lunedì 31 ottobre 2011

Marmellata di pere e finocchietto selvatico

"Dolce, succosa, morbida sulla lingua, granulosa come sabbia zuccherina che si scioglie in bocca" (City of Angels)


















Ingredienti:
1 kg di polpa di pere
400 g di zucchero
1 limone
1 cucchiaio di rum
1 rametto di finocchietto selvatico

Sbucciare le pere eliminando il picciolo e il torsolo e tagliarle a dadini.
Metterle in un tegame antiaderente con lo zucchero, la buccia del limone grattugiata (solo la parte gialla), il succo di limone, il rum e il finocchietto selvatico a pezzetti.
Far cuocere inizialmente a fuoco basso con il coperchio, poi scoprire e alzare leggermente la fiamma. 
Far cuocere fino a quando non avrà raggiunto la consistenza desiderata e infine frullarne una parte, lasciando alcuni pezzi interi.

Nel frattempo, sterilizzare i barattoli così, invasare poi la marmellata a caldo, chiuderli ermeticamente e farli raffreddare capovolti.

Da mangiare spalmata sul pane a colazione o in accompagnamento a formaggi stagionati.

giovedì 27 ottobre 2011

Tortine al mandarino

Mia mamma mi qualche giorno fa mi ha dato una borsa piena di mandarini che lei non voleva mangiare perché dalla buccia troppo sottile e difficile da togliere, lei fa spesso così, a volte mi sembra la migliore amica di Benedetta Parodi per quanto sia pigra in cucina, e io ne approfitto perché per me non c'è mai niente da buttare. E qui la sorpresa, ben custodito da quella buccia dura e sulla difensiva si nascondeva un succo dolce e profumato che io ho utilizzato subito per concedermi una coccola mattutina, delle tortine monoporzione da mangiare a colazione.
Come spesso mi capita nelle mie tortine ci ho messo ciò che mi pareva e ho avuto fortuna, perché son davvero soffici, gustose e soprattutto... sanissime.


















Ingredienti per 8 tortine:
100 g di farina 00
50 g di farina 0
50 g di farina di grano saraceno
90 g di zucchero semolato
170 ml di succo di mandarino
35 ml di olio d'oliva
2 uova
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale

Mettere tutti gli ingredienti in una ciotola e mescolare fino ad ottenere una crema soffice ed omogenea. Riempire gli stampi imburrati ed infarinati (io in silicone) e infornare a 180° fino a quando non saranno ben dorati in superficie.

Più semplice di così!

Con questa ricetta partecipo al contest di Antonella del blog Dolci e Capricci, "Dolci sapori d'autunno"












Il mio contest
e al contest di Federica del blog "L'ora del tea"

giovedì 20 ottobre 2011

Profiteroles o cassata siciliana?

Questo mese con la sfida dell'MTChallange proposta da Stefania non mi son riuscita proprio a trattenere. Ho frequentato assiduamente il parco e queste sono le conseguenze.
Potevamo concludere senza un dolce? E siciliano per giunta (giuro che non è un modo per corrompere un membro della giuria)?
Quindi, dopo i profiteroles ai funghi misti con fondue di taleggio e quelli al salmone e pistacchi con panna acida allo zafferano, vi presento la mia rivisitazione piramidale della cassata siciliana, dopo essermi mangiata metà del ripieno a cucchiaiate non ho saputo resistere a mangiare anche metà bignè mentre facevo la foto... davvero trooooooppo buoni, provare per credere.


















Ingredienti per 12 bignè:
Per la pasta choux:
37 ml di acqua
5 ml di latte
33 gr di burro
35 gr di farina
1 uovo
1 pizzico di sale
Per il ripieno:
200 g di ricotta di pecora
65 g di zucchero a velo
15 g di gocce di cioccolato
1 cucchiaino di rum
Per la glassa:
acqua q.b.
zucchero a velo q.b.
essenza di mandorle

Preparare i bignè secondo la ricetta di Stefania, che trovate sempre qui, che è stata copincollata da qui.

Preparare il ripieno setacciando per prima cosa la ricotta, incorporare lo zucchero a velo, il rum e lavorare bene il composto fino ad ottenere una crema liscia e soffice. Unire infine le gocce di cioccolato e farcire i bignè con una sacca da pasticcere.

