lunedì 26 settembre 2011

Minestra di pane sotto ciociara

Al ritorno dalle mie vacanze siciliane vi avevo detto che stavo iniziando dalla fine, le mie splendide vacanze sono infatti cominciate con un breve tour del Lazio, una settimana tra la Tuscia e la Ciociaria, due regioni lontane dal turismo frenetico della città Eterna, delle coste del Tirreno, delle isole Pontine, che noi ovviamente abbiamo evitato come la peste, rifugiandoci in romantici borghi medievali, tranquilli laghi di origine vulcanica, antichi santuari e abbazie sulla via Francigena (alcune foto le potete vedere qui).
Un viaggio nato per caso, una notte con cena e colazione prenotata in internet mesi prima a Calcata, un borgo medievale arroccato su uno sperone di tufo. L'Isola che non c'era, un B&B apparentemente da favola, con quattro stanze dedicate ai personaggi di Peter Pan e ad una inesistente e stonante strega, ma in realtà un posto piuttosto poco accogliente, anche se a tratti molto originale. Noi abbiamo avuto fortuna, quella di poter partecipare ad una cena organizzata dagli abitanti del paese (molti artisti, attori, registi, negozianti di oggettistica vintage e altre varie categorie impiantatesi in un luogo dove di abitanti autoctoni proprio non se ne vedono) dove ognuno portava qualcosa da mangiare. Quindi invece che stare da soli nella nostra stanza buia e umida ad attendere che passasse la serata, abbiamo conosciuto tanta gente interessante, mangiato cose sfiziose, e alla fine suonato e cantato in compagnia, illuminati solo dalla luce delle stelle. 
Impressione del tutto opposta quella che abbiamo avuto a Viterbo appena varcata la soglia del B&B Casa.Re.Ale, un gioiello incastonato sui tetti della città. Due stanze, che la proprietaria preferisce affittare una alla volta per l'asciare al fortunato ospite la possibilità di avere tutto l'appartamento, arredato con ottimo gusto, a disposizione. Ma la sorpresa più grande si ha dopo aver percorso la scala che dal salotto porta sul tetto, la vista si perde tra i tetti della città in un terrazzo dotato di tavolo e divanetti per poter gustare la buona crostata della colazione all'aria aperta. Abbiamo pernottato lì per ben 3 giorni, usando quello come punto di partenza per gite giornaliere nei dintorni. 
Bomarzo e i suoi mostri di pietra, Bolsena tranquilla città lacustre, Montefiascone e il vino Est Est Est (l'eccellenza in tempi medievali), Civita di Bagnoregio, la città che muore, Sutri e l'anfiteatro romano e poi la magnifica Viterbo, che di girarla non ci si stanca mai. Poi che dire del cibo, a Viterbo si mangia bene, la cucina della Tuscia è ricca di tradizione e di ottimi ingredienti e poi abbiamo trovato tre ottimi ristorantini tipici per le nostre cene, siamo passati dai tonnarelli cacio e pepe, alla pasta all'amatriciana, alla porchetta, solo per parlare dei piatti più tipici. Nella seconda parte del viaggio ci siamo diretti a sud verso la Ciociaria, passando per il bellissimo Monastero di San Benedetto a Subiaco. 
La provincia di Frosinone è assai diversa dalla Tuscia, in qualche modo più rustica e familiare. Costellata di piccoli borghi circondati da mura, che da fuori li degneresti nemmeno di una visita fugace, ma se solo si varcano i grandi portali delle mura cittadine, si rimane affascinati dalla bellezza che riescono a contenere. Siamo stati ad Alatri, circondata da imponenti mura ciclopiche, nella piccola e curatissima Fumone, a Ferentino, unica nota di inospitalità in tutto il viaggio e poi Isola del Liri con la sua cascata, Sora, l'Abbazia cistercense di Casamari e infine la spettacolare Veroli. Sono stata consigliata da un'amica, che di quelle zone se ne intende e son davvero felice di averle dato retta, anche perché altrimenti non avrei mai pernottato al B&B la Rocca di San Leucio, incontrato un vero esempio di ospitalità grazie a Cristiano, che ci ha aperto le porte del B&B come pochi avrebbero fatto, raccontandoci piacevoli aneddoti e soprattutto (cosa del tutto disinteressata) sguinzagliando tutte le sue conoscenze per darci la miglior ricetta di questa magnifica minestra di pane che la sera prima avevo provato in un ristorante consigliato ancora da lui.
Le vacanze aihmè sono finite, ma ho comprato una forma gigante di pane e la zuppa l'ho fatta per davvero. Ve ne lascio una piccola porzione in attesa del prossimo viaggio.


















