girelle ben distanziate tra loro e farle lievitare una mezzora in luogo caldo e asciutto.
Infornare a 180° circa 15/20 minuti, o fino a quando la pasta non sarà bella dorata, cospargere con un po' di zucchero e lasciare qualche minuto nel forno ancora caldo.


Tempo fa ne avevo pubblicato una versione molto simile, la trovate qui, ma queste son venute più buone e più belle

lunedì 9 gennaio 2012

Cantucci

Della giornata passata con Paola per preparare i dolcetti per Natale ho raccontato proprio tutto, dei biscotti di vetro (l'altro giorno tra l'altro li ho rifatti e portati in ufficio, son stati letteralmente spazzolati in 5 minuti), dei Certosini di Bologna e di quanto è stato bello, ma questi deliziosi cantucci mancavano ancora all'appello! 
Al contrario di Paoletta, ne ho salvati un po' dalle fauci golose di amici e parenti e adesso è arrivato il momento di farli vedere anche a voi, giusto per vanificare tutti i progetti di una dieta costante e coerente dopo i bagordi natalizi.

Ricetta della mamma di AnnUCCIA (che non so chi sia, ma è giusto citare la fonte :-P)


















Ingredienti:
400 g di farina
400 g di zucchero a velo
300 g di mandorle non pelate
10 g di miele
3 uova intere + 2 tuorli
1 busta di vanillina
½ cucchiaino di bicarbonato di ammonio 

Impastare la farina, lo zucchero a velo, il bicarbonato di ammonio (si trova in farmacia) e una bustina di vanillina, unire 10 g di miele, 3 uova intere e 2 tuorli ed infine 300 g di mandorle non pelate spezzettate grossolanamente.
Impastate per un minuto e ponete l’impasto sul piano infarinato, dividetelo in mucchietti e rotolateli per formare dei cilindri di 1 cm di diametro. Adagiateli sulla placca del forno ricoperta di carta da forno stando attenti a distanziarli bene perché in cottura aumenteranno di volume. 
Cuocere a 180° per 10 minuti. 
Togliere i rotoli dal forno, tagliarli mentre sono ancora caldi trasversalmente in fettine oblique di circa 1,5 cm e infornare ancora per 5 minuti.
Sfornare e far raffreddare.

Lo scorso anno li avevo fatti appena tornata dalla Val D'Orcia, due ricette diverse, ma entrambe dall'ottimo risultato.

venerdì 6 gennaio 2012

Sua Maestà... la Cassoeula

Quando ho letto del contest di Eleonora ho subito deciso che volevo partecipare e sapevo anche che avrei fatto la cassoeula. Da allora sono passati più di due mesi, sulla mia home page campeggia il banner da allora, ma solo oggi, quasi in ritardo oserei dire, mi son decisa a fare questo piatto decisamente poco leggero per una dieta post festività, dove l'ingordigia l'ha fatta quasi sempre da padrona, ma rischiavo davvero di non partecipare, se avessi posticipato ancora.E quindi stamattina, per lavarmi la coscienza, sono anche andata a correre, quaranta minuti di corsetta leggera, anche perché ancora un po' stramazzavo al suolo per la fatica, ma meglio che niente. Di corsa anche al supermercato per comprare gli ingredienti mancanti e poi ho pazientemente passato la mattinata a cucinare, preparandomi ad assaporare questa meraviglia che da anni non mangiavo.
E' un piatto legato alla mia infanzia, ricordo quasi tutte le occasioni in cui l'ho mangiato, mia mamma lo ha fatto solo una volta, ma lo mangiavo spesso grazie alla mia vicina di casa Rosa, alla mia amica Liliana che mi donava sempre un'abbondante porzione di quella che veniva preparata e anche spesso a casa sua e poi quella della zia Vittoria... 
Da adulta ho sempre preferito la versione light ma stavolta no, volevo proprio l'originale!


Ingredienti per 4 persone:
500 g costine di maiale
100 g di cotenna di maiale
8 salamini verzini
1 piedino di maiale
1 kg di verza
50 g di burro
1 cipolla
1 carota
1 costa di sedano
2 mestoli di brodo vegetale
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
1/2 bicchiere di vino bianco secco
sale e pepe

Raschiare e fiammeggiare il piedino di maiale per togliere i peli superflui, tagliarlo a metà e farlo bollire per circa un'ora con le cotenne (questo passaggio è facoltativo, ma consigliato, serve per sgrassare il maiale. Se volete un piatto più o meno grasso diminuite o aumentate la durata di questa operazione).
Far sciogliere il burro in una grande casseruola e farvi soffriggere la cipolla tagliata a dadini, aggiungere le costine di maiale, il piedino e le cotenne tagliate a piccole strisce e far rosolare bene la carne a fuoco vivace. Aggiungere il sedano e le carote tagliate a tocchetti, versare il vino bianco e farlo sfumare. Aggiungere due mestoli di brodo, un cucchiaio di concentrato di pomodoro, sale, pepe e mescolare il tutto. Coprire e lasciare cuocere a fuoco molto basso per almeno un'ora.
Nel frattempo pulire la verza, tagliarla a pezzi grossolani e farla stufare per una decina di minuti in un'altra casseruola, scolarla e aggiungerla quindi, insieme ai verzini, al resto carne. 
Coprire nuovamente e far cuocere a fuoco moderato per altri 60 minuti.
Qualora dovesse salire del grasso in superficie, eliminarlo con una schiumarola. 

Servire la cassoeula accompagnandola con della polenta (io questa volta ho preferito mangiarla da sola).

Ringrazio Eleonora del blog Burro e Miele, lo chef Gualtiero Villa e il Teatro 7 per aver organizzato questo contest al quale partecipo con grandissimo piacere.



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