Preparare in ultimo la glassa mescolando l'acqua con lo zucchero a velo, mescolando energicamente e aggiungere un po' di essenza di mandorle per ricordare la pasta reale siciliana. Ricoprire i bignè.

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Con questa ricetta sono lieta di partecipare nuovamente, per la terza volta, all'MTC di ottobre


martedì 18 ottobre 2011

Profiteroles al salmone e pistacchi con panna acida allo zafferano

Questo è l'esito della mia ora di corsa bisettimanale, tra i sentieri del parco, gli alberi multicolori e multiformi e il silenzio all'imbrunire, io generalmente penso... al cibo (poi mi chiedo perché anche correndo così tanto non riesco a perdere nemmeno mezzo etto!!!). 

Corro quasi sempre da sola e ogni volta il parco diventa fonte di ispirazione. Mi lascio attrarre dai colori, dai profumi, di conseguenza mi immagino i sapori pensando a come associare i vari ingredienti.

Posso dire ufficialmente che questa ricetta è nata al parco Nord di Milano.

Non sapevo che sapore potesse avere la panna acida con lo zafferano, ma immaginavo che il tutto stesse bene col salmone (sul colore non c'erano dubbi) e poi i pistacchi... un tocco in più.
L'unica cosa che sapevo è che i profiteroles dovevano essere salati e non la ricetta dolce classica, che io non amo particolarmente. 



















Ingredienti per 12 bignè:
Per la pasta choux:
37 ml di acqua
5 ml di latte
33 gr di burro
35 gr di farina
1 uovo
1 pizzico di sale
Per il ripieno:
120 g di filetto di salmone fresco
80 g di formaggio spalmabile light
1 cucchiaio di parmigiano 
1 cucchiaino di succo di limone
1 cucchiaio d'olio
10/15 pistacchi
sale e pepe
Per la copertura:
125 ml di panna fresca
62,5 g di yogurt magro
1 cucchiaio di limone
1 pizzico di zafferano.
granella di pistacchi

Preparare i bignè sempre secondo la ricetta postata da Stefania, che trovate qui

Pulire il trancio di salmone eliminando la pelle ed eventualmente le lische rimaste. Cuocere il salmone a vapore per una quindicina di minuti e frullarlo con il formaggio spalmabile, il parmigiano grattugiato e il succo di limone. Salare, pepare e aggiungere la granella di pistacchi. Farcire i bignè con una tasca da pasticcere e tenere in frigorifero.

Preparare la panna acida almeno 18/20 ore prima di usarla mescolando la panna fresca con lo yogurt e il succo di limone. Lasciare in una ciotola coperta a temperatura ambiente. Una volta passato il tempo aggiungere un pizzico di zafferano.Immergere i bignè nella panna acida e disporli a piramide, spolverarli poi con abbondante granella di pistacchi.Un consiglio, io per motivi fotografici ho farcito i bignè un po' prima, a voi consiglio invece di farlo poco prima di servirli, almeno rimarranno perfettamente fragranti.

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Con questa ricetta partecipo ancora all'MTC di ottobre




















lunedì 17 ottobre 2011

Profiteroles ai funghi misti con fondue di taleggio

Non c'è proprio niente da fare, appena postano la ricetta del mese dell'MTC io vengo colta dal panico, "perché sempre ricette che non ho mai fatto?", mi chiedo, stavolta mi son pure chiesta "perché proprio di Montersino???" (dovete sapere che da anni ho un suo libro, che mi hanno regalato, ma per ora continuo a limitarmi a godere delle fotografie al suo interno :-))
Vabbè da Stefania ce lo si poteva aspettare e non nego che per almeno 5 minuti buoni l'ho odiata (e chi non lo ha fatto?!), ma poi il mio cervello ha cominciato a pensare a come poterli riempire sti bignè e ho iniziato a convincermi che alla fine la potevo e dovevo fare!

Sono sincera, ho avuto un validissimo aiutante in cucina che mi ha letto ogni passaggio mentre io lo eseguivo, altrimenti, stordita come sono (solamente in questo, ovvio!!!) mi sarei dimenticata qualcosa. Contrariamente alle mie abitudini ho fotografato ogni passaggio della ricetta, stavo davanti al forno come lo jeti della pubblicità e scattavo una foto ogni 3/4 minuti meravigliandomi di come quelle meraviglie potessero crescere così tanto. 