Ingredienti per 6 persone:
600 g di fagioli borlotti
500 g di Cicoria
10 pomodorini
1 cipolla
pane casareccio raffermo
1 l e 1/4 di brodo vegetale Lessare i fagioli borlotti in acqua salata. Fare lo stesso con la cicoria e poi ripassarla in padella con olio, aglio e peperoncino a fuoco vivo per 5 minuti, metterla da parte.Nella stessa padella soffriggere la cipolla con olio e 10 pomodorini, aggiungere i fagioli lessati e far cuocere per 20 minuti. 
Aggiungere la cicoria ripassata e mescolare il tutto. 
Bagnare infine con il brodo vegetale e lasciare insaporire a fuoco basso per 30 minuti.

Tagliare a fette (circa 1cm) il pane raffermo e metterlo in 3 strati in una ciotola capiente.
Aggiungere le verdure, coprire e tenere in caldo per almeno un'ora e mezza.

Solo un piccolo appunto personale, io invertirei le dosi di cicoria e fagioli, la prima troppo poca e i secondi davvero troppi.

martedì 20 settembre 2011

Fagottini di pasta fillo al cavolo rosso e gorgonzola

Non ho mai nascosto la mia passione per la pasta fillo, ho fatto involtinicavol-fiorifiori di spinacilettere d'amore e ora questi meravigliosi fagottini. E ancora non mi sono cimentata nell'impresa di farla in casa, ma prometto (a me stessa soprattutto) che presto accetterò la sfida di Michel Roux e mi metterò a stenderla solo con l'aiuto del mio fedele amico mattarello.
Questa è una di quelle classiche ricette ideate dopo cena per rendere più sfiziosi gli avanzi e per non mangiare la stessa cosa fatta allo stesso modo del pasto precedente.
Gran parte del ripieno è stato mangiato dalla sottoscritta durante la composizione dei fagottini, direi che non è niente male anche senza la pasta fillo :-P


















Ingredienti per 10 fagottini:
10 fogli di pasta fillo 10x10 cm
50/60 g di gorgonzola
1 cespo di cavolo rosso 
50 g di pancetta dolce
1/2 scalogno
olio
sale

Affettare molto finemente il cavolo rosso e metterlo in una padella antiaderente (adatta per il forno) con un goccio d'olio evo e un pizzico di sale grosso. Coprire la padella con il coperchio e mettere in forno a 180° per una ventina di minuti, rigirando di tanto in tanto.
Una volta pronto metterlo ad abbrustolire in una padella dove precedentemente avrete fatto soffriggere lo scalogno e la pancetta. Aggiungere infine il gorgonzola, farlo sciogliere completamente e amalgamare il tutto.
Riempire ogni foglio di pasta fillo con un cucchiaio di composto e chiuderlo a formare un fagottino.
Ungere una teglia da forno e disporvi i fagottini, coprirla con della carta stagnola bucherellata e infornare a 180° per una ventina di minuti, a metà cottura togliere la stagnola per far dorare la superficie.

domenica 18 settembre 2011

Torta di carote e cioccolato

E la prima settimana nel nuovo ufficio è andata, ma dopo un weekend di lavoretti in casa e un giretto all'Ikea, domani si torna già al lavoro. 
Da un po' di tempo a questa parte, a differenza di come ho fatto per più di 30 anni, ho preso la bellissima abitudine di alzarmi un po' prima la mattina e fare una colazione genuina, vario spesso, mangio pane e marmellata, yogurt con i cereali, biscotti, accompagnando il tutto con un buon caffè lungo, o corto o succo di frutta o latte freddo, ma ultimamente, se riesco, cerco sempre di avere una sana fetta di torta fatta in casa (la scorsa settimana è toccato alla pizza dolce).
Il brutto tempo di oggi ha sicuramente agevolato l'accensione del forno (in realtà anche con 40° non me lo faccio mai mancare) e in frigo c'erano delle carote che mi supplicavano già da troppi giorni di esser mangiate, quindi la scelta è stata semplice. 

