venerdì 25 marzo 2011

Pane saraceno alle olive profumato

Io lo sapevo che i 33 anni non avrebbero portato nulla di buono, questo è decisamente un brutto periodo, nel quale tutto sembra prendere una brutta piega, dei risvolti negativi inaspettati. Ci sono grossi problemi al lavoro, qualche incomprensione con dei cari amici, dei nuovi progetti che faticano a decollare, si insomma, uno schifo.
Poi, però, torni a casa dopo una giornata emotivamente provante, inizi a fare le pulizie in casa (la polvere, in primavera, si vede più che in tutte le altre stagioni dell'anno, i primi soli, dopo mesi di buio, la evidenziano con colori quasi sgargianti!) e improvvisamente, ti giri verso il tavolo della sala/cucina e lo vedi, un mazzo di fiori bellissimi, dai colori accesi, viola, rosso e arancione, sistemati ordinatamente in un vaso... Non dico che ho pianto, ma ci sono andata vicino.
E' proprio vero che le persone più care, la più cara, in questo caso, riescono a farti sorridere e commuovere anche nei momenti più difficili e ti tengono sempre per mano, per affrontare insieme tutte le difficoltà.

E che dire di questo pane, ieri Tiziana (la mia sempre più mitica vicina di casa, che si sta appassionando alla cucina) mi ha portato un pezzetto di pane al grano saraceno fatto da lei e nel frattempo ne stava facendo un'altro con le olive verdi (che poi mi ha portato in serata, caldo caldo, appena uscito dal forno) e quindi appena sono arrivata a casa ho acceso l'impastatrice e ho fatto anche io il pane, ci ho messo un pò quello che avevo a casa e ne è uscito questo.
I fiori nella foto sono solo per farvi un pò di invidia, non che siano finiti anch'essi nell'impasto :-P



























Ingredienti:
275 g di farina 00
225 g di farina di grano saraceno
12 g di lievito di birra
1 cucchiaino di sale
acqua q.b.
80 g di olive nere denocciolate
3 rametti di rosmarino
1 manciata di foglie di salvia

Mettere entrambe le farine nell'impastatrice, aggiungere il lievito e un pò d'acqua ed iniziare ad impastare, aggiungere acqua di tanto in tanto, fino ad ottenere un impasto morbido e omogeneo (circa 10 minuti). A questo punto aggiungere il sale, le olive nere denocciolate e gli aromi tritati. Continuare ad impastare fino a quando gli ingredienti non saranno bene amalgamati. Formare una palla, spolverarla di farina e metterla in una ciotola, coperta da uno straccio umido, e far lievitare per 2 ore. Sgonfiare l'impasto con le mani e lavorarlo per altri 4/5 minuti. Ungere uno stampo da ciambella con dell'olio e spolverarlo di farina. Mettere dentro l'impasto, con il quale avrete formato una corona, e far lievitare ancora per mezzora. Infornare a forno caldo a 200° per 35/40 minuti.


Grano saraceno mon amourCon questa ricetta partecipo al contest di Lia del blog Montagne di biscotti, "Grano saraceno mon amour"





lunedì 21 marzo 2011

Il Danubio che sfocia a sud del Gargano

Sono già tre mesi ormai che dico che anche io vorrei partecipare all'MTChallange, ma non mi sono mai messa troppo d'impegno, quindi ho sempre perso il treno.
Stavolta però il soggetto della sfida era un lievitato e come non partecipare proprio ora che ho il nuovo aiutante in cucina?
Sabato, complice una bellissima giornata primaverile, ho fatto in giro al mercato, non dico che mi son portata i soldi contati, ma quasi, non volevo esser presa dalla mia solita mania di comprare troppa roba, che poi comunque non sarei riuscita a mangiare.
Alla burrata proprio non ho saputo resistere!
Corro a casa, ne mangio un abbondante pezzetto (come non coccolarsi con della burrata fresca?) e parte decido che la voglio usare per il mio danubio, che intendiamoci, non l'ho nemmeno mai assaggiato, quindi era una scoperta a tutto tondo. Mi sa che ho pensato troppo al danubio, tant'è che è venuta giù tanta di quell'acqua...
Ma non facciamoci caso, il risultato mi sembra buono, dico sembra perchè non avendolo mai mangiato prima, si potrebbe trattare di autocelebrazione, ma magari non c'entrar nulla con l'originale :-P
In rosso gli ingredienti che ho variato dalla ricetta base di Tery.

















