sabato 26 febbraio 2011

Torta al cocco e amarene

Finalmente, dopo che mi frulla nella testa già da un sacco di tempo, ho l'occasione di preparare e far recapitare un mio dolce ai Jolly Roger
Chi sono, vi chiederete voi? E' il gruppo con cui suona la mia adorata cavia :-)
Vado spesso ai loro concerti e mi hanno sempre regalato ottima musica, The Who TributeThe Wall live show dei Pink Floyd e tanto altro... 
Ma adesso qualcosa è cambiato, hanno iniziato con un paio di pezzi inediti, che svelano, finalmente, la vera anima del gruppo. Al momento sono in lavorazione, in sala prove, ma presto li proporranno anche al loro fedelissimo pubblico.
E quindi penso che questo bel passo sia da festeggiare con un dolce, proprio dove anche loro sfornano, metaforicamente, nuove creazioni.

Le dosi sono, come solito, frutto dell'ispirazione del momento, quindi fate pure di testa vostra, qui non c'è lo zampino di nessun mastro pasticcere!

















Ingredienti per 8/10 persone:
150 g di farina 00
80 g di farina di cocco
80 g di burro
70 g di zucchero di canna
70 ml di latte
2 uova
1 bustina di lievito vanigliato
amarene sciroppate Fabbri

In una ciotola mischiare la farina 00, il cocco, lo zucchero e il lievito, in un'altra ciotola montare i tuorli con il burro a temperatura ambiente e aggiungere a poco a poco il latte, unirli agli elementi solidi e amalgamare il tutto. Montare gli albumi a neve fermissima, con un pizzico di sale e aggiungere anch'essi all'impasto, mescolando dal basso verso l'alto, stando attenti a non farli smontare.
Foderare una teglia da 24 cm di diametro, con carta da forno, versarvi dentro l'impasto e bagnarlo con lo sciroppo di amarene. Con l'aiuto di una forchetta, fare dei solchi nell'impasto, in modo che lo sciroppo di amarena si mescoli agli altri ingredienti, ma non in modo uniforme.
Ricoprire infine la superficie con una dozzina di amarene, che verranno assorbite in cottura. 
Infornare a forno preriscaldato a 180° per 35/40 minuti.
Una volta cotta, fare dei fori con uno stuzzicadenti e bagnare, generosamente, con lo sciroppo di amarene, in modo che penetri nel dolce, infine decorare la superficie con le codette di cioccolato.

Con questa ricetta partecipo al contest di Chiara e Angela del blog Sorelle in pentola, in collaborazione con Fabbri "Amarena amore mio"

mercoledì 23 febbraio 2011

Plum cake saraceno con banane e amaretti

La banana non è proprio uno dei miei frutti preferiti, generalmente la mangio solo nella sua versione originaria, prima che raggiunga la completa maturità, per tutto il resto è un frutto inesistente, che quasi quasi nemmeno mi piace. 
Settimana scorsa ne ho comprate 3, belle grandi, per mia mamma, un paio di giorni fà mi telefona e mi dice: "quando vieni, portati anche quelle 3 banane perché io non le mangio, per me son troppo grandi"!!! Ovviamente al fatto che io non le gradisco per niente, nemmeno le è passato per l'anticamera del cervello.
E quindi avevo ste 3 banane, già fin troppo mature (per i miei gusti) per esser mangiate e quindi che ne potevo fare? Bè, diciamo che una è sparita la sera stessa, immersa a tocchetti nel cioccolato fondente fuso. Una supercoccolissima che mi son concessa e le altre 2???
Nei giorni scorsi ho visto un sacco di post con protagonista la banana, appunto, ma niente che potesse aiutarmi nell'abbattimento delle barriere che il mio cervello ha costruito. Ho deciso, quindi, di fare completamente di testa mia, facendomi ispirare in corso.
Volevo una cosa rustica, in realtà per attenuare il sapore fortissimo e distinguibile delle banane, mi son lasciata ispirare da questa e ho deciso, quindi, che sarebbe stata con il grano saraceno e poi ci ho aggiunto quello che mi capitava sottomano, finendo un pò di cose, che ormai avevo da tempo in dispensa.


