Ringrazio Stefania per aver proposto una ricetta che rientrava nelle cento cose da fare prima di morire (in realtà era prevista tra non meno di 10 anni) e il club dell'MTC (vedi Ale e Dani) perché mi danno sempre la possibilità di misurarmi con me stessa e di farmi persino riuscire nell'intento! E ovviamente Silvia, per aver fatto da cavia senza paura alcuna.


















Ingredienti per 12 bignè:
Per la pasta choux:
37 ml di acqua
5 ml di latte
33 gr di burro
35 gr di farina
1 uovo
1 pizzico di sale
Per il ripieno:
300 g di funghi misti
30 g di speck a dadini
1 spicchio d'aglio
1 cucchiaio di parmigiano
prezzemolo
olio evo
sale e pepe
Per la fonduta:
100 g di taleggio
50 ml di latte
1 cucchiaino di maizena
1 noce di burro
noce moscata

Preparare i bignè secondo la ricetta postata da Stefania, che ho già postato ieri e la trovate qui

E ora il ripieno:
Pulire e tagliare i funghi in piccoli pezzi, farli trifolare in una padella antiaderente, dove avremo fatto soffriggere uno spicchio d'aglio. Salare, pepare e far cuocere coperto con mezzo bicchiere di acqua. Nel frattempo tagliare a dadini una fetta di speck e frullarlo con i funghi. Aggiungere infine il parmigiano grattugiato.

Preparare la fonduta sciogliendo il burro in un pentolino, mescolandolo velocemente con la maizena, aggiungere il latte e il taleggio tagliato a pezzetti. Salare e grattare abbondante noce moscata. Mescolare con un cucchiaio di legno fino a quando il formaggio non sarà completamente sciolto e versare infine la fonduta calda sui bignè. 


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Con questa ricetta partecipo all'MTC di ottobre.

domenica 16 ottobre 2011

Pasta choux di Luca Montersino


Ingredienti per 36 bignè:
110 ml di acqua
15 ml di latte
100 g di burro
105 g di farina
3 uova
3 pizzichi di sale

La ricetta è stata tratta alla lettera dal blog di Stefania che l'ha scelta per l'MTC di ottobre

"Versare l’acqua, il sale e il latte in un pentolino, aggiungere il burro tagliato a pezzetti e accendere il fuoco. Portare a bollore. E’ necessario prestare attenzione a questa prima fase: è bene che il burro si sciolga lentamente e che l’acqua si riscaldi gradualmente, tenendo quindi il fuoco basso. Se l’acqua inizierà a bollire prima che il burro sia completamente sciolto, evaporando, andrà ad alterare l’equilibrio della ricetta.
Quando il burro sarà sciolto e l’acqua bollirà, aggiungere la farina tutta in una volta e mescolare con un cucchiaio di legno. Far cuocere sul fuoco fino a quando il composto non si sarà asciugato un po’ e avrà formato sul fondo del pentolino una patina biancastra. Con questa dose, molto carica di grasso, non otterrete un impasto troppo sodo e farete fatica ad asciugarlo. Rimarrà piuttosto morbido, non esagerate con la cottura. Toglietelo dal fuoco quando inizierete a sentire un intenso profumo di burro cotto.
A questo punto trasferire tutto in una ciotola. E’ necessario fare freddare l’impasto continuando a maneggiarlo: questa operazione può essere fatta a mano (attenzione a non bruciarvi), o con un frullino elettrico. Meglio ancora in planetaria. Azionate quindi le fruste e fatele andare per un minuto. Aggiungete le uova intere, una alla volta (in questo caso, visto che la dose è di 1 uovo, consiglio di sbatterlo con la forchetta e di inserirlo in 2-3 riprese). Non aggiungete il secondo se il primo non è stato completamente assorbito. Al termine dell’inserimento delle uova, dovrete ottenere una pasta dalla consistenza simile a quella della crema pasticcera.
Trasferite tutto in una sacca da pasticceria con bocchetta tonda liscia da 8-10 mm e modellate i vostri bignè su una teglia imburrata. Se non avete o non sapete usare la sacca da pasticceria, potete modellare i vostri bignè con due cucchiaini. "Schiacciate" la punta che inevitabilmente si formerà con il dito leggermente bagnato di acqua.
Non usate carta forno, rischiereste di non far gonfiare bene il bignè: meglio imburrare bene una teglia antiaderente.
Adesso la cottura: ognuno conosce il forno di casa sua, per cui dovrà regolarsi di conseguenza. In linea generale, un bignè “pesante”, ossia ricco di farina e povero di burro, dovrebbe cuocere  ad una temperatura di 180°.
Se si sceglie una ricetta con pari peso di burro e farina, si userà un forno a 200°.
Per una ricetta “leggera”, cioè povera di farina e ricca di burro, sarà necessaria una temperatura di 220°. Se usate forno ventilato, abbassate di 10° la temperatura indicata.
Il forno deve rimanere chiuso per i primi 12 minuti, finchè cioè il bignè non si sarà gonfiato e avrà iniziato a colorirsi. La cottura va terminata con valvola aperta. Per tutti i comuni mortali che non dispongono (me compresa) di forni con valvole da aprire e chiudere a nostro piacimento, sarà sufficiente aprire appena la porta e tenerla socchiusa (ma proprio poco, eh!) aiutandosi con il manico di un cucchiaio. La cottura va completata per altri 20-25 minuti. Non fatevi ingannare dall'odore di cotto che sentirete quasi da subito: è l'odore del burro usato per la teglia. Non aprite il forno finchè i vostri bignè non avranno completato la loro cottura e non saranno ben coloriti."