Ingredienti:
Per l'impasto:
500 g di farina (300 g manitoba, 200 g farina di ceci)
150 g di latte 
80 g di strutto
40 g di zucchero
20 g di burro
10 g di lievito di birra
3 tuorli ed 1 uovo intero
1 cucchiaino di sale 
1 cucchiaino di miele
Per il ripieno:
1 cima di broccoletto
150 g di burrata
1 scalogno piccolo
sale, pepe

Sciogliete il lievito nel latte tiepido insieme al cucchiaino di miele. Una volta sciolto aggiungere la farina e iniziare ad impastare.
Unite l'uovo interno e 2 tuorli (uno tenetelo da parte), lo zucchero ed impastate fino ad assorbimento.
A questo punto aggiungere l'ultimo tuorlo rimasto con il sale e fate assimilare completamente all'impasto.
Quando le uova saranno completamente amalgamate unite lo strutto e il burro e impastate fino a che non siano completamente assorbite.
A questo punto continuate ad impastare fino a che l'impasto non sia incordato.
Per rendervi conto vedrete che man mano l'impasto diventerà liscio, lucido e pulirà la ciotola.
Quando arriverete a questo punto fate la prova del velo, cioè staccate un pezzetto e stendetelo finchè non riuscirete a vederne la trasparenza. Se si rompe prima di arrivare a questo punto dovrete continuare ad impastare.
Quando l'impasto sarà incordato mettere a lievitare in luogo tiepido fino al raddoppio.
Trascorso il tempo necessario (circa 2 ore), sgonfiate l'impasto e formate un salsicciotto. Da questo ricavatene tanti pezzetti da circa 30 grammi l'uno, schiacciateli  con le mani per formare dei dischi e porvi al centro il ripieno di broccoletti (bolliti e saltati in padella con uno scalogno, olio evo e un'abbondante spolverata di pepe) e burrata.
Chiudete i dischi sigillandoli sul fondo in modo da formare un paninetto. Nel sigillare, cercate di stendere la superficie della pasta in modo da non formare grinze e avere un effetto liscio. 
Formate tutte le palline, imburrate una teglia da 28 cm e disponete i paninetti vicini, ma non attaccati. Far lievitare fino al raddoppio in forno tiepido.
Spennellate con del latte o con del tuorlo sbattuto per un effetto più colorito e infine procedere alla cottura  in forno caldo a 220° per 10-15 minuti. 

Con questa ricetta partecipo all'MT Challange di marzo

mercoledì 16 marzo 2011

Torta di formaggio alle mandorle e arancia... e un budino, cercando di salvare capra e cavoli

Ieri ho fatto un disastro in cucina, ho spappolato una torta di formaggio appena fatta uscire dal forno. 
Avevo ancora un pò di Quark da finire, dopo aver fatto la Goldtröpfchen Torte, così Christa mi ha omaggiato di un'altra ricetta delle sue parti, la Topfentorte, che altro non è, che una torta di formaggio, appunto.
Alla ricetta mi sono solo ispirata (si, solo di ispirazione si tratta, dato che poi come al solito ho fatto a modo mio, togliendo, aggiungendo), ma ho tralasciato il punto più importante, dove diceva "far raffreddare prima di sformare"!!!. :-|
E io che avevo fatto una bella coroncina di fette d'arancia alla base della tortiera... stando attenta a cospargere di zucchero la superficie, prima di disporle con ordine... in modo che in cottura si caramellassero... creando un bel cappottino croccante alla mia torta... 
Quando l'ho tolta dal forno sembrava perfetta, il formaggio era bello gonfio e anch'esso aveva formato una bella crosticina... 
La pazienza non è una delle mie virtù, questo lo so da sempre, ma in questo caso ero più che altro ansiosa che le arance non si staccassero dal bordo della tortiera, quindi ci ho messo un bel piatto sopra, giusto che ne coprisse l'intero diametro et voilà, ho girato la torta con un movimento rapido e deciso. 
C'è stato un rumore sordo, un plof, ho subito avuto paura a rimuovere la tortiera, temendo il peggio. 
Mi sono fatta coraggio... ho pianto! 
(metaforicamente, ovvio, mi piaceva l'effetto della frase :-P)

Non mi sono persa d'animo però, ho recuperato le fette d'arancia e ne ho foderato un altro stampo, più piccolo (uno da budino, per intenderci), ho recuperato la farcia, ci ho aggiunto del latte e un cucchiaino di fecola di patate, eliminando tutti i grumi e ho portato ad ebollizione, mescolando continuamente con la frusta. Ho fatto bollire per un minuto e poi ho versato il "budino" nello stampo e infine l'ho messo a raffreddare in frigorifero. Non contenta e siccome comunque non potevo, a questo punto, portarlo ai genitori di Filippo (lui come cavia va bene, ma le altre persone è meglio non avvelenarle) l'ho congelato e poi mangiato come se fosse un semifreddo.