E' da un po' che non facevo torte classiche perché ultimamente mi si sgonfiavano sempre all'ultimo, una maledizione, ma a questa non è successo, che la ruota abbia iniziato a girare dalla parte giusta?



















Ingredienti per 8/10 persone:
200 g di farina 00
100 g di farina di grano saraceno
300 g di carote
100 g di zucchero semolato
100 g di cioccolato fondente
90 g di olio di girasole
3 uova
2 cucchiai di rum
1 bustina di lievito per dolci

Mettere in una ciotola le farine, lo zucchero, il lievito e mescolare, aggiungere le carote precedentemente sbucciate e tritate, le uova, il rum e l'olio e mescolare fino ad ottenere un impasto abbastanza gonfio. Aggiungere infine il cioccolato tritato grossolanamente al coltello.
Ungere una tortiera con l'olio e infarinarla con il grano saraceno. 
Versare il composto nello stampo e infornare a 180° per 40 minuti.

giovedì 15 settembre 2011

Il cubo di Rubik... alla frutta

Penso che la ricetta di questo mese dell'MTC sia sembrata a tutti facilissima, la macedonia... cosa c'è di più facile che tagliare a pezzetti della frutta e condirla con zucchero e succo di limone? In effetti poco o niente, ma appena i miei neuroni hanno provato a mettersi in funzione per ideare una cosa un po' diversa, non c'è stato niente da fare.
Nell'arte dell'intaglio non mi sono mai cimentata e di certo non mi ci sarei messa adesso, in un periodo pieno di cose nuove che mi portano via tempo, che mi hanno cambiato i ritmi e così ho pensato di giocare un po' con i ricordi di infanzia creando un semplicissimo Cubo di Rubik di frutta colorata e di condirlo in modo semplicissimo con dello sciroppo d'acero.
Non mi sembra il caso di mettere le dosi, mi limiterò solamente ad indicare gli ingredienti che ho usato, per il resto fate voi, l'unico must è l'ampia varietà di colori e sapori con i quali vi potrete sbizzarrire a vostro piacimento.


















Ingredienti:
Pere
Kiwi
Fragole
Pesche gialle
Mirtilli
Limone
Zucchero a velo
Sciroppo d'acero
Mandorle

Tagliare tutta la frutta a cubetti della stessa misura, ricavandone almeno 3 per frutto.
Irrorarli con il limone e disporli in 3 file da 3 per formare la base. Fare la stessa per i 2 strati successivi.
Spolverare con abbondante zucchero a velo e bagnare con lo sciroppo d'acero.
Guarnire il piatto con mandorle e mirtilli.

mtc settembre 2001
Con questa ricetta partecipo all'MTC di settembre

domenica 11 settembre 2011

Pizza dolce di susine e mandorle

Finalmente si inizia, ma stranamente l'agitazione non si è ancora fatta sentire. 
Ho passato un weekend bello e rilassante tra una suggestiva fiaccolata nei boschi per la festa del Santuario della Cornabusa in Valle Imagna, maestosi fuochi d'artificio e un intero pomeriggio con le mani in pasta.
La pizza è venuta buonissima, l'ho fatta in 4 modi diversi: salsiccia piccante, peperoni e cipolle, rucola e pomodorini e una focaccia mozzarella, pomodoro e basilico, ma non è tutto, perché volevo anche un dolce, qualcosa di buono per iniziare bene la mattina durante questi primi giorni nel nuovo ufficio.
Mi faccio un grosso in bocca al lupo per la nuova avventura e vi lascio una fetta della mia pizza dolce di susine e mandorle.


