Ed ecco le fasi di cottura fotografate passo passo:


lunedì 10 ottobre 2011

Torta salata con pomodori ripieni e pesto

La Stazione Centrale di Milano è quasi da tutti considerata un luogo di passaggio, spesso frequentata da personaggi spiacevoli e quindi luogo nel quale non soffermarsi a lungo, se non per salire e scendere dal treno. 
Io, al contrario l'ho sempre molto amata, alzavo il naso all'insù, ammirando la sua imponenza e bellezza. Ultimamente poi l'hanno tutta risistemata, è bella, funzionale, a spasso coi tempi, addirittura pulita, ma la cosa più bella è che l'attesa adesso si può ingannare tra le pagine dei libri e dei giornali nei 3 piani di libreria che si trova al suo interno. 
Di solito in quella libreria specifica io i libri non li compro, ti fanno pagare la tessera punti e io è una cosa che non ho mai tollerato, ma da quando è in stazione spesso ci passo un sacco di tempo e sfoglio tutti i libri di cucina,
e i giornali (anche se non si dovrebbe, lo so!). 
Proprio in una di quelle occasioni in luglio stavo velocemente sfogliando "Sale & Pepe" e ho visto la foto di questa ricetta, l'ho letta al volo e memorizzata, la dovevo assolutamente fare!
Un po' l'ho cambiata, anche perché la memoria non mi ha assistito fino in fondo, il cambio della pasta invece è volontario, anche se la prima volta ho usato la sfoglia, come nella ricetta sul giornale.
In precedenza l'ho cucinata in occasione di una cena tra cugini, alcuni dei tanti, ed è stata un vero successo, ma allora non ero riuscita a fare la foto ma adesso eccola qui. 

Non ho resistito e mentre fotografavo ne ho mangiata una fettina ancora calda, una meraviglia goduriosa, consiglio a tutti di farla!















Ingredienti:
1 rotolo di pasta brisè
6/8 pomodori perini 
4 cucchiai di pesto leggero
150 g di quartirolo lombardo
origano
olio
sale, pepe

Incidere la superficie dei pomodori con un coltello a formare una croce, sbollentarli per 30 secondi in acqua e privarli della buccia. Tagliarli a metà, svuotandoli della parte interna, salarli e metterli a scolare su un foglio di carta assorbente, con la parte concava verso il basso, per almeno 15 minuti.
Tagliare il formaggio a cubetti e condirlo con olio, sale, pepe ed origano.
Nel frattempo stendere la pasta brisè e ricoprirne la superficie con il pesto.
Riempire i pomodori con il formaggio e disporli a raggiera sulla pasta con il ripieno rivolto verso l’interno, spolverare con abbondante origano e irrorare con un goccio d’olio evo.
Infornare a 200° per 30 minuti.