La foto che vi faccio vedere è quella dell'errore che n'è uscito, molto buono, non lo nego, a voi invece consiglio di fare quella scritta qui sotto, ricordandovi di far raffreddare il dolce nello stampo prima di sformarlo! :-)


















Ingredienti per 8/10 persone:
200 g di quark magro
130 g di zucchero
100 g di mandorle
100 g di burro
2 uova 
2 arance

Lavorare 100 g di zucchero con il burro a temperatura ambiente per circa 3 minuti, con una frusta elettrica, fino a quando non sarà diventato spumoso. Incorporare i tuorli d'uovo, uno alla volta e continuare a mescolare. Unire il succo di mezza arancia, il quark magro e le mandorle, finemente tritate. Montare gli albumi a neve fermissima, aggiungendo un pizzico di sale e incorporarli al resto degli ingredienti, mescolando dal basso verso l'alto, per non smontare gli albumi.
Ungere una tortiera con del burro e cospargerla con lo zucchero rimasto. Foderare lo stampo con delle fette d'arancia sottili, intere sul fondo e a metà su tutto perimetro dello stampo, versare il composto all'interno e infornare a 160° per 45/50 minuti.
Sformare il dolce solo una volta freddo.

lunedì 14 marzo 2011

Paccheri ai carciofi

Sabato ve l'avevo detto, che la festicciola organizzata per l'ottavo compleanno mi ha lasciato dei traumi indelebili. 
Le lamentele e i piagnucolii si verificano ogni anno, manco fossi una donna che ha appena partorito, che è in preda a dei generosissimi sbalzi ormonali.
Ieri avevo la lacrimuccia facile, complice la giornata uggiosa, complice il fatto di non aver organizzato nulla per festeggiare e dover quindi rimanere in casa (lo so, sono io che decido così, ma alla fine non siamo mai contenti :-P), complici i numerosi capelli bianchi, complice il fidanzato che ti fa emozionare con regali inaspettati, complice la consapevolezza che l'età avanza... si insomma, avrei potuto piangere anche al buongiorno della vicina di casa (Tizi, grazie per la crostata, era buonissima!) e in effetti ci sono andata vicino :-P
Finalmente il peggio è passato, appena scoccata la mezzanotte il tempo sembra tornare a scorrere in modo normale e il delirio psichedelico del 13 marzo sembra acquietarsi... rimane la casa invasa da fiori e piantine, viole, gerbere, primule, girasoli (ogni fiorellino mi ha fatto scendere la lacrimuccia), il profumo di pane fatto con il nuovo regalo della mamma, la melodia che più ami suonata al piano dalla persona più importante e un viaggio da fare insieme...
Buon compleanno!















Ingredienti per 2 persone:
20/25 paccheri 
3 carciofi
5/7 pomodori secchi sottolio
grana grattugiato
pan grattato
olio evo 
sale, pepe

Pulire i carciofi eliminando le foglie esterne, parte del gambo, la punta e la barbetta interna e metterli a bagno in acqua e limone. Scolarli e affettarli finemente. Stufarli in una padella con sale grosso e olio evo. Nel frattempo cuocere i paccheri in abbondante acqua salata, scolandoli un paio di minuti prima che la cottura sia terminata, unirli ai carciofi e ai pomodori secchi sottolio, tagliati a pezzetti. Amalgamare bene al condimento e disporre in una teglia da forno. Cospargere con abbondante parmigiano, pepe e con del pangrattato, precedentemente fatto abbrustolire in padella con un goccio d'olio. 
Gratinare in forno a 200° per 5 minuti.

La casa si è riempita di nuovi colori...











e inebrianti profumi...

sabato 12 marzo 2011

Torta di formaggio con goccioline dorate (Goldtröpfchen Torte)

Non amo tanto fare i dolci, soprattutto se devo mettermi lì e seguire delle ricette passo passo, perché di solito riesco a perdermi dei passaggi fondamentali per la buona riuscita del dolce. In settimana, però, ho avuto la possibilità di andare in Germania per un paio di giorni, per lavoro e in aeroporto sono riuscita a fare una scappata veloce al supermercato per comprare il Quark.