Ingredienti per 8 persone:
Per la pasta:
1 kg di farina 0
25 g di lievito di birra
1 cucchiaio di sale
1 cucchiaio di zucchero
acqua q.b.
olio q.b.
Per il ripieno:
500 g di susine
100 g di zucchero semolato
60 g di mandorle
30 g di pangrattato
1 cucchiaino di zenzero 
latte per spennellare

Disporre la farina a fontana su una spianatoia, mettere al centro il lievito sbriciolato, l'acqua, lo zucchero ed impastare fino ad ottenere un impasto molto morbido, aggiungere il sale, un goccio d'olio e continuare ad impastare per almeno 10/15 minuti.
Fare una palla, cospargere di farina e mettere in una ciotola capiente a lievitare coperta da uno strofinaccio per almeno 2 ore.
Nel frattempo lavare e tagliare le susine in spicchi, metterle a cuocere a fuoco basso con lo zucchero e lo zenzero fino ad ottenere un composto abbastanza denso. Lasciar raffreddare.
Riprendere l'impasto e sgonfiarlo con le mani, impastare nuovamente e formare 2 dischi di pasta sottile, di diametro leggermente più ampio della teglia che si andrà ad utilizzare.
Ungere la teglia e coprire la base con un disco di pasta, cospargere di pangrattato e metà delle mandorle, precedentemente tritate grossolanamente, versare il composto di susine e spolverare con il resto delle mandorle. Coprire il tutto con il secondo disco di pasta, tagliare i bordi eccedenti e bucherellare la superficie con un coltello appuntito.
Spennellare con il latte ed infornare a 180° per 25 minuti, fino a quando la pasta sarà ben dorata.



Con questa ricetta partecipo al contest di Leda e Claudia del blog About food "Riaccendiamo il forno"











se partecipi al mio nuovo contest
 e al contest di Mamma Papera's blog "Lievitami il cuore"

giovedì 8 settembre 2011

Salame al cioccolato

Siamo giunti alla fine, la fine di una breve esperienza capitata per grande fortuna in un momento precario e per grande fortuna anche terminata velocemente :-P
Tirando le somme però non faccio un bilancio proprio negativo, nonostante l'assoluta arretratezza e chiusura mentale per quanto riguarda la gestione aziendale e l'assurda ostilità da parte di qualcuno (fortunatamente solo una), ho trovato persone gradevoli e un'ambiente positivo e alcune persone mi dispiace quasi lasciarle, ma la vita va avanti...
eh si, perchè da lunedì inizierò un nuovo lavoro.
Spero di trovare un ambiente dinamico, colleghi simpatici e un lavoro stimolante, ma per ora è solo un salto nel vuoto, ma se i salti non si fanno alla mia età...
Per anni ho lavorato in un posto che non mi piaceva solo perchè ero comoda per tante ragioni e mai ho avuto il coraggio di cambiare per paura di trovare qualcosa di peggio e intanto mi sono abbrutita invece che crescere professionalmente e personalmente, ma adesso che son stata costretta a cambiare ho capito che si deve fare ogni tanto, perché ci si rinnova, si trovano nuovi stimoli, si smette di dare tante cose per scontate e nel contempo si cresce.
Con questa bella consapevolezza mi godrò un bel weekend lungo facendo le pulizie di casa :-P e poi inizia una nuova sfida e... incrociamo le dita...

Cosa c’è di meglio di una fetta di ottimo e semplicissimo salame al cioccolato per salutarsi?














Ingredienti per 20 persone:
250 g di biscotti secchi
150 g di zucchero
100 g di burro
100 g di cacao amaro
4 cucchiai di rum
2 uova

Tritare i biscotti non troppo finemente, metterli in una ciotola con il cacao, lo zucchero, le uova, il burro ammorbidito e il rum, impastare con le mani fino ad ottenere un composto omogeneo. Formare un salsicciotto (tagliarlo in pezzi se troppo lungo) e coprirlo prima con la pellicola trasparente e poi con la carta stagnola a formare una caramella.
Mettere in freezer per almeno 4 ore.