dal 10 settembre
Con questa ricetta partecipo al contest di Barbara del blog La cucina di Barbara, "Get an Aid in the Kitchen"

mercoledì 5 ottobre 2011

Timballo di grano saraceno su vellutata di carote nere e patate gialle

L'idea di partenza era un'altra, sempre una vellutata, ma di porri e patate, ma poi nel frigo c'erano quelle sconosciute, le carote nere, prese più di una settimana fa. Le vedevo così ansiose di presentarsi, di diventare mie amiche. E io per accontentarle le ho fatte prima a fettine e poi le ho buttate in padella. Bell'amica!
A cena poi è venuta la mia cuginetta, Chiara, che non mangia mica tutto, che sperimenta malvolentieri, ma con mia grande sorpresa e soddisfazione ha apprezzato! Mi ha anche assistito nella foto, fatta in fretta e furia con l'ultima luce disponibile (ringraziando il cielo ho le finestre esposte ad ovest, quindi sul balcone la luce c'è fino al tramonto) e poi quante chiacchiere, quanti innocenti segreti svelati... è stato bello condividere i suoi sogni di adolescente, come se si potesse tornare indietro e rivivere le proprie esperienze, con le ansie, le paure e le gioie spensierate del caso.


















Ingredienti per 4 persone:
Per la vellutata:
8 carote nere
4 patate
2 cipolle piccole
1 costa di sedano
1/2 l di brodo vegetale
olio evo
sale e pepe
Per il timballo:
350 g di grano saraceno decorticato
100 g di crescenza
4 cucchiai di parmigiano grattugiato

Sbucciare e tagliare a dadini la cipolla e il sedano, farli soffriggere in un tegame con 3 cucchiai di olio evo. Salare con sale grosso e le patate e le carote, precedentemente private della buccia e tagliate a dadini le prime e a fette le seconde. Aggiungere il brodo vegetale e far cuocere per mezzora a fuoco medio. Frullare con i Minipimer fino ad ottenere una vellutata e mettere da parte. 
Nel frattempo tostare il grano saraceno in 2 cucchiai di olio, aggiungere poi l'acqua, salare, portare ad ebollizione e far cuocere per 15 minuti. Scolare e mantecare con 4 cucchiai di parmigiano grattugiato.
Ungere gli stampi da forno con olio evo, ricoprire di granella di nocciole tostate e riempire con il grano saraceno, mettendo un abbondante pezzo di crescenza (il taleggio sarebbe meglio) al centro. Coprire la superficie con un cucchiaino di parmigiano e la granella di nocciole.
Infornare per 20 minuti a 180°.


Con questa ricetta partecipo all'utilissimo contest di Gialla del blog Gialla tra i fornelli, "Cucina in rosa... PREVIENI"

martedì 4 ottobre 2011

Mica pizza e fichi... di Gabriele Bonci

Quest'anno non avevo ancora mangiato nemmeno un fico, io che ne mangerei a tonnellate senza stancarmi mai e solo il pensiero dei rimorsi coscienza di solito mi pone un freno all'abbuffata senza ritegno. Per farvi capire la mia passione verso questo frutto dolce e succoso, vi basti pensare che la scorsa estate, quando andavo a correre al parco con Tiziana, non mancavamo mai di fermarci per raccogliere qualche fico dagli alberi (per la serie, "come vanificare i benefici della corsa").
Appena l'ho vista, un paio di settimane fa, mi son detta che la dovevo assolutamente fare e pensare che io pensavo fosse solo un modo di dire "Mica pizza e fichi", per indicare qualcosa che valeva poco e invece alla puntata de La prova del Cuoco di 2 sabati fa, mi sono lasciata ammaliare da Gabriele Bonci (ammetto che non sapevo chi fosse) e mi sono segnata immediatamente la ricetta.
Sabato ho approfittato della bellissima giornata di sole per fare un giro in bicicletta, mi son detta "o adesso o mai più" e quindi ho comprato l'ultimo cestello di fichi rimasto in tutto il mercato. Fichi pugliesi, maturi al punto giusto, dolcissimi ma non stucchevoli, con quella fantastica sensazione granulosa che lasciano in bocca...
La pizza o focaccia farcita mi è piaciuta molto, non è venuta proprio come quella di Bonci, ma sono comunque soddisfatta del risultato.


