Questa torta io l'adoro, la dispensatrice di queste prelibatezze d'oltralpe è la mia amata Christa, la stessa della Käsesuppe, che quando vado a Berlino mi coccola con queste tortone ipercaloriche, ma anche iper gustose.

L'ho fatta per consolarmi per l'arrivo del mio trentatreesimo compleanno, che festeggerò privatamente, mangiandomela tutta da sola :-P

All'età di 8 anni mia mamma mi ha organizzato l'unica festa di compleanno della mia vita (la condivisione di una torta non fa testo), complice un trasloco dall'appartamento al piano di sopra ad uno al piano sottostante, che al momento era completamente vuoto. E' stato un vero e proprio trauma e le conseguenze me le porto dietro ancora oggi. 
C'erano alcuni compagni di scuola e alcune amichette con le quali solevo giocare nel pomeriggio, in teoria dovevano esser tutti lì per me, giocare con me, ma io ho passato tutto il pomeriggio a lamentarmi e piagnucolare, perché, essendo 2 gruppi ben distinti, io non riuscivo ad essere al centro dell'attenzione di entrambi e alla fine non mi cagava nessuno. 
Adesso preferisco festeggiamenti intimi, senza organizzare nulla, e mi lascio sorprendere da chi mi sta accanto.
E quindi, tanti auguri a me (in anticipo di un giorno), a tutti quei capelli bianchi bastardelli che oramai hanno fatto capolino sulla mia testa e a tutti i pesciolini che nuotano nel mare della mia vita, siete tanti e vi adoro tutti quanti.




















Ingredienti:
Per la pasta frolla:
200 g di farina 00
75 g di zucchero
75  g di burro freddo
1 cucchiaino di lievito
1 presa di sale
1 uovo
Per la farcia:
750 g di Quark magro
150 g di zucchero
3 tuorli
1 bustina di zucchero vanigliato
1 confezione preparato per budino alla vaniglia
Succo di ½  limone
150 ml di olio di girasole
½ lt di latte
Per la meringa:
3 albumi
100 g di zucchero

Impastare la farina, il lievito, 75 g di zucchero, 1 uovo intero e il burro a pezzi fino ad ottenere un impasto liscio e morbido. Far raffreddare ½ h in frigorifero. 
Utilizzare i 2/3 dell’impasto come base di una tortiera di 26 cm di diametro precedentemente imburrata, utilizzare il resto della pasta per fare un bordo alto e sottile da stendere per tutto il perimetro della tortiera.
Mescolare 3 rossi d’uovo con il formaggio, 150 g di zucchero , lo zucchero vanigliato, la preparato per budini, il succo di limone e l’olio.

Aggiungere il latte a piccole dosi, e mescolare fino a quando non otterrete un composto liquido.
Mettere il composto nella teglia  e cuocere in forno preriscaldato (elettrico: 200°, gas: livello 3, ventilato: 175°) per 45-50 minuti.
Montare i 3 albumi a neve ferma e aggiungere lentamente 100 g di zucchero.
Spalmare la meringa ottenuta sulla superficie della torta e infornare (elettrico: 175°, gas: livello 2, ventilato: 150°) per altri 20 minuti.



Le goccioline dorate compariranno durante il raffreddamento della torta (consiglio di fare uno strato di meringa più basso di quello che vedete nelle foto, stavolta di goccioline me ne sono uscite pochissime e penso che il motivo sia proprio quello).

Il Quark io di solito lo trovo al Natura Sì, in caso non ci fosse nelle vostre città, vi consiglio di fare un salto in Austria o Germania, che lì lo trovate di sicuro. Il bagaglio però sarete costretti ad imbarcarlo, se volate in aereo, si intende.

martedì 8 marzo 2011

Treccia di pane ai semi di papavero

Ho sviluppato una dipendenza ancor prima di avere l'oggetto che la causa!
Vi ricordate la ricetta del Pan brioche? Per farlo mi ero fatta prestare l'impastatrice dalla mia vicina di casa Tiziana. Sabato sera, prima di restituirgliela, ci ho giocato ancora un pò, ho fatto un fantastico impasto per la pizza, che poi la sera lei e Filippo hanno mangiato in mia compagnia. Cos'aveva questo impasto di tanto speciale rispetto al solito, vi chiederete voi? Generalmente lievita, anche bene, ma stavolta è letteralmente esploso, la ciotolona non lo teneva più da quanto era cresciuto, un'esperienza fantastica. Così ci ho fatto 4 teglie di pizza e poi questa treccia di pane, perché le teglie erano finite :-P


















Ingredienti:
500 g di farina manitoba
500 g di farina 00
25 g di lievito di birra
1 cucchiaio (abbondante) di sale
acqua q.b.