Io preferisco mangiarlo freddissimo, quindi lo taglio ancora congelato e lo mangio subito, le rarissime volte che non finisce tutto, lo rimetto in freezer.

lunedì 5 settembre 2011

Crostata di pesche e amaretti

Ecco, lo sapevo, è arrivato l'autunno! Ma quanta acqua è venuta giù tra ieri e oggi? 
Che il problema non si pone se si decide di passare il weekend in casa, ma quando si organizza una grigliata allora si che diventa importante.
Preparo un'ottima crostata durante un pomeriggio milanese caldo e soleggiato, si accende il fuoco per far la brace in una serata valdimagnina piuttosto umida e serena e ad un certo punto, giusto giusto quando si decide di grigliare le verdure in attesa che arrivino gli amici, giù secchiate d'acqua che avrebbe fatto straripare il Po.
Ma la grigliata non poteva essere rimandata, non avevamo pensato a comprare cibo alternativo e che fare di tutta quella carne? Braciole di agnello, cosce di pollo, tagliata di manzo, spiedini e puntine di maiale, si insomma, una varietà meravigliosa di fauna italica... 
Per fortuna questa cosa è stata ben capita anche ai piani alti, dove si è deciso, ad un certo punto, di donare nuovamente un cielo sereno privo di nuvoloni neri minacciosi.
E così abbiamo passato una bellissima serata tra amici, tra carne e verdure grigliate e un ottimo Barbaresco e poi... si, lei, la mia buonissima crostata di pesche e amaretti.


Ah, quasi dimenticavo, grazie al questo post di Alessandra di Menu Turistico ho comprato un grazioso e spero utilissimo libro di cucina "Frolla & sfoglia. Teoria e pratica dell'impasto" di Michel Roux. La ricetta della pasta brisé l'ho presa da lì e l'ispirazione per questa crostata mi è venuta guardando la sua crostata di mele. Ho cercato, laddove possibile di adattare a quella ricetta l'utilizzo di altri ingredienti. Tra un mese sicuramente proverò anche la ricetta originale.


















Ingredienti per 8/10 persone:
Per la pasta brisé: 
250 g di farina
150 g di burro 
1 cucchiaino di sale
1 uovo
1 cucchiaio di latte
un pizzico di zucchero
Per il ripieno:
900 g di pesche 
100 g di amaretti
20 g di burro
80 g di zucchero
acqua q.b.


Versare la farina a fontana su una spianatoia, mettere al centro il burro ammorbidito a pezzetti, il sale, lo zucchero e l'uovo, mescolarli e lavorarli con la punta delle dita.
Incorporare piano piano la farina, lavorando delicatamente l'impasto finché assume una consistenza grumosa.
Aggiungere il latte e incorporarlo delicatamente sempre con la punta delle dita finché l'impasto comincia a stare insieme.
Lavorare l'impasto verso l'esterno con il palmo della mano per 4 0 5 volte, finché non sarà diventato liscio, formare una palla, avvolgerla nella pellicola e mettere in frigorifero fino all'uso.
Stendere la pasta con uno spessore da 4/5 mm e foderare uno stampo da 26 cm di diametro precedentemente imburrato ed infarinato.
Preriscaldare il forno a 200°, nel contempo tritare finemente gli amaretti.
Tagliare le pesche a metà, privandole del nocciolo e ricavarne delle fette sottili. Mettere 1/4 delle pesche in una casseruola con 20 g di burro e 40 ml d'acqua, far cuocere finché non si ammorbidiscono, frullarle creando una purea e far raffreddare.
Una volta fredda versare la purea sul fondo della tortiera e livellarla con un cucchiaio, spolverare con gli amaretti e disporre un giro di fette di pesca sovrapposte ed un secondo giro interno dal lato opposto. Continuare utilizzando tutte le pesche.
Infornare per 35 minuti.
Nel frattempo sciogliere lo zucchero in 40 ml d'acqua, portare ad ebollizione e far cuocere 4/5 minuti. Far raffreddare e spennellare la superficie della torta con la glassa.
Lasciar raffreddare la torta almeno 20 minuti.
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