Ingredienti per 8 persone:
Per la pasta:
1 kg di farina 0
700 g di acqua
5 g di lievito granulare
10 g di sale
1 goccio d’olio
Per farcire:
150 g di prosciutto crudo
10/12 fichi maturi

Impastare la farina e l'acqua, aggiungere il lievito, amalgamandolo all'impasto ed infine il sale ed un goccio d'olio. Impastare, mettere in una ciotola e lasciare in frigorifero a lievitare per 24 ore.
Trascorso questo tempo, trasferire l'impasto sul piano di lavoro, dividerlo in due panetti uguali, stendere il primo in una teglia da forno 40x30 cm unta d'olio con la punta delle dita, partendo dai brdi dita, in modo di ricoprire tutta la superficie, ungere la parte superiore dell'impasto con un goccio d'olio. Riprendere il secondo panetto, stenderlo come il primo sul piano di lavoro infarinato e poi stenderlo sull'impasto precedente fino a ricoprirlo tutto, ungere leggermente la superficie con l'olio ed infornare a 240° per 30 minuti, prima sotto e poi sopra.
Condire con fichi e prosciutto crudo, stando attenti a mettere le fette di prosciutto con il grasso verso l'esterno.

sabato 1 ottobre 2011

Pollo e peperoni

Settimana scorsa ho provato a superare me stessa e la paura pazzesca che ho dell'altezza. 
Le vertigini non le ho sempre avute, ma sono aumentate piano piano con il tempo, sicuramente perché, come per tutte le fobie, ero io stessa ad aumentare la paura, autosuggestionandomi.
Da bambina leggevo sugli alberi, da adolescente non avevo paura a salire sulle seggiovie quando andavo a sciare, a saltare da trampolini di 3 metri in piscina, a tuffarmi di testa da quelli più bassi, ad affacciarmi dal balcone di casa di mia mamma al secondo piano. Poi per tantissimi anni non ho fatto più nulla di tutto questo, per paura!
L'unica cosa a cui non ho mai rinunciato è il trekking in montagna, ma con i piedi ben piantati a terra.
Da quando io e Filippo stiamo insieme ne abbiamo fatte di cose, la nostra prima gita è stata alla diga di Verzasca in Svizzera, poi non ci siamo fatti mancare la diga del Vajont in Friuli, quella del Gleno in Val di Scalve, per non parlare delle montagne della Valle Imagna, della vicina Val Taleggio, del triangolo lariano, delle Dolomiti, solo per citarne alcune. 
Mai però avevo osato tanto, domenica mattina, con Nick e Cristina, siamo stati al Parco Avventura, una serie di percorsi di abilità sospesi tra gli alberi, tra passerelle in legno, ponti tibetani, scale a pioli e corde volanti. 
Dopo il breve percorso di prova abbiamo deciso di saltare a piè pari il percorso Junior, per dedicarci a quello Top, una serie di percorsi graduali, dal verde al rosso passando per blu. Con il verde tutto bene, un po' di fatica fisica, ma le vertigini pienamente sotto controllo, tanta era la concentrazione e poi la soddisfazione nell'eseguire l'esercizio. Il problema si è verificato nel momento in cui abbiamo deciso di saltare il percorso intermedio, perché troppo affollato, per dedicarci al rosso "PER ESPERTI"!!! 
La farò breve, ho dovuto lanciarmi con una corda stile liana di Tarzan, aggrappandomi ad una ragnatela alla fine del volo, per poi scalarla con la sola forza dei miei poveri muscoli.
A lanciarmi ci ho messo quasi mezzora, ero terrorizzata di fare quel salto nel vuoto, poi quando finalmente mi sono decisa, sono piombata malamente sulla rete alla quale mi sono aggrappata con un'ascella (l'ematoma è ancora visibile ad una settimana di distanza) e poi la fatica per risalire è stata talmente tanta che mi sono dovuti venire a prendere sulla piattaforma in cima all'albero perché ancora un po' cadevo di sotto svenuta. Si insomma, ci ho provato e sono stata brava, ma diciamo che la prossima volta, se mai ci sarà, andrà meglio.

Perché vi ho raccontato questa mia avventura ad "alta quota" proponendovi poi pollo e peperoni? Ah si, perché anche i polli, come me, hanno paura di volare!!!


















Ingredienti per 4 persone:
4 cosce di pollo
3 peperoni (rossi e gialli)
1 cipolla
aromi (alloro, rosmarino, salvia)
olio evo
sale e pepe

Lavare i peperoni, eliminare il picciolo e i semi e tagliarli a tocchetti. Metterli in una grande padella con l'olio, la cipolla affettata finemente, gli aromi e le cosce di pollo. Salare con sale grosso e spolverare con il pepe. Cuocere coperto a fuoco lento per un'ora (la prova per vedere se il pollo è cotto si fa infilando una forchetta nella carne, se esce acqua, cuocere ancora). Far restringere infine il sughetto senza coperchio.
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