Mettere tutti gli ingredienti solidi nell'impastatrice, farli amalgamare bene e aggiungere piano piano l'acqua tiepida (io ne ho aggiunti più o meno 3 bicchieri e 1/2). Impastare per almeno 15 minuti. 
Formare una palla e far lievitare in luogo caldo e asciutto per 2 ore, formare la treccia (o la forma che più vi piace) e lasciar  lievitare per un'altra mezzora, coperta con uno strofinaccio.
Nel frattempo preriscaldare il forno a 200°, spennellare la superficie della treccia con del latte e cospargere di semi di papavero. Cuocere in forno per circa 30/35 minuti.

La lavorazione dell'impasto è sicuramente da perfezionare, è la prima volta che uso l'impastatrice anziché l'olio di gomito, ma il risultato è davvero sorprendente. E poi la mamma me la regala per il compleanno, almeno posso giocarci senza doverla restituire :-D grazie mammaaaaaaaaaa!!!!!

lunedì 7 marzo 2011

Chiacchiere al forno

Sabato, a Milano, abbiamo avuto un autentico assaggio di primavera. Tra l'altro, già da dimenticare, viste le temperature che, almeno qui al nord, ci attendono per questa settimana. Comunque, non serve demoralizzarsi, in questi casi bisogna necessariamente restare aggrappati, con forza, ai ricordi felici... torniamo a sabato!
Ci sono dei chiari segni che istintivamente ci fanno capire che il cambio di stagione è finalmente arrivato, si lo so, è dal primo raggio di sole invernale che ne parlo, ma stavolta il chiaro segno è arrivato. Il mio piccolo balconcino ha ripreso vita!
Sono state potate le clematidi che, tra l'altro, noncuranti del gelo che sta per arrivare, hanno già iniziato a germogliare, 


ho riempito i vasi di primuline colorate, 
il pavimento è stato ben pulito e così sedie e tavolino, che fanno bella mostra nel metro quadro che costituisce il mio balconcino di città. 
Ho lavato anche la tenda, era diventata il ricovero di coccinelle infreddolite, che però hanno potuto gioire del volo in una bella giornata di sole. 
Un minuto di silenzio per le tre che, invece, sono finite in lavatrice... mi spiace, ma si erano nascoste bene.

Finita l'opera di giardinaggio casalingo, mi sono messa in cucina. Ho invitato un'amica per il tè e direi che, anche se a Milano il carnevale si festeggia la prossima settimana e in realtà io sono almeno 20 anni che non lo festeggio più, non potevano mancare le chiacchiere. Rigorosamente al forno però, data la mia reticenza a friggere. 
Nell'impasto ho aggiunto un pò di vino cotto di fichi, sto cercando di smaltirlo dalle cartellate di Natale, ma ormai ce l'ho quasi fatta, in alternativa può essere usato del Marsala, più facilmente reperibile.

















Ingredienti per 6/8 persone:
250 g di farina
35 g di burro
25 g di zucchero
2 uova
2 cucchiai di vino cotto di fichi
1 pizzico di sale
1/2 bustina di lievito per dolci
1/2 limone (scorza)

Mettere la farina a fontana su una spianatoia, metterci al centro lo zucchero, un pizzico di sale, il lievito, la scorza di 1/2 limone, le uova, precedentemente sbattute, il vino cotto e il burro, lasciato ammorbidire a temperatura ambiente per una ventina di minuti. Lavorare tutti gli ingredienti, fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo, ricoprirlo con della pellicola trasparente e lasciar riposare mezzora a temperatura ambiente.
Stendere la pasta con l'aiuto dell'apposita macchinetta, ricavando delle sfoglie abbastanza sottili, ritagliarle in rettangoli 6x10, con la rotella dentellata e praticare 2 tagli nel centro di ogni rettangolo.
Mettere su una placca da forno, ricoperta di carta e infornare per 5/6 minuti a 180°.
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