Ingredienti per 1 stampo da plum cake:
150 g di farina di grano saraceno
70 g di zucchero
50 g di amaretti
50 ml di latte
50 ml di olio di arachidi
2 uova
2 banane
1 bustina di lievito per dolci

Frullare gli amaretti, fino ad ottenere una farina, unirla alla farina di grano saraceno, allo zucchero e al lievito, mescolare bene.
Sbattere i torli d'uovo con il latte e unirli al composto, aggiungere l'olio e amalgamare bene il tutto.
Montare gli albumi a neve fermissima, con un pizzico di sale e incorporarli al resto dell'impasto, mescolando lentamente dal basso verso l'alto, in modo che non si smontino.
Aggiungere infine le banane tagliate a fette. 
Mettere il composto in uno stampo da plum cake, foderato con carta forno e decorare la superficie con delle fette di banana e degli amaretti interi, infine spolverare con lo zucchero.
Infornare a 180° per 50 minuti.

Torta bellissima, fino a quando se n'è stata bella al calduccio nel forno, poi appena tirata fuori, gli amaretti in superficie son stati risucchiati negli abissi. Chissà come mai si son formati sti crateri, qualcuno me lo dice?
Con mia enorme sorpresa, però, il dolce è buonissimo, eppure al primo assaggio, appena sfornato, non mi aveva convinto, ma poi, appena diventato freddo, l'ho davvero apprezzato.
Non penso che lo rifarò, vedi sempre la storia della mia avversione alle banane, ma se qualcuno lo facesse e non gli si sgonfiasse, non è che mi può venire a dire come ha fatto? Grazie. :-)

martedì 22 febbraio 2011

Involtini di platessa, spinaci e pomodori

Mangiare da sola non mi piace, spesso finisco per mangiare un tramezzino pieno di schifezze, seduta davanti alla tv, con il pc in mano e i piedi sul tavolino. No, non si fa, non è una cosa sana, la digestione ne risente, ma chi ha voglia di apparecchiare la tavola???
A volte però mi coccolo e mi preparo cose buone e mi impongo di metter la tovaglia, con tanto di piatto (si, mi capita anche di mangiare direttamente dalla pentola) e mangio tranquilla, in una posizione consona.
Ieri avevo voglia di pesce, lo mangio spesso, mi piace proprio tanto, ma evito come la peste la frittura o cotture non propriamente adatte al mio livello di colesterolo. Come rendere saporiti dei filetti di platessa? Loro, poverini, non è che abbiano tanto gusto, quindi mi è venuto in mente quel bel barattolino di pomodori secchi sott'olio (per quelli freschi aspetto ancora un pò), non copriranno il gusto delicato (inesistente) del pesce? No no no, ve lo garantisco. 
E poi la crosticina... 

 
















Ingredienti per 2 persone:
4 filetti di platessa
250 g di spinaci freschi
5 pomodori secchi sott'olio
pangrattato
parmigiano grattugiato
olio evo
sale, pepe
4 fili di erba cipollina

Far stufare gli spinaci in un dito acqua salata, con il coperchio. Scolare bene e far intiepidire.
Farcire i filetti di platessa con un pò di spinaci e un pomodoro, arrotolarli ad involtino e chiuderli con un filo di erba cipollina. Disporre gli involtini in una teglia, unta d'olio, cospargerli con un pò di parmigiano, pangrattato e irrorarli con un goccio d'olio evo. Salare e pepare. Cuocere sotto il grill del forno per 15 minuti.

Con tutte ste polemiche sul festeggiamento del 17 marzo, secondo me il mio subconscio ha accostato questi 3 colori, il bianco, il verde e il rosso, per ribadire che checché ne pensino i leghisti, e tutti coloro che si accostano al loro pensiero, l'Italia è una e unita e che questo dato di fatto non può esser messo in dubbio da un gruppo di invasati che vorrebbero la situazione fosse diversa. Quindi io il 17 marzo lo festeggio, festeggio il 150° dell'unità d'Italia e non ho intenzione di barattare questa festa con la festa dei lavoratori, il 1° maggio. Capito Calderoli???



Con questa ricetta partecipo al contest di Antonella del blog La cucina di Antonella, "Ricetta per un' Italia Unita o per l' Unità d'Italia"

domenica 20 febbraio 2011

Lettere d'amore per Pinù e Masterchef

Il mese scorso mi è arrivata, con mia enorme sorpresa, una mail da Magnolia TV, mi dicevano che avevano visto il mio blog e che sembravo molto brava e originale e mi chiedevano se mi interessava partecipare ai casting  di un nuovo talent per aspiranti chef. 
Ho detto di si.
Per i provini dovevamo portare qualcosa preparato da noi. Siccome a disposizione ci mettevano solo un microonde per scaldare e ci avevano chiesto di fare qualcosa di non deperibile, ho scelto di portare questi dolcetti.

















L'idea è nata la scorsa settimana, Pinù (la mia adorata maestra delle elementari) veniva a bere il tè, le ho chiesto cosa potevo preparare e lei mi ha detto di fare qualcosa senza lo zucchero, è diabetica, così guardo un attimo in dispensa e ci trovo delle amarene sciroppate, del cioccolato fondente, del cocco, poi apro il frigo e guardo la ricotta e poi penso alla pasta fillo nel freezer... Il dolce era pronto! A parte le amarene, pochissime, non mi sembrava ci fosse niente di pericoloso per la sua salute, non avevo aggiunto zucchero e non ci avevo messo nemmeno le uova. Ne ha mangiati ben 2 e quelli avanzati glieli ho messi in un sacchettino, da portare a casa.
In quell'occasione ho scelto questi dolcetti come piatto da portare ai casting, con qualche piccola modifica, per i non diabetici.

Ricordo gli scontri, le litigate, le sberle (all'epoca le maestre non andavano in galera, se ti davano un ceffone ampiamente meritato), ma nonostante tutto questo, adesso che siamo entrambe donne, mi è rimasto l'affetto e la sensazione che avevi capito come ero fatta, con tutte le mie contraddizioni e le mie paure.
Mi hai fatto appassionare alla lettura, con Gelsomino nel paese dei bugiardi, mi hai fatto appassionare alla grammatica, con quelle piccole schede da compilare, mi hai fatto semplicemente appassionare alla vita.
Dato che sono stati i tuoi insegnamenti a farmi diventare, in parte, quella che sono, volevo dedicarti, con immenso affetto, queste lettere d'amore, le ho scritte e conservate durante i 20 anni in cui non ci siamo viste, in risposta a quella che mi hai scritto tu e che ancora custodisco gelosamente. Grazie Pinù.

















Ingredienti per 20 fagottini:
40 fogli di pasta fillo 10x10
500 g di ricotta di pecora
2 tuorli d'uovo
2 cucchiai di zucchero
3 cucchiai di cocco in polvere
20 amarene sciroppate Fabbri
Per decorare:
albume d'uovo per spennellare
100 g di cioccolato fondente
cocco in polvere
amarene

Mescolare la ricotta con i 2 tuorli d'uovo, lo zucchero e il cocco. Scolare le amarene dal loro succo e tagliarle a pezzetti abbastanza grandi ed incorporarle alla ricotta.
Riempire con un cucchiaino di composto la metà dei fogli di pasta fillo, formare un triangolo unendo le estremità, ripiegare le punte dei 3 lati verso l'interno, a formare una bustina. Spennellare con l'albume d'uovo. Ricoprire ogni bustina con un'altro foglio di pasta fillo, seguendo lo stesso procedimento. spennellare con l'albume d'uovo e infornare a 180° fino a doratura. 
Sciogliere il cioccolato fondente a bagno maria, ricoprire metà fagottino, spolverare la superficie di cocco in polvere e porre mezza amarena al centro, come se fosse la cera lacca che chiude la busta. Far raffreddare su una graticola. E mangiarne a volontà.

Con questa ricetta partecipo al contest di Chiara e Angela del blog Sorelle in pentola, in collaborazione con Fabbri "Amarena amore mio"






al contest di Fabiana del blog Tagli e intagli, "100% original"






concorso ricette con la pasta fillo
e al contest di Ancutza del blog Matrioska's adventures, "Ricette con la pasta fillo"

venerdì 18 febbraio 2011

Chicche di patate con lardo, fave e cozze

A volte pensare a come nascono i piatti che cucino, mi fa un pò sorridere.
Stavo chiacchierando con Silvia, abbiamo fatto un pò di brain storming a riguardo di preparazioni un pò "particolari", utilizzando il lardo e piano piano nella mia mente si è configurato questo piatto.
Se le cozze stanno benissimo con i fagioli, perché non metterle anche in abbinamento alle fave? E se le fave stanno benissimo con la pancetta, perché non utilizzare il lardo?
Si, insomma, alla fine l'idea finale è questa, avrei preferito le fave fresche, ma aihmé in questo periodo non si trovano, quindi mi sono dovuta accontentare di quelle surgelate
Tra un paio di mesi magari avrò occasione di rifarlo con le fave fresche e vi dirò se farò variazioni alla ricetta, intanto...

















Ingredienti per 4 persone:
Per le chicche:
600 gr di patate a pasta farinosa 
150 gr di farina
1 cucchiaio di grana grattugiato
sale
Per il condimento:
200 g di cozze già pulite
200 g di fave
30 g di lardo di Arnad
sale, pepe

Lavare le patate e farle bollire con la buccia in acqua salata, finchè non saranno diventate morbide. Pelarle quando ancora sono calde e schiacciarle con lo schiacciapatate. Aggiungere la farina e il formaggio e impastare, fino ad ottenere un impasto omogeneo. Formare dei serpentelli di 1 cm di diametro e ricavare con il coltello dei piccoli quadratini. Spolverare di farina in modo che non si attacchino e lasciar riposare su una spianatoia.
Nel frattempo tagliare il lardo a listarelle e farle appassire in una padella antiaderente. Aggiungere le fave e un pizzico di sale, coprire e far cuocere per una ventina di minuti a fuoco lento.
Frullare a purea metà del condimento e tenerla da parte.
Cuocere le chicche di patate in abbondante acqua salata, quando saranno venute a galla, scolarle e metterle nella padella insieme alle fave, alle quali avrete aggiunto le cozze sgusciate, precedentemente pulite  e cotte a fuoco vivo in un tegame capiente, senza condimenti, e la purea.
Fare amalgamare il tutto con 3 cucchiai di acqua di cottura e servire con una spolverata di pepe fresco, decorando con un paio di cozze ancora nel loro guscio.

Ringrazio Gaia e Tiziana, dispensatrici ufficiali di piatti e stoviglie per le mie foto, per aver fatto da cavie per questo esperimento culinario e per aver fatto da assistenti nella fase fotografica. Su, la prossima volta andrà via più liscia. :-P

Con questa ricetta partecipo al contest di Eleonora del blog Burro e Miele, "Piatti unici"

martedì 15 febbraio 2011

Confettura di arance rosse e zenzero

Lo sapete tutti, mi sento come se fosse già arrivata la primavera (anche se il tempo fa proprio schifo!) e quindi penso ormai di essere agli sgoccioli per la preparazione delle marmellate e confetture con la frutta invernale.
La marmellata di kiwi è già quasi finita, è tanto bello che a Filippo piaccia spesso quello che cucino, però questa cosa ha anche i suoi contro, lui spesso non è arginabile e quindi devo prevedere di prepararne sempre in abbondanza, altrimenti al 21 marzo non ci arriva niente.
Questa confettura l'ho fatta anche lo scorso anno, dopo essere stata folgorata da quella mangiata a colazione all'Hotel Corona di Bagni di Lucca, in occasione del nostro breve tour alla ricerca dei ponti del diavolo (in realtà era per festeggiare il mio compleanno, ma non lo ammetterò mai! :-P).
All'atto della prenotazione: "se le fa piacere, con soli 10 euro in più le diamo una camera con la vista sul fiume" - "no grazie, mi va bene qualsiasi camera, però dato che sarà il mio compleanno, se vuole farmi un regalo e accomodarci nella camera con vista fiume, allo stesso prezzo...". Non ci crederete, ma ci hanno accontentato!
Siccome, come avrete notato, ho la faccia come il c**o, le richieste al proprietario mica son finite con la camera con vista, perché non indurlo a raccontarmi la ricetta della confettura, riempiendolo di lusinghe e impietosendolo un pò per via del compleanno? :-P 
Se lo scorso anno l'avevo seguita quasi fedelmente, eliminando sempre un pò di zucchero, questa volta lo zucchero l'ho limitato in modo drastico, avendo come risultato una confettura di arance amara e in più ci ho aggiunto un pizzico di zenzero, che male non fa mai.

















Ingredienti:
1,3 kg di arance rosse
400 g di zucchero di canna
3 cucchiaini di zenzero

Incidere la buccia delle arance con una forchetta in più punti e metterle a bagno, in acqua, per 24 ore, cambiando l'acqua 3 o 4 volte.
Affettare le arance molto finemente e farle appassire in un tegame antiaderente a fuoco molto basso per 20 minuti, a quel punto aggiungere lo zucchero e lo zenzero e far cuocere a fuoco lento per un'oretta o fino a quando non avrà raggiunto la consistenza da voi desiderata.

Nel frattempo, sterilizzare i barattoli, così, invasare la marmellata a caldo, chiuderli ermeticamente e farli raffreddare capovolti.

Non vi dirò di usare arance bio, perché io in prima persona ho utilizzato quelle che avevo in casa, quindi spero che venga buona lo stesso e se voi le avete bio, bè, tanto meglio!

Quel bellissimo tulipano arancione nella foto fa parte di un mazzo meraviglioso che Filippo mi ha regalato ieri, non amo San Valentino e son sicura che anche per lui non significa niente, quindi la reputo una pura coincidenza, però quel mazzo di fiori, il primo che mi regala, mi ha riempito proprio il cuore di gioia.

Con questa ricetta partecipo al contest "gli agrumi" di Cinzia del blog Il ricettario di Cinzia. 
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